75. Potere

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=38hx3OC6NYY&feature=related]

da qui

Banias è l’ideale per parlare di potere: il tempio di Augusto s’indovina ancora nelle tracce di finestre sulla roccia, nei frammenti di colonne che irradiano gli ultimi riflessi di grandezza.Turisti in magliette variopinte fotografano un presente che un istante dopo è già passato.
Sui riccioli neri di Yehouda corrono riverberi argentati:
Pensiamo a quando Yehochoua non ci sarà.
Yoh’anan ha lo sguardo fiero del giovane che sfida il mondo:
Mi sembra prematuro preoccuparsi.
Le guance di Yaacov ricadono molli sulle labbra e sui dentoni opachi:
Invece dobbiamo prepararci.
Andreas parla con la bocca storta, come le sue orecchie:
Chi potrà sostituirlo?
Il sorriso immutabile di Matityahou è amaro e secco come il terriccio che calpestano:
 Ragionate come se fosse già sepolto.
Non fare l’ingenuo: guai a non essere pronti, in quel momento.
La grotta si apre nella pietra come un buco nero, che inghiotte ogni certezza.
Shime’on ha lo sguardo fisso, le labbra serrate come in una morsa:
La nuova guida sarà chi gli è stato più vicino.
Si può essere vicini in tanti modi.
Gli scalini sparsi tra le rocce ricordano i sandali di chi saliva allora.
Chi lo ama di più, gli è più vicino, fa Yoh’anan.
I cespugli aggrappati alla parete esibiscono la loro giovinezza.
Amare! Ciò che conta è amare il popolo, ribatte subito Yehouda.
Sembra di vedere la gente che accedeva al tempio, varcando la soglia col carico di paure e desideri.
Non si ama in generale, Yoh’anan lo interrompe. Amare tutti è amare nessuno, dice sempre lui.
In una finestra scavata nella pietra si vede una conchiglia perfettamente conservata.
Basta con questa storia, si spazientisce Matityahou, io credo che sapremo come fare.
Tu credi! Non basta credere, bisogna organizzarsi.
Gli occhi di Yehouda brillano di una luce strana, come quella che attraversa i capitelli, come l’immagine del tempio di Augusto che si materializza sfidando l’usura dei millenni.

18 pensieri su “75. Potere

  1. M&C

    – Si può essere vicini in tanti modi…
    – Chi lo ama di più, gli è più vicino.

    La vicinanza vera non si conta con le distanze materiali.
    Si puo essere vicini fisicamente, vedersi tutti i giorni a lungo, ma con la mente ed il cuore altrove, ed essere quindi enormemente distanti; e si può essere lontani materialmente, non vedersi ed incontrarsi mai, ma provare gli stessi sentimenti, avere gli stessi ideali, un cuore che batte all’unisono ed essere per questo così vicini da sentirsi “intimi”.
    Quando si ama, non ci sono distanze vere, ma ci si incontra sempre.

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  2. Raf

    -Pensiamo a quando Yehochoua non ci sarà ….Invece dobbiamo preparci- Prepararsi prima del tempo alla morte o all’assenza di qualcuno che ami, non serve a nulla .Non si è mai pronti quando questo accade,al contrario ci si trova impreparati, perchè una parte di te non c’è più e il dolore che ti assale vorresti combatterlo , vorresti che tutto questo non fosse mai accaduto, ma non puoi farci niente ormai fa parte di te e della tua vita. A quel punto non ti resta che accettarlo e conviverci ogni giorno. C’è però una speranza quella di mantenere vivo il suo ricordo e il suo operato , convinti che le cose cambieranno.

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  3. Roby (S.d A)

    Cautela … prima di sposarsi è buona norma redigere un contratto prematrimoniale, non si sa mai , in caso di divorzio è bene assicurarsi per tempo… perché oggi sei felice e lo ami alla follia, ma se un domani le cose non vanno più , almeno sai già che la casa resta a te. Non è forse anche questa una forma di potere ?
    Notte a tutti

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  4. Clown: opinioni

    Sarà che oggi il sole, nella valle tra le montagne che mi ospita, non si è dilungato in descrizioni apparentemente superflue, offrendo subito tutto il suo illuminante calore; sarà che l’apparato digerente sembra momentaneamente riconciliato con l’intero sistema; che ho creduto di riconoscere in un gesto rivoltomi da mia moglie qualcosa che potrei definire affetto. Sta di fatto che, pur se con il mio permesso di soggiorno provvisorio, il brano di oggi mi è piaciuto molto.
    Cerco di immedesimarmi; mi vedo discepolo disperato nell’anno 33 in Palestina, fraticello ad Assisi in un freddo ottobre del 1226. Ma posso invece ricordare i visi osservati in un ancor più gelido 30 dicembre 2008. E’ giusto pensare in anticipo al dopo? Prepararsi? E chi è più degno; chi gli è stato più vicino, chi lo ha amato di più, chi sa amare tutti i suoi seguaci, chi crede in lui e basta … si ma è importante organizzarsi. Per me ognuna di queste sfaccettature ha in se qualcosa di vero. Immagino che in questa sede la risposta essenziale sia credere fermamente. Tuttavia, la storia viene poi salvata dalle capacità, dalle predicazioni di San Paolo e, milletrecento anni dopo, da un Bernardino da Siena. Chissà che, nel nuovo millennio, quella strada non passi anche attraverso la bella scrittura pubblicata via internet.

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  5. Roby (S.d A)

    e comunque ‘oggi’ e fino in fondo, sempre; per domani non sai cosa nasconde il cesto della vita, non solo per lui, ma anche per te

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  6. RossellaT

    Prepararsi alla morte, al distacco non credo sia possibile. Le persone che amiamo le vogliamo vicine abbiamo bisogno di toccarle, di baciarle quasi che il nostro amore si alimenti di contatti eppure riflettendoci le persone che amiamo le partiamo dentro, ci basta chiudere gli occhi e rivediamo gli sguardi, i sorrisi riusciamo perfino a respirarne l’odore della pelle. Questo forse ci aiutera’ nel momento del distacco.

