69. Il tuo cuscino

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=FdDUZiHhGaI]

da qui

Poi, naturalmente, c’era il problema dei preti e del loro celibato.
In effetti, viene da pensare. Come una cosa così naturale come il sesso.
Non ho mai amato la cravatta: era come il colletto; possibile ci sia sempre qualcosa che ti stringe, che soffoca il respiro?
Insomma, il problema della solitudine, in una società che ti considera un marziano caduto da un pianeta arretrato e incomprensibile.
Possa di punto in bianco finire in frigorifero, relegata, incatenata, come se il rimosso non dovesse tornare a galla, in qualche modo.
Ma poi la metti, perché le forme, i superiori, la maschera junghiana è indispensabile, non si può vivere solo quello per quello che si è – per carità.
Che poi tanti rinuncino, capiscano di non riuscire a reggere, di non potersi privare di un diritto, che dico, una necessità.
Come se il calore, la bellezza, l’attrazione, fossero cose secondarie, di cui puoi fare a meno senza battere ciglio.
E quando ti radi, la mattina, ti chiedi se la notte, per caso, non abbia avvertito, magari inconsciamente, un’assenza, un desiderio, se per caso non sia arrivato un sogno che fatichi a ricordare, se non hai stretto il cuscino pensando a quella volta, quel giorno, mentre ti radi e pensi e ti domandi.
Che poi i seminari siano sempre meno frequentati e si riempiano, magari, di candidati che approdano da chissà quale paese –  per trovare una certezza nell’assenza spaventosa del minimo vitale?
Come se il mondo non fosse una coppa offerta all’universo, un seno al vento che ruota all’infinito cullato dalla musica che, dicono, si produce nel vortice di orbite, ellissi, rivoluzioni permanenti.
E il giornale che leggi, prima del caffè, ti dice che la terra si rivolta nel letto di passioni sconvolgenti, dove, per un attimo, dimentichi chi sei, perché prima o poi devi pur dimenticare, abbandonarti alla corrente, al flusso, all’onda che travolge pensieri e sentimenti.
Ma mica è solo sesso. La censura riguarda i pensieri, i progetti, le intuizioni – e ti hanno insegnato che l’amore esiste nella libertà e non sai rassegnarti a obbedire ciecamente, a dire sì quando tutto l’essere è convinto del contrario.
E pensi al perdono, al Cristo che stende le mani per guarire e liberare, per ridare il sorriso, per aprire un orizzonte che non avresti immaginato.
Pensi che lui non aveva mai vestito paramenti e non aveva mai offerto sacrifici ne’ rinunciato a esprimere un’idea.
Come mai, in origine – ma conta o no, l’origine, l’inizio? – ci si sposava e basta e un miracolo del Nazareno fu salvare dalla malattia la suocera del primo papa?
T’immagini qualcosa, dalla parte opposta dello specchio, uno sguardo, un viso, labbra che si aprono in cerca di un compagno, e il rasoio a mezz’aria, mentre il giornalaio di fronte fa il suo squillo e hai capito che ancora una volta è troppo tardi.
Ti chiedi se, per caso, non sia stato un errore, se la Chiesa non possa decidere qualcosa di sbagliato, se il ricordo di un altro mondo, la coppa, le orbite, le rivoluzioni permanenti, non sarebbero una sfida salutare all’assenza quotidiana.
Poi pensi a Gesù, ti chiedi le ragioni di una scelta, ma era il Figlio di Dio, no, era il Figlio dell’uomo, ma lui era lui, no, lui era me, e poi la Maddalena e il Codice da Vinci e padre Ralph, e poi il rasoio all’ultima discesa e il giornalaio che ti chiede di Pietro, dei poveri che gridano di notte, e il futuro che bussa alla porta sotto forma di zingaro o accattone, e pensi che non hai paura e forse non hai tempo, e t’immagini abbracciato, spettinato, e poi ricordi che ti aspettano sul campo di battaglia, ti chiedono ti chiedono, ti chiamano ti chiamano e ti sei dimenticato, e capisci che in fondo è il tuo romanzo e mentre scrivi il tempo è già scaduto, è tardi per i sogni, e il rasoio ha tagliato il filo che rimane, la coppa, la rivoluzione permanente, il mondo che gira e non ti lascia neanche stringere, di notte, il tuo cuscino.

