1. La cura

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da qui

Arturo si sta chiedendo da tempo cosa sia la verità.
Per esempio, una spiga: di un campo immenso lo colpisce proprio quella spiga, come se nascondesse un senso, il ricordo di una campagna dove la famiglia andava in ferie, in una casa sommersa, di notte, dal buio fitto e dal verso inquietante della civetta e dell’assiolo.
Pensa a cose strane: che la verità si generi dentro e poi si covi come un uovo, che necessiti di cure, perché solo con delicatezza può arrivare a maturare, a far uscire all’improvviso un’anatra, un cigno, una gallina.
Pensa che l’universo sia un uovo che Dio ha creato con cura, covandolo dai secoli dei secoli, fino a vederne uscire un uomo che comincia a saltellare e a chiedersi come possa essere felice.
Arturo è uno scrittore: dalla parte opposta della strada abita una donna che si chiama Ester. E’ bionda e ha gli occhi scuri. Non sa perché, ma è certo che quegli occhi contengano un mistero: un dolore, un desiderio, qualcosa che, comunque, in un modo o nell’altro lo riguarda. Un mese fa, addirittura, l’ha sognata. Gli occhi lo guardavano fisso e lui cercava di resistere, ma alla fine sveniva e, cadendo pesantemente a terra, si risvegliava col pigiama zuppo di sudore. Sperava di sognarli ancora, per capire cosa volesse dire il turbamento così intenso, ma non tornavano più, come se avessero detto quello che dovevano e ora toccava a lui covare un’ipotesi qualsiasi, prendersi cura di un’attesa che cresceva, e ogni volta che si affacciava alla finestra si aspettava di vederla, ma Ester non usciva più, forse si era barricata in casa, si era accorta che Arturo la cercava, la studiava, era caduto nel vortice del suo mistero e non c’era più verso di tirarlo fuori. Per questo la spiga si era imposta con quella prepotenza: era la donna che oscillava alle folate di vento, sbattuta da un desiderio inconfessabile, proprio lei, in mezzo a mille altre, e Arturo si chiedeva se la verità non fosse un apparire in primo piano senza alcun motivo, un presentarsi senza nome, passando davanti alla finestra e, al primo incontro, che dico, al primo sguardo, si era già perdutamente innamorato, aveva visto sciogliersi la neve accumulata nel campo di grano, nell’inverno rigido degli impegni che si moltiplicavano, del lavoro che gli toglieva il tempo, gli impediva di mettersi a scrivere, e di cos’altro avrebbe potuto scrivere, adesso, se non della donna bionda, degli occhi scuri che gli erano apparsi in sogno e non volevano tornare, del cigno che era uscito all’improvviso dall’uovo covato con cura, e Arturo pensa che la verità sia proprio il turbamento, lo svanire di ogni pregiudizio, lo svenire di fronte alla rivelazione irresistibile che gli fa scegliere di scendere in strada ed entrare nel palazzo di fronte, perché a un certo punto devi agire, uscire dall’uovo e diventare cigno, o almeno gufo, civetta, barbagianni.

34 pensieri su “1. La cura

  1. Titti

    “Arturo si sta chiedendo da tempo cosa sia la verità.”

    Forse ad Arturo glielo rivelera’ proprio Ester!;)
    La sete di verita’ raggiunge, quasi come una benedizione, gli esseri umani animati da desideri ardenti e con cuore e ragione attirati totalmente da quest’unico oggetto del desiderio.

    La sete di verita’ era la mia unica preghiera. (Edith Stein ovvero Santa Teresa Benedetta della Croce)

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  2. Titti

    Postato da valeriadebernar alle 23:37 del venerdì, 30 novembre 2007

    SIATE IL MEGLIO…

    Se non potete essere un pino sulla vetta di un monte
    siate un cespuglio nella valle, ma siate il miglior
    piccolo cespuglio sulla sponda del ruscello.

    Siate un cespuglio se non potete essere un albero.
    Se non potete essere una via maestra,
    siate un sentiero.

    Se non potete essere il sole siate una stella:
    non con la mole vincete o fallite.

    “a un certo punto devi agire, uscire dall’uovo e diventare cigno, o almeno gufo, civetta, barbagianni.”

    Siate il meglio di qualunque cosa siate.

