28. Nelle mani

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=iw0nJddA-JU&feature=related]

da qui

Fu una delle battaglie più dure, un anticipo di quello che successe.
La piazza è piena, satura, sembra esplodere da un momento all’altro.
La sala ha le poltrone rosse, il riflesso delle immagini forma macchie bianche e nere sul volto, ombre che non trovano pace.
Quanti sono i carri armati? Comincia a contare: uno, due, tre… dodici, tredici…
L’avevo scoperto solo allora, in pochi giorni lessi tutti i libri e ne avrei voluti ancora.
Gli occhi sono fissi, diretti verso l’alto, la mano alzata, le dita ripiegate.
Avanzano lenti, la proboscide che oscilla lentamente, i cingoli che macinano strada.
Lo avvicinavo al vangelo e mi sembravano simili, come fossero sovrapponibili o l’uno continuasse il discorso che l’altro aveva cominciato.
I capelli brizzolati, la cravatta con il nodo stretto, la bocca semiaperta.
Davanti al carro armato si profila una figura: un giovane ritto in piedi con qualcosa in mano, due buste della spesa, forse, difficile dire con certezza.
Sarebbe andato bene anche per noi, non c’erano le stesse condizioni e l’uomo non è uomo a qualunque latitudine?
Sulla scena due attori si baciano, appassionatamente, lui la stringe forte, le bocche premono l’una contro l’altra.
Il carro armato si avvicina come non avesse visto nulla. L’uomo è fermo, con le buste in mano: ha fatto la spesa per il mondo, come se le sorti della terra dipendessero dalla posizione del suo corpo, dalla scelta di restare o andarsene, dalla paura o dal coraggio di un momento.
Si rischiava, certo, perché la violenza è un’arma che ti può colpire quando meno te lo aspetti, e non sai se sarà un buffetto o un colpo di pistola.
Poi eccone altri due: lui con cappello nero e giacca chiara, lei con un vestito scuro che fa risaltare il bianco della pelle.
Avanza veloce come niente fosse: lo raggiungerà? Lo schiaccerà, per non mettere in ridicolo la forza dell’esercito? Allora, quanti sono? Continua a contare: quattordici, quindici, sedici…
Quella volta mi sferrarono un pugno sulla bocca, sentii dolore, ma ero tanto convinto della linea presa che ci fu qualcosa di più forte del dolore, un’energia che mi diceva: fermo, non tornare indietro, raccogli provviste per la fame di giustizia di tutto l’universo.
Si baciano anche loro, poi lui fa un gesto repentino, come per andarsene: il volto della donna è inquadrato in primo piano; cosa succede? La sta lasciando? Parte per qualche motivo inderogabile?
Diciotto, diciannove, venti…Procede ancora, ormai saranno tre, quattro metri di distanza. Fa male restare sospesi nell’attimo in cui non sai che cosa potrà accadere.
Malcom fu preso dalla rabbia quando vide la scena trasmessa dalla televisione: disse che lui sarebbe intervenuto, avrebbe reagito, che un nero non può subire umiliazioni che ne ribadiscono l’inferiorità.
La donna ha un’aria appassionata, la bocca aperta, il viso scosso come da fremiti.
Ecco, ora si è fermato, i cingoli sembrano ruotare su se stessi, il giovane è immobile con le buste della spesa: cosa avrà comprato? Il tè, il riso, il pollo con le mandorle?
Non perse occasione per denigrarmi avanti agli altri: per lui alla violenza avremmo dovuto contrapporre la violenza.
Poi, nello schermo del cinema, mentre le immagini scorrono sul volto, tra i capelli brizzolati, come ombre in movimento, una donna si apre la camicia con aria di sfida e resta con il seno puntato contro chissà chi, come se la vita non fosse che uno stare l’uno avanti all’altro in attesa di una mossa, di un esito fatale, come se l’amore e l’odio fossero indifferentemente uno scontrarsi e un divorarsi, scommettere sulla sconfitta o la vittoria, ma di chi? Chi può considerarsi vincitore, se l’altro non c’è più?
Io ero convinto del contrario: avrei portato avanti la mia lotta, anche contro tutti, perché sapevo che l’unica vittoria possibile è l’incontro, che il bacio non può essere un segno per mettere l’altro nelle mani della morte.

