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da qui
La vera battaglia fu quella sui poteri della Curia.
La cava di pietra è bruciata dal sole, gli operai sono catene umane impolverate e mezzo intossicate dai residui dei crolli.
I vescovi, stavolta, erano determinati a far sentire le ragioni di fuori, quelle dei dimenticati e degli esclusi.
Qualcuno, ogni tanto, si ferma, per trangugiare acqua, ma riprende alla svelta, per timore di essere punito.
C’è un gioco che consiste nell’arroccarsi nei centri del comando, da una parte, e nel predisporre le condizioni per il nuovo, dalla parte opposta: ognuno prepara le mosse più opportune, schiera e muove le pedine seguendo linee a volte prevedibili, altre complesse e contorte che si intrecciano in grovigli inestricabili.
Alcuni erano decisamente bellicosi: pensavano a un rovesciamento, una rivoluzione?
E’ il materiale, la sostanza cui si dà una forma. Ma esiste la materia? O è tutto un rincorrersi di atomi più o meno veloci che fanno apparire la realtà più o meno densa, più o meno consistente?
Ci sono le ragioni della scienza o, se vogliamo, le ragioni della ragione stessa: pensare non è credere che il mondo possa progredire?
La parola cattolico vuol dire universale: ritenevano che fosse giunta l’ora di passare dalle parole ai fatti, di rendere attuale una teoria che rischiava di diventare falsa.
L’immaginario ha bisogno della cosiddetta materia e la materia non può fare a meno dell’immaginario: l’uno senza l’altra rischiano di ridurre il mondo a una distesa muta e informe o a un caleidoscopio di fantasmi impazziti.
L’assolutismo può essere politico o ecclesiastico; ma esiste una verità sociale senza scambio di idee, senza un dialogo che renda conto di valori come l’uguaglianza, la fraternità, la libertà?
E che senso poteva avere dire Chiesa escludendo dal concetto i fratelli, uguali e liberi, dell’altra parte del pianeta?
Quanta strada bisogna fare prima che materia e fantasia si tocchino e facciano scoccare la scintilla? Il romanzo non è forse una cava fatta di carte e penne, schermi e tastiere, che ha bisogno d’incontrarsi con il lampo dell’immaginazione, lo scarto improvviso del canto?
Qual è il confine fra il rispetto dell’altro e l’affermazione di un valore che non può essere ulteriormente soffocato?
Se i vescovi facevano parte, a pieno diritto, del corpo episcopale, era difficile negare che ciascuno di loro avesse una voce di cui il coro non poteva fare a meno.
E ogni favola vera, non nasce dalla realtà umida e porosa dei campi, dalla durezza dei sassi, dalla leggerezza delle foglie e dei fiori, prima di diventare pensiero impalpabile, trama fitta di parole, guizzo rapido dell’emozione?
I palazzi del potere sono destinati alla rovina se non aprono le porte all’eco della voce straniera, all’accento originale del diverso, alla sorpresa del nuovo che ti salva.

Ogni favola vera nasce anche in strana maniera, affrontando viaggi in cerca di terre lontane,di scoperte, di incontri di uomini con le loro idee, di profondi cambiamenti, dove il tutto come un sussulto ci parla. Dio ci mostra il tesoro indicato dai segnali che troverà anche il nostro cuore e ci fa capire come l’amore non avrebbe mai separato nessuno della propia favola.
“Signore, io non sono degno che entri nella mia casa, ma di soltanto una parola e io sarò salvo”
“La realtà dell’altro non è in ciò che ti rivela, ma in quel che non può rivelarti. Perciò, se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice. ”
(“Sabbia e schiuma” – Gibran)
“Ma esiste la materia? O è tutto un rincorrersi di atomi più o meno veloci che fanno apparire la realtà più o meno densa, più o meno consistente?”
L’amore si chiede alla carne…
“I palazzi del potere sono destinati alla rovina se non aprono le porte all’eco della voce straniera, all’accento originale del diverso, alla sorpresa del nuovo che ti salva.”
http://www.youtube.com/watch?v=BXRZcOgybVY
http://www.youtube.com/watch?v=u2r5Z3gkFUk&feature=related
La fantasia e’ piu’ importante della scienza (Albert Einstein)
E che senso poteva avere dire Chiesa escludendo dal concetto i fratelli, uguali e liberi, dell’altra parte del pianeta?
