36. Il limbo

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da qui

Che strana questa casa.
L’ho presa da poco: non ho fatto in tempo ad arredarla.
Ci sei tu.
Sono un bel soprammobile?
Un romanzo su una casa vuota: non sarebbe male.
Di che parla il tuo?
Te l’ho detto.
Non come va a finire.
T’interessa solo la fine delle cose?
Cosa ci metteresti in questo appartamento?
Comincerei da un quadro.
Di che tipo?
Un’immagine del limbo.
Tu sei matto.
Mi piacciono le cose che non sono più.
Il limbo non c’è più?
Non sapevi che ci hanno ripensato? Puff! Scomparso all’improvviso.
E tutti quelli che ci stavano dentro?
Non sanno dove andare.
Come te.
Sì, come me.
Perché fai il mendicante?
Perché nessuno pubblica i miei libri.
Conosco una persona che potrebbe farlo.
Chi?
Il proprietario della casa editrice più importante.
Allora non lo pubblica.
Potrei convincerlo io.
Come?
Presentandomi con una busta di giocattoli.
I giocattoli conquistano chiunque.
Tutti tranne Arturo.
Vuoi farmi ingelosire?
Lo sto dimenticando.
Ti piace qualcun altro?
Mi piace uno scrittore che vive sotto i portici.
Il limbo: oggi c’è e domani non si sa.
Mi piacciono le cose sospese sopra il nulla.
Ecco.
Che fai?
Salgo sulla sedia.
–  Sei matto, te l’ho detto.
Vieni qui, se ti piace la vita sospesa sopra il nulla.
Lì?

28 pensieri su “36. Il limbo

  1. ema

    “Sei matto, te l’ho detto: sei matto.”

    “Tutti gli uomini sono pazzi, e chi non vuole vedere dei pazzi deve restare in camera sua e rompere lo specchio.”
    Alphonse De Sade

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  2. M&C

    –  Sei matto, te l’ho detto: sei matto.
    – Vieni qui, se ti piace la vita sospesa sopra il nulla.

    Essere troppo concreti ed assennati, “con i piedi per terra”, non è sempre un bene: a volte, un pizzico di follia e la capacità di lasciarsi andare alla leggerezza, aiutano ad apprezzare di più la vita ed a gustare meglio i doni ricevuti.

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  3. Roby (s.d a.)

    – Vieni qui, se ti piace la vita sospesa sopra il nulla.
    – Lì?

    Libertà senza vincoli, quella che sta imparando a conoscere Gilda, attraverso il suo nuovo amico: nuova vita?
    Riuscirà anche lei a salire sulla sedia, ad affidarsi completamente o ancora qualche dubbio la lascia ancorata a vecchie certezze?
    staremo a vedere!

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  4. Clown: opinioni

    La teologia, quella scienza esatta in cui, senza mai sbagliare, poter affermare tutto e il suo esatto contrario.
    E’ affascinante l’idea di poter abolire, per decreto, ogni stato di incertezza, ogni condizione non ben definita: ogni limbo.
    Sarebbe bello poter emanare un simile decreto anche per questa vita. Ma, in effetti, caos e indeterminatezza rappresentano la nostra condizione più vera e generalizzata, la caratteristica peculiare di questa parte di esistenza.
    E allora, se distinzione netta deve esserci, è giusto concepire la vita successiva come semplice, chiara, definita in ogni suo aspetto.
    Il problema è dove ricollocare tutte le categorie da sempre poste in mobilità, nella cassa integrazione celeste, in attesa di nuova occupazione.
    Dover stabilire, d’un tratto, la posizione di ogni singolo portatore sano di confusione.
    I buoni non-cristiani? Di qua. I bambini morti senza Battesimo? Di qua. I laziali? In serie B ….
    I più difficili da indirizzare sono coloro che, in questa vita, l’incertezza l’hanno idealizzata, l’hanno diffusa e trasmessa ai loro accoliti, ma che, in fondo, i loro potenziali errori li hanno quasi sempre solo sognati; e se qualche sbaglio lo hanno praticato, hanno saputo ammantarlo con quell’aurea salvifica racchiusa nel termine “amore”, quell’alibi emozionale e concettuale in grado di giustificare, sublimando, ogni pensiero o azione.
    Scrittori e poeti in prima linea, poi tanti altri, i clown, naturalmente; a volte i sacerdoti. Tutti grandi frequentatori del dubbio.
    E dunque …. all’inferno? Si ma con “fiamme mitissime”, come dice Sant’Agostino. Noo, in Paradiso!
    Alla misericordia di Dio …. e vi è andata di lusso.

    (da “Il ritorno del Clown”)

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  5. RossellaT

    Mi piace uno scrittore che vive sotto i portici.

