Con cortesia.

E così adesso finalmente lo sappiamo cari miei.
Finalmente adesso, grazie alle parole di colui che ha avuto in mano il Paese nelle ultime legislature, i libri di storia potranno essere riscritti.
Ciò che stupisce non è il fatto che tutto sia avvenuto all’ennesima presentazione dell’ennesimo libro di Bruno Vespa (colui che tra l’altro conduceva e tutt’ora imparzialmente conduce dibattiti politici e d’attualità sulla tv di Stato, alla faccia della separazione dei poteri, dell’indipendenza dell’informazione e della deontologia professionale) ma che questa ennesima spudorata manifestazione dell’asservimento e del servilismo all’italiana (ah!, il giornalismo televisivo americano, quanto ancora abbiamo da imparare!) sia avvenuta nella quasi totale assenza di proteste.
“Ma non capisci cara,” dice Mussolini alla Petacci (che gli chiedeva di ‘promuovere’ una persona) “io posso al massimo chiedere con cortesia, fare una richiesta, non posso dare ordini.”
Ovvio che Mussolini non aveva il potere. Come avrebbe potuto comandare il Paese per vent’anni se ne avesse avuto alcuno?
Quando questo Paese chiederà con cortesia ai despoti che lo stanno asservendo da decenni di togliersi dalle televisioni, dai giornali, dal Parlamento, dal Governo, dalle nostre vite e da quelle dei nostri figli per tornare finalmente nel buco rognoso e ipocrita da cui un tempo abbiamo permesso loro di uscire?

3 pensieri su “Con cortesia.

  1. robertorossitesta

    Caro Matteo,
    proprio così, bisogna saper chieder nel modo giusto, come dimostra anche
    il piccolo (solo quanto a estensione)capolavoro qui in calce.
    Un caro saluto e auguri,
    Roberto

    GUERRA
    Achille Campanile (1933)
    Personaggi
    Uomo che dormiva
    Una voce
    Notte.
    Interno d’una camera da letto, con un tale che dorme.
    VOCE La scena si svolge in tempo di guerra. È’ notte. S’ode la sirena
    d’allarme. I pochi passanti fuggono e le vie della città restano
    completamente deserte. Le ultime poche luci si spengono. Buio fitto.
    Ronzio di aeroplani che arrivano. Comincia il bombardamento aereo.
    {Effetti sonori in sottofondo). Nell’interno dei caseggiati, le famiglie, svegliate, si buttano qualche indumento sulle spalle e gemendo si avviano giù per le scale, per raggiungere i rifugi. Comincia a tonare il cannone antiaereo. Scoppi di bombe. Presto la battaglia aerea infuria. Dall’alto piovono le granate, esplodendo, dal basso tuonano le batterie. S’ode il
    ronzio degli apparecchi nemici, il rombo dei caccia e il sibilo e il guaito dei proiettili, l’urlo delle autoambulanze in corsa, per le vie deserte della città,l’ululo delle sirene e scoppi di granate, spari di cannone, crepitio di mitragliatrici, schianti, esplosioni, fragore, rimbombo di crolli, case che
    saltano in aria, ecc. ecc. {Effetti sonori e. s.).
    Nell’interno di una camera da letto c’è un uomo che dorme russando
    beatamente. Al fracasso infernale si sveglia: tende l’orecchio, s’alza, va alla finestra, s’affaccia.
    UOMO CHE DORMIVA {volto in su, con megafono) Ma la finite di rompere i
    c…? Questa è ora di dormire!
    Segue all’esterno un improvviso silenzio di tomba: cannoni, bombe, sirene,tacciono. Nel silenzio s’ode la voce dello speaker.
    VOCE Gli attaccanti, colti di sorpresa dalla voce stentorea, sospendono il bombardamento. Anche le batterie antiaeree smettono di sparare.
    Cannonieri e aviatori cercano con lo sguardo chi abbia parlato. Nelle
    carlinghe, gli aviatori si scambiano occhiate di confusione. Poi mettono il silenziatore allo scappamento, volgono la prua degli apparecchi verso il cielo aperto e, mortificatissimi, s’allontanano zitti zitti, scomparendo ben
    presto all’orizzonte. La guerra è finita.
    Sipario

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