[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=B8LXYm0QO1c&feature=related]
da qui
Sono seduti a un tavolo austero, in una sala bianca; sulla parete in fondo è appoggiata una bandiera.
– Parlaci di te.
Il fiore, in primo piano, copre una parte minima della città: eppure crea un effetto singolare, come ogni cosa osservata attraverso un filtro o da un’altra prospettiva.
– Non fare il misterioso, conosciamo nei dettagli la tua predicazione.
E’ una ginestra? Perché intenerisce tanto la pianta abbarbicata tra le rocce?
– La gente si esalta, non capisce che deve fare i conti coi nostri carri armati.
Il vento che la piega riesce a trasformare pensieri e sentimenti.
– Sei furbo, Yehochoua, ma noi più di te. Sappiamo che a Roma hai fatto scena muta.
Le case, da quassù, sono nidi d’insetti, minuscoli e compatti.
– Ti illudi di andare avanti indisturbato, ma noi ti seguiamo, passo dopo passo.
Yerushalayim, la sposa del mondo, pronta per le nozze.
– Ti sei insinuato nella mente dei popoli col tuo messaggio demagogico, la tua favola di libertà.
La donna ha lo sguardo pensieroso, le labbra socchiuse sembrano sul punto di parlare.
– Ti prendi gioco delle istituzioni, anche le più sacre; al tuo passaggio, tutto si svuota dal di dentro.
Gli uomini pregano con la testa bassa, dondolando.
– Stai giocando col fuoco, ma attento: il fuoco brucia.
Il soldato spinge la fronte contro l’avambraccio, a che starà pensando? Alla guerra, alla donna, ai suoi bambini?
– Hai scelto di non trattare col potere, ma attento: il potere può schiacciarti.
Il rabbino con barba e occhiali cammina rapido verso la sua meta; quale? C’è ancora una meta, in questo mondo?
– Vogliamo distoglierti da un’impresa assurda, convincerti che è solo un’utopia: non conviene morire per ideali scadenti come i tuoi.
Gli anfibi, sull’asfalto, fanno un rumore sordo, impercettibile; ce la faranno ad arrivare al regno?
– Apprezziamo la bellezza delle tue parole, gli orizzonti che lasci balenare. Il problema è che sappiamo cosa si nasconde dietro la scenografia di cartapesta: la rivoluzione, la violenza, l’anarchia.
Il bambino con la maglia a righe sta succhiando il gelato, mentre la mamma guarda in lontananza; esiste ancora qualcosa di vicino, esiste il prossimo?
– Stai mandando i tuoi discepoli al macello e tu stesso hai i giorni contati: non ti sembra un prezzo troppo alto, un costo eccessivo per foraggiare un’illusione?
Il pane è sul banchetto, l’uomo aspetta che la gente si avvicini; verrà il giorno in cui sarà di tutti, anche di chi non ha denaro?
– E’ un peccato che tu debba morire: un uomo col tuo fascino, col tuo carisma. Perché non ti dedichi a una causa più onorevole? Pensaci, Yehochoua.
La ginestra si piega, lentamente; per un momento si vede la città, le mura, la fascia dei cipressi; l’azzurro del cielo è uno sguardo che sembra parlare, rispondere qualcosa.

Yerushalayim, la sposa del mondo, pronta per le nozze.
“Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c’era più. E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate”. (Apocalisse 21)
Il pane è sul banchetto, l’uomo aspetta che la gente si avvicini; verrà il giorno in cui sarà di tutti, anche di chi non ha denaro?
una porta sempre aperta, un cuore che abbraccia proprio tutti,
una voce che chiama, sempre e comunque
Quanto è difficile accettare la Verità!
Molti preferiscono illudersi, credere che “non conviene morire per ideali scadenti come i tuoi”, per quella che è più comodo considerare una “favola di libertà” e non esporsi perchè “il fuoco brucia”, piuttosto che prendere coscienza dielle cose vere.
“E gli uomini vollero piuttosto
le tenebre che la luce.”
GIOVANNI, III, 19
-La ginestra si piega, lentamente…
La ginestra (o fiore del deserto) – G. Leopardi
Qui su l’arida schiena
Del formidabil monte
Sterminator Vesevo,
La qual null’altro allegra arbor né fiore,
Tuoi cespi solitari intorno spargi,
Odorata ginestra,
Contenta dei deserti…
(…)
Dove tu siedi, o fior gentile, e quasi
I danni altrui commiserando, al cielo
Di dolcissimo odor mandi un profumo,
Che il deserto consola….
