70. Felicità

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da qui

Viene una specie di vertigine a guardare la valle da quassù; la forza di gravità, che schiaccia sulla terra come una condanna, non ha più potere; ci si libra in pensieri rarefatti; i problemi, le ansie, le paure, perdono peso, diventano sottili e inconsistenti. Finalmente un’oasi di pace, Yehochoua, goditi il distacco dal fardello della gente, scròllati i lamenti dei malati, le angosce dei poveri, le grida degli oppressi.
Sei bellissimo, te l’hanno detto?
Cos’è che ti riporta a terra e ti schiaccia di nuovo sotto il peso, anche qui sopra?
Lasciami in pace.
Cerchi di guardare in lontananza: i monti contrapposti, all’orizzonte, sono una macchia scura abbracciata dall’azzurro.
Sei giovane, hai la forza di un toro, e la lasci avvizzire inutilmente.
Le nubi sono quasi trasparenti, ali di angeli che ignorano il dramma del corpo, degli istinti.
Sei venuta fino a qui?
Shlomstione ha l’odore forte della quercia, la dolcezza del fico.
Sono sempre con te, ti seguo anche nei sogni.
Là sotto si intravedono le case: rifugi di umani esposti a ogni intemperia.
Sei convinta che ceda, prima o poi.
La donna è avvolta in un velo trasparente che non nasconde nulla.
Pensa al successo che otterresti, se solo sfruttassi il tuo potere.
I campi di Galil sono un panno verde, di quelli dove gli uomini si giocano fortune.
E tu mi seguiresti, se prendessi il potere?
Ricorda che da qualche parte si può vedere il lago.
Sarei tua moglie, la tua amante, nessuno potrebbe più fermarci.
Eccolo, dietro lo spuntone di roccia gialloverde.
Mi daresti consigli per estendere il dominio, conquistare il mondo?
Rammenta i macigni grigi a pelo d’acqua, dove un giovane fu ucciso mentre tu parlavi con la folla.
Nessuno potrebbe opporre resistenza: noi due, riesci a immaginarlo? Sarebbe la felicità, la ricchezza, l’appagamento di ogni desiderio.
Vedi il petto insanguinato, le braccia distese sulle rocce.
Addio alla sofferenza, niente più preoccupazioni.
La città, da quassù, sembra un circolo perfetto; pensi: Galil.
Baciami, dimmi di sì, per una volta.
I tuoi occhi sono un cielo azzurro attraversato da nubi trasparenti, ali di angeli battono il tempo, prima che l’uva sia matura per il tino, il grano per la falce.

25 pensieri su “70. Felicità

  1. Ema

    “Gli occhi dell’uomo sono un cielo azzurro attraversato da nubi trasparenti”

    Vanno
    vengono
    ogni tanto si fermano
    e quando si fermano
    sono nere come il corvo
    sembra che ti guardano con malocchio

    Certe volte sono bianche
    e corrono
    e prendono la forma dell’airone
    o della pecora
    o di qualche altra bestia
    ma questo lo vedono meglio i bambini
    che giocano a corrergli dietro per tanti metri

    Certe volte ti avvisano con rumore
    prima di arrivare
    e la terra si trema
    e gli animali si stanno zitti
    certe volte ti avvisano con rumore

    Vanno
    vengono
    ritornano
    e magari si fermano tanti giorni
    che non vedi più il sole e le stelle
    e ti sembra di non conoscere più
    il posto dove stai

    Vanno
    vengono
    per una vera
    mille sono finte
    e si mettono li tra noi e il cielo
    per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

    F.De Andrè

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  2. M&C

    Successo, ricchezza, appagamento di ogni desiderio, potere… chi non li vorrebbe?
    Ma la felicità autentica è un bene più grande e più sobrio, è l’Amore vero che permette “di guardare in lontananza” e non si chiude in se stesso, non ripiega nell’egoismo, ma si apre all’altro e ne ha cura.
    Shlomstione non è l’amore vero, non ama veramente, perchè non vuole donare, ma solo trarre profitto, sfruttare la situazione per avere dei benefici,: per questo non può portare alla felicità, ma solo recare disperazione, pentimento e dolore.