35 pensieri su “69. Il tuo cuscino

  1. Fides

    Insomma, il problema della solitudine, in una società che ti considera un marziano caduto da un pianeta arretrato e incomprensibile.

    Non è bene che l’uomo sia solo ma conta o no, l’origine, l’inizio? , e se il futuro che bussa alla porta avesse un volto di donna?
    Temo il Signore che passa, se ormai è tardi anche per i sogni.

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=mgj0GiFk05k]

    Rispondi
  2. vale

    Ma mica è solo sesso. La censura riguarda i pensieri, i progetti, le intuizioni – e ti hanno insegnato che l’amore esiste nella libertà e non sai rassegnarti a obbedire ciecamente, a dire sì quando tutto l’essere è convinto del contrario.

    Ti ritrovi sola davanti a scelte obbligate che molto spesso coinvolgono chi ami. Ti ritrovi a soffocare, annullare la cosa più bella e naturale che abbiamo ricevuto in dono: amare nella libertà. Ma per certe convenzioni e non convinzioni, decidi di obbedire, si ciecamente, “quando tutto l’essere è convinto del contrario”.

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  3. ema

    Ognuno ha un suo cuscino che non corrisponde quasi mai alla persona con la quale si è scelto di vivere…il cuscino è il sogno, le speranze che nutriamo, il nostro corpo che si fonde con un altro in maniera perfetta, che abbraccia una idea di bellezza e completezza superiore difficile da ottenere fra gli umani o comunque difficile da mantenere intatta nel tempo.

    http://www.youtube.com/watch?v=gEFME4L0b5k

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  4. Marcosic

    Argomento non semplice. Eppure semplice dovrebbe esserlo, poiché ha a che fare con i sentimenti, con l’uomo così come Dio lo ha creato, con i suoi bisogni, desideri, voglie, perché no, passioni. La Chiesa probabilmente ha tradito le iniziali usanze, gli antichi costumi ben collaudati e in nome di un bisogno superiore di ineluttabile inattaccabilita, ha messo il divieto, la censura. Si dovrebbe avere il coraggio di rimuovere quell’inutile laccio, che a poco serve e smetterla di pensare che dato che è sempre stato così, allora sempre così sarà. È come in certi multinazionali, in certi organismi internazionali che sono pachidermi: i capi non hanno il coraggio di far spazio al cambiamento e questo nuoce al messaggio di base, crea invidie,dicerie, questioni ed altro. Auspico il cambiamento anche se è intuibile che il religioso per quanto convinto sia, debba tenere stretto quel laccio, allentandolo un po quando si trova con se stesso. Auspico il cambiamento, il ritorno alle radici.

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  5. Roby (s.d a.)

    L’amore che doni, l’amore che ricevi, il pianto, i sorrisi, la gioia, il male…
    tutto è racchiuso nel cuscino, tutto è in te

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  6. M&C

    Siamo fatti di carne e spirito, Dio ci ha voluto così e ci ama per come siamo, e siamo perfetti nella nostra imperfezione.
    Il “calore, la bellezza, l’attrazione”, la tenerezza non sono “cose secondarie, di cui puoi fare a meno senza battere ciglio”, ma sono “una necessità” splendidamente umana.
    Forse sono troppo sincera, ma penso che la Chiesa, essendo fatta di uomini, può aver deciso qualcosa di sbagliato e la storia è piena di errori poi corretti. Il celibato è una scelta coraggiosa, un atto di grande altruismo e dono totale di sé al mondo, ad imitazione di Cristo, ma dovrebbe essere una scelta libera: se imposta, può essere anche motivo di solitudine e sofferenza, e non è mai giusto arrivare a credere “è tardi per i sogni”!

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  7. ema

    “e t’immagini abbracciato, spettinato”

    E sto abbracciato a te
    senza chiederti nulla, per timore
    che non sia vero
    che tu vivi e mi ami.
    E sto abbracciato a te
    senza guardare e senza toccarti.
    Non debba mai scoprire
    con domande, con carezze,
    quella solitudine immensa
    d’amarti solo io.

    Pedro Salinas

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  8. ema

    “Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi”. (Rom. 8,8-9)

    E? giusto chiederci: di che purezza si tratta? Della purezza di un celibe o della purezza di uno sposato?

