90. Quel tutto

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da qui

Gad ha un’espressione enigmatica, mentre mastica gli gnocchi di patate: inquadra l’angolo bar, moderno come tutto il resto; dal soffitto pendono due lampade enormi e stilizzate; sulla destra, in fondo, c’è una specie di vetrina in cui non riesce a distinguere gli oggetti, di colore scuro. Avigail ha un’aria agitata: i grandi occhiali scuri non riescono a nascondere il nervosismo che irrigidisce i muscoli e la costringe a battere le dita sul tavolo di legno.
Sei stato tu?
Shaoul ha la barba ispida e i capelli in disordine: alla domanda della donna, fa un movimento quasi impercettibile con gli occhi, in direzione dell’amico.
Divorando il goulash, Yaacov fissa la colonna dalle mattonelle grigie e beige:
Queste ultime faccende mi hanno dato molto da pensare.
Yoh’anan sfodera la sua faccia seria:
A che ti riferisci?
Sulla vetrina, il riflesso della lampada sembra una medusa.
Che ti prende Avigail? Non sei la stessa, ultimamente.
Neanch’io ti riconosco: una volta, tra noi, non c’erano segreti.
I lampadari a forma di corona irradiano una luce immacolata.
C’è solo l’imbarazzo della scelta: la bomba in parlamento, il rapimento sventato chissà come.
Le orecchie a sventola di Andreas sono radar che registrano le vibrazioni più sottili:
Il cerchio si chiude un po’ alla volta: si divertono a giocare come il gatto col topo.
Gad accarezza la bottiglia di Maccabee:
Sei tu che dovresti darci spiegazioni. Sei cambiata, da quando frequenti il cicisbeo.
Non mischiamo le cose private e la politica.
Il goulash è un agglomerato di rocce scure nel deserto:
Sì, ci stanno logorando: e Yehochoua non dice niente, sembra dare tutto per scontato.
Yoh’anan accenna a un debole sorriso:
Lui non è come noi, ci crede veramente.
Gli occhi di Gad fanno la spola tra il bancone del bar e gli occhiali scuri di Avigail:
C’è qualcosa di privato, nella nostra vita? Siamo schedati, intercettati, si sa tutto di noi, anche quello che vorremmo nascondere agli amici.
La donna sembra sciogliersi; basta un moto leggero delle labbra per renderla bellissima.
In ogni caso, dobbiamo condividere i programmi, non agire da soli, soprattutto se si tratta di azioni rilevanti.
Il goulash è una pozzanghera rossa che Yaacov attraversa col cucchiaio:
Non essere arrogante: noi ci crediamo come lui.
Yoh’anan segue un suo pensiero:
Mi chiedo, a volte, come si entri nella vita eterna.
Della Maccabee resta solo un quarto:
Comincio a essere geloso: forse perché sei la donna più bella che conosca?
Non fare il furbo, cambiare discorso non è una risposta alla domanda.
La colonna a mattoncini, pensa Andreas, è un dolce di pane e miele coi canditi:
Ho sentito una volta che diceva: vendi tutto, dallo ai poveri e vieni dietro a noi.
E’ quello che abbiamo fatto, da tre anni a questa parte.
Gad tracanna l’ultimo quarto, tutto in una volta:
Vuoi saperlo? Sono stato io.
Sei un bastardo.
Shaoul mette una mano su quella della donna:
Calmati, Avigail: da qualche tempo ci siamo allontanati. Dobbiamo ripartire con maggiore convinzione. Tira aria di rivolta: il governo reprime ogni traccia di guerriglia, ma la folla è dalla parte di Yehochoua.
Yaacov posa il cucchiaio nel piatto, definitivamente:
Forse è arrivato il momento di capire cosa intenda, con quel tutto.

17 pensieri su “90. Quel tutto

  1. Vale

    – Forse è arrivato il momento di capire cosa intenda, con quel tutto.

    Forse condividere i beni terreni
    Forse con cuore sincero passare dall’io al tu
    Forse donarsi interamente a Lui senza riserve
    Forse semplicemente avere Fede,Speranza e Carità

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  2. Ema

    Quel tutto che è proprio tutto, che tutto da e tutto prende e vorremmo fosse tutto solo quando da…

    “Mio Dio mio tutto”
    S.Francesco

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  3. ipazia55

    Il fatto che, da Gesù in poi. non si è mai riusciti a realizzare sulla terra è l’equa distribuzione delle ricchezze. Gli uomini non hanno ancora ammesso che i bisogni importanti, primari e anhce immediatamente secondare, servono a rendere l’uomo libero, che l’uguaglianza, pur nella diversità, è essenziale alla liberazione dell’uomo. Non voglione realizzare nè un umanesimo cristiano,nuovo, nè una parverza di giustizia sociale.. Non bisogna dare tutto, ma dividere tutto, perchè la gente non si senta più incatenata alla necessità

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  4. M&C

    – Mi chiedo, a volte, come si entri nella vita eterna…
    – Forse è arrivato il momento di capire cosa intenda, con quel tutto.

    La vita eterna, non dopo ma adesso, fra noi (la perla), è quell’occasione unica e preziosa, da prendere al volo e non lasciarsi sfuggire, impegnando fino in fondo “quel tutto”, cioè tutte le proprie energie e ciò che si possiede.

    “Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra”.

