19. Quello sguardo

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=y5ot-88UV-Y&feature=related]

da qui

Vedo un sacco di gente entrare e uscire dall’appartamento. Un uomo pallido col soprabito scuro, la ragazza che è venuta a suonare con la busta di giocattoli. Ma chi si aggiunge, adesso? Sembra un tipo distinto, sicuro di sé. La cosa comincia a complicarsi. E se facessi un colpo di testa? Se mi presentassi senza preavviso, facendo una scenata? Ma cos’è? Una casa chiusa? A volte bisogna rischiare, uscire dalla stanza protetta dei pensieri, del romanzo che prende forma dagli alti e bassi della vita che ti sorprendono sempre, ti sconvolgono, sciolgono nodi in apparenza inestricabili. Non posso restare al di qua della finestra, a spiare un futuro destinato, forse, a rimanere tale. Che avrà combinato quella matta di Gilda? Cosa si saranno dette? A pensarci bene, non è male. E se ripiegassi su di lei? E’ troppo tempo che non tocco una donna: la scrittura mi ha preso l’anima e si sta trascinando pure il corpo. Chi me lo fa fare di riempire le pagine se poi non ricordo più cosa significhi baciare, rotolarsi in un letto senza più pensieri? Vado, ho deciso.
In quel momento, suona il campanello: chi sarà? Possibile che sul più bello debba sempre essere interrotto?
Prova a guardare attraverso lo spioncino: nessuno. Che scherzi sono questi? Esita: e se fingesse di non aver sentito? Potrebbe controllare chi è venuto a importunarlo. Niente, il campanello suona un’altra volta.
Chi è?
Non è possibile! L’uomo pallido che ha cercato Ester. Cosa vorrà da me?
Sono io.
Non la conosco.
Io invece sì.
Non ci siamo mai incontrati.
Ci si può incontrare senza mai vedersi.
Stavo uscendo.
Usciamo sempre. Ma non sempre torniamo soddisfatti.
Mi scusi, ma come si permette? Saranno affari miei, oppure no?
C’è così poco tempo. Potremmo svegliarci da un momento all’altro.
Guardi che sono sveglio.
Allora dovrebbe riconoscermi.
Ho notato che entrava da Ester.
Cosa cerca in lei?
Mi mette in imbarazzo.
Ha mai visto gli occhi di un bambino?
Ne ho visti a migliaia.
Le ho chiesto se ne ha visti due.
Lei mi fa paura.
Bisogna aver paura di se stessi se ci sfugge quello sguardo.

19 pensieri su “19. Quello sguardo

  1. marcosic

    Ha mai visto gli occhi di un bambino? Che bella questa frase!

    Come si fa a non rischiare se si persegue qualcosa? Chi insegue un’idea, chi desidera un sogno, chi vuole qualcosa non può non rischiare, sarebbe un controsenso. Tu desideri qualcosa e non provi a rischiare neanche un pò? Ma come fai a vivere così? Questa vita ti diventa una ciabatta consumata, un modesto brodino caldo! Chi vuole rischia. Chi non ama non rischia neanche un pelo ma fa finta di sbattersi a destra e a sinistra così tutti dicono: accidenti come si agita, e non riesce ad ottenere ciò che vuole!
    Questi personaggi hanno tutti una molla che li spinge, inutile fare l’elenco: chi sta seguendo il romanzo lo sa bene. Ecco: si agitano, pensano, si muovono, interagiscono, fanno tentativi, fanno errori, mosse avventate, si presentano, si scusano. Si modificano nei limiti del possibile. A loro modo amano: chi ama l’amore, chi ama il dominio, chi il ricordo, chi il sogno, chi una nuova sensazione. Siamo noi. Quei personaggi siamo noi.
    Ecco: non restano dietro la finestra a guardare un futuro che a breve potrebbe non appartenergli più. La loro anima preme e li sospinge, anche a fare errori. E’ un carburante universale che brucia indomito dentro di loro, che siano orientati al bene o al male non importa. E quel serbatoio non è mai in riserva.
    Inconsapevolmente sanno che c’è poco tempo. Lo dice anche l’uomo misterioso, che tutto sa, che tutto scruta, che conosce il loro cuore forse prima del loro viso. Conosce il loro animo, i loro desideri. Loro si spaventano. Forse è la loro coscienza che gli parla, li interroga; ma sono annebbiati e si smarriscono. Perdono i punti di riferimento. “Lei mi fa paura”. Dobbiamo avere paura di noi stessi se non sappiamo amare. O se non abbiamo mai visto veramente, se non ci siamo mai accorti, di due occhi di bambino. Due occhi di bambino c’insegnano purezza e amore; c’insegnano ad amare; c’insegnano ad osare, ad andare oltre. E’ vero: se quello sguardo ci sfugge, bisogna aver paura di noi stessi. Molta paura.
    Grazie Don!
    Marco

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  2. RossellaT

    – Non ci siamo mai incontrati.

    Abbiamo bisogno di incontrare persone che ci rimettano in contatto con ciò che siamo davvero, che ci facciano vedere la luce e la forza che sono in noi, che tirino fuori la passione, la motivazione che abbiamo dentro. Perche’ la vita e’ fatta di alti e bassi momenti che ci sorprendono e sconvolgono. E’ importante allora sapere di avere qualcosa di vero e profono in noi: energia per affrontare le difficolta’ e passione per vivere una vita da protagonisti. 

