49. L’integrazione

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da qui

E’ come si conoscessero da sempre. Parlano fitto, con gesti ampi delle mani. Che ne pensi, Gilda? Ti porteranno via il tuo Giorgio? E’ per questo che, dopo l’amnesia di qualche giorno, ti ricordi di Arturo? Dove sarà? E’ un po’ che non lo vedi in giro. Che sia partito? Non si sarà offeso perché non l’hai cercato? Loro parlano, parlano. Ti avvicini, per provare a rubare qualche frase. Ecco, da qui si sente tutto.
Ne sei convinto?
Sì, bisogna uscire, ascoltare la gente. Il romanzo nasce dall’impatto con la vita e qui ce n’è tanta, ti assicuro. La gente si ferma e comincia a discorrere del tempo, della crisi economica, magari ti chiede se hai una sigaretta. E’ così che nascono le storie. Registri tutto, depositi nell’anima i volti, le vicende che crescono, s’intrecciano, formano miscele nuove di colori, diventano una trama che ormai è tua, coinvolge la tua vita e non sapresti come uscirne. Ho cominciato da piccolo a guardare, ad ascoltare; mentre gli altri giocavano, io li osservavo di nascosto, collegavo i gesti e le parole, ne facevo trecce di emozioni, lacrime e sorrisi, dolori che prendevano allo stomaco; poi, tornando a casa, diventavano parole che riempivano pagine e pagine senza che potessi più fermarle. A un tratto ti dimentichi di te, sei quell’uomo, quella donna, stai bussando alla porta, inseguendo le luci, fuggendo con il fiato corto dalla polizia. Le storie hanno un potere da cui non riesci a liberarti: leggi le prime righe e sei fottuto, ormai devi sapere come andrà a finire. Per questo ho deciso di scrivere e non fare mai altro nella vita: nulla ha questa forza; dall’inizio del mondo si dipana un racconto cui possiamo dare il nostro contributo, metterci il cuore, dirigere gli eventi che prendono un corso o l’altro a seconda delle frasi che si fanno largo sulla pagina.
La penso come te. Per questo ti ho cercato. C’è un uomo che credeva nei libri, prima di vedere il marcio che c’è dietro: gli interessi, il mercato che decide tutto, lo scambio di favori. Dobbiamo ridargli una speranza. E’ il maggiore editore nazionale. Se lui ritrova il filo, il paese avrà di nuovo un ideale. I libri possono cambiarci, e con noi cambiare il mondo.
Che ne pensi, Gilda? Non saranno esaltati? Sei disposta a lanciarti in un affare fumoso come questo? E se Giorgio si montasse la testa? Resterebbe Arturo: ma dov’è? Dovresti cercarlo? Chiedere se qualcuno dei vicini sia al corrente di qualcosa? Salutali, lasciali inseguire le utopie, hai altro da fare: formarti una famiglia, trovare un punto consistente nel caos che ti circonda; pensaci, prima di cacciarti in questa storia.
Ci sto. Un romanzo ce l’ho già.
Lo so.
Vuoi leggerlo?
Lo conosco, Giorgio.
Mi arrendo. Dici che va bene?
Ha bisogno di un’integrazione. Qualcosa di forte.
Droga?
Basterebbe una banda di rapinatori.

28 pensieri su “49. L’integrazione

  1. M&C

    Scrivere mettendoci il cuore é questo che fa la differenza, perché “ogni storia é una storia d’amore”.
    Sta al lettore, poi, riuscire anche leggere con il cuore.

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  2. RossellaT

    I libri sono gli uomini, tra quelle pagine, nello scorrere di quell’inchiostro c’è il pensiero e l’esperienza del nostro vivere.
    Ci sono libri che sembrano scritti apposta per noi e che riescono a darci una diversa e migliore chiave di lettura della nostra vita. Grazie a chi ha deciso anche di scrivere (oltre a fare bene molto altro)nella propria vita!!!

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  3. Roby (s.d a.)

    – Sì, bisogna uscire, ascoltare la gente.

    Aprire la porta di casa e quella del cuore, uscire dall’egoismo e dalla solitutine per condividere tempi e spazi di una vita che scorre frenetica e che, vivendola da soli, mostra di sè solo il pesante percorso in salita

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  4. ROBERTA Z

    Gilda finalmente ha trovato un uomo che si interessa a lei, magari ha anche fatto dei progetti, ma se il libro avesse successo e Giorgio si montasse la testa, senz’altro potrebbe dimenticarsi di lei.
    E allora si ricorda di Arturo. Non ci pensa e non lo vede da tanto tempo, forse Arturo potrebbe essere l’uomo giusto per formare una famiglia con lei.
    Gilda, basta che siano scrittori ti stanno bene proprio tutti! Guarda che Giorgio e Arturo sono proprio identici, prova ad immaginare che fine potrebbero fare i tuoi progetti matrimoniali se anche Arturo pubblicasse il suo libro. E se Giorgio e Arturo fossero la stessa persona, ti toccherebbe andarti a cercare un altro scrittore, ma prima assicurati che non abbia un editore.

