[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=KUEqqjPh8Cc]
da qui
Salgono la scala lentamente, per non inciampare nei gradoni e trovare le parole giuste, in un momento così difficile per l’amico e il figlio, se ne dicono tante, non capisco più nulla, sboccheranno davanti alla vasca, l’acqua apparirà come un miraggio, davanti al cunicolo che spaventa a passarci quando è notte, e poi i pettegolezzi intorno a Magdalenne, le calunnie che vorrebbero sporcarlo, il liquido verde da cui emergono frammenti di colonne, piante selvatiche che spuntano dal muro, e le minacce, i ricatti, gli inviti ad andarsene lontano; dicono che una volta ci venne un cieco nato e incontrò il Mashiah che si lavava, prima di andare al tempio, un poco oltre, gli alberi, i gradini, il muretto incastrato nella roccia, dicono che sputò per terra, fece del fango e lo spalmò sugli occhi, e intorno alberi e rocce, come se la vita non fosse che il ripetersi delle stesse immagini, come fanno a dire questo di mio figlio, come si permettono di pensarne male, la piscina di Siloah, che significa Inviato, lo sai com’è la gente, cerca un bersaglio per la propria cattiveria, gli disse va’ e lavati, lui ci andò e tornò che ci vedeva, dicono che abbiano deciso, Chochana, che non ci sia speranza, non è lui quello che stava seduto a mendicare? calmati, Myriam, ci dev’essere un modo per uscirne; Gad, che ci facciamo qui, all’Haceldama? dicevano è un altro, gli somiglia, Shaoul, sai che non ci sono mai venuto? egli però diceva: sono io, ma perché al Campo di Sangue? come mai ti si sono aperti gli occhi? è un periodo strano, sento aria di macelleria, parlo di Yehochoua, un uomo ha fatto del fango, lo ha spalmato sugli occhi e ha detto, va’, lavati a Siloah, temi di non ucciderlo con le tue mani? gli dissero: dov’è? rispose: non lo so, sì, vorrei sparargli io, ruberei il mestiere ad Avigail, quest’uomo non è da Dio se non osserva il sabato, l’Haceldama sono rocce e alberi, alberi e rocce, tutto come sempre, come può un peccatore compiere tali segni? calmati, Myriam, per ora non vediamo via d’uscita, ma una soluzione c’è, dà gloria a Dio, sappiamo che quest’uomo è un peccatore, oggi sei cinico, e se lo dico io!, so soltanto una cosa: ero cieco, e ora ci vedo, ci voglio credere, Chochana.

Tu vivi sempre nei tuoi atti,
con la punta delle dita
sfiori il mondo, gli strappi
aurore, trionfi, colori,
allegrie: è la tua musica.
La vita è ciò che tu suoni.
Dai tuoi occhi solamente
emana la luce che guida
i tuoi passi. Cammini
fra ciò che vedi. Soltanto. […]
E mai ti sei sbagliata,
solo una volta, una notte
che t’invaghisti di un’ombra
– l’unica che ti è piaciuta -.
Un’ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io.
Pedro Salinas
Anche se “se ne dicono tante, non capisco più nulla…e poi i pettegolezzi… le calunnie… lo sai com’è la gente, cerca un bersaglio per la propria cattiveria” ,
anche se a volte penso che “non ci sia speranza” per me, e non vedo una via d’uscita,
“voglio credere” che una soluzione ci sarà,
anzi ci credo e resisto, fino in fondo…
http://www.youtube.com/watch?v=lQZ3A2a7MfA
– so soltanto una cosa: ero cieco, e ora vedo
http://www.youtube.com/watch?v=7B1COSQsKtU
portami allora portami il più bel fiore
quello che duri più dell’amor per sé
il fiore che da solo non specchia il rovo
perfetto dal dolore
perfetto dal suo cuore
perfetto dal dono che fa di sè
Dio ama la semplicità,ed è nei gesti più semplici che si manfesta.Noi però non ce ne accorgiamo ,perchè siamo ciechi anche se ci vediamo. Basterebbe un pizzico di quella fede che “il cieco nato” aveva riposto in Yehochoua ,per poterci vedere di nuovo e renderci conto che Dio opera in mezzo a noi.
vi ringrazio!
il miracolo è vedere, anzi, vedersi.
un uomo ha fatto del fango, lo ha spalmato sugli occhi e ha detto, va’, lavati a Siloah,
perché per vivere bisogna sporcarsi le mani…
Tengo in mano un fiore, forse
Strano.
