[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Q-JyiMzdaBI]
da qui
Difficile spiegare ai villeggianti
divisi tra chiacchiere e bambini
perché mi fermo qui
coi foglietti volanti
e lo sguardo incollato al mare, ai monti,
perché nel vaporetto che si accosta
alla riva nascosta,
sdraiato sul tappeto della schiuma
vedo un segno, un messaggio d’altri mondi,
lo specchio in cui mi sembra di trovare
la traccia del tuo volto,
il posarsi leggero della piuma
sulla tristezza opaca dei miei fondi
di bicchiere, lo stolto
lamentare che tutto sia finito,
mentre il tuo passo mi risuona al fianco,
il tuo occhio sorride,
la marlboro fuma. Dimmi, ti manco?

Domma: non molto perchè io sono con te ogni giorno con la mia presenza discreta e il bello è che posso essere nello stesso tempo anche da chi altri mi cerca. Sono libero! Anche di scegliere di stare con te ogni attimo e scelgo. Se ti metti in ascolto puoi sentire “Come stai?” e le spinte in avanti che ti do affinchè tu non ti fermi al passato e goda del presente come ti ho insegnato e vada fiducioso e sorridente verso il futuro.
SM
(ps: SM si è commossa, per fortuna è al lavoro e non può creare allagamenti:-) )
Bellissimo quadro fatto di immagini, parole e musica struggenti, alla Tenco.
Fabry e Jovanotti forever! 🙂
Spero sia però dovuto soltanto al transito malinconico di una nostalgica nuvola passeggera. Coraggio!
Un forte grande abbraccio,
Titti
http://www.youtube.com/watch?v=dFOnSvVBlX0
“Difficile spiegare” cosa suscitano queste parole d’amore, così semplicemente vere ed intense, accompagnate poi da una canzone tanto dolce…
Ancora una volta, e sempre di più, mi turba e mi commuove questa grande sofferenza, questo dolore mai sopito per lo strappo lacerante subito.
Caro don Fabrizo, tu hai un cuore grande e non sei proprio “imbalsamato” come certi personaggi, scusami se lo dico!
Questa tua umanità così profonda che, fortunatamente per noi, non hai remore a mostrarci, fa di te una persona veramente unica e speciale.
Mi manchi . F. Leali
Quando il sole da la mano all’orizzonte
Quando il buio spegne il chiasso
della gente
La stanchezza addosso che non
va più via
Come l’ombra di qualcosa
ancora mia.
Mi manchi
Nei tuoi sguardi
Posso far finta di star bene ma mi manchi
…Difficile distaccarsi da qualcosa di così prezioso e intenso…
ma lui c’è, sempre, ti accompagna, ti consiglia e a volte, quando lo cerchi e no lo trovi, sorride, … si è nascosto!
struggente…
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=gr2SBRqt1Fo&feature=related]
“Difficile spiegare …”
Quello che è difficile spiegare spesso è troppo vasto per essere racchiuso nelle parole.
Tu, Don Fabrizio, tutto questo immenso lo stai spiegando con la tua vita…giorno per giorno ci sveli un grande segreto.
Io credo che in parte si, gli manca poterti dare una pacca sulla spalla, guardarti e scorgere i tuoi pensieri, sorriderti, parlarti, ascoltarti, incoraggiarti… ma un legame così intenso non si può spezzare nemmeno col distacco estremo ecco perchè quando più la malinconia ti assale riesci a scorgere la traccia del suo volto, del suo sorriso, a sentire il rumore del suo passo… segni di una presenza costante.
Ancora una volta parole che donano una grande emozione che esplode nel cuore… non ce l’ho fatta… non ho trattenuto le lacrime.
Un abbraccio!
“Dimmi, ti manco?”
Quando gli occhi non possono più vedere il volto, gli orecchi non possono udire la voce…quando non puoi più stringere la mano che hai amato più di te stesso…quando l’amore è lontano , questa è l’unica domanda che nasce: ti manco?
Anche se tutto il nostro essere conosce la risposta, il bisogno umano di avere una conferma udibile si fa pressante…solo la fiducia nell’amore può risponderci…quando si diventa una sola cosa nell’amore, le sensazioni dell’uno sono quelle dell’altro …allora basta chiedere a noi stessi se l’altro ci manca.
L’immedesimazione nel paesaggio e l’immediatezza della descrizione producono l’istantanea di un’impronta di una emozione che rimane. Bellissima la chiusa: “Dimmi, ti manco?”. Complimenti Fabrizio!
“dimmi…”
L’amore fa dire…
Si, mi manchi, in amore è l’unica risposta possibile. Il dolore della separazione è lacerante, mille volte ci si domanda perchè tanto dolore e strazio, a cosa serve soffrire così tanto. Ma l’amore che ci cambia la vita non può essere un’illusione, ce l’hai inciso sulla pelle, nelle ossa, lo porti nel cuore, ed è lì intoccabile, tuo, per sempre.
