97. Da Yehochoua

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da qui

E’ sempre meno rilassato negli hotel di lusso. Anche qui lo impressiona il fasto delle forme, l’arroganza delle dimensioni: è un mostro che allarga le fauci mostrando la lingua di piscina e la pappagorgia di aiuole incorniciate in marmo bianco. L’atrio è una vetrata dove s’ intrecciano nello stesso nastro l’angolo della colazione, la città sullo sfondo e il cielo di zaffiro. Si sorprende a non desiderare la camera da letto: cosa gli succede? O è Avigail che è cambiata? Legge un velo di tristezza negli occhi dello stesso azzurro della lingua del mostro.
Cos’hai?
Il giovane ha un berretto scuro e una pipa tra le labbra.
Niente.
All’orizzonte s’intravedono le case, i grattacieli, la schiuma del mare contro la battigia.
Lo sento sulla pelle che hai qualcosa che non va.
I battelli sono pieni di bandiere, di gente che saluta sbracciandosi dal ponte.
Cosa puoi sapere dell’inferno che mi sta bruciando?
La ragazza dai capelli rossi ha un sorriso da bambina.
Avigail, le fiamme ustionano anche me.
Il ragazzo ha labbra grandi, un ciuffo minuscolo getta un’ombra sulla fronte altissima.
Ho perso il controllo: qualcosa mi ha tolto sicurezza.
Uccisi entrambi (per difendere i pescatori avventuratisi al di là delle tre miglia?)
Lo vedo. Sei ancora più bella, ma hai qualcosa d’inquietante.
Il mare è una calotta di fango, un cranio calvo, una palla di vetro che condanna a leggere il futuro.
Aiutami, Ismail, non riesco più a trovarmi.
Due uomini trascinano una rete, la barca oscilla con un rumore assordante di ferraglie.
Vorrei, Avigail, ma cosa posso fare?
La motovedetta è un grigio freddo e metallico che scruta.
Ho bisogno di parlare, di sfogarmi.
I pesci guizzano: solo a quest’altezza si possono trovare.
Dimmi, che è successo?
La corda consunta viene srotolata.
Parlavo con Gad, abbiamo litigato.
La barca è piena di pesciolini dalla pancia bianca.
Ti hanno messa da parte?
La motovedetta si avvicina.
Volevano sganciarsi, fare a meno di me. Ho preso la pistola.
Comincia a mitragliare.
E gli hai sparato.
Urla da uno scafo all’altro, in arabo e in ebraico.
L’ho colpito al cuore.
I proiettili strisciano sull’acqua alzando ciuffi di schiuma, come quando, da ragazzi, si lanciano sassi al lungolago.
Ora mi spiego molte cose.
I soldati sventagliano raffiche dal ponte.
Si è accasciato con un grido soffocato.
I pescatori alzano le mani.
E io che posso farti?
Supplicano i militari di fermarsi.
Ho bisogno di parlare con qualcuno. Penso a lui.
La schiuma si alza come un’onda.
Ho capito: vuoi andare da Yehochoua.

21 pensieri su “97. Da Yehochoua

  1. Roby (S.d A)

    Fuori c’è un gran rumore, le macchine sembrano accavallarsi una sull’altra, come i tuoi pensieri che si rincorrono, facendo a gara per chi farà più male; davanti agli occhi c’è un velo, come un muro di nebbia; – ho bisogno di parlare con qualcuno. Penso a lui – allora entri, varchi quella soglia, ti siedi sulla panca di legno e osservi, preghi se ti riesce; c’è pace… quel silenzio, ti senti quasi sospeso su una nuvola; un raggio di sole che attraversa il mosaico arriva fino al cuore