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  5. Titti

    Bingo! Il cerchio si chiude: Giorgio deve scrivere di rapinatori e Arturo ha appena partecipato ad una rapina…Adesso i due scrittori uniranno le forze per un best-seller (futuro Premio Strega o Campiello?) per la gioia ritrovata di Fausto editore.
    Gilda, visto che questi due uomini ti sfuggono, perché non ti metti a scrivere pure tu, così li afferri almeno sulla carta stampata? 😉

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  6. Roby (s.d a.)

    Il romanzo nasce dall’impatto con la vita

    Romanzo – Vita, scambio reciproco di parole, pensieri e sensazioni, scrigno prezioso di consigli uno per l’altro, nel quale ritrovare emozioni e stimoli per andare avanti

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  7. ema

    “A un tratto ti dimentichi di te, sei quell’uomo, quella donna…dall’inizio del mondo si dipana un racconto cui possiamo dare il nostro contributo, metterci il cuore”

    Chiunque riesca a dimenticarsi di se mettendoci il cuore può essere considerato un artista per eccellenza, che dell’arte di vivere incarna valori eterni come l’amore.

    Un’integrazione ? Qualcosa di forte? …Cosa c’è di più forte?

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  8. ema

    “E’ come si conoscessero da sempre.”

    “Lei è come acqua che scivola dentro di me per tenermi in vita, il fuoco che riscalda le freddi pareti della mia esistenza, è così forte la sua presenza che quando sto con lei il tempo si ferma, non ti accorgi di quello che ti accade intorno, il suono delle sue parole nascondono il mondo, credo che se lei volasse via da me, io potrei morire e diventare aria, per poterla seguire ovunque lei vada!
    (Ejay Ivan Lac)”

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  9. marcosic

    “Uscire, ascoltare la gente”. Anche questo è il sapore del mondo. L’infinito amore che ci anima quando siamo puliti, onesti e ci doniamo senza condizioni, proprio questo c’insegna. La gente che incontriamo è “patrimonio dell’umanità”. Noi siamo i testimoni di tutto ciò, possiamo registrare un’emozione, un’idea, un’incrinatura dell’anima. Possiamo vedere una ferita nell’altro, se lo vogliamo. Possiamo essere un dottore, con gli strumenti che Dio ci ha donato. Penso spesso al potere che in questo senso abbiamo e alle mille occasioni di usarlo positivamente che vanno spesso perse per tanti motivi.
    “A volte ti dimentichi di te”. Ecco, anche in questo torna la passione del donarsi, l’amore: dimenticandoci di noi è quasi certo che ci siamo dati all’altro donandogli un tesoro infinito: la nostra cura per la sua vita.
    Ecco, per me l’arte s’inserisce in questo discorso: essa è opera umana, espressione d’amore autentico, preziosa trama di Dio intessuta dalle mani di uomini speciali. La scrittura poi, ha una capacità unica di lasciare il segno, amare una moltitudine di persone all’unisono. Anche se non apparteniamo al ristretto mondo degli scrittori, a nostra volta sappiamo che siamo chiamati a scrivere il romanzo della nostra vita. E se possibile, aiutare gli altri nel loro. Ecco, questo è il massimo, credo: l’arte, in questa accezione artigianale ma vera, unita all’amore. Essere cittadini della vita (e non comodi ospiti che non si sporcano mai le mani) che scrivono il proprio romanzo con la mente e con le azioni migliorano il mondo, donandosi agli altri e “depositando nell’anima i volti, con le vicende che crescono, s’intrecciano, formano miscele nuove di colori…”. Quando ciò accade c’è un’armonia in cielo, c’è un’armonia nell’animo che ci solleva leggeri.
    Questo fa il bravo scrittore e questo possiamo fare noi, anche se non siamo scrittori. Gesù, tra le tante cose, ha fatto anche questo. Abbiamo difficoltà ad ispirarci a lui? No se siamo sereni, se lo vogliamo! Forse ad ottenere gli stessi risultati qualche difficoltà in più potremmo averla :-)), ma il nostro compito è provare sempre, credo, senza arrenderci mai, proprio come ci ha insegnato Lui, passo dopo passo, con la fatica del credere. Con amore, se non vi dispiace!

