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da qui
Come dirti che tutto questo gelo
e il vento che schiaffeggia la mia vita
e l’entusiasmo che, seppure a stento,
abbatte il muro dell’indifferenza,
la diffidenza, figlia del dolore,
è il filo che ci lega in questo inverno
del cuore, l’arma del Nemico. Muore
il grido lancinante del violino
nell’orchestra di fiati e percussioni,
il rumore che s’alza dalla gola
ancora più arrochita dal sospetto,
il tarlo che sia inutile cambiare,
che tutto sia soltanto un’illusione,
la favola sentita da bambino.
Ascolta: se l’inferno è ricordare
soltanto le ferite, oppure il pianto
di una sera davanti alla finestra,
scommetti sulla mano che ora bussa
alla porta: sarà la primavera?