    Tu vivi sempre nei tuoi atti,
    con la punta delle dita
    sfiori il mondo, gli strappi
    aurore, trionfi, colori,
    allegrie: è la tua musica.
    La vita è ciò che tu suoni.
    ………………………………….
    E mai ti sei sbagliata,
    solo una volta, una notte
    che t’invaghisti di un’ombra
    – l’unica che ti è piaciuta -.
    Un’ombra pareva.
    E volesti abbracciarla.
    Ed ero io.

    da La voce a te dovuta (Pedro Salinas)

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  6. RossellaT

    – Sei matto, te l’ho detto: sei matto.
    – Vieni qui, se ti piace la vita sospesa sopra il nulla.

    Chiamiamo folli quelli che non operano secondo i nostri metodi ma forse il folle è una persona veramente libera, vive e sogna, si sente padrone di se stesso e non ha bisogno di nulla.

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  7. pam

    Un romanzo su una casa vuota: non sarebbe male.

    Se potessi ti comprerei una casa grande enorme capace di contenere la tua anima e la riempirei con tutti i tuoi sogni grandi e piccoli.
    (Che tu sia per me il coltello, David Grossman)

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  8. silvia

    – Vieni qui, se ti piace la vita sospesa sopra il nulla.
    – Lì?

    Quando camminiamo fino al limite di tutta la luce che abbiamo, e facciamo un passo nell’oscurità del non conosciuto, dobbiamo credere che accada una di queste due cose.
    Ci sarà qualcosa di solido in cui mettere il piede, o ci verrà insegnato a volare.
    (Patrick Overton)

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  9. ema

    “Voi capirete cosa sia veramente l’amore quando smetterete di considerarlo un sentimento.
    Il sentimento è obbligatoriamente soggetto a variazioni a seconda che si rivolga all’una o all’altra persona, mentre il vero amore è uno stato di coscienza indipendente dagli esseri e dalle circostanze.
    Amare, non significa nutrire un sentimento per qualcuno, bensì vivere nell’amore e fare ogni cosa con amore: parlare, camminare, mangiare, respirare, studiare con amore…
    Amare significa aver accordato tutti i propri organi, tutte le proprie cellule e tutte le proprie facoltà, affinché vibrino all’unisono nella luce e nella pace.
    L’amore è dunque uno stato di coscienza permanente.
    Colui che ha raggiunto quello stato di coscienza sente che tutto il suo essere è impregnato di fluidi divini, e tutto ciò che fa è una melodia.”

    Omraam Mikhaël Aïvanhov

    “L’amore in questo assomiglia a Dio: per raggiungerlo bisogna crederci.”

    Ugo Ojetti

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  10. Raf

    Il limbo: oggi c’è e domani non si sa.

    Non sapremo mai cosa ci capiterà domani,perchè ogni giorno è diverso dall’altro per questo la vita va vissuta in ogni momento della giornata,e perchè no anche con un pizzico di follia.

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  11. marcosic

    Non vorrei apparire banale (oggi è fin troppo facile apparire banale), ma questo mondo sta andando ad una velocità folle, a volte, e le persone vengono “invitate” dal sistema in cui viviamo ad andare dritte al nocciolo di ogni questione, ad essere pragmatiche. Si dice che ciò serva a rendere le cose pratiche, veloci, sicure. Tutto congiura in questo senso: i giochi dei bimbi, le apparecchiature elettroniche che tanto ci piacciono fino ad invaderci lo spazio vitale, fino a non riuscire più a staccarsene, il mangiare, pronto, non saporito, quasi predigerito. Niente deve essere d’intralcio, tutto deve essere rapido. Non bisogna farsi troppe domande; bisogna comprare ed eseguire. Non credo vada molto bene. E’ un’accelerazione innaturale; qualcuno che non ce la fa si ammala con la testa, si perde i pezzi per strada, i rapporti tra le persone si snaturano.
    No, a me non interessa solo “la fine delle cose”. C’è l’inizio, c’è la premessa, c’è il perché le cose sono nate, perché proseguono, perché finiscono. Vi è una morale, una spiegazione, un motivo, una lezione da apprendere. Saltando tutti questi passi si rischia solo di diventare velocissimi, ma di sbagliare a ogni piè sospinto.
    Si, il limbo da osservare è ciò che non c’è più. C’è un grido in questa visione, il grido di qualcosa che è stato ignorato, che doveva comunicare, amare, forse stare dolcemente accanto a noi.