    Cercate ardentemente di scoprire a cosa siete chiamati e poi mettetevi a farlo appassionatamente.

    Martin Luther King

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  3. Marco Sic.

    “… di un campo immenso lo colpisce proprio quella spiga, come se nascondesse un senso, il ricordo di una campagna dove la famiglia andava in ferie, in una casa sommersa, di notte, dal buio fitto e dal verso inquietante della civetta e dell’assiolo”.

    E’ sempre così: in una moltitudine di elementi ti colpisce un punto che oscilla, un qualcosa, un punto colorato, che ondeggia. Un viso, un sorriso, due occhi. Li senti come tuoi, ti parlano, eppure sono fermi come l’acqua. Ti dicono con urgenza che c’è un messaggio, c’è un messaggio. E i ricordi ti assalgono e si legano adesso a quel punto: si è creato un ponte magicamente sospeso, un pò nebuloso, hai timore. Devi uscire, attraversare quella strada, entrare in quella porta. Quando capita è un miracolo che a volte non capiamo.
    Marco

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  4. Marco Sic.

    “… dalla parte opposta della strada abita…”

    … abita sempre qualcuno. Sembra lapalissiano, ma è così. E’ che non sempre ce ne accorgiamo, chiusi nelle nostre scatolette di metallo benedette, quando arriviamo sotto al portone, nel parcheggio, con il rumore del motore ancora in testa ed il lavoro che gira a 200 all’ora anche se sei fuori dall’ufficio da più di un’ora. Dall’altra parte c’è qualcuno. Quel qualcuno ci vuole, ha desiderio di noi, che sia un desiderio voluttuoso, inconfessabile, o puro, o basato sul semplice bisogno, non fa alcuna differenza. Il desiderio non vuole essere etichettato. Sta vicino a noi e non ce ne siamo mai accorti. Aprendo gli occhi troviamo un mondo, un tesoro che ci cade d’improvviso sopra i piedi, in silenzio come la neve ma evidente, troppo evidente. In quel caso amare è ancor più bello.
    Marco

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  5. Marco Sic.

    “… se la verità non fosse un apparire in primo piano senza alcun motivo, un presentarsi senza nome, passando davanti alla finestra… ”

    La verità quasi sempre sta sotto i nostri occhi. E’ li per essere colta, presa, come una donna di spalle se la cingi e la baci e la carezzi dolcemente, sussurandole una o due parole dolci, sfiorando sapiente con le labbra tiepide le tempie pulsanti di passione. La verità è troppo irresistibile per passare inosservata; eppure quanto più è grande tanto più essa è modesta, tanto più ama essere colta, osservata, coccolata. La verità siamo noi alla ricerca della verità. Siamo noi stessi che vogliamo amare ed essere amati. La verità e lì. Ma molti non la vedono. Ecco perchè non sanno farsi rapire dal gusto dell’amare.
    Marco

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  6. M&C

    – a un certo punto devi agire…

    L’amore è azione: se ami, se sei innamorato, devi fare qualcosa, non ne puoi fare proprio a meno.

    Che bello, questo romanzo sembra iniziare con una storia d’amore!

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  7. pamela

    dal buio fitto e dal verso inquietante della civetta e dell’assiolo.

    L’assiuolo- Giovanni Pascoli

    Dov’era la luna? ché il cielo
    notava in un’alba di perla,
    ed ergersi il mandorlo e il melo
    parevano a meglio vederla.
    Venivano soffi di lampi
    da un nero di nubi laggiù;
    veniva una voce dai campi:
    chiù…

    Le stelle lucevano rare
    tra mezzo alla nebbia di latte:
    sentivo il cullare del mare,
    sentivo un fru fru tra le fratte;
    sentivo nel cuore un sussulto,
    com’eco d’un grido che fu.
    Sonava lontano il singulto:
    chiù…

    Su tutte le lucide vette
    tremava un sospiro di vento:
    squassavano le cavallette
    finissimi sistri d’argento
    (tintinni a invisibili porte
    che forse non s’aprono più?…);
    e c’era quel pianto di morte…
    chiù…

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  8. vale

    perché a un certo punto devi agire, uscire dall’uovo e diventare cigno, o almeno gufo, civetta, barbagianni.