22 pensieri su “28. Nelle mani

  1. Fides

    sapevo che l’unica vittoria possibile è l’incontro, che il bacio non può essere un segno per mettere l’altro nelle mani della morte

    Un bacio può annientare, un bacio può rendere vita. Ogni cosa ha il suo rovescio, e il rovescio del mondo è starsi di fronte, a petto nudo, sapendosi vulnerabili, affidando il respiro al respiro dell’altro, così: disarmati, fiduciosi, temerari, coraggiosi, folli, ma finalmente vivi.

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  2. M&C

    – Davanti al carro armato si profila una figura: un giovane ritto in piedi con qualcosa in mano, due buste della spesa, forse, difficile dire con certezza.

    Evento storico impossibile da dimenticare
    Compiere il bene quando sembra impossibile, testimoniare anche in tempo di persecuzione e sotto la minaccia della morte, come Davide contro Golia: questa è la “fortezza”, la virtù che sostiene nelle prove e nelle difficoltà, un vero dono di grazia, accresciuto e moltiplicato dalla buona volontà e dal coraggio; è la prova che non è necessario fare affidamente sulle proprie forze.

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  3. M&C

    -l’unica vittoria possibile è l’incontro, che il bacio non può essere un segno per mettere l’altro nelle mani della morte.

    … Giovani salvatevi
    datevi, unitevi
    siete voi più che mai
    quell’ultima risorsa

    Scomodi, difficili, vogliono disperdervi,
    l’anima negategli,
    come abbiamo fatto noi,
    che non ci siamo arresi mai.

    Che voglia di tornare in piazza,
    di fargli un culo così,
    per guadagnarsi una speranza,
    c’è bisogno di un amico, di un’allenza .

    Giurami che non è finita
    che resti in gara anche tu
    che affronterai questa salita
    respira per carità
    non ti perdere il gusto della novità
    vedervi sperimentare che felicità.

    Giovani salvatevi
    fatevi conoscere
    anche noi tempo fa
    ci regalammo un sogno

    Niente più vincoli
    tessere o simboli
    cosicchè sappiano
    di chi siete figli mai
    testardi proprio come noi.

    Vieni a cercarmi anche tu se trovi il tempo
    se non avrai cancellato il profumo di me
    il viaggio più coraggioso è sempre l’incontro
    io sarò l’esperienza e tu l’incanto …
    ti resto accanto
    tu dimmi che io ti sento – ti sento – ti sento …

    (L’incontro – R. Zero)

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  4. RossellaT

    Il rumore di un bacio non è forte come quello di un cannone, ma la sua eco dura molto più a lungo. (Olivier W. Holmes)

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  5. Ema

    “il bacio non può essere un segno per mettere l’altro nelle mani della morte.”

    La salvezza dipende sempre dalle intenzioni del cuore; se Giuda avesse immaginato di prendere parte alla storia della salvezza….

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  6. Ema

    “Perché? In fondo cos’è un bacio? È un giuramento di due anime fatto da vicino, è un più preciso patto, è la confessione di un sentimento grande sigillato con la bocca, è un apostrofo color rosa messo nelle parole t’amo”. Un bacio ha il suono del fruscio di un ape che scivola in un fiore, è un respirare il cuore e assaporare l’anima a fior di labbra…”

    Cyrano de Bergerac

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  7. Roby (s.d a.)