Sembra che nella mia vita
sia passato un giardino, una volta.
Nell’altra mano
tengo un sasso.
Con grazia e fierezza.
Nessun sospetto
che mi avverta di mutamenti,
che stia saggiando difese.
Sembra che nella mia vita
sia passata l’ignoranza, una volta.
Sorrido.
La curva del sorriso,
il cavo di questa inclinazione
assomiglia a un arco ben teso,
pronto.
Sembra che nella mia vita
sia passato un bersaglio, una volta.
E l’inclinazione alla vittoria.
Lo sguardo immerso
nel peccato originale:
assaggia il frutto proibito dell’attesa.
Sembra che nella mia vita
sia passata la fede, una volta.
La mia ombra solo un gioco del sole.
indossa una divisa d’esitazione.
Non ha ancora fatto in tempo a essere
mia compagna o mia delatrice.
sembra che nella mia vita
sia passata l’abbondanza, una volta.
Tu non appari.
Ma se c’è una forra nel paesaggio
se mi sono fermata sul suo bordo
tenendo un fiore in mano
e sorridendo,
significa che tra un po’ verrai.
sembra che nella mia vita
sia passata la vita, una volta.
(Kikì Dimulà)
e voglio crederci
sembra che nella mia vita
sia passata la vita, una volta
grazie anche per questo, Fides.
Ogni volta che un bimbo dice: ‘Io non credo alle fate’, c’è una fatina che da qualche parte cade a terra morta.
James Barrie, dal libro “Le avventure di Peter Pan”
bello, Ema, grazie!
Gli occhi fanno quel che possono
niente meno e niente più
tutto quello che non vedono
è perchè non vuoi vederlo tu…
chi ama meno è meno fragile
tutti dicono così
ma gli occhi fanno quel che devono
solo tu puoi non accorgerti…
(“Cosa vuoi che sia” – L. Ligabue)
“so soltanto una cosa,ero cieco..ora ci vedo, ci voglio credere”…
Non limitiamoci a vedere le circostanze,andiamo oltre!lottiamo ogni giorno per tenere vivi i nostri sogni,il desiderio di guarire il nostro cuore…e…ecco il miracolo…d’altra parte i grandi uomini non sono nati tali..Dio ha usato i guai e le difficoltà per renderli grandi…cosi’ colui che era nato cieco ha ritrovato la vista…ma ha dovuto sporcarsi le mani..E adesso può apprezzare di più la vita..
..NON SI PUO’ AMARE A DISTANZA, RESTANDO FUORI DALLA MISCHIA,SENZA SPORCARSI LE MANI,MA SOPRATTUTTO NON SI PUò AMARE SENZA CONDIVIDERE..