    Rispondi
  9. ema

    “Non privatevi l?un l?altro, se non di comune accordo, temporaneamente, per attendere alla preghiera; poi tornate insieme, perche? satana non vi tenti per la vostra incontinenza” (I Cor 7:5)

    “Ai non sposati e alle vedove dico che e’ cosa buona per loro rimanere come sono io; ma se non sanno contenersi, si sposino; e? meglio sposarsi che bruciare”( I Cor 7:8-9)

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  10. roberta Z

    Questa dobbiamo sicuramente farla arrivare nelle mani del Papa, così fa un’Enciclica che permetterà ai sacerdoti di unirsi in matrimonio.
    Fabrizio, ti immagini la fila di aspiranti che avrai davanti alla tua porta?

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  11. pamela

    “Secondo me sono pronti i tempi per un altro Concilio Vaticano nel quale mettere sul tavolo i grandi problemi della Chiesa: il problema dei preti, quello dei matrimoni, dei sacramenti, del dialogo con le altre religioni. Io ci spero. Non sarà questo Papa, ma spero che un giorno si possa dibattere questi grandi temi”.

    (Don Mazzi, Settembre 2011)

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  12. Rashide

    Pensi che lui non aveva mai vestito paramenti e non aveva mai offerto sacrifici ne’ rinunciato a esprimere un’idea.
    Come mai, in origine – ma conta o no, l’origine, l’inizio? – ci si sposava e basta e un miracolo del Nazareno fu salvare dalla malattia la suocera del primo papa?

    Poi pensi a tutte le vere rivoluzione.
    Maria: Dio decide di chiedere ad una giovane adolescente promessa sposa in un paesino occupato), piccola donna che secondo la cultura del suo tempo non poteva decidere nulla di se’ e per se’, di fare da madre a suo figlio… e lei contratta alla pari con Dio… e poi accetta, mettendosi seriamente nei guai… rivoluzionando il modo stesso di “essere donna” ai suoi tempi!

    Gesu’ e le donne: in un momento in cui le donne non potevano parlare in pubblico nemmeno per rivolgere la parola ai loro mariti!, in cui venivano date in mogli da bambine, in cui non avevano diritti… di alcun genere…

    Gesu’ le invita a seguirlo assieme ai discepoli, e le vediamo andare in giro con lui e con gli altri per le strade della Palestina… chissa’ che scandalo! (e chissa’ come vivevano tutti insieme chiesa nascente!)Oggi non ce ne rendiamo conto! e Gesu’ sceglie di apparire prima che agli altri alle donne (che non potevano parlare e non venivano credute!) dopo la sua Risurrezione!!! che gran liberta’!
    E si mostra amico, si commuove, e parla con loro… Altri scandali…
    (Non c’e’ giudeo ne greco ne’ schiavo ne’ libero ne’ uomo ne’ donna… )
    … tutto questo e’ molto lontano dalla successiva visione della donna “peccatrice e tentatrice” che ne e’ seguita nei secoli. E che ci ha ricacciate e rinchiuse silenziose nelle case e nei lavori nascosti.

    La speranza è un sogno ad occhi aperti.
    Aristotele

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  13. Dany P.

    E pensi al perdono, al Cristo che stende le mani per guarire e liberare, per ridare il sorriso, per aprire un orizzonte che non avresti immaginato.

    http://www.youtube.com/watch?v=2Vxh0B53QVg&feature=related

    Libertà…il contrario di privazione..L’immagine di Cristo che tende le braccia,segno di comprensione,appoggio,ristoro…
    da queste basi dovrebbe ripartire la chiesa e rivalutare attentamente temi importanti come questo..
    Quel “cuscino” rappresenta la speranza..di veder aperto un orizzonte..un cambiamento importante..

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  14. fabrizio centofanti

    grazie amici, di cuore.
    la grazia del celibato è un affetto e una sessualità offerti per amore.
    si può essere felici solo dandosi senza riserve.
    io sono felice, nonostante il dolore di non ritrovarsi la notte, di non svegliarsi insieme.
    mi sveglio insieme con tutti, mi addormento con ciascuno di voi.

