[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=WUAAZaIFzhA]
da qui
La video conferenza è diventata un’abitudine: si parlano come fossero nello stesso luogo tanto è realistica la disposizione nello spazio, i tre schermi che corrispondono perfettamente ad altrettanti posti intorno al tavolo.
– Reagiamo bene: la diplomazia ha preso contatto con le frange ribelli e sta offrendo aiuti economici e sociali. L’inserimento dei capi in posti di lavoro redditizi spunta le armi alla corrente degli insorti.
– Anche noi abbiamo attivato le risorse disponibili: coinvolgimento maggiore dei movimenti nella missione ad gentes, proposte ecumeniche allettanti, elezione di vescovi locali. Pare che funzioni: perfino i bollettini della rivoluzione mostrano soddisfazione e apprezzamento.
Una colonna di fumo nero si solleva dalle case, come un fantasma menagramo o una monaca uscita dal convento.
– La gente comincia a comprendere che è solo un’utopia, la follia di un poeta maledetto.
– Sogni che danneggiano la nostra pastorale: ormai, nelle parrocchie, non si parla che di rinnovamento, di non indottrinare più i fedeli, di passare dal lavaggio del cervello a una proposta che giunga dritta al cuore. I programmi pastorali sono messi in ridicolo: preparati a tavolino, dicono, lontani dalla vita e quindi inutili.
– Gli argomenti, dalle nostre parti, sono il crollo dei muri, la convivenza senza restrizioni, la libertà di aggregarsi e circolare. Di questo passo, si prenderanno la terra e ci proscriveranno.
L’elicottero sgancia ordigni come pacchi viveri: vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male.
– Abbiamo fatto di tutto per convincerlo, ma ora il pericolo è eccessivo; mina la certezza del diritto, insinua il tarlo del dubbio, distrugge la nostra immagine agli occhi della gente.
– Si è messo in testa di cambiare il mondo, il suo motto è kenegdo, occhi negli occhi: dice che niente vale quanto il contatto personale, lo scoprirsi fatti della stessa carne.
Malati, medici, infermieri sono bloccati dentro l’ospedale.
– Insegna che il Palazzo soffoca ogni segno di vita; secondo lui, la persona che frequenta le stanze della Curia si trasforma in una larva, un parassita.
– E’ un anarchico; vogliamo dirlo? Un terrorista.
Un’ala ha preso fuoco; all’esterno ci sono cecchini, carri armati.
– Basterebbe poco per integrare i suoi princìpi: gli abbiamo proposto di coinvolgersi nei centri del potere, di discutere su progetti a lungo termine, ma sembra allergico alle pianificazioni articolate; crede in altri metodi, o forse in nessuno.
– L’amore! E’ un bambino che gioca con le favole; ma a suon di legnate crescerà: non si fa così con i mocciosi?
Sparano a qualsiasi cosa che si muova.
– Signori, c’è qualcuno che chiede di entrare.
– Chi è?
– Si chiama Yehouda, un uomo di Kerioth.

La video conferenza è diventata un’abitudine…
…il suo motto è kenegdo, occhi negli occhi
Complimenti di nuovo all’autore, con due semplici frasi, con le parole giuste ha saputo delineare le personalità e l’atteggiamento dei protagonisti. Chi pensa al potere, chi pensa che offrendo denaro riuscirà a comprare l’altro e chi invece guardandoti “davvero” negli occhi riesce a conquistarti per sempre.
Gli schermi di questa videoconferenza mirata ad eliminare la Verità, durante la quale si parla di finti “aiuti economici e sociali”, di “proposte ecumeniche allettanti” e di lavoro di diplomazia/clientelismo per “l’inserimento dei capi in posti di lavoro redditizi (argomenti molto attuali…), mi ricordano il controllo dei pensieri, dei sogni e delle libertà raccontato in “1984” di G. Orwell:
“Era un solitario fantasma che proclamava una verità che nessuno avrebbe mai udita. Ma per tutto il tempo impiegato a proclamarla, in un qualche misterioso modo la continuità non sarebbe stata interrotta. Non era col farsi udire, ma col resistere alla stupidità che si sarebbe potuto portare innanzi la propria eredità d’uomo.”
http://www.youtube.com/watch?v=zQ__bsuG6vc&feature=youtube_gdata_player
“Sogni che danneggiano la nostra pastorale”
Pastorale: rillessione teologica sull’agire della chiesa….
sull’agire…teologica…
…la diplomazia ha preso contatto con le frange ribelli e sta offrendo aiuti economici e sociali. L’inserimento dei capi in posti di lavoro redditizi spunta le armi alla corrente degli insorti.
La storia la dice lunga.
Capita spesso che gli ideali vengano abbandonati molto presto per cose ben più materiali.
