[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=4QB7ugJnHgs&feature=relmfu]
da qui
– Ho qualcosa da dirti.
– Lo so.
– Il tempo stringe, ci stanno eliminando a uno a uno. Ci sarà chi può intendere il messaggio?
– Ho paura di no.
– In Israele la nazione è avanti a tutto; nelle chiese si insegna una dottrina lontana dalla vita.
– Come cambiare?
– Ricominciando, rinnovando tutto; riunendo la mente con il corpo, cessando di insegnare ai bambini soltanto delle idee, perché l’Altissimo si manifesta nella convergenza di intelligenza e sentimento, spirito e corpo. I responsabili, a qualsiasi livello, non vogliono accettarlo, perché utilizzano le separazioni come strumento di dominio.
Yehochoua scrive qualcosa sul quaderno; Shime’on cerca di leggere.
– Hanno dimenticato che l’esistenza viene prima: ricordi l’immagine dell’albero della vita e l’albero del bene e del male?
– Sì, la ricordo.
La mano scorre lenta, come sulla sabbia: sembra che scavi, che attinga a una vena sottostante.
– Ricordi il divieto di cogliere il frutto del secondo?
– Sì, lo ricordo.
La gente accorre al muro, sono formiche impazzite, ognuna con la sua sporta di dolore.
– Qual è il motivo della proibizione?
– Ne hanno dette tante che non so cosa pensare.
Anche le nuvole corrono, come se il cielo si rassegnasse alla follia delle persone.
– L’albero del bene e del male è il giudizio, che spetta solo a Dio. Se il mondo se ne appropria, perde il frutto della vita. Rabbini, preti, suore, catechisti e animatori, hanno mangiato il frutto maledetto; per questo chiese e sinagoghe sono covi di vipere, regni incontrastati della maldicenza.
Yerushalayim, quante volte ho voluto raccoglierti sotto le mie ali, come la chioccia i suoi pulcini.
– C’è tempo per cambiare?
Ma non hai voluto!
– Solo se si rinuncia a ogni forma di potere: della mente sul corpo, dell’idea sulla realtà.
Le auto sono un fiume di luce che attraversa le arterie malate della città, del mondo.
– Stai scrivendo questo, sul quaderno?
– E’ scritto da millenni; ma la parola di Dio è troppo viva per essere accolta nella valle di Ben-Hinnon. L’uomo preferisce l’inferno del giudizio all’abbandono delle sicurezze e degli schemi.
Il muro è una bocca di squalo, pronta a divorare.
– Yehochoua, ho paura che nessuno intenda.
– Eppure basta poco: è sufficiente rinunciare all’idea di Dio e lasciarsi abbracciare dal suo corpo.

“è sufficiente rinunciare all’idea di Dio e lasciarsi abbracciare dal suo corpo.”
“Mens sana in corpore sano”
Giovenale
– Ricominciando, rinnovando tutto; riunendo la mente con il corpo, cessando di insegnare ai bambini soltanto delle idee, perché l’Altissimo si manifesta nella convergenza di intelligenza e sentimento, spirito e corpo…
– L’albero del bene e del male è il giudizio, che spetta solo a Dio. Se il mondo se ne appropria, perde il frutto della vita…
– Eppure basta poco: è sufficiente rinunciare all’idea di Dio e lasciarsi abbracciare dal suo corpo.
Mi colpisce tantissimo questo messaggio, in prima persona!
Un insegnare ai bambini che vuole dire trasmettere l’Amore, senza trascurare l’intelligenza: soprattutto è necessario l’esempio, pù di tante parole.
Ed il giudizio è quello che i bambini notano subito, addirittura si fidano e si convincono della verità del giudizio espresso da persone che per lui sono di riferento.
Il giudizio è una forma di superbia, dalla quale nessuno è esente, che separa dall’interno ogni comunità, anche la Chiesa che, come corpo di Dio, ha bisogno di unità, perchè ogni suo membro è importante, anche quello apparentemente più piccolo ed insignificante, perchè tutti hanno una funzione, nessuno escluso.
Un “corpo” non può rinuciare a nessuno dei suoi pezzi.
E nessun pezzo può sentirsi migliore di altri.
In questa ottica di umiltà ed accoglienza ci si può sentire un corpo solo abbracciato con Dio!
Esistono valori umani e cristiani da trasmettere,e, questa trasmissione non può avvenire se ci si sofferma solo sulle nozioni di “dottrina”,ma cercando di far conoscere il Vangello e riportandolo ai giorni nostri,parlando ai bambini,attirando la loro curiosità e spingendoli ad una attenta riflessione rispetto ai valori veri di una religione che è molto di più che organizzazione di un servizio.
(nella chiesa si insegna una dottrina lontana dalla vita)..quella stessa vita che a volte ti allontana,ti disarma davanti alla paura del giudizio, fino a che senti che basta solo rinunciare all’idea di Dio.. e ti lasci abbracciare dal suo corpo…
Ci sarà chi può intendere il messaggio?
…nelle chiese si insegna una dottrina lontana dalla vita… l’Altissimo si manifesta nella convergenza di intelligenza e sentimento, spirito e corpo. I responsabili, a qualsiasi livello, non vogliono accettarlo, perché utilizzano le separazioni come strumento di dominio. Rabbini, preti, suore, catechisti e animatori, hanno mangiato il frutto maledetto; per questo chiese e sinagoghe sono covi di vipere, regni incontrastati della maldicenza.
– C’è tempo per cambiare?
– Solo se si rinuncia a ogni forma di potere: della mente sul corpo, dell’idea sulla realtà.