    Rispondi
  15. robertorossitesta

    “Che poi i seminari siano sempre meno frequentati e si riempiano, magari, di candidati che approdano da chissà quale paese – per trovare una certezza nell’assenza spaventosa del minimo vitale?”
    Quindi non tutti veraci eunuchi per il Regno dei Cieli.
    Spettacolo già visto, o no?
    Un abbraccio,
    Roberto

    Rispondi
  16. RossellaT

    Non preoccuparti don, noi continueremo ad addormentarci e svegliarci con te puoi scommetterci…. poi, come dici, tu la vita ci sorprende e chissà quello che fino ad oggi qualcuno ha definito giusto diventerà un sacrificio illogico e il calore, la bellezza, l’attrazione saranno riconosciute cose sane per tutti perché doni creati da Dio.

    Rispondi
  17. M&C

    Felicità raggiunta, si cammina
    per te su fil di lama.
    Agli occhi sei barlume che vacilla,
    al piede, teso ghiaccio che s’incrina;
    e dunque non ti tocchi chi più t’ama.
    Se giungi sulle anime invase
    di tristezza e le schiari, il tuo mattino
    è dolce e turbatore come i nidi delle cimase
    Ma nulla paga il pianto del bambino
    a cui fugge il pallone tra le case.

    (Eugenio Montale)

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  18. Stella Maria

    Un argomento delicatissimo in questo post, il prossimo sarà l’omosessualità? Chi vivrà vedrà:-)
    Io partirei da qui, ovvero dal chiamare le cose con il loro vero nome: ai sacerdoti non è chiesto il celibato ma viene fatto pronunciare un voto di castità. Di celibi ce ne sono tanti ma non hanno rinunciato alla vita affettiva con un altro individuo. Ma ciò che più mi sorprende e di cui non si parla, è la “pena” per chi non tiene fede al voto. Qualche anno fa il quotidiano Avvenire pubblicò un dossier a puntate dal titolo “I preti e noi”, autore un noto psichiatra di cui mi sfugge ora il nome, ieri sera ho cercato nell’archivio ma per quel po’ a cui si può accedere senza pagare, non l’ho trovato. Non faccio molto affidamento sulla memoria per cui se dico qualche scemenza so che il don mi correggerà.
    Ebbene la “pena” va dall’assoluzione da parte del vescovo, non di un sacerdote qualsiasi, fino addirittura alla necessità di assoluzione da parte del Papa, l’impossibilità di celebrare e amministrare sacramenti, l’allontanamento dal sacerdozio, fino alla scomunica. Questo mi sconvolge, neanche avessero fatto un tentato omicidio! Fino a ieri si poteva pensare che la vocazione fosse più un desiderio di avere un letto e un piatto in tavola assicurato, oggi le vocazioni, a mio parere, sono vere e, sempre a mio parere, sono tanto più vere quanto più avvengono in età adulta. Detto questo ritengo che quel voto venga pronunciato con fede e libera scelta, così come per il matrimonio viene pronunciato il “sì”. Siamo tutti chiamati a rispettare le nostre “promesse” di fede cristiana ma mi sembra che a fronte di “reati” simili per “gravità” le pene siano ben diverse. Non parlo di scappatelle o soddisfacimento di ormoni allo sbando ma di bisogno di amore e affetto. E tutti sappiamo quale potere ha l’amore su chi si sente amato. Ebbene se si tradisce il coniuge, un po’ di penitenza e l’invito a non peccare più da un sacerdote, se si fa una vita libertina da non sposati, quasi come prima, insomma se si contravviene a “regole” cristiane ad opera dei laici la “trafila burocratica” è abbastanza semplice ma se a contravvenire alla regola è un sacerdote è un vero guaio. Ma in fondo chi tradisce non osservando il voto? Santa Romana Chiesa, che ha imposto il celibato, pardòn il voto di castità, nel 1049 ma ci provava già dal 386 senza successo.
