119. L’occhio stanco di Dio

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=h018rMnA0pM&feature=related]

da qui

Difficile descrivere uno sparo. E’ come un lavandino che si stappa, un applauso troppo forte, l’ultimo colpo dei fuochi d’artificio.
Da qui si vede tutta la città, una striscia di colori che cerca di baciare il cielo.
Il problema è che esplode quando meno te lo aspetti: non riesci a coglierlo nell’ampiezza originaria, registri brandelli di rumore, un’eco sorda che attira l’attenzione, ma in ritardo.
Guardando meglio, ti accorgi delle finestre aperte, le feritoie grigie delle mura, la gente assiepata dentro i pullman.
La prospettiva è diversa dalla parte di chi spara: i particolari sono chiari, la mano che impugna la pistola.
Negli angoli dei muri, nelle ombre di abbaini e sottotetti s’indovinano le tracce della storia.
Il cane sollevato, la leva, la tacca di mira.
Il pastorello che a Hebron diventò il re David.
La guancetta, il carrello otturatore.
E stabilì la capitale qui:Yerushalayim, città di pace.
Il grilletto, il mirino, la volata.
In un’area neutrale, al centro esatto delle dodici tribù, nell’occhio del ciclone, il punto vivibile nel caos.
La molla di scatto, i denti, la sicura.
Nessuno era escluso, fu un sistema perfetto, finché durò il suo regno.
La cartuccia, la bilancia, la leva di comando.
Credono che Dio creasse il mondo, poco meno di seimila anni fa, su questo monte.
Il disconnettore, la barra, la scanalatura.
E Salomone eresse il tempio, dove oggi è la moschea di Omar.
La canna, la coulisse, la finestra d’espulsione.
I suoi discendenti allargarono i confini, costruirono tunnel, prosperarono fino al Cinquecentottantasei.
La rigatura, l’asta guidamolla.
Fino all’esilio in Babilonia, al ritorno, al nuovo tempio, alla distruzione del Settanta.
Ecco, ora è pronta, è impossibile sbagliare.
Il deserto, la polvere, le nuvole accatastate all’orizzonte.
Un ultimo movimento impercettibile, per puntare al cuore.
La riva del lago, il bordo slabbrato di una stella.
Un tuono, una luce improvvisa, che abbaglia, spezza il respiro, per un attimo, un’eternità.
Gli alberi sono un grido verde contro il cielo.
Ancora un altro, mentre Jaacov si contorce, le mani sul petto, la bocca semiaperta.
Il sole a picco è l’occhio stanco di Dio, la sua disperazione.
Ancora uno, le cartucce rotolano piano sul pavimento in pietra.
Yehochoua si avvicina, è un’ombra che si muove lenta, mentre tutti gridano, piangono; i suoi occhi sono un lampo azzurro tra la pistola invisibile e il cuore colpito a morte di Tsion.

21 pensieri su “119. L’occhio stanco di Dio

  1. Ema

    “Difficile descrivere uno sparo”

    Qualcuno invece cii è riuscito mirabilmente….la vita e la morte a confronto l’una difronte all’altra in una minuziosa osservazione e descrizione dello “strumento di di morte” e dello “Strumento” di Vita.

    Bellissimo!

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  2. M&C

    – Il sole a picco è l’occhio stanco di Dio, la sua disperazione…

    – Yehochoua si avvicina…. i suoi occhi sono un lampo azzurro.

    Un film, visto qualche tempo fa, mi ha colpito per lo sguardo del protagonista, che è proprio come descritto in questa pagina: un “occhio stanco” e, allo stesso tempo, “un lampo azzurro”.

    http://www.youtube.com/watch?v=SDGw3mxtnI0

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  3. M&C

    http://www.youtube.com/watch?v=KDPwtRY-G_Q

    Amore, non mi piace vedere così tanto dolore
    Così tanto sciupato e ogni momento si squaglia
    Sono così stanco, lavoro duramente per la nostra sopravvivenza
    Conto su questi momenti con te, che mi tengono sveglio e vivo

    E tutti i miei istinti, ritornano
    E la grande facciata, presto prenderà fuoco
    Senza rumore, senza il mio orgoglio
    Stendo le braccia dall’interno

    Nei tuoi occhi
    La luce, il calore
    Sono completo
    Vedo la porta
    Di mille chiese
    La risolutezza di tutte le ricerche invane
    Oh, vedo la luce e il calore
    Sì, voglio essere completo
    Voglio toccare la luce
    Il calore che vedo nei tuoi occhi
    Nei tuoi occhi

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  4. Ema

    Dura è la mia lotta e torno
    con gli occhi stanchi,
    a volte, d’ aver visto
    la terra che non cambia,
    ma entrando il tuo sorriso
    sale al cielo cercandomi
    ed apre per me tutte
    le porte della vita.

    da “Il tuo sorriso”-P.Neruda

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  5. Titti

    Il pastorello che a Hebron diventò il re David.
    E stabilì la capitale qui: Yerushalayim, città di pace. In un’area neutrale, al centro esatto delle dodici tribù, nell’occhio del ciclone, l’unico punto vivibile. Nessuno era escluso, fu un sistema perfetto, finché durò il suo regno.
    Credono che Dio creasse il mondo, poco meno di seimila anni fa, su questo monte.

    A questa comunione fraterna bisognerebbe tornare, invece ad uno ad uno continuano a cadere a causa della guerra/guerriglia fratricida e a morire tanti uomini tutti figli di Dio: “Jaacov si contorce, le mani sul petto, la bocca semiaperta…e il cuore colpito a morte di Tsion.”