Anche dopo il ’68 molti ribelli si sono ampiamente integrati in posti di lavoro redditizi…Chi va dritto per la retta via e risulta “allergico alle pianificazioni articolate; crede in altri metodi, o forse in nessuno” è destinato a diventare scomodo, ad essere indicato lui stesso come un pericolo, un “terrorista” da eliminare e per giunta, subito – contro di lui – si fa avanti quello che riteneva un amico…
– c’è qualcuno che chiede di entrare. Si chiama Yehouda, un uomo di Kerioth.
“E’ un anarchico; vogliamo dirlo? Un terrorista.”
L’amore è una bomba di terrore che esplode oltre l’io, un fuoco d’artificio fatto di miele.
La rivoluzione è l’orgasmo di questo amore.
non si parla che di rinnovamento, di non indottrinare più i fedeli, di passare dal lavaggio del cervello a una proposta che giunga dritta al cuore.
lo scoprirsi fatti della stessa carne. …..è solo un’utopia, la follia di un poeta maledetto. E’ un anarchico; vogliamo dirlo? Un terrorista.
L’amore! E’ un bambino che gioca con le favole; ma a suon di legnate crescerà: non si fa così con i mocciosi?
Magari ce ne fossero di più nel mondo di questi poeti maledetti, anarchici e terroristi dell’Amore!!!
Invece, tutto intorno a noi…”L’elicottero sgancia ordigni come pacchi viveri…ci sono cecchini, carri armati…..Sparano a qualsiasi cosa che si muova.”
“Sparano a qualsiasi cosa che si muova.”
http://www.youtube.com/watch?v=5bUHv5BzGQ8
Certezza del vero (C. Rebora)
Sciorinati giorni dispersi,
cenci all’aria insaziabile:
prementi ore senza uscita,
fanghiglia d’acqua sorgiva:
torpor d’attimi lascivi
fra lo spirito e il senso;
forsennato voler che a libertà
si lancia e ricade,
inseguita locusta tra sterpi;
e superbo disprezzo
e fatica e rimorso e vano intendere:
e rigirìo sul luogo come carte,
per invilire poi, fuggendoli lezzo,
la verità lontano in pigro scorno;
e ritorno, uguale ritorno
dell’indifferente vita,
mentr’echeggia la via
consueti fragori e nelle corti
s’amplian faccende in conosciute voci,
e bello intorno il mondo, par dileggio
all’inarrivabile gloria
al piacer che non so,
e immemore di me epico armeggio
verso conquiste ch’io non griderò.
– Oh-per l’umano divenir possente
certezza ineluttabile del vero,
ordisci, ordisci d è tuoi fili il panno
che saldamente nel tessuto è storia
e nel disegno eternamente è Dio:
ma così, cieco e ignavo,
tra morte e morte vii ritmo fuggente, anch’io
t’avrò fatto; anch’io.
Chi non ha mai sognato di entrare nei centri di potere e cambiarne le regole a proprio piacimento? Andare, per esempio, alla Camera o al Senato e far sentire la voce del cittadino insoddisfatto di perdite di tempo e privilegi; intimare a tutti di uscire e decidere per un giorno secondo il bene pubblico; penetrare in Vaticano e sostituire le guardie svizzere con disoccupati della provincia di Viterbo; prendere d’assalto le sedi prestigiose delle compagnie petrolifere, dove tutti parlano in inglese, e costringere a utilizzare il prodotto esclusivamente per le lampade nelle cene romantiche di mezza estate; infiltrarsi nelle redazioni dei telegiornali nazionali e ingiungere di comunicare solo notizie positive; intrufolarsi nelle riunioni delle cupole mafiose e obbligare i presenti a ripetere il nome di ogni morto ammazzato mille volte; forzare le porte delle commissioni dei concorsi e cancellare i nomi dei raccomandati. Chi non ha mai sognato di abolire Sanremo, di cambiare la pubblicità dell’amaro Montenegro, di condannare i sindaci a ripristinare i bagni pubblici in tutte le città, per non essere costretti a ordinare l’ennesimo caffè? Io mi limito a sognare che le feste religiose siano tutte di domenica, per evitare di moltiplicare le omelie. Domani vado dal papa e glielo chiedo, se le guardie svizzere sono state licenziate.
(da NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE)
…ma il cielo è sempre più blu!
http://www.youtube.com/watch?v=CqOBtEfsulk&feature=fvst
“Abbiamo fatto di tutto per convincerlo, ma ora il pericolo è eccessivo; mina la certezza del diritto, insinua il tarlo del dubbio,”
DIRITTO
Dormivi. Ti sveglio.
Il gran mattino reca l’illusione di un inizio.