    Due pesi due misure: se si tradisce la moglie quasi ti danno una pacca sulla spalla chissà che megera è! Ma non potendo darti la pacca qualche “compitino” per casa, una punizione come se ti avessero beccato a rubare la marmellata. In fondo l’uomo/donna laico è un essere fragile … è semplicemente un essere umano. Il sacerdote non è forse un uomo? Con i paramenti è “in persona christi” (non so se ho scritto bene) ma sotto quei paramenti non c’è un uomo fatto di carne, sangue, spirito, cuore, affetti e sentimenti esattamente uguale agli altri o quando entra in seminario entra nella scuola dei supereroi? Beh! a vedere Fabrizio mi vien da dire che è così. Ma evitiamo il caso specifico.
    Ci sono poi tutta un’altra serie di pro e contro ma sarebbe troppo lungo discuterne, la solitudine non è per caso il peggiore dei mali umani? E spesso un sacerdote oltre moribondi, malati, alcolisti, poveri, disperati, infedeli, insoddisfatti, persone psichicamente fragili non deve trovare le parole per la solitudine altrui? E la sua non è come quella degli altri? Che c’è di male nel desiderare una carezza, condividere un pasto con due occhi che si immergono nei tuoi, sentire il calore di un corpo alla fine di una lunga e faticosa giornata o in una notte fredda e senza luna? Non migliorerebbe la vita, non darebbela carica per affrontare ogni giorni le miserie e i mali del mondo? Si ma se poi la sua relazione va in crisi? Può superarla come la superano tutti gli altri e qui mi fermo.
    Io credo dovrebbe essere data a ognuno la facoltà di scegliere come condurre la propria vita e come condurre la propria missione indicando ed educando solo al raggiungimento del risultato. Dio ci crea liberi, l’uomo invece impone tutta una serie di regole e leggi, veti e divieti giustificandoli con il bisogno di ordine, di metodo, di etica e morale. Ma se l’uomo libero sceglie di aderire al progetto di Dio il suo operato non è naturalmente rivolto al rispetto dell’altro, alla morale e all’etica che ci vuole tutti “operai” per il bene comune? Ma questa è un’utopia.
    Mi chiedo solo come un’istituzione che trasmette il messaggio per aderire al progetto di Dio, che deve solo insegnare come si opera per il bene comune e che aderendo essa stessa per prima, al progetto di Dio deve difenderne e tutelarne il libero arbitrio, possa porre delle regole che limitano la possibilità di scelta dell’uomo, sacerdote o non, ma soprattutto imponga regole molto severe per qualcuno e molto meno per altri. Insomma proprio l’organismo che dovrebbe tutelare la piena realizzazione dell’individuo, l’amore per tutti uguale, l’uguaglianza e la fratellanza, la libertà, il libero arbitrio, inciampi nel famoso modo di dire: ci sono figli e figliastri.
    L’ultima cosa è questa, ed è rivolta all’individuo: ognuno di noi fa una scelta libera, sposarsi, rimanere single, diventare sacerdote …. Ciò che è fondamentale è che sia stata libera, che liberamente se ne siano accettate le regole, capito pro e contro anche se poi viverle è un’altra cosa, e, nonostante i momenti bui, le titubanze, la stanchezza e le frustrazioni nel vedere che le cose non vanno proprio come vorremmo, o il peso delle scelte fatte che non si è mai potuto quantificare prima, ritrovandosi con se stesso, fra le lenzuola o altrove, riacquistando la serenità possa sempre dire “si”. Soltanto se si riesce a rinnovare la promessa ogni giorno con serenità e libertà, si può essere felici e fedeli prima di tutto a se stessi e quindi a Dio e alla vita.
    Don hai risposto già tu e mi sembra che siamo sulla stessa strada. Io credo che di certi argomenti si dovrebbe parlare a lungo senza timore di dire quel che si pensa giusto o errato che sia, vadano sollevati e affrontati e mi dispiace per questo lungo commento, quasi una catechesi:-)
    SM