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  10. M&C

    – Ho cominciato da piccolo a guardare, ad ascoltare; mentre gli altri giocavano, io li osservavo di nascosto, collegavo i gesti e le parole, ne facevo trecce di emozioni, lacrime e sorrisi, dolori che prendevano allo stomaco…

    Una spiccata sensibilità, l’attenzione ai particolari, alle sfumature, la capacità di mettersi nei panni dell’altro, sono caratteristiche preziose proprie di un animo grande e generoso, forte e vulnerabile allo stesso tempo; l’uomo e lo scrittore che le posseggono, sono persone che inevitabilmente non passano inosservate, ma conquistano ed affascinano, perchè avranno sempre qualcosa di “diverso” da dire.

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  11. pam

    ”Il romanzo nasce dall’impatto con la vita”

    “Quando si vende un libro a una persona, non gli si vendono soltanto dodici once di carta, con inchiostro e colla, gli si vende un’intera nuova vita. Amore, amicizia, e navi in mare di notte; c’è tutto il cielo e la terra in un libro, in un vero libro”.

    (Christopher Morley)

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  12. M&C

    “Ciò che rende l’esistenza preziosa e piacevole sono solo i nostri sentimenti e la nostra sensibilità”
    Hermann Hesse

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  13. Stella Maria

    Gilda, Gilda!
    Ma non sarà che sei innamorata dell’amore? E dell’immagine romantica e poetica di chi è rimasto adolescente oppure di chi ha preso una di quelle legnate che ancora è in cura dal dentista:-) Nel primo caso non ti rimane che viverlo questo amore, ti accorgeresti che all’inizio è proprio così, poi, invece, divenuto reale, diventa meno poetico ma più profondo e vero. Nel secondo caso chiudi con il passato, apriti, buttati e vivi la vita, non è detto che tu debba sbattere contro il muro una seconda volta. Però a guardarti bene può accadere, due uomini diversi ma ognuno la fotocopia dell’altro, forse sarebbe meglio partire per i Caraibi, una vacanza e … il sole, il mare, il caldo … e un bel fustacchione tutto muscoli e sex-appeal che nella vita fa il figlio di papà e ti tratta da regina, con meno poesia ma non per questo con meno dolcezza e sensualità e poi hai visto mai? In una serata di luna piena ti recita Neruda, Pessoa e Garcia Lorca, non le ha scritte lui ma in quanto a poesia è d’autore universalmente riconosciuto e non da scoprire;-) Che dirti? Quel che ho già detto ad Arturo, scendi dalla nuvola in cui si sta tanto bene ma infelici e prendi la vita per mano, che quella mano si chiami Arturo, Giorgio, … e goditi la felicità fino in fondo, di occasioni non ne capitano molte nella vita, a volte è una sola, e sta pur certa che, se la lasci sfuggire, non si ripresenta:-)

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  14. pam

    Se lui ritrova il filo, il paese avrà di nuovo un ideale.

    La cultura ci permette di capire il mondo che ci circonda e di impostare di conseguenza le nostre attività.e la nostra vita. Ci rende liberi e padroni di noi stessi e delle nostre opinioni. Davvero, sapere è potere. Ma, forse, è proprio per questo che esistono delle volontà tendenti ad assegnare un basso valore alla cultura.

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  15. Raf

    Si, sognare è un miracolo e per questo non dovremmo smettere mai di sognare!

    SOGNI

    Non respingere i sogni perché sono sogni.
    Tutti i sogni possono
    essere realtà, se il sogno non finisce.
    La realtà è un sogno. Se sogniamo
    che la pietra è pietra, questo è la pietra.
    Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
    è un sognare, l’acqua, cristallina.
    La realtà traveste
    il sogno, e dice:
    “Io sono il sole, i cieli, l’amore”.
    Ma mai si dilegua, mai passa,
    se fingiamo di credere che è più che un sogno.
    E viviamo sognandola.
    Sognare è il mezzo che l’anima ha
    perché non le fugga mai

    ciò che fuggirebbe se smettessimo
    di sognare che è realtà ciò che non esiste.
    Muore solo
    un amore che ha smesso di essere sognato
    fatto materia e che si cerca sulla terra.