La Chiesa siamo noi, ma se rifiutiamo chi non ha il nostro colore di pelle, chi non parla la nostra lingua, chi non segue la nostra religione, chi è socialmente diverso, appunto, che senso ha definirci Chiesa? Rimane solo il suo significato arido di edificio, di pietra il cui corpo è senza carne e sangue e dal quale niente può nascere. Abbracciamoci dunque e il sogno che ci insegue diventerà realtà, nella uguaglianza, fraternità e libertà.
“C’è un gioco che consiste nell’arroccarsi nei centri del comando, da una parte, e nel predisporre le condizioni per il nuovo, dalla parte opposta: ognuno prepara le mosse più opportune, schiera e muove le pedine seguendo linee a volte prevedibili, altre complesse e contorte che si intrecciano in grovigli inestricabili”.
Questo è il gioco che si fa da sempre: vi sono entità molto organizzate specializzate nel condurlo sapientemente. Operano da sempre. Il gioco è semplice: chi sta al potere, quando percepisce che il cambio è inevitabile, prova a gestirlo e quindi organizza lui stesso il suo contropotere, diffondendo i sogni di gloria e gli slogan che lo sorreggono attirando le masse. Poi una volta che quel movimento è cresciuto, lo ingloba, lo incanale, lo regolarizza, lo proceduralizza, lo normalizza. E quello che sembrava un virus guizzante, di fatto diventa la maschera del vecchio potere. In questo modo il vecchio potere, inviso, si perpetua. Chi ha addestrato Bin Laden? Chi ha creato Saddam Hussein? Chi gli ha fatto fare la guerra contro l’Iran? Cosa è contenuto nella chemioterapia? Perchè nessuno parla chiaro su cosa conviene evitare di mangiare per non diventare animali ammalati? A chi conviene se diventiamo tutti animali ammalati?
Il riuscire ad evitare queste trappole dipende solo da noi. E’ la nostra forza, la gioia di vivere, l’amare il prossimo – non solo il figlio o il coniuge – l’avere braccia così larghe da abbracciare tutti, anche gli sconsolati e i diseredati. Credete: dipende solo da noi, il mondo è molto più nelle nostre mani di quanto non crediamo a volte. Tiriamo la giacca agli amici, facciamo il passaparola, invitiamoli a venire con noi, mostriamogli il mondo come lo vediamo noi adesso. Contagiamo gli altri e qualcosa cambierà. Per quel potere perpetuarsi in quel modo sarà un pò più complicato.
“E ogni favola vera, non nasce dalla realtà umida e porosa dei campi, dalla durezza dei sassi, dalla leggerezza delle foglie e dei fiori, prima di diventare pensiero impalpabile, trama fitta di parole, guizzo rapido dell’emozione?”.
Si, è così. La terra dura e fredda. Le cose semplici. Il pane magari raffermo. La mano ruvida di una contadina. Un muro non intonacato. Un campo sconsolato. Cerchiamo queste cose, perchè più sono basse più bella sarà la favola che potremo preparare dopo. Più bella la novella da annunciare. Più saporito e ricco, traboccante, il frutto da distribuire. Sta in mano a noi, solo a noi, è la nostra scelta. Noi sappiamo cosa fare, la mente lo sa. Basta aprire gli occhi della mente ed ascoltare con calma la musica del cuore.
Quanto è bella, che poeta. Il campo, la nostra vita.
http://www.youtube.com/watch?v=GGLvm8xviks
L’Amore è quel “nuovo che ti salva”.
“La tenebra non può scacciare la tenebra: solo la luce può farlo.
L’odio non può scacciare l’odio: solo l’amore può farlo.
L’odio moltiplica l’odio, la violenza moltiplica la violenza, la durezza moltiplica la durezza, in una spirale discendente di distruzione…
Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello al vostro cuore ed alla vostra coscienza che alla lunga conquisteremo voi e la nostra vittoria sarà una duplice vittoria.