    Rispondi
  19. bioraffaella

    Le persone “chiedono” e “chiamano ” in continuazione perchè hanno un sentito bisogno di essere considerate ,in cerca di un Amore sincero e puro che si può trovare anche dietro un semplice sorriso.Allora e soltanto allora si rendono conto che tocca a loro donare quell’Amore ricevuto,domandando all’altro ,quella fatidica frase che raramente si è soliti pronunciare :Tu, come stai?

    Rispondi
  20. pamela

    Le tue parole, Fabri, sono un atto di amore e di fede immenso.
    Questo dovrebbe far riflettere quell’istituzione che ha come missione trasmettere il messaggio per aderire al progetto di Dio.
    Nel frattempo mi associo a Rossella, stai certo che continueremo ad addormentarci e svegliarci con te.

    Rispondi
  21. bioraffaella

    Le persone”chiedono” e “chiamano” in continuazione,perchè hanno un sentito bisogno di essere considerate,in cerca di quell’Amore sincero e puro,che si può trovare anche dietro un semplice sorriso. Allora e soltanto allora si rendono conto che tocca a loro donare quell’Amore ricevuto,domandando all’altro ,quella fatidica frase che raramente si dice:-Tu come stai?

    Rispondi
  22. vale

    Grazie Fabry, come sempre risposte che ci insegnano a vivere l’amore con amore e tu ne sei l’esempio

    Rispondi
  23. Roby (s.d a.)

    ti aspettano sul campo di battaglia, ti chiedono ti chiedono, ti chiamano ti chiamano

    Cercano amore, e lo trovano nel tuo cuore, dal quale, come per magia, si spande ogni volta quella parola capace di scaldare le notti di tutti quei fantasmi che si addormentano e si svegliano con te

    Rispondi
  24. pamela

    Ma conta o no, l’origine, l’inizio?

    Come la pulizia di un affresco dai segni del tempo e dalle mani successive che si sono andate a sovrapporre alla pittura originaria, per restituirla a tutto il suo splendore e significato reale, così il riscoprire le origini, che cosa diceva e che cosa faceva Gesù, per restituire l’essenza dell’Amore al presente e al futuro.

    Rispondi
  25. roberta Z

    Scusa, Fabrizio, la mia precedente risposta un pò cretina. E’ stato un modo per sdrammatizzare,
    perché traspariva dal tuo scritto la tristezza, la mancanza, la nostalgia di un amore tutto tuo.

    Posso dirti, dall’alto della mia età e anche per esperienza personale e di altri, che la maggior parte delle coppie, dopo un pò di tempo, neanche tanto, si sente proprio come te.

    Si ha una voglia, una nostalgia di tenerezza, ci sembra che la persona che abbiamo accanto sia completamente diversa da quella che abbiamo scelto. Ci si sente prigionieri, condannati ad una vita piatta, che non ci dà più emozioni.

    Una volta l’unica scelta era non scegliere, continuare ad andare avanti, lasciarsi vivere. Il matrimonio diventava una condanna all’ergastolo. Ma ci si abituava, ci si abitua a tutto. altro che la libertà dell’amore.

    Oggi c’é il divorzio, una via di uscita mol+o difficile, perché per chi crede il matrimonio, come il sacerdozio, é un sacramento una scela che dura una vita.

    Cosa resta da fare se non abbracciare un cuscino e sognare il calore di un amore che abbiamo conosciuto e che non c’é più
    ?

    Rispondi
  26. giuseppebarreca

    Mi piace questa “confessione” a cuore aperto. Mi sembra così pura, così vera. Così sincera. Sentire un uomo di Chiesa che si apre in questo modo, dà la possibilità, a me laico, di guardare con occhi diversi quelli che, a volte, sembrano dei marziani. Un prete non sarebbe più in grado di vivere la fede se avesse al proprio fianco non dico “una donna”, bensì “un amore”, un sentimento, la possibilità di condividere qualcosa. Il problema forse, per la Chiesa del 1049, non fu tanto il matrimonio, ma il terrore della sessualità. Contro la sessualità la chiesa si è battuta con tutte le sue forze per secoli. Perché la sessualità, che è emozione, passione, dunque qualcosa che oltrepassa razionalità e controllo, sta la vera forza dell’essere umano, perché la sessualità è legata all’istinto di sopravvivenza fisico (serve per propagare la specie) e spirituale (è uno dei modi più inensi per amare). La paura di un uomo passionale, non più controllabile né religiosamente né politicamente, è stata forse una delle cause della sessuaofobia assoluta, che spesso di è tradotta in una misoginia feroce, perché se l’uomo peccava in sessualità era colpa era sempre della donna, così provocante…

    Rispondi
  27. maria grazia

    Si Fabry, queste sono le parole che vuole sentir dire da tutti noi il Signore Dio;

    …………si può essere felici solo dandosi senza riserve.
    io sono felice, nonostante il dolore di non ritrovarsi la notte, di non svegliarsi insieme.
    mi sveglio insieme con tutti, mi addormento con ciascuno di voi.

    Addormentarsi con tutti insieme ai nostri fratelli, e svegliarsi con loro…….come è ( spero per tutti noi ) e come sarà per sempre.
    Amare e una parola grande, ma non sempre ci diamo importanza, sembra una parola stupita inutile, invece è tutto è l’arma più potente contro il male.
    E stare tutti insieme con i nostri fratelli si vince……

    Rispondi

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