76. Righe

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=QLFQxS02XR4]

da qui

Bisognava conquistare il Nord, per impedire che il movimento si arenasse.
Le solite critiche: patteggia con i bianchi, ottiene che i ghetti si disinfestino dai topi; bella vittoria, dottor King!
Una rosa è una rosa, un labirinto di petali, un cartoccio rosso di sogni.
Fu allora che decisi per la marcia nel quartiere peggiore, il più razzista.
Due anni dopo, si sarebbero ribellati al mio assassinio, i negozi distrutti e saccheggiati, le case in fiamme.
Sì, una rosa è una rosa; non finiresti mai di contemplare i vuoti e i pieni, le curve che danno le vertigini, le pieghe morbide che non osi toccare, separare.
Partimmo tra due cordoni di agenti, in mezzo ai prati, potevi distinguere i bossi, gli agrifogli, i rododendri.
Il fuoco ha qualcosa di divino, o di infernale: ti stupisci di quanto un confine possa essere sottile, di come, tra inferno e paradiso, ci sia soltanto un passo.
Una rosa è una rosa: facilmente si trasforma in nuvola, in cirro dai petali sottili, in strato dal profumo acre di cielo, in cumulo da cui si sprigiona l’apice della seduzione.
Tutto normale, ci sentivamo sicuri, protetti dall’ordine pubblico, con le bandiere al vento e i cappelli a larghe tese.
I rivoltosi chiamavano la gente, dicevano di scendere per strada, che si sarebbe fatto un bel casino.
Una rosa è una riga scritta chissà quando, di certo un giorno che ancora ci credevi, ti sembrava possibile incontrarsi, ritrovarsi tra il mirto e la camelie, il ginepro e il caprifoglio.
Fino a che una specie di bastone volò in aria vorticando e atterrò a pochi passi dalla fila: risuonò un boato, come un colpo di cannone. Fu il segnale.
I pompieri srotolavano tubi dagli automezzi squassati dall’urlo di sirene azzurre.
Una rosa è un romanzo che dura per un giorno, eppure ha detto tutto della vita.
Cominciammo a correre, a sparpagliarci per il campo, un fiume umano seminascosto dalla polvere, avvolto dalle grida scomposte di assaliti e assalitori.
Al confine tra l’inferno e il paradiso, la città era una tuia bruciata dall’odio, un’ortensia calpestata dall’orda dei ribelli.
Una rosa è un bambino che ha bisogno di conforto, strappato dalla vita, offeso dal cinismo, ferito dalle spine invisibili dell’arroganza.
La marcia era un serpente impazzito che si contorceva in ogni direzione; i colpi arrivavano anonimi e inattesi dentro il polverone che cresceva, il vociare in cui non distinguevi la richiesta d’aiuto, l’insulto, la bestemmia.
Chicago è una stella esplosa, supernova che non smette di sputare detriti trasformati in piombo, uranio, iodio, tungsteno.
Una rosa è una rosa, ma anche una donna che si chiede perché, che appassisce giorno dopo giorno come un fiore che non sboccia, piange in silenzio, mentre la notte si adagia accanto al letto e si tira fino al mento la coperta di nane e di giganti rosse, Regolo, Lacertae, Aldebaran.
Raccontai tutto: il sasso che mi aveva colpito, il coltello che aveva fischiato a qualche centimetro dal volto.
Chicago è un forno fumante e gli angeli faticano a volare sui getti d’acqua delle pompe.
Una rosa è una donna che sogna di fuggire, una riga scritta sul riflesso sottile del tramonto.

30 pensieri su “76. Righe

  1. ema

    Peschi fiorenti
    (Toscana)

    Peschi fiorenti,
    ho canzonato diciannove amanti,
    ho canzonato diciannove amanti,
    e se canzono voi saranno venti.

    Colgo la rosa e lascio star la foglia,
    ho tanta voglia di far con te all’amor.
    Fior di susino,
    se passeggi per me passeggi invano;
    se passeggi per me passeggi invano.
    Senz’acqua non si macina il mulino.

    Colgo la rosa e lascio star la foglia,
    ho tanta voglia di far con te all’amor.
    Fior di granato,
    prendetelo, prendetelo marito,
    prendetelo, prendetelo marito,
    se avete da scontar qualche peccato.