    … il bacio non può essere un segno per mettere l’altro nelle mani della morte

    Il bacio, un contatto attraverso il quale prende forma l’incontro, espressione d’amore in tutte le sue forme, saluto amichevole e fraterno verso qualcuno a cui vuoi dire “ti voglio bene”.
    Cos’è, dunque, un bacio, se non qualcosa che unisce, incolla, lega, il siglillo dell’accoglienza, il desiderio di accettare e condividere con il prossimo esperienze e pezzi di vita?

    … guarda questo tempo, che arriva con te
    I. Fossati – Il bacio sulla bocca

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  8. RossellaT

    Il carro armato si avvicina come non avesse visto nulla. L’uomo è fermo, con le buste in mano: ha fatto la spesa per il mondo, come se le sorti della terra dipendessero dalla posizione del suo corpo, dalla scelta di restare o andarsene, dalla paura o dal coraggio di un momento.

    Ogni gesto che compiamo è la conseguenza di ciò che abbiamo dentro: Giuda bacia Gesù per tradirlo, la Maddalena bacia Gesù e il suo bacio è un bacio puro, d’amore. E’ ciò che abbiamo dentro, le nostre convinzioni che ci spingono ad agire nella nostra vita e diventano il nostro destino.

    Con il cuore in quella piazza
    tiene a mente Tien ‘am ‘men
    la morte la porta la libertà
    e la violenza perderà
    e ogni gabbia uccide un uomo
    ma la rabbia fa’ resistere
    e ha scolpito sulla pelle
    che chi piange riderà.
    (Litfiba – Il Vento)

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  9. Titti

    “Davanti al carro armato si profila una figura: un giovane ritto in piedi…”

    Tutti abbiamo in noi una scintilla divina: abbiamo il dono di portare la gioia ed il sorriso nel mondo (a qualcuno riesce particolarmente bene…anche quando è giù…è la sorte dei migliori comici!)
    Stare ritti in piedi, affrontare le cose è proprio dei discepoli di Gesù, da quando hanno ricevuto lo Spirito Santo e non si sono più nascosti o vigliaccamente rasentato i muri o detto: “Aho, c’ho altro da fa’ ” oppure “Va’ avanti tu, che a me me vie’ da ride…”

    MI PIACE!

    http://www.youtube.com/watch?v=u4HjiV3wI9I&feature=related

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  10. pamela

    ”raccogli provviste per la fame di giustizia di tutto l’universo.”

    ‘Ho l’audacia di credere che la gente dappertutto possa avere tre pasti al giorno per il loro corpo, l’educazione e la cultura per le loro menti, e la dignità, l’eguaglianza e la libertà per i loro spiriti. [..] Io credo ancora che un giorno il genere umano si inchinerà agli altari di Dio e sarà incoronato trionfante sulla guerra, gli spargimenti di sangue, e l’amicizia redentiva, non violenta, proclamata governo della terra. Ed il leone e l’agnello giaceranno insieme, ed ogni uomo siederà sotto il proprio albero di fico e nessuno avrà paura. Io credo che noi andremo oltre. Questa fede può darci il coraggio di guardare in faccia all’incertezza del futuro. Darà ai nostri piedi stanchi nuova forza per farci continuare a lunghi passi attraverso la città della libertà.’

    (Martin Luther King, dal Discorso pronunciato in occasione del ritiro del Premio Nobel il 10 Dicembre 1964 a Oslo)