(…)
E tu, lenta ginestra,
Che di selve odorate
Queste campagne dispogliate adorni,
Anche tu presto alla crudel possanza
Soccomberai del sotterraneo foco,
Che ritornando al loco
Già noto, stenderà l’avaro lembo
Su tue molli foreste. E piegherai
Sotto il fascio mortal non renitente
Il tuo capo innocente:
Ma non piegato insino allora indarno
Codardamente supplicando innanzi
Al futuro oppressor; ma non eretto
Con forsennato orgoglio inver le stelle,
Né sul deserto, dove
E la sede e i natali
Non per voler ma per fortuna avesti;
Ma più saggia, ma tanto
Meno inferma dell’uom, quanto le frali
Tue stirpi non credesti
O dal fato o da te fatte immortali.
NB: scusate i tagli fatti ….
Un’altra bellissima pagina questa, intensa, poetica e delicata dipinta con tante pennellate quasi fosse un quadro; le domande provocatorie rivolte a Yehochoua quasi vorrebbero sporcarla, deturpare l’opera ma le risposte “non- risposte” la salvano: sono l’eloquente silenzio di un Dio che ama ; un silenzio che suona come la colonna sonora della nostra vita…
non resta che abbarbicarsi alla roccia, come la ginestra
Sappiamo che a Roma hai fatto scena muta.
Il silenzio per chi lo ascolta è assordante, è complice di sentimenti di paura, di vuoto.
– E’ un peccato che tu debba morire: un uomo col tuo fascino, col tuo carisma. Perché non ti dedichi a una causa più onorevole? Pensaci, Yehochoua.
http://www.youtube.com/watch?v=ghwPifhh69U
Le sirene ti parlano di te…
e dicono
fermati qua…
le sirene ti assalgono di notte
create dalla notte…
sanno tutto di te
e il meglio di te …
quello che hai intravisto e non avrai
loro te lo danno
solo col canto …
riempi le orecchie di cera
per non sentirle quando è sera
per rimanere saldo
legato all’abitudine
ma se ascolti le sirene
non tornarai a casa
perchè la casa è
dove si canta di te …
se ti fermi ad ascoltarle
ti lascerai morire
perchè il canto è incessante
ed è pieno d’inganni
e ti toglie la vita
mentre la sta cantando
Complice anche questo romanzo di recente provo a immaginare il ritorno di Gesù,oggi in quesa epoca, in questa fase storica. Il ritorno, quindi vuol dire non una prima manifestazione oggi ma l’evento che tutti attendiamo e che nel cuore speriamo si avveri finchè viviamo. Sempre questo romanzo mi dice come si comporterebbe e non solo per l’autore anche per me, ciò su cui mi rimane da riflettere e immaginare è invece come il mondo lo accoglierebbe e come potrebbero reagire le istituzioni politiche e religiose attuali. così provo ad immaginare che a loro non converrebbe ucciderlo una seconda volta: se ucciderlo la prima ha fatto sì che 2000 anni di storia ne rafforzassero il messaggio e gli dessero più potere sarebbe sciocco continuare a farne un idolo delle folle. Insomma avete presente Dan Brown? Forse il suo libro avrebbe avuto successo lo stesso però io sono convinta che se Santa Romana Chiesa non si fosse pronunciata in favore contrario avrebbe avuto meno vendite.
Io credo che lo minaccerebbero, cercherebbero di farlo parlare per trovargli un punto debole e corromperlo, lo ricatterebbero, lo farebbero coinvolgere in grandi talk show dove cercherebbero di ridicolizzarlo e alla fine, con tutti i pazzi che circolano metterebbero in piedi un bel teatrino per convincere l’umanità che è folle e ci riuscirebbero anche, forse visto che l’uomo preferisce sempre altri idoli e con il governo del terrore e chissà qualche altra invenzione riporterebbero al silenzio anche i popoli affamati e ribelli. Forse qualche pazzo lo ucciderebbe per farne un idolo come fecero con John Lennon. Insomma visto così sembra che il messaggio possa essere destinato a fallire ancora ma non a morire, ancora una volta. Ma se l’uomo che non ha fame, l’uomo che che non ha le fragilità della società emarginata ma solo le sue fragilità di uomo, riuscisse a incrociare i suoi occhi e a lasciarseli nel cuore allora, non solo non verrebbe ucciso, ma il mondo finalmente potrebbe avere l’ottica di Dio.
