82. Piaghe

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=XTep91oqgVk]

da qui

Vista da fuori, sembra un tempio greco, ma è un’altra cultura, un’altra civiltà. Eppure sì, pare un luogo di culto, di una fede assediata che tenta di difendersi, con la forza delle idee, della violenza e delle armi. Con il bastone della mia mano io batto un colpo sulle acque del Nilo: esse si muteranno in sangue; fede compressa e martire, che a sua volta comprime e martirizza; io colpirò tutto il territorio con le rane, esse ti entreranno in casa, nella camera dove dormi e sul tuo letto; pur di sopravvivere attacca, erige muri, abbatte case, uccide. Tutta la polvere del suolo si muterà in zanzare, in uomini in divisa e uomini col volto coperto da una benda; sciami imponenti di tafani entreranno nella casa del faraone, nella casa dei suoi ministri e in tutta la terra d’Egitto, teste di bambini sulla strada, soldati rapiti di cui non si ha notizia; la mano verrà sopra il bestiame che è nella campagna, sopra i cavalli, gli asini e i cammelli, sopra gli armenti e le greggi, con una peste gravissima, per questo scavalcheranno ancora, pur sapendo che da un istante all’altro la pallottola gli bucherà la pelle; la fuliggine di fornace produrrà ulcere pustolose, con eruzioni su uomini e bestie, urla, insulti, bandiere bruciate nelle piazze; ci sarà grandine, e fuoco, moriranno sotto una grandine mai vista da quando l’Egitto è una nazione; proveranno a resistere, come Dawidcon la pietra e con la fionda; le cavallette divoreranno il poco che è stato lasciato dalla grandine; non siamo terroristi, ma di chi è la terra, dimmi, di chi è la terra? Verranno tenebre così dense da potersi palpare; sì, un tempio con sacerdoti incravattati, che scrivono, ascoltano, dibattono; morirà ogni primogenito in terra d’Egitto, da quello del faraone fino a quello della schiava e del bestiame; si alzano, discutono, puntano il dito, con le voci accalorate, esplosioni di parole che diventano ordigno, lasciato da qualcuno sotto un banco, mentre saltano anche i deputati,  le braccia alzate, le parole interrotte, i gesti irrigiditi che diventano smorfia, espressione di terrore. E fu sera e fu mattina, sesto giorno. Una voce che corre, chi può essere stato? Un nome attraversa la sala invasa di fuliggine, zanzare, cavallette: Yehochoua, è stato Yehochoua con la sua banda.

24 pensieri su “82. Piaghe

  1. M&C

    Qui oggi vedo proprio una pagina d’attualità, dove leggo egoismo, pretesa di chi si crede meritevole di qualcosa, orgoglio di chi si sente potente, non si mette mai in discussione ed è fermo rigidamente sulle sue posizioni, non rispetta la libertà umana e la vita, non sa dialogare, è sordo e cieco, è duro di cuore da non vedere i segni nella storia, da non riconoscere che c’è qualcuno di più grande e potente.
    E ancora una volta avrei invece voluto trovare pazienza, carità, amore, vita, gioia, speranza, cura e rispetto, liberazione e salvezza.
    Che bello se fosse naturale per tutti riuscire a vedere, vedersi e riconoscersi nell’altro: ci sarebbe la pace, dell’anima e dei popoli, sparirebbero le guerre, a tutti i livelli, vera e grande piaga di tutti i tempi.

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  2. pamela

    UOMO DEL MIO TEMPO – Salvatore Quasimodo

    Sei ancora quello della pietra e della fionda,
    uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
    con le ali maligne, le meridiane di morte,
    t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
    alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
    con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
    senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
    come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
    gli animali che ti videro per la prima volta.
    E questo sangue odora come nel giorno
    Quando il fratello disse all’altro fratello:
    «Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
    è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
    Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
    Salite dalla terra, dimenticate i padri:
    le loro tombe affondano nella cenere,
    gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

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  3. Ema

    “fede compressa e martire, che a sua volta comprime e martirizza”

    Liberarsi dal male si può.

    Bisogna imparare a danzare …fino allo sfinimento.

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  4. Ema

    “non siamo terroristi, ma di chi è la terra, dimmi, di chi è la terra?”

    Il terrorismo è insito nella domanda stessa…l’uomo è anche questo …ma è anche altro.

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  5. Ema

    “Chi di nuovo devo convincere ad accettare il tuo amore? Chi, o Saffo, ti fa torto?
    Che se sfugge, presto inseguirà se non accetta doni, ne darà, se non ama, presto amerà, anche se non vorrà.”

    Preghiera Saffo-Afrodite

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  6. Ema

    PIAGHE D’AMORE

    Garcia Lorca

    La luce, questo fuoco che divora.

    Questo paesaggio grigio che m’attornia.

    Questa pena per una sola idea.

    Quest’angoscia di cielo, terra e d’ora.

    Questo pianto di sangue che decora

    lira senza timbro, torcia senza presa

    Questo peso del mare che mi frusta.

    Questo scorpione che attende entro di me.

    Ghirlanda d’amore, letto di ferito

    sono e di insonne, sogno la presenza

    tua nel fondo in rovina del mio petto;

    e se ricerco una vetta di prudenza

    il tuo cuore mi dà una valle densa

    di cicuta e passione d’aspra scienza.

