61. La pioggia

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=N8_r7B0k9SI]

da qui

Sono nell’ufficio-riunioni, una stanza importante, mobili in legno massiccio, libreria che prende tre pareti, lampadario che pende dritto sul tavolo tondo ricoperto di marmo di Carrara.
Vi trattate bene.
Perché ha gli occhi così dolci, come fa, in un mondo di ladri e di arrivisti? Domandarselo è inutile. Meglio cercare di capire dove vuole arrivare.
E’ pur sempre la casa editrice più importante.
T’incanta il sorriso accennato, lo sguardo fermo e comprensivo nello stesso tempo. Sarà vero che legge nei pensieri o è solo un bluff? Vorresti metterlo alla prova, mostrare un sentimento falso per vedere se indovina.
Parlami dell’amico.
Lo vedi? Ti coglie sempre alla sprovvista. Possibile che non gli si possa nascondere i progetti, le intenzioni?
Quale amico?
Avete passato bei momenti. Mi sarebbe piaciuto incontrare una persona con cui suonare in mansarda, soprattutto con un padre padrone che non è mai stato capace di capire.
Ti chiedi come faccia. Una tecnica? Si tratta d’imparare il trucco. Ti metti lì e segui i moti impercettibili degli occhi, della fronte, un gesto inconsulto con la mano, un battito di ciglia accelerato.
Eravamo inseparabili, non so come abbiamo potuto perderci di vista. Io innamorato del management, lui della letteratura.
Ci sono antenne che trasmettono segnali anche a grande distanza. Te ne accorgi quando voli basso, sopra la città.
Non ha senso chiedergli se pensi all’aereo o ad altri modi improbabili di locomozione. Sei curioso, però.
Lei può volare?
Domanda scema: se anche potesse, non lo direbbe a te. Ha qualcosa d’inquietante, nello sguardo, una specie di telecamera nascosta.
Ci sono molti modi di volare. Quand’è che lo farai di nuovo?
Hai la testa pesante. Ultimamente, la vita si è fatta complicata. Perché non parti? Ti dài per morto, e nessuno ti cercherebbe più: il fu Mattia. Ma il fu Fausto viene male.
Non c’è speranza per uno come me, ho sbagliato troppe volte.
Pensi ancora a Ester?
Ti prende in giro? Sa bene cosa ti passa per la testa. O certi sentimenti non li può afferrare?
Il futuro bussa alla porta, ma a volte trova troppo chiasso. Ci affanniamo per cose in cui non crediamo neanche noi.
Ha indovinato ancora. Devo trovare Arturo, con lui potrei ricominciare.
E Dalia?
Perché me lo chiedi?
Che ti prende? Hai paura. Cosa c’è di tanto preoccupante?
Il futuro, in certi casi, non è che il passato che ci chiama, disposto a ripartire.
E’ capace di fregarti, questo tipo. Ti scava dentro, come un minatore. Ma la mia pietra è dura, non riesco nemmeno a sentire la pioggia che ci cade.

25 pensieri su “61. La pioggia

  1. ema

    “Ci affanniamo per cose in cui non crediamo neanche noi.”

    “Fra speranza e affanni, fra timori e rabbia, immagina che l’alba di ogni giorno sia l’ultima per te: le ore che seguiranno e non speravi più saranno tutte un incanto.”
    (Orazio)

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  2. ema

    “Perché non parti? Ti dài per morto, e nessuno ti cercherebbe più”

    Non serve partire per raggiungere un altro luogo.
    E’ necessario affrontare un viaggio diverso e più difficile: diventare un altro.

    Rispondi
  3. ema

    “non riesco nemmeno a sentire la pioggia che ci cade.”

    PIOGGIA

    La pioggia ha un vago segreto di tenerezza
    una sonnolenza rassegnata e amabile,
    una musica umile si sveglia con lei
    e fa vibrare l’anima addormentata del paesaggio.

