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da qui
Quando vedrete l’abominio della desolazione posto là dove non dovrebbe – il lettore faccia bene attenzione – allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti; chi è sulla terrazza non scenda per entrare a prendere qualcosa nella casa; e chi è andato in campagna non torni indietro a prendere il mantello.
– Ha salutato tutti: che cosa vorrà dirci?
– Shime’on, ho paura, sembra che tutto stia finendo.
Il locale è grezzo: tavolacci in legno, arazzi sdruciti appesi alla parete.
– Non insistere, Ismail. Hanno detto solo che mi avvertiranno poco prima.
– In ogni caso, Avigail, non ti mettere nei guai.
L’ulivo sembra una sequoia: quanti secoli d’ingiustizie avrà dovuto sopportare?
– Lui è così: ha bisogno di tenerci sulla corda.
– Yehouda, dove sei stato in questi giorni?
I profeti, nei quadretti, sono tristi.
– Myriam, Yehochoua è preoccupato: io avvertirei la polizia.
– E’ inutile, Chochana: se hanno deciso di ucciderlo, la polizia è con loro.
Guai a quelle che in quei giorni saranno in cinta o allatteranno! Pregate affinché ciò non avvenga d’inverno, poiché quei giorni saranno una tale tribolazione, quale non vi fu mai dal principio della creazione sino a ora, né vi sarà giammai.
– Sono stato a pregare, per capire come muoverci.
– Con quale risultato?
Forse, più che una sequoia, è un vecchio dai capelli bianchi e inamidati, che ne ha viste troppe per illudersi di nuovo.
– Salvare qualcuno non vuol dire mettersi nei guai: e io lo salverò.
– Ascolta, Avigail, sai che ti amo: non posso lasciarti commettere pazzie.
Un gruppo di ragazzi si passa di mano in mano le foto di un’uscita precedente.
– Sembra un destino irrevocabile, Myriam: allora è tutto scritto?
– E’ scritto per chi legge la storia da un’altra angolazione.
La luce, al di là della finestra, è un corpo di donna addormentato.
– E’ il momento di agire, di rischiare tutto; il mondo non si cambia senza una spinta, una provocazione.
– Tu che suggerisci?
No, è un tappo di sughero che dovrà saltare per celebrare un’epoca diversa che comincia.
– Pazzia è non vivere, rinchiudersi in un’idea di sicurezza che ti consuma giorno dopo giorno.
– In fondo sei la stessa, Avigail: sempre sul filo del rasoio.
Ce n’è uno che guarda verso il basso: a che starà pensando? Cosa si pensa prima di morire?
– Qual è l’angolazione giusta per leggere la storia?
La linea della schiena, la curva delle natiche, il bianco affusolato dei polpacci.
– Di non tirarci indietro.
Nei festeggiamenti c’è sempre un velo di tristezza.
– E’ vero: per essere vivo, devi prima accettare di morire.

un saluto da Loreto!
Qual è l’angolazione giusta per leggere la storia?
Leggendo e commentando siamo giunti quasi alla fine della storia di questo romanzo che ha visto la nascita di amicizie sincere culminate oggi in una meravigliosa giornata a Loreto. L’angolazione giusta e’ l’amore, la condivisione: io credo io spero io amo. L’angolazione giusta l’abbiamo vista nella nostra foto sulla terrazza delle ispirazioni. Grazie don!
Maccabee girls
@ Maccabee girls
Un saluto e buona giornata a voi!
sto tornando da Loreto, dove sempre si rinnova forte l’emozione che questo posto ogni volta mi trasmette.Sto tornando da Loreto dove nel cerchio di oggi si sono consolidate nuove amicizie. sto tornando da Loreto seduta accanto a te don che ci hai fatto capire che è questa la giusta angolazione, questo posto stupendo ricco solo d’amore, grazie!
la fede é la giusta angolazione, che non ti “chiude in un’idea di sicurezza”, ma ti spinge a buttarti nella mischia, a rischiare nella vita, ad amare così tanto da morire all’altro “per essere vivo”.
– E’ il momento di agire, di rischiare tutto; il mondo non si cambia senza una spinta, una provocazione.
– Pazzia è non vivere, rinchiudersi in un’idea di sicurezza che ti consuma giorno dopo giorno.
Bisogna rinunciare alle proprie certezze per affidarsi: morendo a se stessi si compie il vero pellegrinaggio: quello dall’io al tu.
Chi vorra’ salvare la propria vita, la perdera’; ma chi la perdera’ per causa del Vangelo l’avrà salva, ricevendo il centuplo quaggiù e l’eternita’.
“per essere vivo, devi prima accettare di morire.”
Se vinci la morte, tutto il resto diventa semplice; ci vuole coraggio però …essere disposti a superare ogni critica, ogni giudizio sul proprio operato e su quello degli altri, la sofferenza, la distanza, la solitudine, le sconfitte personali…tutto quello che potenzialmente potrebbe renderci la vita un inferno.
Neutralizzare la morte , non farsi più toccare da lei è l’obiettivo per far si che la nostra vita resti sempre.
“noli me tangere”, non mi toccare o, secondo le moderne traduzioni, non mi trattenere.
“ti amo: non posso lasciarti commettere pazzie.”
L’unica vera pazzia è pensare di amare a discapito della libertà.
http://www.youtube.com/watch?v=G9Zj_-rBUL8&feature=youtube_gdata_player
Vita
nella vita c’è un destino sempre
e nessuno nasce mai per niente.