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  7. f@r

    C’è chi dice che la fede sia un fatto privato, chi propugna la guerra santa e chi cavalca idee della fede per fare carriera in politica… e poi c’è la fede che fa silenzio e si mette all’ascolto dell’altro, quella che sa che che non serve raccontarla o peggio imporla, quella che vive rialzandosi ogni volta che cade e avanza nel cammino a cominciare di nuovo da lì, dove è caduta, quella piena di dubbi che va patita e sentita dentro, nel midollo dell’esistenza, senza imporre ad altri ciò che non potranno capire se non facendo silenzio e ascoltando e accogliendo la vita che chiede di avere abbastanza spazio e tempo per vivere, per crescere, per dare la vita.

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  8. Titti

    non siamo terroristi, ma di chi è la terra, dimmi, di chi è la terra?… Un ordigno, lasciato da qualcuno sotto un banco…espressione di terrore…Una voce che corre, chi può essere stato? Un nome attraversa la sala invasa di fuliggine, zanzare, cavallette: Yehochoua, è stato Yehochoua con la sua banda.
    Ecco Y, il capro espiatorio che prende su di se’ tutte le colpe.
    Nel romanzo non si sa ancora chi lo abbia incastrato: Avigail – ormai alter ego del subdolo/a S/Salome’ – ce l’avra’ fatta a far cadere Magdalenne nel tranello? Le avra’ estorto il luogo dove Y si sarebbe riunito con i suoi? o li avra’ fatti convocare da Ismail nel luogo dove era ad attenderli l’ordigno pronto ad esplodere?
    Oppure alla fine Magdalenne ha convinto Avigail a desistere ma la borsa che esplode (di cui Chlomo, testimone, racconterà’) l’ha messa Gad convinto ad andare fino in fondo?
    Stragi, guerre, lotte fratricide…purtroppo ieri come oggi, nella trama di un romanzo come nella realtà’.

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  9. pamela

    @ Fabrizio

    Concordo pienamente: meglio la pietra e la fionda che il ‘carro di fuoco’. Non osavo dirlo, però. Mi sono limitata alla poesia, che è contro tutte le guerre di tutti i tempi. Avevo anche un commento sui sacerdoti incravattati ma era troppo caustico :-). Forse avevo in mente il parlamento di un’altra nazione..

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  10. alfonso

    per chi faremo ancora
    piovere
    pallottole di ghiaccio
    grandine dal cielo?
    per quali rivoluzioni?

    per chi leveremo ancora
    il pugno chiuso in alto
    la mano contro il cielo
    aspri di vendette e non di assoluzioni?

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  11. Roby (s.d a.)

    Penso al male, alla sofferenza, alla solitudine, all’egoismo e all’aridità dell’anima, a chi si affanna per avere una carezza, al buio della notte…
    Padre Nostro,
    Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostrii debitori
    liberaci dal male

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  12. Raf

    Tante sono le piaghe che affliggono questo mondo,ma ne esiste una che le sana tutte:quella dell’amore con la A maiuscola.

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  13. Titti

    LE PIAGHE:
    Con il bastone della mia mano io batto un colpo sulle acque del Nilo: esse si muteranno in sangue;
    io colpirò tutto il territorio con le rane, esse ti entreranno in casa
    Tutta la polvere del suolo si muterà in zanzare,
    sciami imponenti di tafani entreranno nella casa,
    una peste gravissima,
    ci sarà grandine,
    le cavallette divoreranno il poco che è stato lasciato dalla grandine;
    Verranno tenebre
    morirà ogni primogenito in terra d’Egitto…

    IN RISPOSTA, E’ IL CASO DI DIRE…

    http://www.youtube.com/watch?v=AI96e1vGvpk

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  14. RossellaT

    Oggi si parla tanto di libertà, emancipazione, progresso a volte anche a discapito dell’altro, perdendo il rispetto delle regole e il timor di Dio. Ogni essere umano però è consapevole, sa se sta sbagliando, ognuno di noi può scegliere la libertà vera o morire in qualche piaga.

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  15. Sabina

    Devo precisare, poiche’ mi hanno detto che non e’ chiaro a quale episodio intendevo riferirmi nel commento precedente…
    Io parlavo di “Dawid, con la pietra e con la fionda”, ossia l’episodio biblico di Davide e Golia, e non alla poesia postata da Pamela.
    Scusatemi!

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  16. Gloria Gaetano

    No, non siamo lib eri:finchè ci sarà un solo uomo che muore di fame e malattie non curate, no si parla di libertà Ancora ci dobbiamo liberare dalle piaghee, dalla guerra, dalla povertà , ancora siamo zservi nella mente, razzisti, col culto deldio denaro. Ci vorrà tempo,perchèle piaghe sono tante e noi non viviamo nessuna libertà interiore, non viviamo la compassione, l’amore

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  17. pamela

    @ Sabina: Il tuo commento si riferiva chiaramente all’episodio biblico (e sono d’accordo con te, sto dalla parte del piccolino). Nella poesia di Quasimodo, del 1946, la pietra e la fionda simboleggiano l’istinto primitivo della guerra, non Davide e Golia (e con quest’intento l’ho postata)

    @Titti: Non ci resta che piangere. Bellissimo!!:-)

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  18. annamaria orlandi

    noi siamo tanti Caini , il Dio biblico dispensa le piaghe in modo orrendo. Perchè stupirci se in nome di Dio si commettono tanti delitti? anche l’ultimo pazzo sterminatore norvegese si sentiva mandato da Dio. Solo cristo è amore, perdono, pace.

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