
Prefazione del libro di Augusto Benemeglio
1.Tornando a casa per Natale
Tornando a casa per Natale (è il titolo di un film di Bent Hamer), capita che trovi un regalo inatteso sotto l’albero: un libro, un romanzo di Fabrizio Centofanti, Nessuno è più importante di te, ancora come dattiloscritto, insomma un’anteprima assoluta (se escludiamo il blog, dove però non si ha mai una visione d’insieme), che subito ti coinvolge. Conosci lo scrittore e la sua straordinaria capacità di essere prodigiosamente plastico nel mettere in prospettiva, in scena i ricordi, quasi di sbalzarli come in un racconto stereoscopico; ma conosci anche il sacerdote, capace di riunire gli uomini e stimolare, far emergere i loro lati migliori – un po’ come il regista finlandese del film in questione, ma qui la regia viene dall’Alto –, parliamo dei singoli uomini e delle singole donne che s’incontrano tra loro, si sentono vicini, provano simpatia gli uni per gli altri, e questo sentimento permane, li pervade al di là di ogni tentativo di separarli e isolarli nelle loro (talora profonde) solitudini. Non tutti gli uomini e le donne che si incontrano nella sua chiesa-casa-ventre-rifugio (“la chiesa ti partorisce una seconda volta; i canti sono grida, le doglie della donna, i vagiti del bambino, il tunnel buio che bisogna attraversare per riconoscere la luce” – pag.36) sono dei vinti e degli emarginati, ma sono pur sempre, “ciottoli umani levigati dalla fede, schegge impazzite di speranza…”, esposti alla vita, indifesi nella loro nuda singolarità, e tutti hanno bisogno della sua tenerezza di poeta, della sua guida di pastore, del suo telescopio interiore che sa scorgere nel nero infinito le stelle più luminose. (“Vi sento, sento le vostre voci, il fiume si è fermato, no, ancora tremano, te ne accorgi se guardi attentamente, ancora tremano le stelle”). Continua a leggere→