    Colgo la rosa e lascio star la foglia,
    ho tanta voglia di far con te all’amor.
    Fior di trifoglio,
    Giovanottello voi prendete abbaglio,
    giovanottello voi prendete abbaglio:
    non è ancor seminata l’erba voglio.

    Colgo la rosa e lascio star la foglia,
    ho tanta voglia di far con te all’amor.

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  2. ema

    La passione di un uomo è come un incendio che scoppia nell’erba alta e arida: divampa ardente e furioso, ma viene domato ben presto. Una donna è come il calderone di un mago, che deve sobbollire a lungo sui carboni prima di poter sprigionare il suo incantesimo. Sii rapido in tutto, tranne che nell’amore.

    Wilbur Smith

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  3. Roby (s.d a.)

    una rosa è…

    uno specchio dove “l’io” si riflette con le sue paure e i suoi egoismi, la ricerca profonda di un cuore puro che vuole provare a di vivere nell’ amore

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  4. pamela

    Una rosa è una rosa

    ‘..ma la mia anima non aveva dimenticato il suo volto [..] Ora cerco di capire, come se tutto l’universo mondo, che chiaramente è quasi un libro scritto dal dito di Dio, in cui ogni cosa ci parla dell’immensa bontà del suo creatore, in cui ogni creatura è quasi scrittura e specchio della vita e della morte, in cui la più umile rosa si fa glossa del nostro cammino terreno, tutto insomma, di altro non mi parlasse se non del volto che avevo a mala pena intravisto nelle ombre odorose della cucina. Indulgevo a queste fantasie perché mi dicevo che se il mondo intero è destinato a parlarmi della potenza, bontà, e saggezza del creatore, e se quel mattino il mondo intero mi parlava della fanciulla che (per peccatrice che fosse) era pur sempre un capitolo del gran libro del creato, un versetto del grande salmo cantato dal cosmo – mi dicevo (ora dico), che se questo avveniva non poteva non far parte del grande disegno teofanico che regge l’universo, disposto a modo di cetra, miracolo di consonanza e di armonia.

    (da ‘Il nome della Rosa’, Umberto Eco)

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  5. ema

    Canzone d’autunno

    Oggi sento nel cuore
    un vago tremore di stelle,
    ma il mio sentiero si perde
    nell’anima della nebbia.
    La luce mi spezza le ali
    e il dolore della mia tristezza
    bagna i ricordi
    alla fonte dell’idea.
    Tutte le rose sono bianche,
    bianche come la mia pena,
    e non sono le rose bianche,
    perché ci ha nevicato sopra.
    Prima ci fu l’arcobaleno.
    Nevica anche sulla mia anima.
    La neve dell’anima ha
    fiocchi di baci e di scene
    che sono affondate nell’ombra
    o nella luce di chi le pensa.
    La neve cade dalle rose,
    ma quella dell’anima resta
    e l’artiglio degli anni
    ne fa un sudario.
    Si scioglierà la neve
    quando moriremo?
    O ci sarà altra neve
    e altre rose più perfette?
    Scenderà la pace su di noi
    come c’insegna Cristo?
    O non sarà mai possibile
    la soluzione del problema?
    E se l’amore c’inganna?
    Chi animerà la nostra vita
    se il crepuscolo ci sprofonda
    nella vera scienza
    del Bene che forse non esiste
    e del Male che batte vicino?
    Se la speranza si spegne
    e ricomincia Babele
    che torcia illuminerà
    le strade della Terra?
    Se l’azzurro è un sogno,
    che ne sarà dell’innocenza?
    Che ne sarà del cuore
    se l’Amore non ha frecce?
    Se la morte è la morte,
    che ne sarà dei poeti
    e delle cose addormentate
    che più nessuno ricorda?
    O sole della speranza!
    Acqua chiara! Luna nuova!
    Cuori dei bambini!
    Anime rudi delle pietre!
    Oggi sento nel cuore
    un vago tremore di stelle
    e tutte le rose sono
    bianche come la mia pena.

    — Federico García Lorca

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  6. Marco Sic.

    Rosa che rosa non sei, rosa che spine non hai.
    Rosa che spine non temi, che piangi e che tremi, che vivi e che sai.
    Rosa che non mi appartieni, che sfiori, che vieni, che vieni, che vai.
    Rosa che rose non vuoi, rosa che sonno non hai.
    Rosa di tutta la notte, che tutta la notte non basterà mai.