Quanta dolcezza e poesia in quei foglietti volanti…
Non so,forse c’e qualcosa in atmosfera ma anche io stamattina stavo “giu” e’ volevo gridare:sto fuori una settimana troppo, voglio tornare a Roma, mi manca la chiesa San Carlo da Sezze (e’ unica),le omelie di don Fabrizio. Tranquillo,penso che tutti hanno la stessa risposta:CI MANCI!
Un Amico come lui,anche se non è presente fisicamente,è sempre vivo nei tuoi pensieri e nel tuo cuore.
Lui non ti può abbandonare ,neanche se volesse,perchè ormai fa parte di te e ti accompagna in ogni momento della tua vita.
E’ talmente meravigliosa che non ci sono parole.
“il posarsi leggero della piuma”
Una piuma può tornire una pietra se la muove la mano dell’amore.
(H. von Hofmannsthal)
grazie e ancora grazie: a volte solo attraverso le lacrime si assapora la felicità che vince il tempo e lo spazio.
Grazie don Fabrizio per aver fatto traballare il “trono” del mio dolore che credevo rappresentasse IL dolore: quello di avere in cielo il suo unico figlio.
Il tuo scritto non è solo il frutto di… “una bella penna”, ma è quello di una bella anima che conosce i morsi feroci dell’assenza di chi si è tanto amato.
Ed è lui, è IL dolore, quello che ha scritto!
Gli manchi… ma loro sono avvantaggiati. Ci sono sempre accanto.
P.S. Sono approdata qui incuriosita dalla tua omelia di domenica.
“La mia vita è una città in cui risuonano i tuoi passi, il cigolio della sedia a rotelle.Le strade sono fatte di sguardi, di parole.”
Domma mi manchi, ma ci hai lasciato una grande eredità: Fabrizio, e noi con lui proseguiamo per la strada che tu ci hai indicato continuando il girotondo anche con chi ha mani sudate e forse non crede.
“Vorrei che una lacrima cadesse fra le chiazze azzurre del mare quasi immobile, toccasse il fondo oscuro della storia; confesserei, finalmente, quello che non t’ho
mai detto: una sola cosa posso darti, il mio dolore. Chiunque tu sia, spero ti basti.”
Ecco la mia lacrima il mio dolore carico d’amore!
Un forte abbraccio
Vale
Quanta nostalgia traspare in questi tuoi bellissimi versi don….senti fortemente la sua presenza,attraverso un segno che ti evoca un panorama caro ad entrambi..e che ti svela un un’unica certezza: tu manchi a lui come lui a te…ma ti sostiene, ti dà forza…sempre e ovunque..
Grazie di cuore…per l’incontenibile emozione che sùsciti..rimango ogni volta più
incantata da tale grandezza..
Questa intensa domanda, mi fa venire in mente “Sometime ago” una canzone-chiacchierata che Elisa fa con il nonno che è Lassù
http://www.youtube.com/watch?v=T_FLi1_UTxw
Vale, Dany e Titti, grazie!
Dadaiva, che dirti per ringraziare? stringiamoci forte.
Che bella questa poesia Fabrizio!
Parole incise nel silenzio davanti al mare, ai monti, riportati alla riva immortale della memoria, un volto che non se nascondi allo sguardo di chi lo cerca. …..sull’ altra sponda del mondo!
Un abbraccio forte!!!
Purtroppo non ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscere don Mario. So bene però cosa significhi perdere una persona cara, per averlo vissuto sulla mia pelle. Ho perduto infatti il mio unico fratello nel 2000, all’età di venticinque anni. Perdere una persona cara instaura nell’animo un dolore perenne, un lutto non elaborabile, le cui ferite non guariscono mai, perché come diceva Oriana Fallaci, “ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare”, riemergendo talora inspiegabilmente. Anche il tempo col suo velo pietoso non cancella il dolore, non scioglie i vissuti di colpa, non abbatte i muri della solitudine e del silenzio, riesce soltanto ad attenuarli lievemente.
Per fortuna però restano i ricordi e un profondo legame d’affetto che travalica tutto.
A consolare l’animo afflitto e a illudere con un’oasi di pace il deserto di sentimenti di chi è sopravvissuto, interviene provvidenzialmente una malinconica rassegnazione, da alimentare ogni giorno e che fornisce la forza di andare avanti e di continuare a vivere, nonostante tutto.
“… Celeste é questa
corrispondenza d’amorosi sensi,
celeste dote é negli umani; e spesso
per lei si vive con l’amico estinto
e l’estinto con noi, se pia la terra
che lo raccolse infante e lo nutriva,
nel suo grembo materno ultimo asilo
porgendo, sacre le reliquie renda
dall’insultar de’ nembi e dal profano
piede del vulgo, e serbi un sasso il nome,
e di fiori odorata àrbore amica
le ceneri di molli ombre consoli…”
(U. Foscolo, Dei Sepolcri)
Per fortuna la voce della Poesia attribuisce vita eterna all’estinto contro la distruzione operata dalla tragedia contingente e lo preserva dall’oblìo. L’immortalità, negata dalla ragione, è affermata dal sentimento.
Così un giorno per caso dall’anima sono affiorate queste parole, le mie prime parole poetiche.