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  3. Clown: opinioni

    Sotto il nome di felicità non riesco a immaginare niente che possa durare più di uno, forse due o tre secondi ….

    …. Io sono un clown, e faccio collezione di attimi.

    Heinrich Böll – Opinioni di un clown

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  4. Rashide

    LA FELICITA’ VERA ESISTE SE SI SEGUONO GLI INSEGNAMENTI:

    SALMO 127

    Canto delle salite

    Beato chi teme il Signore
    e cammina nelle sue vie.

    Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
    sarai felice e avrai ogni bene.

    La tua sposa come vite feconda
    nell’intimità della tua casa;
    i tuoi figli come virgulti d’ulivo
    intorno alla tua mensa.

    Ecco com’è benedetto
    l’uomo che teme il Signore.

    Ti benedica il Signore da Sion.
    Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
    tutti i giorni della tua vita!

    Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
    Pace su Israele!

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  5. Roby (S.d A)

    la felicità è saper dire a chi vuoi bene “Ti voglio bene” e stasera l’ho detto ad una persona speciale

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  6. f@r

    Le nubi sono quasi trasparenti, ali di angeli che ignorano il dramma del corpo, degli istinti.

    Secondo me è la chiesa che lo ha fatto diventare un dramma… se Dio ci avesse voluto angeli avrebbe creato solo loro…(sempre che esistano davvero)

    la felicità non è avere ma essere, anche, un corpo cadùco, ma che sente le meraviglie della vita.

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=4QAECrMTqaw&feature=related]

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  7. Ema

    …felicità è ACCOGLIERE la vita come essa si presenta e CREDERE che tutto, ogni accadimento ogni incontro ogni sorriso o pianto sono quel che sazia l’anima

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  8. F@r

    Se ci fossimo accontentati di accogliere la vita come si presenta staremmo ancora all’eta’ della pietra

    Trasformare la vita e’ un compito, una sfida che puo’ rendere felici ( non sempre lo fa),
    perche’ la vita ha bisogno di mani, intelligenza, cuore per crescere, per creare nuove possibilita’ perche’ il mondo dei figli dell’uomo non si fa’ da se’, cosi’ come Dio non interviene nella storia se non attraverso l’uomo di carne
    …e si torna alla domanda sull’utilita’ degli angeli che non hanno mani, non sentono come sente l’uomo, non comprendono il dramma e lo splendore di un tempo racchiuso fra nascita e morte, un tempo nel quale ogni istante, ogni respiro, ogni pensiero, azione, abbraccio, sguardo, potrebbe essere l’ultimo.
    Persino Dio ha dovuto farsi uomo per capire la bellezza infinita della sua creatura, perche’ l’eterno immutabile non poteva comprendere il dolore e la morte ma nemmeno la gioia e la speranza, non poteva capire la grandezza di un essere che vive e lotta per la vita, che sente fino all’ultima lacrima, all’ultimo sorriso, all’ultimo respiro, che continuamente cerca di costruire felicita’ nonostante e dentro la tragica consapevolezza della fine.

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  9. pamela

    @F@R

    Non so come ringraziarLa per i suoi commenti al capitolo. Aiutano tanto chi, come me, dopo tanti anni sta ricominciando a pensare alla presenza di Dio. Condivido, toto corde, la felicità dell’essere piuttosto che quella dell’avere. Ringrazio tantissimo, ovviamente:-), Don Fabrizio, il quale non mi fa fatto calare dall’alto un’enciclica papale ma, con pazienza e umanità, tra una mail ed una lettura di suoi testi, ha smussato gli angoli (i miei) e portato dei dubbi.