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  3. M&C

    IO TI CHIESI

    Io ti chiesi perché i tuoi occhi
    si soffermano nei miei
    come una casta stella del cielo
    in un oscuro flutto.

    Mi hai guardato a lungo
    come si saggia un bimbo con lo sguardo,
    mi hai detto poi, con gentilezza:
    ti voglio bene, perché sei tanto triste.

    (Hermann Hesse)

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  4. Roby (s.d a.)

    C’è così poco tempo. Potremmo svegliarci da un momento all’altro.

    E quando arriverà quell’alba sarà meraviglioso, perché i nostri occhi finalmente avranno incontrato l’Amore

    UN NATALE SERENO PER TUTTI, CHE CI PORTI GLI UNI VERSO GLI ALTRI

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  5. Raf

    -Ha mai visto gli occhi di un bambino?

    Quando guardi dritto negli occhi un bamabino,non puoi fare altro che provare una gioia infinita,perchè è attraverso quegli occhi che si legge nell’altro tutta la bellezza dell’anima!

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  6. Rashide

    Bisogna aver paura di se stessi se ci sfugge quello sguardo.

    IL VOLTO DI DIO

    Mio Dio, da tanto tempo
    io cercavo il tuo volto
    e mi chiedevo a chi potessi rassomigliare.
    E ora sono contento di scoprire
    questo bambino neonato coricato
    sulla paglia di una mangiatoia.
    Eccolo, dunque, il tuo volto!
    Sei tu questo neonato?
    Ma allora sembri
    tutti i bambibini del mondo
    perché non ci sono differenze
    tra te e loro

    Quanto è strana la vita!
    Prima ero io che avevo paura de te,
    che mi sentivo sempre in colpa,
    ed sei tu quello che
    non bisogna spaventare
    Prima mi aspettavo
    che tu ti chinassi su di me
    per tirarmi fuori dai miei sentieri cattivi
    ed ora sono io che mi curvo su di te,
    come ci si curva
    su un bambino appena nato.

    Mio Dio, pensavo che tu
    fossi uno spauracchio
    e invence sei un bambino piccolo piccolo.
    Là sulla paglia, in questa notte d’inverno,
    ho perso la paura
    ed ho ritrovato l’amore

    J. Debruynne

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  7. vale

    – Bisogna aver paura di se stessi se ci sfugge quello sguardo.

    Aprire la porta e senza paura rischiare per quello sguardo che ti fa innamorare

    Rispondi
  8. Dany P.

    Auguriamoci,per questo Natale,di vedere con gli occhi di un bambino…occhi ingenui ma puri,autentici,amorevoli, innocenti, che sanno perdonare,sorridere,abbagliare…solo cosi’ potremmo dire di aver vissuto un Natale all’insegna dell’Amore..

    Ci si può incontrare senza mai vedersi..

    Se ci si fa guidare dagli occhi azzurri di Dio,è un incontro di cuori..

    http://www.youtube.com/watch?v=z_CkV0aO1z0&feature=watch_response

    Buon Natale a tutti!

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  9. pam

    Gli occhi dei bambini: puri, profondi, senza difese, chiedono amore e basta. Ti mettono di fronte a te stesso perché non li puoi ingannare.
    E’ una lezione d’ Amore questo post, Grazie Don.

    Un abbraccio, Buon Natale a tutti.

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  10. Agnese

    “Se mi presentassi senza preavviso,facendo una scenata?”-io sbatterei la porta in faccia anche se ci forse avrei davanti piu bello ragazzo del mondo.
    “A volte bisogna rischiare,uscire dalla stanza protetta dei pensieri”-si,e` vero,ma bisogno di aver il coraggio per realizzare sue sogni.
    AUGURI BUON NATALE per tutti pieno di amore,serenita,felicita`.

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  11. ema

    “E se facessi un colpo di testa? Se mi presentassi senza preavviso, facendo una scenata?”

    …forse sarebbe sbagliato cercare di forzare il tempo di Dio…

    Seconda lettera di Pietro 3,8-10

    Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi:
    davanti al Signore un giorno è come mille anni e
    mille anni come un giorno solo.

    Il Signore non ritarda nell’adempiere la sua
    promessa, come certuni credono; ma usa pazienza
    verso di voi, non volendo che alcuno perisca,
    ma che tutti abbiano modo di pentirsi.

    Il giorno del Signore verrà come un ladro;
    allora i cieli con fragore passeranno, gli
    elementi consumati dal calore si dissolveranno
    e la terra con quanto c’è in essa sarà distrutta.

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  12. ema

    “Possibile che sul più bello debba sempre essere interrotto?”

    Il senso del Natale…. questo amore di Dio che entra prepotentemente nella nostra vita.

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  13. ema

    “Vedo un sacco di gente entrare e uscire dall’appartamento.”

    Tanta gente diversa entra ed esce dagli appartamenti della vita di ognuno ma solo alcune persone sono in grado di scrutare l’anima in profondità fino a provocarne un cambiamento irreversibile.

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  14. ema

    “Non è possibile! L’uomo pallido che ha cercato Ester. Cosa vorrà da me?”

    Sembra impossibile ma Lui ricorda proprio il nome di tutti e non smette mai di cercarci.

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  15. pam

    Se mi presentassi senza preavviso, facendo una scenata?

    “eppure
    Dio non fa rumore, teme di avere
    un tono troppo alto,
    sa che potresti spaventarti..”

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