Archivi tag: Lodovico Einaudi

10. L’uomo

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Cosa è successo?
Arturo è arrivato alla porta: si sente pronto, dopo aver desiderato  questo istante più di ogni altra cosa, è eccitato, il cuore batte all’impazzata, ha già le parole sulle labbra, Ester, tu non mi conosci, ma è tanto che volevo suonare, sono uno scrittore, ogni libro parte dal tuo volto, i gesti simpatici e eleganti, del tutto naturali, che conquistano chiunque, e certamente me, che scrivo e penso, penso e scrivo, e sei sempre l’oggetto della mia attenzione, anche quando parlo d’altro, anche quando il mondo si rivela nelle sue brutture, gli incidenti, gli omicidi, i cadaveri sdraiati nella strada coperti da un lenzuolo, ci sei tu, la tua bellezza senza tempo, e ora sono qui, ti vedo, voglio dire da vicino, posso chiederti qualcosa, per esempio di offrirmi un caffè o se ti piace il Caravaggio o se pensi anche tu che dovrebbero dare il Nobel ai testi di Bob Dylan. Continua a leggere

8. Il ponte

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Dalia ci è riuscita: ha portato Fausto nella città che ama. Lo guida nella piazza dalle mille luci, di notte, con la cupola in fiamme, il campanile che punta verso il cielo come per pregare, no, per sfidare il destino che incombe ogni momento.
Fausto.
Dalia.
Il ponte è il giocattolo che sognava da bambina, un riflesso continuo di case, di negozi; nel fiume affondano pensieri e sentimenti senza riuscire più a venire a galla.
Volevo dirti che ti amo. Continua a leggere

5. Il lago

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Sono uno davanti all’altra: Dalia è decisa, non ha nulla da perdere. Gli dirà che ha capito, che è un po’ che non comunicano nulla, che è un uomo importante ma ciò non lo autorizza a trattare gli altri come schiavi. Che parlassero un po’, che le spiegasse perché ai suoi occhi è diventata trasparente: non si accorge nemmeno del taglio nuovo dei capelli, se ha indossato una lingerie più provocante, e il profumo afrodisiaco non ottiene alcun effetto.
Ma che dici? E’ tutto come sempre. Non hai idea di che cosa significhi fare il presidente. Continua a leggere

77. Un canto

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Siamo alla fine, per quanto mi riguarda. Ogni storia ha una fine, in cui possiamo riconoscerci, perché la domanda è quella: cosa resta di noi? Quale traccia lasciamo in questo mondo?
La notte è una finestra appena illuminata, un uomo vestito di bianco, leggermente inclinato in avanti, pronuncia parole che si posano lente nella piazza, come colombe portate dall’istinto. Continua a leggere