    È un bacio azzurro che riceve la Terra,
    il mito primitivo che si rinnova.
    Il freddo contatto di cielo e terra vecchi
    con una pace da lunghe sere.

    È l’aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori
    e ci unge con lo spirito santo dei mari.
    Quella che sparge la vita sui seminati
    e nell’anima tristezza di ciò che non sappiamo.

    La nostalgia terribile di una vita perduta,
    il fatale sentimento di esser nati tardi,
    o l’illusione inquieta di un domani impossibile
    con l’inquietudine vicina del color della carne.

    L’amore si sveglia nel grigio del suo ritmo,
    il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue,
    ma il nostro ottimismo si muta in tristezza
    nel contemplare le gocce morte sui vetri.

    E son le gocce: occhi d’infinito che guardano
    il bianco infinito che le generò.

    Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco
    e vi lascia divine ferite di diamante.
    Sono poeti dell’acqua che hanno visto e meditano
    ciò che la folla dei fiumi ignora.

    O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento,
    pioggia tranquilla e serena di campani e di dolce luce,
    pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
    quando amorosa e triste cadi sopra le cose!

    O pioggia francescana che porti in ogni goccia
    anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
    Quando scendi sui campi lentamente
    le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.

    Il canto primitivo che dici al silenzio
    e la storia sonora che racconti ai rami
    il mio cuore deserto li commenta
    in un nero e profondo pentagramma senza chiave.

    La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,
    tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,
    ho all’orizzonte una stella accesa
    e il cuore mi impedisce di contemplarla.

    O pioggia silenziosa che gli alberi amano
    e sei al piano dolcezza emozionante:
    da’ all’anima le stesse nebbie e risonanze
    che lasci nell’anima addormentata del paesaggio!

    Federico Garcia Lorca

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  4. M&C

    – Ci sono molti modi di volare. Quand’è che lo farai di nuovo?

    E poi ti ritrovi qui
    A tendere le tue povere mani
    Nel vento della notte
    Che ti porta la voce delle stelle

    E ti stringi al calore
    Di mille mani amiche
    Anche se fredde
    E puoi anche volare.

    (Sergio Spezzano)

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  5. M&C

    – Il futuro, in certi casi, non è che il passato che ci chiama, disposto a ripartire.

    “Un amore crollato, ricostruito, cresce forte, grande più di prima.”
    W. Shakespeare

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  6. Barbara

    “Ma la mia pietra è dura, non riesco nemmeno a sentire la pioggia che ci cade”.
    Però la goccia ha il potere di scavare la pietra.

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  7. marco1963

    Passaggio complesso. Anche questo. Mi hanno colpito quattro punti.

    Ultimamente, la vita si è fatta complicata.
    A volte sembra complicarsi inutilmente, credo sia accaduto a tutti (non credo alle persone a cui non è mai accaduto: o sono superficiali o mentono). A volte più si procede con l’età, con gli impegni della vita e più avresti bisogno di serenità, di un appoggio, di un bastone. E invece le cose sembrano complicarsi. Mi sono convinto però, con il tempo e dopo averci sbattuto contro, che quasi sempre siamo noi a non essere ricettivi in quel particolare momento, forse chiusi o sordi d’animo, forse incapaci di ascoltare il lieve rumore dell’attesa di Dio alla nostra porta. Allora le cose paiono complicarsi. Poi, per un caso, ci accorgiamo che sono più semplici. Ma spesso non impariamo la lezione, cioè non comprendiamo che erano già semplici da prima e non che per qualche miracolo sono diventate improvvisamente semplici! Perdiamo una lezione. Ecco ciò che ho detto, naturalmente, fatte salve le vere avversità della vita: una malattia importante, un fatto grave, una morte.