    Rosa che non mi convieni, che prendi e che tieni, che prendi e che dai.
    Rosa che dormi al mattino e venirti vicino non oso.
    Rosa che insegni il cammino alla sposa e allo sposo.
    Rosa d’amore padrona, punisci e perdona, non chiuderti mai.
    Rosa d’amore signora, digiuna e divora, non perdermi mai.

    – F. De Gregori

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  7. M&C

    – Una rosa è una rosa…

    La rosa è il simbolo dell’amore, della purezza, grazia, bellezza e sensualità, è emblema di riservatezza e dei segreti da non svelare: sopra il confessionale, è il segno della discrezione.

    La rosa è dono di Dio all’uomo.

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  8. Marco Sic.

    “Una rosa è una rosa, ma anche una donna che si chiede perché, che appassisce giorno dopo giorno come un fiore che non sboccia, piange in silenzio, mentre la notte si adagia accanto al letto… ”

    Non è mai semplice rendere felice chi ti vive accanto. Per timore di sbagliare puoi sbagliare; seguendo ciò che facesti una volta perchè andò bene, può invece andarti male. Le cose si complicano quando invece potrebbero essere semplici. Io credo nell’amore e credo soprattutto nella saggezza di saper tollerare un errore se in buona fede, di saper sempre offrire all’altro il meglio di sè, di volerlo coinvolgere per cementare, per fare questo viaggio che si è scelto un giorno d’intraprendere. Soprattutto sono le questioni semplici, quelle quotidiane, quasi banali, con le quali si può costruire un rapporto meraviglioso. A volte si pensa solo ai “massimi sistemi”, alle “grandi architetture” per traghettare un rapporto a due. Invece sono quasi sempre le cose quotidiane (un ristorante, un invito, una cena, un coinvolgimento, una confidenza)che costruiscono un rapporto solido e duraturo. I “massimi sistemi” vanno scomodati ogni tanto. Ma se li si scomoda sempre, allora si finisce a piangere la notte, lui e lei che sia.
    Marco

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  9. Rashide

    Quando raggiunsi il cuore dei misteri
    era d’inverno, odioso vanto
    delle tribù più vili; e lampeggiava
    a tratti la dorsale
    spina, nelle sinuose baie
    del suo porto.

    Mi minacciava
    ovunque; ma fiorivo.

    Come il cerbiatto
    fugge sulla rupe
    azzurro e cieco,
    così
    il moto delle fughe
    mi centrò, e un fuoco
    mi rifece l’occhio vuoto
    per l’abbondanza delle tue cadute.

    Marco Guzzi, Teatro Cattolico, 1991

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  10. RossellaT

    Una rosa è una rosa, ma anche una donna che si chiede perché, che appassisce giorno dopo giorno come un fiore che non sboccia, piange in silenzio, mentre la notte si adagia accanto al letto e si tira fino al mento la coperta di nane e di giganti rosse, Regolo, Lacertae, Aldebaran.

    Una rosa è una bella e giovane donna che sorride alla vita, che sfida il mondo quasi ad affermare che il solo fatto di essere bella le dà il diritto di avere ogni cosa. A volte però la bellezza è un inganno, tante, troppe promesse fatte in nome della bellezza e mai mantenute. Una rosa è una donna che vede i propri sogni raggrinzire come la sua pelle sottile. Una rosa è una donna che comunque ha imparato ad amare e sa che questo non è un inganno ma l’unica cosa che la salverà.

    http://www.youtube.com/watch?v=ixcYhTRRLyY

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  11. ema

    “Ha detto che ballerà con me se le porto rose rosse esclamò il giovane Studente, – ma in tutto il mio giardino non c’è nemmeno una rosa rossa”.

    Dal suo nido nel folto della Quercia l’Usignolo lo sentì e guardò attraverso le foglie e si stupì.

    “Nemmeno una rosa rossa nel mio giardino! – ripeté e i suoi begli occhi si riempirono di lacrime. – Oh! Da che misere cose dipende la felicità! Ho letto tutto quello che i saggi hanno scritto, e possiedo ogni segreto della Filosofia; ma ora, poiché mi manca una rosa rossa, la mia vita è rovinata.”