L’amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo.”
(La forza di amare – Martin Luther King)
esiste una verità sociale senza scambio di idee, senza un dialogo che renda conto di valori come l’uguaglianza, la fraternità, la libertà?
‘..San Francesco. Erano tempi di crociate, ma il suo interesse era per ”gli altri”, per quelli contro i quali combattevano i crociati. Fece di tutto per andarli a trovare.[..].Nel corso della quinta crociata, durante l’assedio di Damietta in Egitto, amareggiato dal comportamento dei crociati, sconvolto dalla vista dei morti sul campo di battaglia, San Francesco attraversò le linee del fronte. Venne catturato, incatenato e portato al cospetto del sultano. Peccato che non ci fosse ancora la CNN – era il 1219 -, perché sarebbe stato interessantissimo vedere il filmato di quell’incontro. Certo fu particolarissimo perché, dopo una chiacchierata che probabilmente andò avanti nella la notte, al mattino il sultano lasciò che San Francesco tornasse, incolume, all’accampamento dei crociati.Mi diverte pensare che l’uno disse all’altro le sue ragioni, che San Francesco parlò di Cristo, che il sultano lesse passi del Corano e che alla fine si trovarono d’accordo sul messaggio che il poverello di Assisi ripeteva ovunque:”Ama il prossimo tuo come te stesso”.
(Tiziano Terzani, ‘Lettere contro la guerra’, lettera da Firenze, 4 ottobre 2001)
grazie!
un mondo diverso può nascere da un momento all’altro: per questo bisogna drizzare le antenne.
Il difficile è questo “passare dalla parole ai fatti “, convincersi che il nuovo può far progredire il mondo.Ma soprattuto comprendere che possiamo imparare molto da chi è considerato diverso da noi.
Quanta strada da fare….
Ci sono percorsi infiniti dove la meta sembra sempre irraggiungibile come un’oasi nel deserto delle nostre speranze. E poi d’improvviso dopo un lungo cammino, quando la stanchezza ti coglie e inciampi lungo il sentiero, uno scatto di reni che ricompone il corpo e da equilibrio ed ecco lì senza accorgertene hai trovato la città che cercavi, quel senso di libertà percui vale la pena camminare a lungo e a volte invano.
SM
” E ogni favola vera, non nasce dalla realtà umida e porosa dei campi, dalla durezza dei sassi, dalla leggerezza delle foglie e dei fiori……..”
La favola é la più bella cosa che hai nella tua memoria e che ti aiuta a rimanere bambino <> Questo chiedo a me stessa lascia libera la bimba che c’é in te ?Così rimangono le favole quelle con le quali mi ha cresciuta,mio padre.Babbo , dai racconta ancora, accucciata vicino a lui aspettavo il racconto delle bestie che aveva fatto partorire e che si voltavano verso di lui, con due occhioni tanto grandi quanto dolci. Muggivano, poi, per ringraziarlo di quanto aveva fatto! Il violino che suonava per noi, la musica tutta, che ci faceva ascoltare! Come si dice. voglio restare bambina!
Voglio restare bambina nella parte più profonda che Dio mi ha donato, ora che non mi sento più lontana e sola, perché ho trovato un poeta che é riuscito là dove non avevo più speranza di arrivare.
vi ringrazio.
bella la sintonia, Ernesta.
speriamo di trovare la città, anche alla fine del cammino.
Il romanzo, la favola, incontro e fusione di corpo e spirito, riflesso di luna nel buio dell’anima, scrigno di preziosi consigli per fuggire dal male oscuro della solitudine, creatura straordinaria che ti salva!
grazie, Roby!
I palazzi del potere sono destinati alla rovina se non aprono le porte all’eco della voce straniera, all’accento originale del diverso, alla sorpresa del nuovo che ti salva.
Il passo decisivo è sempre l’incontro..perchè accende il dialogo,il confronto che ti arricchisce,ma di fondo devi avere una certezza..tutti siamo uguali e ognuno di noi può dare tanto…
Sia fatta la Tua volontà..
L’Amore disinteressato è l’unica volontà di Dio..ll solo, in grado di annientare il potere..
vero Dany, e speriamo di imparare.