    Essere qualunque cosa, ma essere. Uscire dal nostro involucro e aprirsi sempre all’altro. Questa volta è all’amore che ti sta di fronte? Sicuramente l’inizio è affascinante, rimaniamo in attesa con orecchio e occhi bene attenti per scoprire questa nuova verità.

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  9. pamela

    Di’ tutta la verità ma dilla obliqua –
    Il successo sta in un Circuito
    Troppo brillante per la nostra malferma Delizia
    La superba sorpresa della Verità
    Come un Fulmine ai Bambini chiarito
    Con tenere spiegazioni
    La Verità deve abbagliare gradualmente
    O tutti sarebbero ciechi –

    (Emily Dickinson)

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  10. Raf

    La verità, quella vera! Quella dell’io più profondo,è nascosta dentro di noi, e aspetta il momento più opportuno per”uscire dall’uovo e diventare cigno,o almeno gufo….”.Ma a volte quel momento sembra non arrivare mai,perchè , per “uscire dall’uovo”,si ha bisogno dell’aiuto di una persona amica ,magari anche di un vicino o di qualcuno dal quale non ti aspetteresti nulla,ma che per una volta è disposto ad ascoltarti !

    Rispondi
  11. ema

    “Arturo pensa che la verità sia proprio il turbamento, lo svanire di ogni pregiudizio, lo svenire di fronte alla rivelazione irresistibile che gli fa scegliere di scendere in strada ed entrare nel palazzo di fronte”

    Il turbamento è un segreto venuto ad avvertirci…ignorarlo significa rifiutare una parte di verità di se stessi.

    Dammi le tue mani per l’inquietudine
    Dammi le tue mani di cui tanto ho sognato
    Di cui tanto ho sognato nella mia solitudine
    Dammi le tue mani perch’io venga salvato.
    Quando le prendo nella mia povera stretta
    Di palmo e di paura di turbamento e fretta
    Quando le prendo come neve disfatta
    Che mi sfugge dappertutto attraverso le dita.
    Potrai mai sapere ciò che mi trapassa
    Ciò che mi sconvolge e che m’invade
    Potrai mai sapere ciò che mi trafigge
    E che ho tradito col mio trasalire.
    Ciò che in tal modo dice il linguaggio profondo
    Questo muto parlare dei sensi animali
    Senza bocca e senz’occhi specchio senza immagine
    Questo fremito d’amore che non dice parole
    Potrai mai sapere ciò che le dita pensano
    D’una preda tra esse per un istante tenuta
    Potrai mai sapere ciò che il loro silenzio
    Un lampo avrà d’insaputo saputo.
    Dammi le tue mani ché il mio cuore vi si conformi
    Taccia il mondo per un attimo almeno
    Dammi le tue mani ché la mia anima vi s’addormenti
    Ché la mia anima vi s’addormenti per l’eternità.

    LOUIS ARAGON

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  12. Rashide

    Sembra più un incubo che un sogno: gli occhi che fissano Arturo e provocano un turbamento così intenso in lui; il fatto di svenire sembrerebbe una situazione d’angoscia, di trovarsi di fronte ad una situazione che minaccia la sua identità, momenti particolari della vita che hanno a che fare con i travagli connessi alle svolte personali, forse una crisi della mezza età?
    “Sognare una persona bionda ci avverte di stare attenti a truffe ed incidenti”

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  13. ema

    “Pensa a cose strane: che la verità si generi dentro e poi si covi come un uovo”

    A volte ho l’impressione che alcune persone covano tutta la vita senza veder schiudere nulla…

    “Tanto sei Dio quanto ti riconosci uomo.”
    Plutarco

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  14. fides&ratio

    “Che buffo pianeta”, penso’ allora, “e’ tutto secco, pieno di punte e tutto salato. E gli uomini mancano d’immaginazione. Ripetono cio’ che loro si dice… Da me avevo un fiore e parlava sempre per primo…”. (Il piccolo principe)

    Una spiga tra le spighe, una donna fra le donne… uno sguardo, quello che conta.

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  15. M&C

    Buongiorno Roberta Z!

    Si, certamente il filo conduttore di tutti i romanzi precedenti è sempre stato l’Amore.
    Ma, questa volta, mi sembra di vedere la storia di un “amore romantico”: sicuramente però, conoscendo l’autore, questo è solo l’inizio e non mancheranno sorprese, messaggi universali e momenti di alto valore spirituale.
    Non è ovviamente solo un banale “romanzo rosa”….