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  2. f@r

    Ho bisogno di parlare

    A volte il silenzio è una malattia che ci corrode dentro, che dilapida energie fino a bruciare tutto, grano e zizzania.
    Abbiamo bisogno di un cuore in ascolto, un cuore capace di accogliere chi siamo, chiunque siamo diventati in questa vita, perché non siamo le cose che abbiamo fatto o non fatto, anzi, non siamo e non saremo finché non avremo trovato quel cuore: abbiamo bisogno di un incendio, sì, che ci deflagri dentro con la forza rigenerante dell’incontro, di un roveto ardente che brucia e non consuma, di raccontare la nostra vita, la rabbia, la solitudine, l’incomprensione, l’odio, perché quel cuore che accoglie trasformi tutto in speranza di rinascita alla vita che non muore

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=XeHVE4NWI4Y]

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  3. M&C

    È questo l’Amore di cui ha bisogno A. e di cui abbiamo bisogno tutti.

    “L’uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l’infinito.
    Qualsiasi altra cosa è insufficiente.
    Sant’Agostino aveva ragione: il nostro cuore è inquieto fino a quando non riposa in Te.
    Il desiderio della vita più grande è un segno del fatto che ci ha creati Lui, che portiamo la Sua impronta” (Benedetto XVI)

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  4. M&C

    L’amore è paziente,
    è benigno l’amore;
    non è invidioso l’amore,
    non si vanta,
    non si gonfia,
    non manca di rispetto,
    non cerca il suo interesse,
    non si adira,
    non tiene conto del male ricevuto,
    non gode dell’ingiustizia,
    ma si compiace della verità. 
    Tutto copre,
    tutto crede,
    tutto spera,
    tutto sopporta. 
    L’amore non avrà mai fine.
    (S. Paolo)

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  5. Dany P.

    “Ho bisogno di parlare, di sfogarmi”

    La tentazione continua per ognuno di noi, è quella di chiudersi in se stessi, presi dai nostri bisogni immediati .. E ad un certo punto si avverte la necessità di parlare con qualcuno, allora bisogna sapersi guardare intorno, per incontrare gli altri ..

    La comunicazione è vita, è importante pensare ad alta voce, dire quello che senti quando lo senti.
    Avigail si sente tagliata fuori, ha paura, ma è spinta da un amore più forte di tutto, che le da il coraggio di far parlare il cuore.

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  6. RossellaT

    Avigail prende coscienza dei propri errori, del proprio malessere, si sente smarrita ma ha finalmente compreso che c’è un solo posto dove andare, c’è una sola persona che può aiutarla a non sprofondare. Ha bisogno di un amore diverso da quello di Ismail e sa che l’unico che può veramente amarla nonostante tutto è Yehochoua. A volte la salvezza passa attraverso eventi drammatici e incomprensibili.

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  7. Agnese

    “L’ ho colpito al cuore. Ho bisogno di parlare…penso a lui”
    Tutti abbiamo bisogno di parlare ,sfogarsi- cosi riprendiamo le nostre forze , ci sentiamo liberi

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  8. Raf

    Avigail uccide Gad,perchè non si sente più al sicuro,capisce che i suoi compagni non si fidano di lei.
    Quindi agisce nell’ unico modo che conosce:usando la violenza; ma la violenza porta solo altra violenza,essa ti opprime il cuore fino a farlo bruciare per i sensi di colpa.
    Ora Avigail è un’anima persa e le è rimasta un unica speranza affidarsi a Yehochoua.

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  9. M&C

    Per potersi aprire sinceramente e parlare con il cuore é necessario anche e soprattutto mettere da parte l’orgoglio ed ammettere di aver bisogno di aiuto.
    Avigail ci é riuscita ed ha fatto un primo e fondamentale passo sulla via che porta al bene.

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  10. Titti

    Da Yehochoua
    – sottotitolo –
    E’ un disperato bisogno d’amore che cresce dentro me e che mi porta fino a te…Ma non c’e’ niente da fare non si puo’ controllare: è qualcosa di grande, di piu’ grande di noi
    E’ una forza misteriosa che poi non si ferma mai…cosa c’e’ dentro agli sguardi e ai sorrisi che mi dai
    Chissa’ davvero tu chi sei

    http://www.youtube.com/watch?v=Ug_do2lKCkM&NR=1

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