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  7. robertorossitesta

    “Non si ama in generale, Yoh’anan lo interrompe. Amare tutti è amare nessuno”
    Parole sante!
    Un abbraccio,
    Roberto

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  8. Roby (s.d a.)

    Chi potrà sostituirlo?

    Nessuno può sostituire nessuno, ognuno è se’ stesso ed è bello così com’è, che abbia i dentoni opachi, le orecchie storte o gli occhi azzurri, sicuramente avrà qualcosa da raccontare che potrà arricchire di un altro colore il nostro arcobaleno

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  9. Roby (s.d a.)

    e comunque, non per ultimo, il potere dell’amore… due persone possono essere in perfetta sintonia, provare le stesse emozioni, vivere le stesse sensazioni, in simbiosi , anche solo attraverso uno sguardo, così carico di energia, più efficace di chissà quante parole

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  10. Titti

    – Pensiamo a quando Yehochoua non ci sarà. … Non basta credere, bisogna organizzarsi.
    Gli occhi di Yehouda brillano di una luce strana

    Dopo la seduzione di Magdalenne, Shlomstione si è insinuato nel cuore e nella mente di Yehouda, che in Yehochoua aveva cercato una guida rivoluzionaria. Lo sta per tradire e ne immagina il successore, come organizzarsi, cosa avverrà. Ancora non ha capito… vuole la rivolta armata e si arrovella per un futuro che alla fine neppure lui stesso vedrà, a causa della scelta ultima che, disperato, farà.

    In quanti errori si cade pensando che la non violenza del “credere” sia sinonimo di sicura sconfitta; che affidarsi sia mancanza di “organizzazione”; che progettare sia organizzare tutto nei minimi dettagli senza lasciare spazio alla speranza. E anche vivere troppo proiettati nel futuro, perdendosi il presente è un rischio in cui si può incappare, quando invece altri…”non seminano grano, non mietono nel campo, eppure c’è Qualcuno che pensa al loro tempo”.

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  11. alfonso

    ma come fai?
    mi dici come fai
    ad essere così chiaro e lesto
    e coerente con il brano precedente
    nell’imbastire ogni giorno una nuova storia
    quasi in sé compiuta?

    lo so che non lo sai, e
    se lo sai non me lo diresti.
    non certo per invidia,
    ma ………………………………………………….

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  12. RASHIDE

    “Pensiamo a quando Yehochoua non ci sarà”

    Conosco vite della cui mancanza
    non soffrirei affatto –
    di altre invece ogni attimo di assenza
    mi sembrerebbe eterno.

    Emily Dickinson

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  13. Stella Maria

    Di fronte a un testo, oltre l’iniziale e immediata lettura, c’è tutto un altro mondo e modo di interpretare. Ogni spunto di riflessione, ogni pensiero è dettato dall’esperienza di vita di chi legge, dall’attimo che si vive, dal sentire profondo di ciascuno. Dall’altra parte chi scrive ha sempre più di un messaggio da dare e nello stesso tempo da ricevere in chi lo commenta, messaggi ben oltre le proprie intenzioni, a volte, che vengono dal subconscio e sono più o meno volontari.
    Ciò che mi sorprende è sempre la scelta precisa e puntuale, mai banale, dei brani scelti a corollario del testo. A volte sembrano una specie di pezza a colore per tappare un buco, uno strappo nell’ispirazione, qualcosa che si voleva scrivere ma il testo non permetteva e invece sono sempre un altro messaggio sullo stesso filo del significato di quel che si comunica scrivendo. Un potere grande anche questo, quello di saper comunicare e riuscirci anche con le parole fra le righe o quelle non dette. Questo è un carisma e un carisma è spesso un potere che possiamo accogliere o rifiutare.
    Il potere viene dato più o meno volontariamente, a volte solo per inerzia, non conoscenza, fragilità fisica o spirituale.
    Ma il potere di per se è bene o male? E l’esercizio dello stesso è un frutto malato, un albero storto, un buco nero?
    Del potere ho parlato già in altri commenti e spero di non ripetermi. Il potere è sempre dato, sempre ambito, sempre cercato a qualsiasi livello e in qualsiasi tipo di rapporto sociale, è un male se ha come fine il dominio, l’arroganza, l’esibizione, lo sfruttamento … ma se il suo esercizio porta il bene, migliora i rapporti, ci avvicina e ci salva possiamo ancora metterlo al bando? C’è un sottile confine, labile, fra il bene e il male, varcarlo da una parte o dall’altra è questione di sfumature. Basta poco per amare tutti e quindi nessuno, ci vuole invece molto per amarsi uno per uno ed essere amati.
    Le distanze fra uomo e suo simile non si misurano in metri, ma in comunanza di pensiero, principi, ideali, condivisione dello stesso credo. L’affinità elettiva è la condivisione dello stesso credo, se c’è fra due esseri umani, c’è una condivisione di potere, c’è la dolcezza del condursi e del prendersi per mano affinchè il proprio carisma sia l’indicazione per giungere al bene dell’altro.

    ….Dimmi che credi, dimmi che credi, come ci credo io,
    in questa vita, in questo mondo, come ci credo io.

    Questo è il segreto di un amore speciale, l’amore di Magdalenne e Yehoshua, la condivisione, l’incontro, l’affinità … ma è il segreto di ogni rapporto umano che ci sintonizza con il cuore dell’altro e all’altro ci unisce, perchè da soli non si va da nessuna parte.
    SM

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