    Un abbraccio.
    Cri

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  16. Roby (s.d a.)

    Pensa che l’universo sia un uovo che Dio ha creato con cura, covandolo dai secoli dei secoli, fino a vederne uscire un uomo che comincia a saltellare e a chiedersi come possa essere felice

    Accettandosi così com’è, con tutti i suoi dubbi, paure e certezze, senza dover scegliere per forza, in quel preciso momento, ma cercando la felicità nella complessità del suo essere che ogni giorno, in ogni azione, fonde cuore e ragione, accettandone il prodotto di una vita unica, la sua.

    Rispondi
  17. RossellaT

    Per esempio, una spiga: di un campo immenso lo colpisce proprio quella spiga,come se nascondesse un senso

    Non sai perchè ma ti colpisce proprio quella spiga, e non ne comprendi il senso ma non si può dare un senso all’amore, puoi solo assecondarlo perchè non esiste impulso più grande.
    Questo romanzo già mi piace…

    Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
    o freccia di garofani che propagano il fuoco:
    t’amo come si amano certe cose oscure,
    segretamente, tra l’ombra e l’anima.
    T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
    dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
    grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
    il concentrato aroma che ascese dalla terra.
    T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
    t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
    così ti amo perché non so amare altrimenti
    che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
    così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
    così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

    da Cento sonetti d’amore (P. Neruda)

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  18. ema

    “al primo sguardo, si era già perdutamente innamorato”

    “Ascolta la donna quando ti guarda non quando ti parla

    La realtà dell’altro non è in ciò che egli ti rivela, ma in ciò che non riesce a rivelarti. Perciò se vuoi capire l’altro non dare ascolto a ciò che dice, ma piuttosto a ciò che egli non dice”

    K.Gibran

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  19. Stella Maria

    Certamente un bel modo di iniziare, da un sogno, un sogno così reale da farti desiderare di attraversare il marciapiede, come attraversare la vita, le intemperie, i luoghi comuni, le dicerie, i pregiudizi, speranze e paure per trovare lo sguardo che ha acceso dentro te il fuoco dell’amore, solo l’amore può spingerti a tanto, a superare ogni barriera perchè l’amore non chiede che l’amore e di se stesso si nutre. la verità puoi cercarla una vita e non trovarla mai e invece farsi viva in un secondo e rivelarti il senso di una intera esistenza, il fine, quel punto in cui alpha e omega coincidono, occhi negli occhi, e negli occhi dell’alto ritrovare se e saziare la propria sete.

    buon inizio! e se è rosa … che dire? speriamo che sia femmina! a me i romanzi rosa piacciono, peccato se ne scrivano pochi di veri, la maggior parte sono melensi e scontati, magari riesco a leggerne uno diverso che scaldi il cuore.
    SM

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  20. Stella Maria

    C’è una canzone di Vecchioni che dice una cosa molto bella: … copri l’amore ragazzo, ma non nasconderlo sotto il mantello, a volte passa qualcuno, a volte c’è qualcuno che deve vederlo… (Sogna ragazzo,sogna)

    Ecco questo post me l’ha fatta ricordare nella sua interezza, nel suo profondo significato e messaggio. L’amore non va sprecato in tante immagini della società moderna ma non va neanche nascosto, a volte, è vero, non si può esprimere o sarebbe meglio non farlo ma è sempre vero che c’è qualcuno che a un certo punto deve vederlo, se questo non accadesse per primi dovremmo dar conto a noi stessi, poi a chi ne abbiamo negato la vista e infine a Dio che di amore ci ha fatti e non perchè rimanessimo isole, ma per essere universi sconfinati. E quell’attimo diventa il fondamento di una vita, il dono che riscatta un’esistenza intera persa a chiedersi: c’è un posto anche per me?

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  21. silvia

    “…che gli fa scegliere di scendere in strada ed entrare nel palazzo di fronte, perché a un certo punto devi agire…”

    “Se non ricordi che Amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai amato.” (Shakespeare)

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  22. Agnese

    “al primo sguardo,si era già perdutamente innamorato”-a me è “capitato” e non vuole passare

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