E’ scritto da millenni; ma…L’uomo preferisce l’inferno del giudizio all’abbandono delle sicurezze e degli schemi.
I LIKE IT!
Dialogo stringato per un messaggio forte e chiaro, senza giri di parole.
Divide et impera: fin dai tempi antichi e’ la tattica usata per esercitare il potere sia temporale (sulle nazioni) sia sulle coscienze (il satan ci divide internamente per renderci sue prede).
Ricordo che negli ultimi tempi, prima del suo ritorno al Padre, don Mario non faceva altro che ripetere in ogni occasione possibile: Non giudicate.
Il metro che usiamo sara’ lo stesso col quale veniamo giudicati (qui e Lassu’)… Un detto popolare dice: Non sputare in cielo perche’ ti ricade sulla testa 😉
Non importa se sbagliamo… È importante però che ci sia qualcuno che abbia la carità di farcelo notare, e che noi siamo disponibili ad accettare la correzione fraterna, anzi addirittura felici di avere, in questo modo, l’oppurtunità di crescere e migliorare.
Tutti noi sbagliamo; sono necessarie la carita’ e l’umilta’ nel dare e nell’accettare la correzione fraterna. Sono in tema le letture di oggi (e l’omelia del don!): Ezechiele 33,1.7-9 / Matteo 18, 15-20.
“Non giudicare se non vuoi essere giudicato”.
Questo è uno dei tanti insegnamenti che ci ha dato Gesù.
Quando ero una bambina di otto anni e andavo a catechismo avevo fatto di questo insegnamento una ragione di vita , pensando che in questo modo non sarei mai stata giudicata dagli altri,ma dopo qualche tempo mi sono resa conto che gli altri continuavano a giudicarmi nonostante io rimanessi fedele a questo insegnamento.
Allora non avevo capito che non dovevo giudicare se non volevo essere giudicata con la stessa misura di giudizio da Dio.
Ora che lo so non ho cambiato il mio modo di pensare ,perchè credo che non spetta a me giudicare il comportamento del prossimo,tuttavia se il mio prossimo stà sbagliando posso sempre trovare il coraggio di dirglielo,cercando come hai detto tu di non farmi i fatti miei.
“Hanno dimenticato che l’esistenza viene prima”
Confortare, sollevare, farsi prossimi, condividere, amare…tutte azioni viventi degne dei figli di un Dio, non pensato ma vivente.
http://www.youtube.com/watch?v=AsE2CMNSlnI&feature=related
“Yehochoua scrive qualcosa sul quaderno; Shime’on cerca di leggere.”
La verità è scritta fra le righe
“Si la ricordo….si la ricordo…non so cosa pensare”
Si la ricordo la teoria, si ne ho un’idea ma non so agire…”c’è tempo per cambiare?”
“…”c’è tempo per cambiare?”
Il tempo è un fuoco che mi consuma, ma io sono il fuoco.
J. Borgès
Complimenti per i bei commenti!
Un abbraccio forte oltre l’oceano.
‘lasciarsi abbracciare dal suo corpo.’
Che bello questo linguaggio non verbale di Dio!
L’abbraccio: un gesto di perdono, un gesto di benvenuto, un gesto di amore che è un incentivo, per chi lo riceve, a diventare una persona migliore.
“- L’albero del bene e del male è il giudizio, che spetta solo a Dio. Se il mondo se ne appropria, perde il frutto della vita ”
Credo ci sia il tempo per cambiare, per crescere, confrontandoci, aprendoci al dialogo costruttivo, donandoci con amore fraterno, metterci in ascolto con carità e umiltà e serenamente poter dire grazie e scusa e “non farci i fatti propri”
“…è sufficiente rinunciare all’idea di Dio e lasciarsi abbracciare dal suo corpo.”
“- Ho qualcosa da dirti.
– Lo so.”
“Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo.”
Mt 18,15
http://www.youtube.com/watch?v=skgamRXwgis&feature=related
Credere è bello, ma mettere in pratica le cose in cui si crede è un’altra cosa, spesso una prova difficile, anche perché, a creare ulteriore difficoltà, c’è il giudizio di chi si ha vicino, sia esso un amico, un collega, piuttosto che un parente. E così, spesso, ci nascondiamo, evitando di esporci in situazioni che minerebbero il nostro equilibrio, già di per sé precario, fingendo di non vedere, insomma osservando con zelo “l’undicesimo comandamento”. Poi succede che, una domenica dopo l’altra, ascolti con interesse un messaggio d’amore, sempre più intenso e profondo, parole dirette che raccontano di una vita vissuta, una vita terrena, proprio come la nostra, la vita di un Uomo in carne ed ossa che ha unito spirito e corpo; quel messaggio ti scava dentro, nel profondo, ti destabilizza con mille domande, fa traballare certezze e sicurezze, ma un po’ alla volta ti regala una versione speciale dell’amore, che riesci a toccare con mano, perché pian piano ti lasci abbracciare dal Suo corpo.
vi ringrazio!
anch’io sto imparando molte cose dai vostri commenti.
un circolo virtuoso.
Tutto giusto, tutto bellissimo. Ma ci sono gli ipocriti, i sepolcri imbiancati , gli adulatori , i prepotenti… non spetta a noi giudicare e condannare, perchè anche noi abbiamo enormi errori sulle spalle e la superbia nel giudicare è sempre in agguato. Però certe ” categorie ” umane sono proprio indigeste . Che fare ?
don Tonino Bello diceva, a proposito del Calvario, che dobbiamo essere crocifiggenti quanto al peccato e deponenti quanto al peccatore.