    Pedro Salinas

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  16. ROBERTA Z

    Attenzione, siamo tutti schedati! Stiamo molto attenti a quando parliamo con uno scrittore, tutto ciò che diciamo potrebbe essere usato contro di noi. Potremmo ritrovarci a far parte di un romanzo, personaggi positivi o negativi, potremmo esserne gratificati o urtati.
    Lo scrittore osserva, fa sue le parole, le emozioni, le vite degli altri e poi, per non starci male, sente la necessità di metterle sulla carta.
    Io non sono curiosa, tante cose mi passano inosservate, forse questo è dovuto alla mia propensione alla depressione, non è una bella cosa. Ma ho un’attitudine speciale, ho delle sensazioni che mi fanno capire la genuinità delle persone a sentire su di me i problemi degli altri. Non sono ancora così matura, e forse non lo sarò mai, da avere il necessario distacco che mi permetta di vivere soltanto i miei problemi. Perciò se solo si considerano i miei figli e i miei numerosi nipoti non ho un momento di pace.
    Io non sono curiosa, non potrei fare la scrittrice. E non ho mai avuto sogni, vivevo cercando di risolvere i miei problemi giorno per giorno. Una volta scrivevo, scrivevo tutto quello che non potevo, non avevo il coraggio di dire, scrivere per me è stato uno sfogo enorme, anche se il destinatario non rispondeva alle mie lettere.
    Ma in fondo, anche se gli scrittori sono portati a spiare, ad essere coinvolti dalle vite degli altri, i loro romanzi in un modo o nell’altro sono quasi sempre, in tutto o in parte autobiografie.

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  17. Roby (s.d a.)

    ma sognare non è già un miracolo?

    Nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni.
    Paulo Coelho

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  18. vale

    dall’inizio del mondo si dipana un racconto cui possiamo dare il nostro contributo, metterci il cuore,

    Quando ero piccola tenevo un diario, forse come tutte le adolescenti, annotavo le mie ansie, le mie paure, le mie gioie, i miei amori e naturalmente i miei sogni. Forse quello più importante non si è avverato, ma superato il periodo di vera angoscia, ho ripreso in mano la mia vita e sono andata avanti con altre speranze, altri sogni. Amo tanto leggere e leggere romanzi come questo, dove ci si ritrova nelle pagine che scorrono, si continua a sognare mettendoci il cuore.

    – La penso come te. Per questo ti ho cercato.
    I libri possono cambiarci, e con noi cambiare il mondo.

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  19. Stella Maria

    Sognare fa bene al cuore e guai a smettere di farlo, Bob Dylan dice che “chi non sogna è un uomo già morto”, ma a volte bisogna operare e realizzare i sogni, concretizzarli, altrimenti ci si sdoppia la personalità fra essere e pensare di essere e si rischia di fare del web ma non solo un posto dove creare una vita parallela, bella, che ci permette di distrarci dalla quotidianità e dalla routine un po’ noiosa, dal vorrei ma non posso, ma poi di fatto se ci si ferma un minuto non si ha che un pugno di mosche che volano via appena apri la mano lasciandoti tanta tristezza per averle ingabbiate.
    Sognare fa bene e guai a non farlo o a farci rubare i sogni ma ben attenti a non distaccarci dalla realtà cercando, magari ogni tanto, di realizzarli perchè diventino vita vera che appaga e fa essere felici, un qualcosa da raccontare un giorno a Dio, nel bene e nel male, altrimenti inizia a sognare pure lui, tanto le nostre vite sono noiose e prive di concretezza, col dubbio di aver sbagliato nel crearci uomini, dotati di libertà e autonomia e con l’intento di rimandarci giù come pecore, in fondo perchè sprecare un cervello capace di imitare Dio se lo si usa per spendere il tempo in attesa di tornare a casa?

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  20. Stella Maria

    Si, Gesù aveva un sogno ma sul sogno ha costruito un progetto di salvezza, un progetto di lungo termine guardando all’umanità ed è morto consapevole che il suo morire avrebbe realizzato il sogno, morire per salvare l’uomo e salvare l’uomo era il “sogno”. Chiuso nell’Alto dei cieli, a guardar da sopra l’umanità sognando un giorno migliore, lo avrebbe lasciato per secoli su una nuvola e invece no, è sceso sulla terra, ha costruito sul suo progetto ed è morto realizzandolo. Costruire un amore è la fatica che spezza le vene delle mani:-) fino a morire dissanguati pendendo dal patibolo infame.

    http://www.youtube.com/watch?v=yo0m2UmpySM

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  21. fabrizio centofanti

    anche perché l’alto dei cieli è pieno di rottami di satelliti che vanno alla deriva, di buchi neri che ingoiano quello che sta intorno, di supernove che esplodono divorando e divorandosi.
    tutto si gioca qui.

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