Avevi dimenticato Virgilio. Sono qui gli esametri.
Ti porto molte cose.
I quattro elementi dei greci: la terra, l’acqua, il fuoco, l’aria.
Un solo nome di donna.
L’amicizia della luna.
I chiari colori dell’atlante.
L’oblio, che purifica.
La memoria che sceglie e che riscrive.
L’abitudine che ci aiuta a sentirci immortali.
Il quadrante e le lancette che dividono l’inafferrabile tempo.
La fragranza del sandalo.
I dubbi che chiamiamo, non senza vanità, metafisica.
Il manico del bastone che la tua mano attende.
Il sapore dell’uva e del miele.
J.L.Borges
“vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male.”
Scegliere…
http://www.youtube.com/watch?v=bIvxseCyHDQ&feature=related
Ascoltare qualcuno che ti parla direttamente” al cuore”,sentirsi parte di una “comunità”, è come rinascere una seconda volta,dopo un periodo particolarmente difficile.
Questo è quello che mi è capitato, che dirvi?
GRAZIE A TUTTI QUANTI!!!!
“la libertà di aggregarsi e circolare.”
http://www.youtube.com/watch?v=b_lZMLgN7R0
vi ringrazio!
se dopo questo romanzo mi licenzieranno, ne sarà valsa la pena!
Musicalmente si passa dal Guglielmo Tell di Rossini alle Valchirie di Wagner per una psico-guerra tra chi fugge atterrito e chi si gasa…
Una colonna di fumo nero si solleva dalle case
http://www.youtube.com/watch?v=ANV1NQPDhZw
Non ti licenzieranno…il rischio è che ti promuovano per rimuoverti dalla periferia e chiuderti nel Palazzo.
Ma, per usare le parole del romanzo, “neanche frequentando le stanze della Curia ti trasformeresti in una larva, un parassita.”
Buona notte…oggi, 8 settembre, la giornata è già iniziata e sarà lunga!
Che Maria ci protegga, visto che ricorre la sua Natività e da lei è sorto il sole di giustizia!
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.
Ribadisco che non verrai licenziato: avrebbero già potuto farlo, dopo il romanzo precedente, ma per fortuna sei ancora qua, eh già, come Vasco!
http://www.youtube.com/watch?v=1CydZtP_XlA
…come si può pensare che la periferia sia esente dalle lotte di potere, dalle meschinità che avvelenano la vita a qualunque coordinata spazio-temporale? E’ reduce da riunioni pastorali in cui i soliti noti hanno fatto i soliti discorsi sui soliti soldi coi soliti criteri: tutto con la solita aria, come se tu stessi lì per maneggiare denaro e non per trasmettere il vangelo. Don Faber è incazzato nero: sta meditando di farsi trasferire, ma sa che dovunque andrà sarà la stessa cosa, anche se chi vive in centro sogna la periferia e viceversa, come se la bellezza e la bontà fossero agli antipodi della propria posizione. Riesce a sorridere, perché i discorsi sulle scuole di scrittura hanno sempre un risvolto ridicolo: certo che una scuola è utile; non ha studiato per diventare prete? Eppure, se dovesse esercitare il ministero come glielo hanno insegnato nelle aule enormi e gelide del seminario, la percentuale di cattolici si sarebbe ulteriormente assottigliata. Sull’arte della narrativa, pensa Faber, si dice tutto e il contrario di tutto: lui ha spulciato i manuali consigliati, non riuscendo mai a finirli, anzi, allontanandosene subito dopo le pagine iniziali. Forse è un problema personale, l’insofferenza alle regole lo porta a cercare nuovi stimoli, a sperimentare metodi diversi; forse è la vita che conduce, le sorprese sempre dietro l’angolo, le interruzioni continue nel lavoro. Di per sé, sarebbe un metodico, un focalizzatore, ma la gente non vuole aspettare, ha sempre qualcosa di urgente e la riga che aveva cominciato a scrivere prende un’altra piega, il pianto diventa una risata, il sussurro un grido disperato. Per questo, se volesse scrivere un romanzo, potrebbe essere composto solo da paragrafi brevi, da mandare giù come il caffè della mattina. E, naturalmente, troverebbero subito da criticare: guarda, ha anche il tempo di scrivere! Dovrebbe rispondere alla lettera, ma sa che qualcuno arriverà non appena avrà messo in fila un paio di idee. Prende un foglio di carta dalla valigia bianca e blu:
Caro Saulo,
credimi, non so che dirti. La scuola serve, ma la fatica maggiore l’ho fatta per dimenticare quello che mi avevano insegnato in seminario. Per carità: tutte cose buone; ma il padre spirituale della parrocchia di periferia diceva che ero tornato imbalsamato e non riusciva a capire come avevano potuto ridurmi così male. Bisogna lasciarsi toccare dalla vita, altrimenti, prima o poi, ti inaridisci. Basta un sogno per cambiarti dentro: ora, per esempio, c’è un’immagine che mi perseguita la notte: un ponte sopra un fiume e due occhi azzurri che brillano nel buio. Quando mi capita, vuol dire che sta per succedere qualcosa, oppure è già accaduto. Il romanzo che m’interessa di più è quello della vita. Ecco, arriva il matto di turno, ti devo salutare.
