[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=bha9qQICjwU]
da qui
Come dirti che tutto questo gelo
e il vento che schiaffeggia la mia vita
e l’entusiasmo che, seppure a stento,
abbatte il muro dell’indifferenza,
la diffidenza, figlia del dolore,
è il filo che ci lega in questo inverno
del cuore, l’arma del Nemico. Muore
il grido lancinante del violino
nell’orchestra di fiati e percussioni,
il rumore che s’alza dalla gola
ancora più arrochita dal sospetto,
il tarlo che sia inutile cambiare,
che tutto sia soltanto un’illusione,
la favola sentita da bambino.
Ascolta: se l’inferno è ricordare
soltanto le ferite, oppure il pianto
di una sera davanti alla finestra,
scommetti sulla mano che ora bussa
alla porta: sarà la primavera?

La quercia chiese al mandorlo:
“Parlami di Dio!”
E il mandorlo fiori’.
(Nikos Kazantzakis)
“L’ inverno del cuore ” può essere sciolto dalla dolcezza dell’ amore poiché grazie ad essa può nascere un fiore.
Intensa e toccante…però mi piace pensare di più all’ amore che non chiede permesso.
“Primavera non bussa
lei entra leggera
come il fumo lei penetra in ogni fessura”
F. De Andre’
Indifferenza e diffidenza sono armi capaci di insinuare il tarlo che sia inutile cambiare, che tutto sia soltanto un’illusione ma la determinazione che nasce dall’amore e da una mano che bussa alla tua porta ti faranno tornare l’entusiasmo di realizzare quella favola. Molto bella.
Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera.
PABLO NERUDA
Il filo che ci unisce a volte è anche il dolore; è l’errore, facile da commettere, di cadere nella trappola del Nemico che vuole gelarci il cuore con il suo inverno, insinuando il tarlo dell’insicurezza, del sospetto e dell’indifferenza.
Ma l’amore, che è fiducia, non smette mai di cercarci e di bussare alla porta del nostro cuore: se gli apriamo, il gelo (che è morte) lascerà il posto ad un nuovo calore (che è vita), e sarà come rinascere, come quando l’inverno se ne va per lasciare il posto alla primavera, con tutti i suoi colori.
Mi piace, invece, pensare al suono solitario di una corda di violino che, seppure da accordare, emerge ostinata da un’orchestra perfetta di fiati e percussioni, quasi a dire: io ci sono!
Commuove anche chi non conosce lacrima
grazie per questo dono
…”Vedi, io vivo. Di che cosa? Né fanciullezza né futuro
vengono meno…innumerevole esistenza
nasce a me nel cuore”. (Rilke, dalla Nona elegia duinese)
“Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate”
..e quelle presenti, grazie a una lacrima
http://youtu.be/a-XZ5gMEizE
Finchè rimane un filo non c’è gelo che può vincere, vento o indifferenza, ferita che non possa curarsi. A volte la vita ci sbatte e ci allontana ma se il filo è forte ci si ritrova, magari come prima, magari in una veste nuova e la mano che bussa alla porta è quella che durante l’inverno troppo freddo ha tentennato sul da farsi per paura di spezzare il filo fra lo sfidare le intemperie o godere dell’attimo di sole e chissà quante volte è stata rinfilata in tasca. Ci vuole il coraggio della primavera, della vita che rifiorisce con tutta l’energia immagazzinata sotto la neve per bussare ad una porta che il vento ti ha chiuso dietro o davanti, così all’improvviso, un vento d’autunno impreciso e ribelle pronto a scompigliar le carte, carte non ancora decifrate fino alla parola “fine”.
http://www.youtube.com/watch?v=prJfgimvgA4
Il diavolo (Nemico) vedete, e’ l’amico che non resta mai fino alla fine (G. Bernanos)
Se c’è un filo, non c’è la fine, e il nemico e’ già battuto
Bella,mi piace questa poesia.
Con tutto dolore,gelido nel sentimenti,dietro un muro di indifferenza…arriva un raggio di sole. “Sarà la primavera?” o solo la speranza di giorni più caldi?
Penso che dietro ogni muro di indifferenza,gelo,diffidenza,è nascosta da qualche parte,in un angolo….la speranza
Mi piace questa frase: “sarà la primavera?”
La primavera-la rinascita di tutto,la gioia,amore,felicità…fiori fioriscono,uccelli cantano con gioia,amore semina nel cuore…si ricomincia la bellezza della vita!
“Sarà la primavera?”-è possibile che la gioia bussa alla mia porta?
grazie davvero.
Ha ragione Agnese la primavera che tu ci regali, busserà alla nostra porta?
Speriamo che la tua bella poesia sia un augurio per tutti.
Grazie come sempre.
Ernestina.
C’è un cambio di tono nel finale e la proposta di un orizzonte nuovo. C’è l’invito ad aprirsi, a sbocciare sempre come fiori a primavera. La primavera della vita: ogni giorno!
Un saluto,
Rosaria
Reblogged this on Nutrire il corpo e l’anima.
Pensa Fabry: c’era anche quello che diceva “April is the cruellest of monthes”! Punti di vista.
“il tarlo che sia inutile cambiare,
che tutto sia soltanto un’illusione,”
“Sogno per sogno in terra di dormienti
scegliamo il sogno da sognare.” (Elena Bono, da La scelta)
Un testo struggente certamente, ma profondamente filosofico. Questo inverno che riaccende il nostro scontento e ci distoglie dall’attesa della speranza, ci distrae dalla serenità raggiungibile e non ci permette di vivere la pienezza rappresentata dall’attesa vigile, con la lampada sempre accesa.
Endecasillabi dunque, il metro sovrano della nostra poesia.
Grazie per questo dono profetico, e infatti, dopo poco l’annuncio.
certamente sì, la primavera talvolta tarda a tornare, ma poi torna. Basta vederla con gli occhi dell’anima.Versi magnifici e “costruttori” di senso, complimenti.
vi ringrazio!
verissimo, Riccardo.
grazie per la primavera della vita, gli endecasillabi e la filosofia e i versi costruttori di senso.
ci si sente letti.
…e se sarà l’inverno, noi lo accoglieremo
e lo scalderemo
ti voglio bene fabry, ti voglio bene perchè ti accolgo con tutta la mia umana finitezza
spaventata da un mondo spaventato e spaventoso
perdonami per le volte che ti tradirò
un bacio
la funambola
Che bella sorpresa, Fu’!
Porti un conforto grande nel letto di dolore.