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  6. RossellaT

    mentre Jaacov si contorce, le mani sul petto, la bocca semiaperta….. Yehochoua si avvicina…..i suoi occhi sono un lampo azzurro tra la pistola invisibile e il cuore colpito a morte di Tsion.

    “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto Colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna”.

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  7. Raf

    Il sole a picco è l’occhio stanco di Dio, la sua disperazione.

    Probabilmente,anche Dio è stanco di assistere continuamente a questi massacri.
    Lui ha mandato suo Figlio in mezzo a noi, per insegnarci a vivere in pace e ad amarci l’un l’altro;ma solo alcuni hanno deciso di seguirlo, gli altri infatti preferiscono continuare a vivere nelle tenebre, perchè si sentono i padroni della vita del prossimo ,quando tengono una pistola in mano.

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  8. Ema

    Difficile descrivere uno sparo. E’ come … un applauso troppo forte, l’ultimo colpo dei fuochi d’artificio.

    Tutta la nostra vita dipende dalla direzione…uno sparo è un applauso troppo forte quando è diretto in aria e vuole segnalare il VIA per una corsa verso la vita; quando invece la direzione dello sparo colpisce il cuore, siamo morti.

    http://www.youtube.com/watch?v=O-ddhV9HT9o

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  9. Titti

    Il deserto, la polvere, le nuvole accatastate all’orizzonte…La riva del lago, il bordo slabbrato di una stella…Gli alberi sono un grido verde contro il cielo.
    …Il sole a picco è l’occhio stanco di Dio, la sua disperazione.

    [youtube http://www.youtube.com/watch?v=FLkW-oNbFWg?rel=0&w=420&h=345%5D

    Come si fa
    a dormire..
    Se oltre questo cielo
    finisce il blu
    Come si fa
    a disprezzare.
    Fino a piegare un uomo,
    un uomo come te

    Perché il giorno quando torna porta tutti i suoi colori
    Le luci con le ombre e il bianco con il nero
    E la terra dà i suo frutti sempre con lo stesso amore
    E noi ancora ci ammazziamo
    perché?

    Come si fa
    a chiudere gli occhi…
    Davanti a una ferita,
    che hai anche tu
    Come faremo
    a spiegare a un figlio…
    Che siamo tutti uguali
    quando chiederà perché..

    (La terra dei diamanti – di Nino Buonocore)

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  10. Agnese

    Super! Domani devo mettermi in viaggio, devo prendere due aerei e Lei don Fabrizio mi scrive qua di spari,dalla morte. Auguri di buon viaggio?
    “un ultimo movimento impercettibile, per puntare al cuore”-vado in chiesa a pregare.
    “Il problema e` che esplode quando meno te lo aspetti”-e certo, perche sapendo uno evita i problemi.
    O.K. lo sa che lo dico- io sono dispettosa e arrivo a Roma lo stesso(“quando meno te lo aspetti”) Ci vediamo!

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  11. Ema

    “Nessuno era escluso, fu un sistema perfetto, finché durò il suo regno.”

    Quando invece non realizziamo il suo regno, ci rimettiamo tutti, nessuno escluso.

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  12. Ema

    “Il sole a picco è l’occhio stanco di Dio”

    Perfino Dio manifesta stanchezza difronte a tanto distacco; e l’uomo, non è ancora stanco di stargli così lontano ?

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  13. Roby (S.d A)

    Il sole a picco è l’occhio stanco di Dio, la sua disperazione.

    E nonostante la stanchezza di assistere a teatri sanguinosi e violenti, continua con fiducia a regalarci un’alba più bella dell’altra, a testimonianza di un amore che spesso l’uomo non riesce a comprendere perché dimentica, che la vita è un dono impagabile, e che nessuno ha il diritto di gettarla nel cestino

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  14. Ema

    “Il sole a picco ”

    « Ma che razza di donna siete? Come potete lasciarlo così? Il suono delle pistole vi fa tanta paura?
    No, signora Ramirez. Ci sono abituata. Mio padre e mio fratello sono stati uccisi in una sparatoria. Erano dalla parte della ragione, ma questo non servì a nulla quando iniziarono a sparare. Mio fratello aveva diciannove anni. L’ho visto morire. Fu allora che divenni una quacchera. Non mi importa chi ha torto e chi ha ragione. Dev’esserci un modo migliore per concepire la vita. »

    Da” Mezzogiorno di fuoco” (Amy risponde alla domanda di Helen)

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  15. Dany P.

    Spari,tuoni,grida e disperazione….gli occhi di Yehochoua…un lampo azzurro trà la paura della gente..impensabile giustificare tanta violenza.il rumore assordante di quegli spari che uccidono..cosi come uccide quello sordo dell’indifferenza,del dolore..che fa dimenticare l’universalità di una comunità dove nessuno è straniero,dove tutti dovrebbero liberarsi dall’oppressione del potere,convertire il cuore..come a Gerusalemme,città di pace,luogo di riconciliazione trà tutti gli uomini.

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  16. Titti

    @Rossella, mi associo agli auguri per te: urge brindare con una Maccabee!!! Sta tornando alla base anche Agnese…Bisogna riunirci per una rimpatriata fra le Maccabee Girls, the Originals:-)

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  17. RossellaT

    Grazie a tutti per le bellissime mail, i messaggi su fb, sul blog e sul cellulare… faremo sicuramente un bel brindisi ahimè senza Maccabee, ho chiamato e al momento non è disponibile.

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