Un abbraccio dal tuo
Faber
(tratto da E’ ANCORA POSSIBILE SCRIVERE UN ROMANZO?)
@Raf
Grazie a te, che hai dato un “valore aggiunto” non da poco… sei grande!
un abbraccio. cri
crede in altri metodi, o forse in nessuno.
L’amore!
Troppe volte le “alte sfere” si mostrano chiuse, giudicanti, ripiegate su di sé, incapaci di amare lì dove c’è bisogno di amore. L’amore esiste sempre di fronte ad un volto, si impara vivendo nell’incontro con le persone.
L’amore! …è solo un’utopia, la follia di un poeta maledetto. ….E’ un bambino che gioca con le favole
Dal Vangelo secondo Marco (10, 13-16)
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
SE NON RITORNERETE COME BAMBINI, NON ENTRERETE MAI.
I bambini riconoscono la propria piccolezza. Sanno che hanno solo da imparare e mai si sognerebbero di insegnare agli altri.
L’adulto rifiuta gli insegnamenti che non concordano la con la propria formazione. Spesso la considera la migliore, se confrontata a quella altrui.
Se un adulto è deformato, non lo saprà mai e considererà la propria formazione la più sana.
Un bambino ascolta per imparare, non per insegnare.
Un bambino pone domande solo per sapere; non pone domande maliziose con l’intento di trovare cavilli per criticare le risposte.
Un bambino sa che ha tutto da imparare, l’adulto arrivato ad un certo punto vive con la pretesa di aver capito tutto e meglio di tutti.
Un bambino sa sentire anche con il cuore, cosa assai difficile per l’adulto.
Un bambino non sa mentire e, quando ci prova con le labbra, attraverso gli occhi ti dice che sta mentendo.
Un bambino ha sempre sete di sapere.
L’adulto si ritiene sazio di conoscenza.
Il bambino dice a sé stesso vorrei capire perché .
L’adulto dice a sé stesso : “Ho capito meglio io… Non ho nulla da imparare … posso solo giudicare…”.
I bambini percorrono sempre la via più semplice per darsi delle risposte; l’adulto compie percorsi più lunghi e contorti, spesso trovandosi da un’altra parte, purché le risposte si accomodino alla propria formazione.
Un bambino non pone vincoli al suo apprendimento, l’adulto ha il vizio di dichiararsi “arrivato”.
Il mondo potrebbe dividersi in chi comanda e chi obbedisce, al di fuori di questi due schieramenti può esserci solo un folle. Tutto ciò che è diverso dalla normalità e dall’ordine costituito fatto dell’interesse di pochi, è qualcosa che sicuramente viene da una mente fuori dell’ordinario, vagheggiante e senza ombra di razionalità. La follia è il metodo veloce per imbonire le folle, perchè credere a un pazzo? e’ simpatico, pittoresco, anche divertente ma va bene come diversivo, ciò che conta è la “normalità” di chi, non avendo più la religione come oppio dei popoli, ora usa la vanità. “Vanità delle vanità” il peccato preferito dal satàn. Ma solo chi è folle ha la piena coscienza delle cose, vede il mondo nella giusta ottica pluridimensionale, contemporaneamente ha di fronte a se il dritto e il rovescio di ogni cosa, la trama del mondo, se questa è la follia, felice di diventare folle e di seguire il più pazzo di tutti in assoluto, il cui primato dura da più di due millenni: il Mashiah!
grazie!
anche i parenti di Gesù lo credevano matto.
magari imparassimo a essere liberi, magari fossimo i matti capaci di cambiare il corso della storia.
E’ mostruoso sapere fin dove si può arrivare quando si è al cospetto del dio denaro; farmaci scaduti venduti nei paesi del terzo mondo, raccolte fondi a favore di progetti umanitari, delle quali qualcuno, nonché testimonial della campagna, ne ha approfittato spudoratamente, facendo arrivare a destinazione soltanto una minima parte del ricavato. Questi “benefattori” davanti all’Albero della conoscenza del bene e del male, hanno optato per il bene….
Grazie, preferisco un terrorista
concordo, Roby: bisogna andare alla sostanza, finché ce n’è.