SM
– E’ un peccato che tu debba morire: un uomo col tuo fascino, col tuo carisma. Perché non ti dedichi a una causa più onorevole? Pensaci, Yehochoua.
Su e giù, da Pilato a Erode, altro interrogatorio.
I potenti tremano, ma non vogliono darlo a vedere – “il potere può schiacciarti” – quindi fanno finta di immedesimarsi nella causa di Gesù (“attento: il fuoco brucia…Vogliamo distoglierti da un’impresa assurda” – fingono di volerlo salvare) quando in realtà stanno cercando di corromperlo e di tirarlo dalla parte loro, di acquistarlo alla loro causa. “Pensaci…”
Ma ormai, dopo l’orto degli Ulivi, Gesù ha definitivamente abbracciato la sua croce e non ha fatto passare da lui il calice amaro, per fare la volontà del Padre: “l’azzurro del cielo è uno sguardo che sembra parlare, rispondere qualcosa.”
Se Y, dallo spirito libero ma non pazzo, sta ai potenti come Pinocchio “burattino senza fili” sta al burattinaio…alora non può mancare il mio commento musicale: “Mangiafuoco” di BENNATO con una bella intro acustica. Buon sound a tutti!
http://www.youtube.com/watch?v=EF2x4Fy_iTI&feature=related
Non si scherza, non è un gioco
sta arrivando Mangiafuoco
lui comanda e muove i fili
fa ballare i burattini
State attenti tutti quanti
non fa tanti complimenti
chi non balla, o balla male
lui lo manda all’ospedale
Ma se scopre che tu i fili non ce l’hai
se si accorge che tu il ballo non lo fai
allora sono guai – e te ne accorgerai
attento a quel che fai – attento ragazzo
che chiama i suoi gendarmi
e ti dichiara pazzo!…
La ginestra si piega, lentamente; per un momento si vede la città, le mura, la fascia dei cipressi; l’azzurro del cielo è uno sguardo che sembra parlare, rispondere qualcosa.
http://youtu.be/Ki-8F4S0W1Q
La figura della ginestra sulla roccia , mi dà l’idea di un fiore della Speranza ,che nonostante le avversità riesce ad emergere e a trionfare contro le malvagità.
Per il Video-Commento ho scelto THE PASSION (2004) di Mel Gibson, perché lo sguardo di quel Gesù (interpretato da uno straordinario Jim Caviziel) ha lasciato il segno in molti spettatori ma anche nella troupe cinematografica.
Ad esempio, Pietro Sarubbi (l’attore che ricopriva il ruolo di Barabba) nel recente libro “Da Barabba a Gesù. Convertito da uno sguardo” (ed.Itaca) racconta la sua inaspettata esperienza sul set. Un giorno, durante le riprese, al momento di scendere dalle scale del Sinedrio, sentì come una leggera scossa mista ad una sensazione di calore sulla spalla destra. Si voltò e rimase spiazzato dallo sguardo di Jim Caviziel lacero e sofferente nei panni di Cristo. Caviziel pregava molto sul set per entrare meglio nel ruolo. (Dicono che, dopo la manifestazione della sua profonda fede cristiana, sia stato fortemente emarginato dallo star system delle major cinematografiche in mano alla lobby ebraica.) Dopo quello sguardo iniziò in Sarubbi/Barabba un forte cambiamento che lo portò alla conversione, alla meditazione del Vangelo ed allo sguardo di Dio che passa attraverso la sua lettura.