    Da” L’usignolo e la rosa” di Oscar wilde

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  12. Rashide

    La Rossa – Fiamma – è il Mattino –
    La Viola – è il Mezzogiorno –
    La Gialla – il Giorno – che cala –
    E dopo ciò – è il Nulla –
    Ma Miglia di Scintille – a Sera –
    Rivelano l’Ampiezza che bruciò –
    Il Territorio Argenteo – mai tuttavia – consumato

    Emily Dickinson

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  13. roberta Z

    Commento valido per i due ultimi giorni:
    Dopo tutte queste rose in boccio, eccomi, evidentemente io sono quella appassita.
    Quando guardo la luna non penso all’altro suo lato, non aspetto nessun bacio d’amore. Nella luna io vedo la Madonna e ringrazio Dio per averci donato tante meraviglie.
    Beata giovinezza! Tutti, ma proprio tutti i commenti rivelano persone TUTTE in questo preciso momento innamorate, che, come tutte le persone innamorate, si esprimono in modo, scusate, anche un pò troppo smielato.
    Per me la rosa é un fiore bellissimo dalle mille sfumature, e, come tutti i fiori mi mostra il sorriso di Dio, una consolazione anche nei momenti in cui non c’é nessuna voglia di sorridere. Per questo frequento molto spesso i vivai.
    Non potendo più sperare in un innamoramento destinato come tutti a finire, e che neanche vorrei tanto mi fa paura, aspiro ad un rapporto di amicizia, di complicità, di chiarezza, di lealtà. Completamente gratuito, come molto raramente é l’amore di cui tutti avete parlato, come l’amore di Dio.

    Rispondi
  14. Raf

    Le rose , per me ,sono come grazie che ci vengono donate,nei momenti più importanti e più difficili della nostra vita,dobbiamo solo essere pronti a coglierle,quando ci vengono lanciate!

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  15. M&C

    – Una rosa è…

    “… il più bel fiore
    quello che duri più dell’amor per sé
    il fiore che da solo non specchia il rovo
    perfetto dal dolore
    perfetto dal suo cuore
    perfetto dal dono che fa di sè.”

    Rispondi
  16. pamela

    Colpisce che a questo post non vi sia stato, fino ad ora, alcun commento sui fatti violenti di Chicago, come se la delicatezza e la fragilità della rosa abbiano prevalso su qualsiasi inferno, qualsiasi dolore.

    Le righe di poesia sono rose lanciate a tutti; regalano uno sguardo innamorato sul mondo, anche quando il peso della tua valigia è grande e le spine hanno lasciato dei graffi.

    Potrà questa bellezza rovesciare il mondo? Secondo me sì.

    Rispondi
  17. vale

    Mi piace pensare che “una rosa è una rosa” anche quando appasisce.
    Noi, come le rose, sbocciamo, ci apriamo alla vita sprigionando profumo intenso e poi, quando le curve morbide cominciano a sciuparsi, quando il capo comincia a chinare, il suo stelo rimane dritto e se siamo attenti riusciamo a sentire ancora il suo profumo. Il suo profumo è come l’amore e non svanisce mai.

    Rispondi
  18. Dany P.

    LA ROSA

    Alcuni dicono che l’amore è un fiume
    che sommerge la tenera canna.
    Alcuni dicono che l’amore è un rasoio
    che lascia la tua anima a sanguinare.
    Alcuni dicono che l’amore è una fame
    un bisogno doloroso senza fine.

    Io dico che l’amore è un fiore
    e tu ne sei l’unico seme.

    E’ il cuore che teme di spezzarsi
    che non impara mai la danza.
    E’ il sogno che teme di svegliarsi
    che non corre mai il rischio.
    E’ colui che non vuole prendere
    che sembra non poter dare.
    E’ l’anima che ha paura di morire
    e non impara mai a vivere.

    Quando la notte è stata troppo sola
    e la strada è stata troppo lunga
    e tu pensi che l’amore è solamente
    per i fortunati e i forti
    ricorda sempre questo,
    in inverno profondo, nel terreno,
    sotto la neve invernale
    giace il seme che con l’amore del sole
    in primavera diventerà
    la Rosa

    IL DARDO L.D.E.

    Rispondi
  19. Rashide

    Federico García Lorca (1898 – 1936)

    ——————————————————————————–

    LA ORACION DE LAS ROSAS
    ¡Ave rosas, estrellas solemnes!
    Rosas, rosas, joyas vivas de infinito;
    bocas, senos y almas vagas perfumadas;
    llantos, ¡besos!, granos, polen de la luna;
    dulces lotos de las almas estancadas;
    ¡ave rosas, estrellas solemnes!

