100. Che cosa sono

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=yGVJyYdfhOM&feature=related]

da qui

Hoshi’ana, hoshi’ana! cantano gridando, mentre Yehochoua e i suoi avanzano stupiti: cosa vorrà dire? La folla agita bandiere, c’è un moto perpetuo di mani, braccia, fazzoletti  che sventolano, volti che si tendono.
Le nuvole corrono lasciando tracce di luce che formano disegni: funghi, meduse, cavallucci.
Un gruppo di automobili compone una barriera naturale, come avesse deciso di scortarli.
Una mano si solleva verso il cielo, per afferrare il sole: che sia più vicino di quanto immaginiamo?
Loro hanno preso a camminare lentamente: è solo un sogno? A volte, la notte compensa i fallimenti, guarisce le ferite.
Le braccia alzate sono un segno di vittoria, o l’immagine di un uomo crocifisso.
Lui sta parlando: si vede il movimento delle labbra, ma è impossibile sentire, a causa del frastuono: hoshi’ana, hoshi’ana!
L’acqua del ruscello è gelida, si precipita tra rocce e cespugli di malva verdechiara.
C’è un passaparola, ma rimangono brandelli di frasi, frammenti indecifrabili di senso.
Sulle pareti rocciose hanno spruzzato macchie di neve immacolata, lambite dalla cima degli abeti.
Uomini e donne salutano, urlano, si forma un cordone protettivo (ammiratori ansiosi, agenti in borghese della Knesset?)
Il cielo è un occhio azzurro che ride, liberato da un peso insostenibile.
La città, vista dall’alto, è un tappeto su cui scorre un fiume di formiche colorate, un tremolio di teste, macchine, stendardi.
A volte è possibile volare, veder scorrere la sabbia, le pietre del deserto ammiccare al tuo sguardo di aquila felice.
Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali.
L’incenso abbozza  nuvole cariche di pioggia, cosa vorrà dire tutto questo?
Un uomo s’inginocchia per pregare, Eleazar, Shime’on, cosa succede?
Il tempio è un grappolo di casule, di camici, di stole, l’altare un’astronave piovuta da universi paralleli; il cielo un cuore azzurro che batte al ritmo rapido del vento, non sappiamo, Yehochoua, una folla si è raccolta all’improvviso, ha invaso le strade, le piazze, la città.
La moschea di Omar è accerchiata dai cipressi, le mura sono un gioco di fanciulli, quando aspetti un compagno e non arriva.
Hoshi’ana, hoshi’ana!
Papà, che cosa sono i sogni?
Figlio, sono favole che i bambini si raccontano da soli.

23 pensieri su “100. Che cosa sono

  1. Ema

    “Rallegrati Gerusalemme, accogli i tuoi figli nelle tue mura”

    “Se ti dimentico, Gerusalemme,
    si paralizzi la mia destra;
    mi si attacchi la lingua al palato,
    se lascio cadere il tuo ricordo,
    se non metto Gerusalemme
    al di sopra di ogni mia gioia”.

    Salmo 136

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  2. Stella Maria

    A volte, la notte compensa i fallimenti, guarisce le ferite.
    Come dici tu, bisognerebbe girare le cose e guardarle dall’altra parte per capire il punto di vista di Dio, allora ciò che è giorno forse non lo sarebbe, ciò che è gioia, ciò che è festa, ciò che è salvezza non lo è. Spesso la folla cede a facili entusiasmi, preda di isteria, innalza ora un idolo e con ancor più facilità lo butta giù osannando il suo contrario. Come è volubile l’animo umano! Ma non Dio, non ha che poche regole e vi rimane fedele, l’unico imperativo è l’amore incondizionato e comunque soffi il vento non cambierà, è presenza viva nel silenzio, spettatore nascosto nel rumore, qualunque sia la situazione l’unica certezza è che c’è ed è così poco abituato al clamore che ne rimane ogni volta sorpreso ma “ingenuo” ne accoglie l’esistenza del momento. E l’uomo? L’uomo vorrebbe ma cede facilmente al fascino di Shlomstione e quando la notte si fa buia, cerca la strada persa, il bivio smarrito dietro il fascino delle frivolezze e come per incanto Qualcuno accende le stelle che guidano il ritorno, il sentiero, la via che il Padre ha tracciato. In fondo al viale buio c’è chi in un abbraccio compensa fallimenti e ferite, quella Luce che brilla nel giorno, pur se non si vede, e di notte risplende come un faro per naviganti esperti o meno, ammiragli di lungo corso o naufraghi d’amore.
    SM

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  3. Roby (S.d A)

    A volte, la notte compensa i fallimenti, guarisce le ferite.