    – Non c’è speranza per uno come me, ho sbagliato troppe volte.
    Non lo credo. Credo (che non sembri banale), che c’è sempre speranza, anche dopo aver errato molte volte. Altrimenti verrebbe a cadere completamente la logica del perdono, della rinascita, della speranza, del cambiamento, della riconciliazione. Però uno la speranza deve coltivarla, deve crederci e deve operare attivamente. Da sola non funziona, sarebbe troppo semplice 🙂

    – Il futuro bussa alla porta, ma a volte trova troppo chiasso. Ci affanniamo per cose in cui non crediamo neanche noi.
    Vero, troppo vero. Quante volte il futuro bussa e siamo “affaccendati” in cose così banali e poco incisive per la nostra vita – ma così grossolanamente ingombranti – che non riusciamo a vedere “l’altro” che tanto cercavamo, un’occasione, la vita che riparte, un miracolo, un’opportunità? Il Papa fa bene a parlare del male del Relativismo.

    – Il futuro, in certi casi, non è che il passato che ci chiama, disposto a ripartire.
    Anche questo, è vero (Don, non pensare a piaggeria, ma quando sono d’accordo lo faccio capire :-)) ). Ecco, se ciò che apparteneva al “passato” ha operato una scelta e torna a farsi vivo, un motivo, un disegno deve pur esserci. Io dico che conviene sempre chiedere al Signore che noi si sia illuminati in quei momenti: potremmo infatti perdere un’occasione spirituale o perché no, materiale, potremmo perdere il futuro.

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  8. RossellaT

    E’ capace di fregarti, questo tipo. Ti scava dentro, come un minatore. Ma la mia pietra è dura, non riesco nemmeno a sentire la pioggia che ci cade.

    Toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne (Ez36,26)

    Anche il cuore di Fausto verrà scalfito dalla goccia dell’amore.

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  9. ema

    “E’ capace di fregarti, questo tipo. Ti scava dentro, come un minatore. Ma la mia pietra è dura”

    Ecco: io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me».
    (Apocalisse, 3,15-20)

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  10. Agnese

    “Ti dai per morto,e nessuno ti cercherebbe più”-capita anche a me,però poi ripensando non lo facio,perche se no la famiglia mi fa svuotare ultimo conto in banca, a limite cambiare numero di telefono,però poi mi dispiace perche se hanno bisogno di me?E cosi resisto e vivo.

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  11. Agnese

    “ha qualcosa d’inquietante,nello sguardo,una specie di telecamera nascosta”-no,ti vuole conoscere,te vero,e ti sta osservando,ma se “ha gli occhi cosi dolci” non devi aver paura

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  12. M&C

    “Sarà vero che legge nei pensieri o è solo un bluff? Lei può volare? Quand’è che lo farai di nuovo? Perché non parti? Pensi ancora a Ester? Ti prende in giro? E Dalia?”

    Se la nostra vita fosse piena d’amore non avremmo più domande ma solo risposte…

    LE DOMANDE DELLA NOTTE

    Cominciano ad accendersi
    le domande della notte.
    Ve ne sono di distanti, quiete,
    immense, come astri:
    chiedono da lassù
    sempre
    la stessa cosa: come sei.
    Altre, fugaci e minute,
    vorrebbero sapere cose
    lievi di te e precise:
    misura
    delle tue scarpe, nome
    dell’angolo del mondo
    dove potresti aspettarmi.
    Tu non le puoi vedere,
    ma il tuo sonno
    è circondato tutto
    dalle mie domande.
    E forse qualche volta
    tu, sognando, dirai
    di si, di no, risposte
    miracolose e casuali
    a domande che ignori,
    che non vedi, che non sai.

    Perché tu non sai nulla:
    e al tuo risveglio,
    loro si nascondono,
    invisibili ormai, si spengono.
    E tu continuerai a vivere
    allegra, senza mai sapere
    che per metà della tua vita
    sei sempre circondata
    da ansie, tormenti, ardori,
    che incessanti ti chiedono
    quello che tu non vedi
    e a cui non puoi rispondere.