    Ester, ascolta il consiglio che viene da dentro: guarda il limbo e troverai le risposte che hai perso per strada. Troverai te stessa. Sei donna e porti la vita: lì troverai la vita perduta. Segui il consiglio: sali sulla sedia, dove resterai sospesa quanto basta. Dovremmo farlo tutti ogni tanto, senza paura di farci prendere per matti. Ci riporterebbe in contatto con la realtà, con un Dio che ci ha parlato sempre con un Amore infinito, ben lontano da quello nostro che spesso siamo alla ricerca, con i ma e con i se, dei “fattarelli”. Facciamo attenzione a nutrirci solo di ciò che non si vede, che non si tocca. La vita e la felicità sono fatti reali.
    Marco

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  12. ema

    “Che strana questa casa.
    – L’ho presa da poco: non ho fatto in tempo ad arredarla.
    – Ci sei tu.”

    La tua Lampada

    Fa’ tua questa mia casa e accendivi la tua lampada.
    Riempila della tua luce: prenderanno valore anche i dolori.
    Siano dissipate le tenebre dagli angoli più segreti
    e, stabilita la tua luce benedetta,
    ami le persone che ho da amare.
    Fa’ tua questa mia casa e accendivi la tua lampada.
    La tua lampada trasformante ha una fiamma immobile,
    in un momento trasforma in oro tutte le mie macchie nere.
    Fa’ tua questa mia casa e accendivi una lampada.
    Io accendo lumi, ma bruciano, danno solo fumo.
    Manda i raggi della tua luce sulla soglia della mia casa.
    Fa’ tua questa mia casa e accendivi la tua lampada.

    RABINDRANATH TAGORE

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  13. Raf

    – T’interessa solo la fine delle cose?

    Non è bello conoscere “la fine delle cose”.Le cose vanno lette o vissute poco per volta,perchè solo così si possono apprezzare le meraviglie che la vita ci offre.

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  14. Raf

    – Che strana questa casa.
    – L’ho presa da poco: non ho fatto in tempo ad arredarla.
    – Ci sei tu.

    Non sono gli oggetti che rendono bella una casa ,ma le persone che ci vivono dentro!

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  15. Roby (s.d a.)

    – Un romanzo su una casa vuota: non sarebbe male.

    Un romanzo da scrivere, una casa da arredare: estratti di vita

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  16. ROBERTA Z

    Io su quella sedia non ci salirei, Forse lo avrei fatto da ragazza, quando ancora riuscivo a sognare, ma anche allora ero abbastanza pragmatica, forse perché ho iniziato a lavorare ed avere responsabilità molto presto.
    Pragmatica ma anche fortemente indecisa, e allora ho sposato un uomo con i piedi per terra, sicuro di sé, con un carattere molto forte,che dubbi non ne aveva. Mi ero innamorata proprio di questo, potevo appoggiarmi a lui, fidarmi, per poi scoprire negli anni che quelle sue caratteristiche caratteriali mi hanno portato a non poter comunicare le mie idee, a non avere più sogni, a non vivere..
    Dopo la morte di mio marito ancora di più il mio senso del dovere e il mio pragmatismo hanno permesso alla mia famiglia, ormai costituita da tre famiglie, di andare avanti.
    Certo, mi mancano i sogni, ma ormai mi sembra troppo tardi per sognare, però sono attratta e ammirata da chi prende la vita con leggerezza, da chi vive non pensando al domani, da chi ha tanti dubbi, da chi è completamente libero da quel pesante senso del dovere che mi ha sempre accompagnato. Se fossi più giovane forse un tipo del genere potrebbe essere un mio compagno, tanto alle cose terra terra ci penserei io.

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  17. Stella Maria

    Un soprammobile è un bell’oggetto messo in mostra perchè è bello, fa tendenza, ce lo ha regalato una persona a cui vogliamo bene, … in ogni caso è un particolare che parla di noi rivelando qualcosa che a prima vista non appare. Spesso però diventa solo una cosa da mostrare e di cui ci si dimentica, con leggerezza lo si sposta per fare la polvere e quando non serve finisce in fondo a un mobile o a un cassetto, se non sul banco di un mercatino delle pulci. A volte ci si sente così, un bel soprammobile, messo lì in attesa di qualcuno che ti ammiri perchè per chi ti vuole lì sei diventato una cosa scontata eppure utile e in primo piano. Tutto parla di te ma ti senti una cosa dimenticata oppure solo un bel quadro da mostrare sospeso sopra il nulla di una parete bianca che è l’amore dell’altro, una strana forma legata a un passato che è presente in forma diseguale e cancellato dall’eccitazione di un gioco nuovo.

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  18. marcosic

    @ Roberta Z detto

    Roberta, ammiro veramente molto la tua capacità di aprirti e parlare di te. Non è comune, non è da tutti. Grazie e ciao.

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