    Nell’abbraccio del sonno, cullati dal soffio leggero della luna, il cuore trova la risposta; arriva dal silenzio, ora può ascoltare la sua voce

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  4. f@r

    In questa visione rovesciata della fede, dove l’unico paradiso promesso è quello che ciascuno di noi riesce a creare qui, adesso, intorno a sé, con le sue mani, dove non c’è altra eternità che l’attimo vissuto fino in fondo, ma che comunque istante resta, e come tale passa, si dilegua, evapora come incenso sull’altare, come leggere la partenogenesi di Maria, come interpretare la sua assunzione al cielo, come dare un senso al suo dolore sotto la croce? Ci sono voluti millenni (da Abramo a Cristo) perché la teologia elaborasse l’idea che, di fronte alla palese ingiustizia del mondo, di fronte alla sofferenza dell’innocente che non trova spiegazione in nessuna delle ragioni precedentemente date (la colpa dei padri, peccati comunque commessi, peccato originale), l’unica risposta fosse quella di una giustizia ultraterrena, quella di un premio finale, post mortem (ne parla s.Paolo a chiare lettere), oggi ci ritroviamo come ai tempi di Abramo: non c’è altra risurrezione che quella dell’uomo che si alza tutti i giorni e combatte contro l’assurdo della vita che finisce (avel avelim)… se è così, cosa si festeggia oggi? Una donna nata senza peccato, che ha generato senza uomo, partorito senza dolore, che è morta senza conoscere l’umiliazione della decomposizione, una donna che ha generato un sogno infranto sul legno della croce, sogno che ha valore solo se dopo tre giorni a risorgere non è un sogno ma un uomo in carne e ossa… ma che non est hic, ma che nessuno sa se e dove sta…

    qualcuno mi spieghi che senso ha, che differenza c’è fra noi cristiani e un qualunque ateo che non crede in nient’altro che nell’istante, nel qui ed ora…

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ZpZhfmxYWOE]

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  5. Dany P.

    Papà,che sono i sogni?
    Figlio,sono favole che i bambini si raccontano da soli.

    E’ faticoso rispondere alle domande dei bambini..si é costretti ad elevarsi fino all’altezza dei loro sentimenti,a sollevarsi sulle punte dei piedi…per non ferirli..I loro sogni nascondono i loro desideri e talvolta sono emozioni represse che tentano di riapparire in sogno per farsi sentire..oppure semplicemente servono per prendere fiducia in se stessi,nelle proprie capacità…per gestire le emozioni..Le favole che si raccontano da soli…per crescere,per essere compresi…e per comprendere…A volte é possibile cadere,ma capita anche di volare.. e ti accorgi che il cielo è un occhio azzurro,liberato da un peso insostenibile..

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  6. M&C

    Ho sognato di vivere (R. Vecchioni)

    Ho sognato di vivere
    ed era un posto molto, molto strano:
    tutte le cose lì si toccano,
    s’intende da vicino, non da lontano.
    Ho sognato di vivere:
    è un posto col passato e col presente,
    e le cose succedono
    o prima o dopo, separatamente
    Era un sogno di tramonti
    rossi come le tue labbra,
    di persone sorridenti,
    di malinconie e di rabbia;
    c’era pure il mal di denti
    e qualcuno da evitare,
    ma la musica era bella e poi
    d’estate c’era sempre il mare;
    e sembrava tutto vero:
    il tuo viso, le tue mani,
    i miei figli, il mio pensiero,
    anche il sole di domani;
    non sembrava che passasse,
    non sembrava un’illusione:
    ma tu vedi un pò che scherzi fa,
    che scherzi ti può fare
    la suggestione…

    Ho sognato di vivere, di far l’amore quasi tutti i giorni,
    e di provare ogni male fisico,
    compresa l’ansia quando tu non torni.
    Gli altri uomini come me suppongo che sognassero anche loro,
    ma non sapendo che stavano a sognare
    a volte si ammazzavan di lavoro.