    -Per un “tutto” che si perde c’è un “tutto” che si trova, inestimabilmente più prezioso, …. un tesoro che ci farà ricchi per sempre.
    E’ un invito a mettere Dio al primo posto, al vertice di ogni nostro pensiero…
    Forse dovremmo imparare dai “piccoli” a fidarci di più della Provvidenza del Padre, che non fa mancare nulla a chi dà, per amore, tutto quel poco che ha.- (Chiara Lubich)

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  5. Sabina

    resto qua
    se non hai dato tutto non hai dato ancor
    la lama taglia sempre dov’è fine
    dov’è fine è il cuore
    conosco la mia strada
    e la strada riconosce me

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  6. M&C

    @ipazia55

    “Non bisogna dare tutto, ma dividere tutto, perchè la gente non si senta più incatenata alla necessità.”

    Concordo pienamente!

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  7. RossellaT

    Leggo questa pagina mentre ascolto le notizie del tg:

    – Prima li hanno bastonati poi li hanno gettati, ancora vivi, in mare aperto causandone la morte, il tutto agendo “per motivi abietti e con crudeltà”. Sono dure le parole usate dai magistrati della Procura di Agrigento che hanno firmato il provvedimento di fermo per i sei scafisti arrestati oggi nell’ambito dell’inchiesta per la morte dei 25 profughi trovati cadaveri all’interno della stiva del barcone approdato a Lampedusa nella notte tra domenica e lunedì.

    Dio ha creato la terra equamente ricca, molti di questi viaggi della speranza partono da terre dove abbondano materie prime (petrolio, pietre preziose, ….), dove ci sono paesaggi naturali da mozzare il fiato. Abbiamo tutti la responsabilità nei confronti di quei popoli che per vicende storiche, per sovrani oppressori, non sono riusciti ad assicurarsi un proprio sviluppo. Gesù non ci ha indicato la strada migliore per andare in paradiso nell’aldilà ma ci ha indicato la modalità per far diventare la vita sulla terra un paradiso: condividere.

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  8. f@r

    cambiare discorso non è una risposta alla domanda

    Domande sempre nuove, sempre diverse, sempre più complesse: la risposta a tutte è dare tutto, ma, tutto, può voler dire niente se non si scende nel dettaglio, nel qui ed ora. Non esiste una risposta sola, unica, univoca, esiste l’uomo, gli uomini, le loro storie, gli intrecci imprevedibili del destino, e tutto, allora, diventa scegliere di esserci fino nel cuore fragile della vita, anche quando la vita pare un garbuglio senza soluzione; è l’incontro con l’altro a dettare le regole, a dirci cosa fare, come… il perché, quello, è il tutto da cui partiamo, il perché lo abbiamo impresso a fuoco, dentro…

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=30g8jaZFY24&feature=related]

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  9. Roby (S.d A)

    Tutto è completezza, non lasciar fuori niente, non escludere
    Tutto è lo spazio e il tempo dell’amore

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  10. alfonso

    i lampadari a forma di corona irradiano una luce immacolata

    tutta un’altra storia, un’altra vita, un’altra esperienza.
    nei dipinti di basquiat la corona di luce come nimbo dietro qualche testa, sembra grazia di filo spinato. un incontro degli opposti, come nel crocifisso dell’evangelista Giovanni dove riluce il glorioso. anche qui/lì QUEL TUTTO

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  11. Raf

    Gesù ci ha insegnato a non mettere al primo posto i beni materiali,essi sono essenziali per la nostra vita ,ma non fondamentali,perchè niente di tutto ciò che è terreno dura per sempre.
    Sono altre le cose a cui dovremmo dare importanza: l’ascolto della Parola di Dio e condividere con gli altri le gioie e le pene di questo mondo.
    Solo così potremmo sentirci ricchi dentro.

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  12. Stella Maria

    Yehochoua non dice niente, sembra dare tutto per scontato.

    Nulla nella vita è scontato e Y ne è pienamente cosciente, ogni cosa è il frutto che nasce dall’incontro fra persone, attimi che si condividono, anime che si trovano e interagiscono perchè è vero, ognuno di noi è un granello di sabbia ma se manca quel granello, cambia l’equilibrio delle cose, i fatti, il destino di qualcuno o di tutti. Qual è allora la differenza fra Y e gli altri? Quella differenza che solo M è riuscita a comprendere? C’è qualcosa di più grande che è la spiaggia e ancor di più, spiaggia e acqua e altro ancora fino a formare un universo e l’universo non può esistere se non c’è coesione fra cellula e cellula ma affinchè ci sia energia che lega il tutto, ogni granello deve affidarsi ciecamente a quello accanto, e a quello sopra, e a quello sotto, e così avanti in una serie di intrecci e legami che fanno di tanti granelli una spiaggia e oltre … nella certezza che c’è un’unica forza che tiene tutto coeso e che a quella forza bisogna credere, dare fiducia e affidarsi totalmente. Può sembrare scontato ma nell’animo umano non lo è, solo se ti fidi ciecamente puoi lanciarti dal trampolino di un trapezio e sapere che non cadrai in volo, qualcuno ti afferrerà con mani forti impedendoti di precipitare: amore e fiducia sono come i due atleti nel trapezio della vita, l’uno senza l’altro non fanno “spettacolo” e non strappano emozioni ne applausi.
    SM

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