    Amigas de poetas
    y de mi corazón,
    ¡ave rosas, estrellas
    de luminosa Sión!
    Panidas, sí, Panidas;
    el trágico Rubén
    así llamó en sus versos
    al lánguido Verlaine,
    que era rosa sangrienta
    y amarilla a la vez.
    Dejad que así os llame,
    Panidas, sí, Panidas,
    esencias de un Edén,
    de labios danzarines,
    de senos de mujer.
    Vosotras junto al mármol
    la sangre sois de él,
    pero si fueseis olores
    del vergel
    en que los faunos moran,
    tenéis en vuestro ser
    una esencia divina:
    María de Nazaret,
    que esconde en vuestros pechos
    blancura de su miel;
    flor única y divina,
    flor de Dios y Luzbel.

    Flor eterna. Conjuro al suspiro.
    Flor grandiosa, divina, enervante,
    flor de fauno y de virgen cristiana,
    flor de Venus furiosa y tonante,
    flor mariana celeste y sedante,
    flor que es vida y azul fontana
    del amor juvenil y arrogante
    que en su cáliz sus ansias aclara.

    ¡Qué sería la vida sin rosas!
    Una senda sin ritmo ni sangre,
    un abismo sin noche ni día.
    Ellas prestan al alma sus alas,
    que sin ellas el alma moría,
    sin estrellas, sin fe, sin las claras
    ilusiones que el alma quería.

    Ellas son refugio de muchos corazones
    ellas son estrellas que sienten el amor,
    ellas son silencios que lentos escaparon
    del eterno poeta nocturno y soñador,
    y con aire y con cielo y con luz se formaron,
    por eso todas ellas al nacer imitaron
    el color y la forma de nuestro corazón.
    Ellas son las mujeres entre todas las flores,
    tibios sancta sanctorum de la eterna poesía,
    neáporis grandiosas de todo pensamiento,
    copones de perfume que azul se bebe el viento,
    cromáticos enjambres, perlas del sentimiento,
    adornos de las liras, poetas sin acento.
    Amantes olorosas de dulces ruiseñores.

    Madres de todo lo bello,
    sois eternas, magníficas, tristes
    como tardes calladas de octubre,
    que al morir, melancólicas, vagas,
    una noche de otoño las cubre,
    porque al ser como sois la poesía
    estáis llenas de otoño, de tardes,
    de pesares, de melancolía,
    de tristezas, de amores fatales,
    de crepúsculo gris de agonía,
    que sois tristes, al ser la poesía
    que es un agua de vuestros rosales.
    Santas rosas divinas y varias,
    esperanzas, anhelos, pasión,
    deposito en vosotras, amigas;
    dadme un cáliz vacío, ya muerto,
    que en su fondo, mustiado y desierto,
    volcaré mi fatal corazón.
    ¡Ave rosas, estrellas solemnes!
    Llenas rosas de gracia y amor,
    todo el cielo y la tierra son vuestros
    y benditos serán los maestros
    que proclamen la voz de tu flor.
    Y bendito será el bello fruto
    de tu bello evangelio solemne,
    y bendito tu aroma perenne,
    y bendito tu pálido albor.
    Solitarias, divinas y graves,
    sollozad, pues sois flores de amor,
    sollozad por los niños que os cortan,
    sollozad por ser alma y ser flor,
    sollozad por los malos poetas
    que no os pueden cantar con dolor,
    sollozad por la luna que os ama,
    sollozad por tanto corazón
    como en sombra os escucha callado,
    y también sollozad por mi amor.
    ¡Ay!, incensarios carnales del alma,
    chopinescas romanzas de olor,
    sollozad por mis besos ocultos
    que mi boca a vosotras os dio.
    Sollozad por la niebla de tumba
    donde sangra mi gran corazón,
    y en mi hora de estrella apagada,
    que mis ojos se cierren al sol,
    sed mi blanco y severo sudario,
    chopinescas romanzas de olor.
    Ocultadme en un valle tranquilo,
    y esperando mi resurrección,
    id sorbiendo con vuestras raíces
    la amargura de mi corazón.

    Rosas, rosas divinas y bellas,
    sollozad, pues sois flores de amor.

    Rispondi

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