DON LUIGI DI LIEGRO
dopo che l’ho impastato con polvere
ti spalmerò sugli occhi
un altro sputo di dio
e questa volta vedrai
se sarai puro di cuore,
se vedrai le cose come voglio io
come se la vita non fosse che il ripetersi delle stesse immagini
A volte perché siamo abitudinari, abbiamo paura di cambiare, le novità ci destabilizzano, perché siamo incastrati alla perfezione in un bel quadretto, dove tutto è organizzato, nei tempi e nei modi
A volte perché siamo soli, siamo tristi per circostanze e condizioni che restano le sempre le stesse, perché siamo stanchi di lottare e così, giorno dopo giorno, la vita va avanti per inerzia, senza stimoli
Eppure quel fango fa miracoli, e in quella piscina, un tempo specchio di un paesasggio statico, adesso riesci a trovare qualcosa di speciale, una poesia, una musica, una nuova emozione che ti ridà nuova vita, ora riesci a vedere con gli occhi dell’amore
http://www.youtube.com/watch?v=C3BG0dvURfs
Molto spesso quello che impedisce a Dio di operare in noi, è la nostra stessa chiusura. L’orgoglio e la superbia ci rendono ciechi, siamo miopi, non riusciamo ad avere lo sguardo più lungo per vedere l’opera di Dio anche dove non pensiamo. Mi sono spesso vista come il cieco nato: il desiderio di fare esperienza concreta di Dio, di dire “io credo” non in modo formale ma in modo vero e profondo. Quante persone cercano Dio ma lo cercano con troppi ma e troppi se.
grazie!
vederci, una meta da desiderare.
Maria e Susanna salgono lentamente, preoccupate per il figlio e amico calunniato dai pettegolezzi su Magdalenne e invitato ad andarsene lontano.
Gad e Shaoul, al campo di Sangue, vorrebbero avere la soddisfazione di agire al posto di Avigail. In qualche modo cercano la propria gloria.
Le due donne, invece, sperando parlano di una soluzione nonostante tutto e Maria conclude: Ci voglio credere.
Due forze simboliche primordiali, quelle che la filosofia chiama “energia” e “materia”, la teologia “anima” e “corpo” e nella Bibbia sono illustrate dai primi due nomi che compaiono: ADAM -la terra, la materia, e CHAVA -la forza vitale, l’energia. In breve, Adamo ed Eva.
Con due nomi, la narrazione biblica esprime tutto su uomini e donne 😉
(Senza dimenticare un terzo nome che fa parte della tradizione moderna, ma che viene dritto dritto dal primo capitolo del Genesi: “e il Signore disse- che sia luce-…” OR, luce, nome unisex, e origine di decine di altri nomi a esso correlati, a dimostrazione di quanto la nuova onomastica affondi comunque le sue radici nello stesso humus storico e culturale.)
“ma una soluzione c’è”… Forse c’è sempre una soluzione, non lo so, diciamo che a volte per trovarla o “vederla” occorre cambiare prospettiva, guardare il mondo da un’altra angolazione, magari mettersi a testa in giù e guardarlo da sotto a sopra. Ma tutto questo non è indolore e può richiedere parecchi ma, se, forse, perché vuol dire rimettersi in gioco, farlo sulla propria pelle e sbattere la testa contro quelli che sono i nostri limiti. Pertanto i ma e i se non sono sempre condannabili, proprio perché siamo esseri umani e non dei supereroi.
è un periodo strano, sento aria di macelleria
Di assoluta attualità, tra attentati e precarietà della vita.
Le guide istituzionali vacillano e decidono per il proprio tornaconto invece che per il bene comune.
Ma nonostante tutto è importante continuare a sperare, a dire “Ci voglio credere”, a ‘vivere di pelle e di cuore, chiamare fino a farsi del male resta l’unica cosa da fare’ perché ‘i bambini giocano al sole, nei loro disegni c’e’ il cielo e devono continuare’…
http://www.youtube.com/watch?v=OBydKr4BFsE
Tutti dicono le stesse bugie
tutti parlano non sanno ascoltare
Non puoi vivere una vita cosi’
non so a chi credere
non so se credere
confuso e schiavo di
di chi non sa decidere
per me per te per noi
Non so vivere una vita cosi’
basta dire si’
io dico no
Non puoi vivere una vita cosi’
Mentre loro sparano al sole
mentre loro sporcano il cielo
io continuo a gridare
vivere di pelle e di cuore
chiamare fino a farsi del male
resta l’unica cosa
l’unica cosa da fare
i bambini giocano al sole
nei loro disegni c’e’ il cielo
e devono continuare
grazie!
i se e i ma sono inevitabili, forse proprio perché la materia e l’energia sono in continua trasformazione.