    Pedro Salinas

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  13. Vale

    Il futuro bussa alla porta, ma a volte trova troppo chiasso.

    Il nostro futuro è alla porta ogni giorno e se fossimo più attenti, senza distrazioni inutili, sentiremmo un richiamo al quale è inevitabile spalancare la porta.

    Rispondi
  14. Raf

    Ti scava dentro….

    Scavarsi dentro,forse questo è il segreto per conoscersi a fondo e capire chi siamo e che cosa veramente vogliamo,in fondo è di questo che si tratta ,dobbiamo essere sinceri con noi stessi ,ammettendo i propri errori,per poter essere sinceri con gli altri e ricominciare da dove avevamo lasciato.

    Rispondi
  15. Raf

    Il futuro, in certi casi, non è che il passato che ci chiama, disposto a ripartire.

    Se guardi indietro potresti ricordare qualcosa che non tornerà più. Se guardi avanti potresti pensare a qualcosa che non arriverà mai. Chiudi gli occhi e riaprili solo quando avrai la forza di tornare indietro senza piangere e guardare avanti sorridendo.
    Anonimo

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  16. ema

    “Sono nell’ufficio-riunioni, una stanza importante, mobili in legno massiccio, libreria che prende tre pareti, lampadario che pende dritto sul tavolo tondo ricoperto di marmo di Carrara.
    – Vi trattate bene.”

    Dammi una casa
    che non sia mia,
    dove possa entrare e uscire dalle stanze
    senza lasciar traccia,
    senza mai preoccuparmi dell’idraulico,
    del colore delle tende,
    della cacofonia dei libri vicino al letto.
    Una casa leggera da indossare,
    in cui le stanze non siano intasate
    delle conversazioni di ieri,
    dove l’ego non si gonfia
    a riempire gli interstizi.
    Una casa come questo corpo,
    così aliena quando provo a farne parte,
    così ospitale
    quando decido che sono solo in visita.

    Arundhati Subramaniam

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  17. Roby (s.d a.)

    Ti scava dentro, come un minatore.

    Fa paura guardarsi dentro, dico con sincerità, perché a volte si è capaci di mentire a se stessi così bene, pur di credersi a posto con la coscienza. Guardarsi allo specchio, una specie di confessione, per tirare fuori tutto ciò che l’apparenza e l’egoismo provano ogni giorno a nascondere, per ritrovare quei sentimenti e quelle cose che un tempo ci hanno reso felici, per riconoscere errori e per provare a perdonarsi, così da poter vivere un rinnovamento necessario per comprendere non solo noi stessi con le nostre scelte, ma soprattutto chi abbiamo vicino e ricominciare a vivere, davvero

    Rispondi
  18. Ernesta Scappaticci

    “il futuro che bussa alla porta, e trova troppo chiasso”.

    Bussare alla porta di qualcuno che non conosco ancora bene, mi ha fatto sempre tanta paura.
    Mi sento veramente “nuda”e devo raccogliere un tale coraggio che… preferirei andarmene.
    Mi è capitato poche volte di trovare chi spalanca la porta con la felicità di accogliermi, però quando capita mi da una tale felicità che riempirei d’amore tutto il mondo.

    Forse anche per me questa paura deriva da una madre padrona alla quale ho bussato alla porta e che mai , mai l’ha aperta col sorriso che un figlio si aspetta di trovare.

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  19. Roby (s.d a.)

    – Il futuro bussa alla porta, ma a volte trova troppo chiasso. Ci affanniamo per cose in cui non crediamo neanche noi.

    E’ una settimana che bussa, ma con tutto il frastuono non riuscivo a sentire bene, o forse bussava troppo piano. Oggi, tornando a casa, ha trovato il silenzio necessario per essere ascoltato, un silenzio che cercavo anch’io per trovare una risposta, una soluzione – ma non una qualsiasi, quella giusta – e il futuro è arrivato, insieme a una grande serenità

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