COME VIVERE
Come vivere senza te
dove trovare parole buone
conforto per la madre e il padre
cura per l’animo afflitto
e la mente incredula
(ri)vivere la gioia di solennità
e feste in casa.
Come vivere senza i tuoi occhi
confidando in tempi prosperi
aspettando una resurrezione
che non viene
sperando il primo anno
che Cristo come Lazzaro
(ri)generi il tuo corpo.
(Ri)compongo i lineamenti del tuo viso
(ri)percorro i ricordi del passato
noi bambini giochi e risa rincorrendo
garritineri sui balconi di città
metamorfosi e nuove primavere.
Vorrei urlare quel dolore
dire al mondo soffro.
Mascherando col sorriso
resto invece senza luce
a parlare col silenzio.
(D. Mega)
Bella, veramente, ogni altro commento sarebbe superfluo.
Molto bella, molto sentita. Lieve e intensa. Bravo Fabry!
“ho deciso di ripartire dal poco….La vita eterna è un dettaglio di cui si torna a notare l’esistenza. Ho avuto un angelo, al mio fianco: un po’ alla volta, sentirò ancora il suo frullare d’ali, la scia di vento, l’eco della voce inconfondibile» (p. 56 – PRETRE A PORTER)
Caro Fabry,
sfrutta in pieno questo tuo breve momento di pace e di riposo spirituale, indispensabile per affrontare anche i momenti di nostalgia che arrivano all’improvviso. Ma Domma è presente, sta al tuo fianco, e noi tutti siamo qui per te!
Una dedica tutta per te suggeritami da Domma, il tuo ponte sulle acque agitate!
Bridge over troubled water:
Se hai bisogno di un amico
Io sto navigando dietro di te
Cullerò la tua mente
Come un ponte sopra acque agitate
http://www.youtube.com/watch?v=PT5SQkrsHKM&feature=related
Quando sei stanca e ti senti piccola
Quando le lacrime sono nei tuoi occhi,
Io le asciugherò tutte;
Io sono al tuo fianco
Quando i tempi diventano duri
E non riesci a trovare i tuoi amici
Come un ponte sopra acque agitate
Io mi stenderò
Come un ponte sopra acque agitate
Io mi stenderò
Quando sei triste e assente,
Quando ti trovi per strada
Quando la sera scende così duramente
Io ti consolerò,
Io prenderò le tue parti
Quando viene l’oscurità
E il dolore è tutt’attorno,
Io mi stenderò
Come un ponte sopra acque agitate
Io mi stenderò
Naviga, ragazza d’argento, naviga
Il tuo tempo sta iniziando a brillare
Tutti i tuoi sogni sono in viaggio
Guarda come brillano
Se hai bisogno di un amico
Io sto navigando dietro di te
Cullerò la tua mente
Come un ponte sopra acque agitate
cosa rimane dentro noi
questa celeste nostalgia
…
Il bene profondo non si offende
si spegne se è il caso
e poi si accende
…
cara celeste nostalgia
…
Vedete un’estate sopra un treno
partire su un auto
e andar lontano
quel lampo negli occhi, ciao!
fa male d’accordo, ciao
ma tu
dentro di me non muori più
azzurra celeste nostalgia
(Cocciante)
ho provato un’emozione intensa leggendo questa poesia così bella pur senza conoscere chi l’ha scritta e chi l’ha ispirata. Forse vuol dire che il messaggio che contiene è andato oltre il sentimento personale e ha raggiunto un livello universale.
Grazie.
” …la felicità che vince il tempo e lo spazio” perchè “…nell’inizio c’è la fine e la fine è un nuovo inizio” (112. Il sicomoro).
Un grande messaggio di Speranza: le lacrime non possono mancare!
Sfidare il tempo e lo spazio, come tu dici, può diventare diventare possibile, caro Fabrizio.
Ti riporto una mia poesia, inclusa nel mio recente libro, restando in tema:
Segreti sapere
Impasto il mio cuore con il tuo
spalancate le ali del silenzio
segno del sogno | sfarfallano
in polvere caduche parole.
In oblio di lunghe sere
diverranno amuleti
da tenere sulla porta
al tintinnio del vento;
saranno racconti raccolti di sera nel gelo
per un sorriso di una nuova vita.
Segreti di noi saremo
nel tronco piegato sul caldo imbrunire:
Nessuna ragione, mai, ci seppellirà.
grazie, amici per le parole, la condivisione, il gesto fraterno del darsi.
la poesia più bella è una vita unita dal filo d’oro della solidarietà.
Una immagine dell’esser per sè e l’esser per altro.L’uomo siede in un bar,mentre fuma lento sta con se,ma anche con l’altro,l’amata che gli manca.E’ dalla lirica cortese che si riesce a stare con l’oggetto amato,pure soltanto pensandolo,compartecipando a quella assenza-presenza che fa il pensiero d’amore.Un esempio molto bello,di pensiero-appunto-innamorato e cortese nel senso antico,creato su di un verso libero e un rapporto,nel senso strutturale,della dialogia io-tu.
Ugo Berardi
grazie Ugo: si cerca di esprimere l’inesprimibile, ma qualcosa passa.