Intervistato di recente, Sarubbi -ora cinquantenne- ricorda che qualche mese prima di essere contattato per il film di Gibson, era disperato perché con la moglie Maria non riuscivano ad avere il secondo figlio (ora ne ha 5, che vanno dai 21 ai 2 anni!) con cui vive nella campagna milanese in maniera essenziale: un solo televisore, scambi di vestiti con altre famiglie e vacanze semplici.
http://www.youtube.com/watch?v=9lG7ApVTQ5I
“…ciò che è prezioso e degno d’amore ai nostri occhi è l’uomo, il vecchio bevitore di birra, creatore di fedi, combattivo, fallace, sensuale e rispettabile. E le cose fondate su questa creatura restano in perpetuo; le cose fondate sulla fantasia del Superuomo sono morte con le civiltà morenti che sole le hanno partorite. Quando, in un momento simbolico, stava ponendo le basi della Sua grande società, Cristo non scelse come pietra angolare il geniale Paolo o il mistico Giovanni, ma un imbroglione, uno snob, un codardo: in una parola, un uomo. E su quella pietra Egli ha edificato la Sua Chiesa, e le porte dell’Inferno non hanno prevalso su di essa. Tutti gli imperi e tutti i regni sono crollati, per questa intrinseca e costante debolezza, che furono fondati da uomini forti su uomini forti. Ma quest’unica cosa, la storica Chiesa cristiana, fu fondata su un uomo debole, e per questo motivo è indistruttibile. Poiché nessuna catena è più forte del suo anello più debole.” (Gilbert Keith Chesterton in Eretici).
Ci stavo pensando:ma io sarrei in grado di morire per una idea? Sinceramente- non lo so.Non ho paura di morire ma di soffrire.
Sono cresciuta (a scuola)con la bellezza di morire per giuste idee, ma da altra parte -miei genitori(ricordando la guerra) hanno provato di far mi crescere con le paure. Adoravo mio nonno con suo senso di umorismo;lui combatteva per le idee giuste,scappato dal campo di concentramento.
Ma io? Io potrei fare? C`e lo abbastanza coraggio? O forse basta soltanto aver il senso di questo che facio?
“E’ un peccato che tu debba morire”
http://www.youtube.com/watch?v=KUlhhbPj9aY&feature=related
“esiste ancora qualcosa di vicino, esiste il prossimo?”
http://www.youtube.com/watch?v=Gg6kqO7ocmg
“C’è ancora una meta, in questo mondo?”
“c’è una meta
per il vento dell’inverno:
il rumore del mare”
Ikenishi Gonsui
“sulla parete in fondo è appoggiata una bandiera.”
COME NASCONO LE BANDIERE
“Sono così oggi le nostre bandiere.
Il popolo le ricamò con amore,
cucì gli stracci con la sofferenza.
Con mano ardente conficcò la stella.
E tagliò, da camicia o firmamento,
l’azzurro per la stella della patria.
Il rosso, goccia a goccia, già nasceva.”
P.Neruda
vi ringrazio!
grazie per i preziosi contributi, interpretativi e persino editoriali.
uno degli enigmi da sciogliere, infatti, sarà anche quello dell’editore.
la favola di libertà…..il potere potrebbe schiacciarti… Verrà un giorno in cui tutti avranno il pane ‘ Bellissima descrizione, tra passato e presente, dell’ eterno conflitto tra la Vita e la Morte, tra il Bene e il Male. Anche la ginestra e i cipressi sono piante allegoriche….. Forse la ginestra è un invito a resistere, nonostante tutto.
Quanti insulti e intimidazioni a Yehochoua! Gli hanno dato del furbo, del demagogo, del venditore di ideali scadenti, del costruttore di scenografie di cartapesta, del violento, dell’irresponsabile (‘stai mandando i tuoi discepoli al macello’), gli hanno ventilato la possibilità di venir fatto fuori! Ma forse nell’assenza di replica da parte di Yehochoua c’è la consapevolezza di chi ha già scelto di farsi carico del peggio pur di consegnare agli uomini un messaggio di verità, di speranza, di amore, di uguaglianza. E’ lo stesso percorso fatto dall’Uomo di duemila anni fa. Per rendere liberi gli uomini si è preso in carico tutto il peggio che nella vita di un uomo possa accadere: il tradimento da parte di un amico, il discredito sociale, la privazione della libertà personale attraverso un iter giudiziario logorante, ora menefreghista, ora sommario, la tortura, l’eliminazione fisica. Spetta a noi, ora, nel nostro quotidiano, rendere quella morte non vana e rinnovare ogni giorno la resurrezione.
grazie Annamaria, un invito a resistere, decisamente.
Pamela, un’interpretazione in cui mi ritrovo perfettamente.