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  11. Stella Maria

    Mani che sanno accarezzare o schiaffeggiare, in movimento accompagnano le parole e anche ferme riescono sempre a parlare. Raccontano la vita se le stai a guardare, il lavoro, il sudore, la fatica, la gioia, la cura dell’altro o di se. Che siano bianche, nere, lunghe, corte, hanno sempre molto da dire e parlano di te a chi sa osservare perchè ancor prima dello sguardo incontrano l’altro, soprattutto se è la timidezza a farla da padrona, l’emozione che si vuol nascondere di fronte a un incontro che risveglia il cuore e i sensi. Zucchero dice che l’amore è un incontro di mani e perchè no? E’ la necessità folle di un contatto umano, è un bacio intenso non scambiato, la voglia di un contatto che calma, da piacere o fa impazzire ogni cellula. E’ una mano che si tende o si ritrae quella che accorcia o allunga le distanze.
    L’amore che si consegna nelle mani dell’altro è un amore adulto che non teme tradimento o abbandono, perchè si dà senza chiedere nulla, della libertà è l’espressione, l’abbandono più dolce che compensa l’attesa di un bacio che forse è già venuto, che verrà o mai sarà dato, la fiducia totale di chi sa che l’amore non delude mai, neanche quello freddo che la morte sa donare.
    SM

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  12. Raf

    “L’unica vittoria possibile è l’incontro…” soprattutto quando l’altro è disposto ad ascoltarti.

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  13. Vale

    Bacio

    Vorrei scrivere di nulla, sapere
    che le parole sparse per il mondo
    sono sassi che affondano nel fiume
    il ricordo di un bacio rifiutato
    chissà perché chissà perché ti chiedi
    macché non era un bacio
    le avevi chiesto di fare l’amore
    lei voleva arrivarci lentamente
    fu allora che imparasti la prudenza
    l’azzurro degli occhi non bastava
    mancavano le stelle
    le nuvole leggere
    per fare un cielo
    ci vogliono cose senza senso
    per chi vuole disporre e possedere
    senza capire che il segreto è solo
    saper scrivere di nulla, trovare
    i sassi sprofondati
    nel fiume come baci ancora in volo.

    di Fabrizio Centofanti

    “sapevo che l’unica vittoria possibile è l’incontro, che il bacio non può essere un segno per mettere l’altro nelle mani della morte”

    concedersi , affidarsi all’altro suggellare l’incontro con un bacio sicuri di non mettere la propria vita in pericolo ma al contrario vivere.

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  14. fabrizio centofanti

    grazie!
    oggi parlavo con un giovane ripiegato su se stesso e gli ho consigliato di fare qualcosa per qualcuno, qualsiasi cosa, per uno qualunque.
    il senso si rivela quando ci muoviamo verso gli altri, quando decidiamo di dare un bacio alla vita, finalmente.

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  15. M&C

    – Fa male restare sospesi nell’attimo in cui non sai che cosa potrà accadere.

    Fa male, ma non bisogna perdere mai la speranza, la fiducia in quell’Amore che non ti lascia mai solo e non ti carica di pesi troppo grandi per te.
    Nel momento della prova, dell’incertezza, è importante sollevare la testa ed alzare lo sguardo verso il cielo, continuare a perdersi nel suo azzurro.
    Essere testimoni coraggiosi ed amati.

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  16. Roby (s.d a.)

    Ha fatto la spesa per il mondo

    Mettersi a disposizione con il cuore e con le mani, condividere le proprie risorse, far ritrovare coraggio e dignità a tutti i figli dell’incertezza e della disperazione

    Due chiavi per la stessa porta,
    per aprire il coraggio e la paura
    Jovanotti – La notte dei desideri

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  17. Titti

    Dopo un commento musicale, ce ne vuole subito uno riflessivo…per i bacchettoni e le mie care amiche beghine ;-)))

    A mani vuote

    Racconta una simpatica leggenda natalizia che tra i pastori che accorsero la notte di Natale ad adorare il Bambino, ce n’era uno tanto povero che non aveva proprio niente da offrire e si vergognava molto.
    Giunti alla grotta, tutti facevano a gara con gli altri ad offrire i loro doni a Maria, e Maria non sapeva come fare per riceverli tutti, perché doveva tenere in braccio il Bambino.
    Vedendo il pastorello con le mani libere, prende e affida Gesù a lui.
    Avere le mani vuote fu la sua fortuna e, su un altro piano, potrebbe essere anche la nostra fortuna!!
    (Raniero Cantalamessa)

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