Vivere è il mestiere dei perché,
ma è il più bello che c’è.
Vita,
questa vita è un girotondo sempre
giorno dopo giorno ci sorprende
cambia itinerario ai sogni e noi,
noi cambiamo con lei.
E inseguiamo le stelle senza prenderle mai,
ma fa parte di noi…
Vita
questa vita è dura e a volte amara,
chi è diverso spesso fa paura
a chi guarda solo la realtà
e sognare non sa.
Ma chi va con il cuore, può fidarsi di se
e restare com’è…
“Vivere è verificare.”
Albert Camus
vi ringrazio!
anch’io stasera riesco a pensare solo alla nostra bellissima giornata.
ma in fondo l’angolazione giusta è questa: dimenticarsi di sé, amare.
Quando ci assale il dubbio se sia meglio vivere per morire o morire per vivere, basta guardare la croce, come oggi a Loreto; allora non si può fare a meno di pensare : “mi ha amato da morire”;
allora non si apetta più di vivere per morire ma di morire per vivere.
Un grazie grande grande per tutto, ho passato anch’io una giornata meravigliosa.
Ho conosciuto un luogo d’amore e di pace davvero straordinario, uno di quei posti dove Dio si fa un pò più vicino, ed è difficile spiegare cosa abbia provato, è stata un emozione fortissima.
Non dimenticherò mai oggi, grazie per questa nuova angolazione d’amore.
“… la formula della felicità: morire all’egoismo e risorgere nella carità; perché questa, in fondo, è la vita spirituale.”
“Le parole della felicità – F. Centofanti”
http://www.youtube.com/watch?v=d7Kwmks34DQ&feature=related
arrivo tardi perchè ieri sera stavo sotto a un treno, anzi sotto al pullman 🙂
anche per me vale lo stesso, giornata intesa per ritrovare l’amore, la gioia e la speranza
grazie a tutti e al nostro coatch, percché attraverso di lui è nata una squadra mervigliosa, che aumenta e si integra ogni giorno di più
sorry, volevo dire coach
Grazie, coach!
Quanto stai seminando da tempo, sta avendo frutto, alla grande!
Del resto il Signore ci ha detto: Se rimanete in me ed io in voi, darete molto frutto.
Attorno a te, come guida spirituale, si ergono tanti “tronchi che si allacciano, che affondano le radici nodose nella stessa terra santa.”
Buona domenica a te e a tutte le Maccabee Girls e famiglie!
Pazzia è non vivere, rinchiudersi in un’idea di sicurezza che ti consuma giorno dopo giorno.
Sentirsi prigionieri di noi stessi,sempre fermi sulle nostre posizioni,alla ricerca di un appagamento che non si trova mai…
basta… ci vuole una conversione sincera,totale…e la bellissma giornata di ieri,insieme alla Parola ascoltata oggi, mi indirizzano verso una consapevolezza nuova…ce la possiamo fare…E “tra” un sorriso e una stretta di mano impariamo finalmente a leggere la storia da un’altra angolazione..
E’ il momento di agire, di rischiare tutto; il mondo non si cambia senza una spinta, una provocazione.
Si ci vuole una spinta, un sussulto come quello provato ieri nell’essere un piccolo anello di un grande cerchio che grida l’amore e la fede, come quello provato ieri davanti allo sguardo dolcissimo di una Madonna nera diversa da come siamo abituati a vedere, un sussulto che oggi si prova davanti a chi non ha nulla e guarda chi ha troppo, davanti alle ingiustizie del mondo non più osservate con fredda distanza, un sussulto che ognuno di noi è chiamato a tradurre in azione.
-Cosa si pensa prima di morire?
Speriamo quel giorno di essere pronti, di aver completato il cammino di conversione ed essere arrivati a quell’ “immagine e somiglianza”, tanto da poter “dimenticarsi di sé, amare”.
A quel punto, tutta la storia, anche la morte stessa, si leggerebbe da “un’altra angolazione”.
Non è facile “accettare di morire “,perchè consideriamo la morte come la fine di tutto; ma se la guardiamo da un’altra “angolazione”,forse potremmo renderci conto che essa è l’unico mezzo per poter rinascere e diventare una persona nuova,soprattutto se ci lasciamo guidare dall’Amore di Dio.
grazie a voi!
cerchiamo insieme il filo d’oro, del romanzo, ma soprattutto della vita.
Il filo d’oro di questo romanzo si specchia in quello della vita; l’amore che si legge in queste pagine, è così forte e coinvolgente che ti entra dentro, lasciandoti ogni volta un segno nel cuore, pronto lì a ricordarti questa bellezza, qualora la dImenticassi
il lettore faccia bene attenzione
Si, perchè a volte le cose più belle sono quelle fra le righe, quelle intrise nel significato apparente, le emozioni che non si possono descrivere come i colori del tramonto, il crepuscolo di un giorno che sembra morire.
SM
Cosa si pensa prima di morire?
Tutto ciò che è stato pensato e fatto, è stato fatto e pensato prima di morire,
prima di morire si pensa e si fa
in ogni caso
in ogni modo
la vita per la quale vale (speriamo) la pena di morire
ogni pensiero, parola, gesto potrebbe essere l’ultimo…
ciascuno potrebbe essere (dovremmo desiderare che fosse) un gesto che resta, per sempre.
grazie!
sì, per sempre.