    E sembrava importantissima
    una rete di Ronaldo,
    o una lettera d’amore
    che arrivava un po’ in ritardo;
    la canzone che scrivevo male
    o che scrivevo bene,
    e una sbronza con gli amici e poi
    pisciare tutti quanti insieme;
    ma eran cose senza senso,
    di nessunissima importanza,
    tra una luce limpidissima
    e il buio di una stanza,
    dove ti ricordo bella, in piedi,
    a tenermi per la mano,
    mentre ora son qui con Dio
    che non ti rassomiglia nemmeno.

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  7. Ema

    “Papà, che cosa sono i sogni?”

    Sono tutte quelle favole che raccontano di un re che si lascia mettere in croce per amore.

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  8. RossellaT

    A volte, la notte compensa i fallimenti, guarisce le ferite.

    La notte e’ sogno e a volte i sogni sono un rifugio, un sollievo per l’anima. A volte realizzare i sogni sognati e’ possibile e da’ un senso alla vita.

    Il sogno e’ roba che funziona. Se volete un consiglio signore buon Dio, quello e’ il sistema buono. Per salvare qualcuno, nel caso, un sogno. (Alessandro Baricco – oceano mare).

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  9. M&C

    « Per me è molto importante essere un monaco.
    Anche nei miei sogni, io mi riconosco come un semplice monaco buddhista, quasi mai come il Dalai Lama. »
    (Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama)

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  10. Raf

    “A volte la, notte compensa i fallimenti,guarisce le ferite”.

    Che la notte compensi i fallimenti e guarisca le ferite di noi tutti ,è una nostra grande speranza ,ma purtroppo fallimenti e ferite sono sempre li presenti ad aspettarci il giorno dopo.
    E allora che fare?
    C’è soltanto una cosa da fare:prendere i fallimenti come insegnamenti della vita , che ci aiutano a crescere, e aspettare che le ferite si rimarginano pian piano ,magari con l’aiuto di un buon amico.

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  11. Titti

    Papà, cosa sono i sogni?

    Guardare il mondo da un oblò!

    http://www.youtube.com/watch?v=qeknT_fm6ds

    E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’
    se sono triste mi travesto come Pierrot
    poi salgo sopra i tetti e grido al vento
    guarda che anch’io ho fatto a pugni con Dio.

    Ho mille libri sotto al letto, non leggo più
    ho mille sogni in un cassetto, non lo apro più
    parlo da solo e mi confondo e penso
    che in fondo si, sto bene così,
    Luna.

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  12. Roby (S.d A)

    Spesso abbiamo il bisogno di sentirci protetti, di trovare approvazione nell’altro; sì, perché non è da soli che si va avanti, e quando non riusciamo a condividere la nostra vita, presi dagli affanni quotidiani, ci rendiamo conto che il freddo invade anima e corpo
    Proviamo ad alzare il braccio per afferrare il sole affinché riscaldi almeno un po’ del nostro io, magari ci accorgiamo che non è poi così lontano

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  13. M&C

    Quello che sempre mi colpisce è questa accoglienza festosa, da Re e Salvatore, seguita però dalla scelta di condannarlo a morte, per salvare un altro…
    Perchè in effetti siamo fatti così: finchè ci fa comodo, ci è di aiuto e consolazione, accettiamo la Fede con gioia ed entusiasmo, ma quando siamo chiamati a scegliere sul serio, a rinunciare alle nostre sicurezze, ad essere testimoni, allora optiamo spesso per altre soluzioni, più comode e facili, agli occhi di molti anche più intelligenti, come se certe cose per noi non fossero valide.

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  14. fides&ratio

    “Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre.”
    Jostein Gaarder

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Ofw534ShZCw]

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  15. Vale

    Il tempio è un grappolo di casule, di camici, di stole, l’altare un’astronave piovuta da universi paralleli…..

    La risposta a Fides è l’uinica verità vera, grazie Fabry!

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