    La felicità. La mia felicità ‘laica’ e spontanea è nel contribuire a rendere migliore la vita (o magari anche solo la giornata) di qualcun altro. La felicità più intima è avvertire la percezione che durante il cammino dell’esistenza, anche nelle fasi più difficili, qualcuno o qualcosa lo sta facendo insieme a te.

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  10. Stella Maria

    “c’ e’ un’ape
    Che si posa
    Su un bottone di rosa
    Lo succhia
    E se ne va.
    In fondo la felicita’
    E’ una piccola cosa”
    (Trilussa)

    La tentazione, hai ragione tu, e’ sempre quella del potere anche se si maschera nelle vesti di una bella donna pensando di far cadere in tentazione chi al potere di questo mondo non guarda. C’ e’ una meta più importante che ha portato già il sacrificio di tanti, come dimenticare il sangue versato dal fratello che ha abbracciato il tuo credo e se il tuo credo e’ la verità che cerchi, le regole degli uomini sono solo falsi idoli posti li per spingerti ad adorare un altro dio.
    SM

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  11. Ema

    “Accogliere la vita come si presenta” come lo intendo io non vuol dire certo accontentarsi e disimpegno, ma punto di partenza per trovare le giuste interpretazioni e motivazioni a migliorarsi.

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  12. F@r

    Pienamente d’accordo sull’accogliere: non si puo’ trasformare e far crescere nulla che non sia stato prima accolto in toto, pregi e difetti, luci e ombre.

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  13. Roby (S.d A)

    Che bello questo brano… doppia espressione dell’amore verso il potere; fatto di istinti sensuali se non ancestrali, uniti al desiderio avido di conquista, di dominio, quale appagamento dei sensi, l’uno; amore angelico e sublime, l’altro, che ne rovescia il significato: il potere di un uomo è il servizio al suo prossimo. Shlomstione, lascia stare, con nessuna tentazione riuscirai a raggiungere la tua felicità; la forza di gravità, lo riporta a terra – là sotto si intravedono le case: rifugi di umani esposti a ogni intemperie – se vuoi , puoi seguire l’azzurro dei suoi occhi, imparando a volare con le ali di un angelo

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  14. Rashide

    ESTA vez dejadme ser feliz,
    nada ha pasado a nadie,
    no estoy en parte alguna,
    sucede solamente que soy feliz
    por los cuatro costados
    del corazón, andando,
    durmiendo o escribiendo.
    Qué voy a hacerle, soy feliz.
    Soy más innumerable que el pasto
    en las praderas,
    siento la piel como un árbol rugoso
    y el agua abajo,los pájaros arriba,
    el mar como un anillo en mi cintura,
    hecha de pan y piedra la tierra
    el aire canta como una guitarra.

    Tú a mi lado en la arena eres arena,
    tú cantas y eres canto,el mundo
    es hoy mi alma, canto y arena,
    el mundo es hoy tu boca,
    dejadme en tu boca y en la arena ser feliz,
    ser feliz porque si, porque respiro
    y porque tú respiras,
    ser feliz porque toco tu rodilla
    y es como si tocara la piel azul del cielo
    y su frescura.

    Hoy dejadme a mí solo ser feliz,
    con todos o sin todos, ser feliz
    con el pasto y la arena,ser feliz
    con el aire y la tierra,
    ser feliz, contigo, con tu boca,
    ser feliz.

    Pablo Neruda

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  15. Titti

    La città, da quassù, sembra un circolo perfetto; pensi: Galil.

    Cercando Galil su Internet sono venuti fuori questo ed altri link ad hotel

    http://english.prima.co.il/tiberias-hotels/prima-galil-tiberias-hotel

    Poi, strana coincidenza, mi hanno proposto un pellegrinaggio in Terra Santa sulle orme di Gesù. Periodi migliori per andare: ottobre-novembre e primavera.
    Ne avevo gia’ il desiderio, ma devo dire che la lettura di questo romanzo su un novello Gesù alla ricerca della fede sulla terra, aumenta la mia voglia di andare a visitare quei luoghi.
    Che dire, facciamo un gruppo tra noi lettori?

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