Archivi tag: Charles Ives

64. Il padre dei racconti

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Quanto tempo è passato da quando Marius ha esploso il colpo di pistola? Basta un centesimo di secondo per rivedere la vita da un’altra angolazione, quella della morte, o della perdita di una persona cara, o di chi assiste, semplicemente, a un omicidio. Vorresti trovarti dalla parte opposta del mondo, pensare che sia un sogno, quando ti svegli e tiri un sospiro di sollievo: se fosse, davvero, solo il sogno di uno che vive nella notte le avventure da cui il giorno fuggirebbe con terrore? Continua a leggere→

62. La piazza

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– Dove stiamo andando?
– Non si possono evitare le domande?
– Pretendi che ti segua al buio?
– Vuoi salvare tuo marito?
– Sì, ma vorrei capire qualcosa di quello che facciamo.
– Voi donne siete troppo curiose.
– E voi troppo maschilisti.
Il monumento è una macchia bianca contro il cielo. Dalia vorrebbe saltare su una delle due quadrighe che svettano in cima e ritrovarsi su un pianeta sconosciuto a contemplare le stelle preferite, sentire un’altra musica. In momenti come questi, le capita di vedere la vita come da lontano, dalla luna, e le pare tutto più accettabile: Fausto preso da se stesso, le amanti scervellate, la casa editrice alla deriva, anche se nessuno se n’è accorto. Continua a leggere→

61. La pioggia

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Sono nell’ufficio-riunioni, una stanza importante, mobili in legno massiccio, libreria che prende tre pareti, lampadario che pende dritto sul tavolo tondo ricoperto di marmo di Carrara.
– Vi trattate bene.
Perché ha gli occhi così dolci, come fa, in un mondo di ladri e di arrivisti? Domandarselo è inutile. Meglio cercare di capire dove vuole arrivare.
– E’ pur sempre la casa editrice più importante. Continua a leggere→

60. Lo schermo

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Marius vacilla, quando vede la donna sulla porta. Cosa fare? Continuare a svuotare le casse o sparare, per la prima volta, da quando è iniziato tutto questo? Ci sono momenti infiniti in cui persino lui, il duro, l’invincibile, è insidiato dal tarlo perfido del dubbio, anche se sa che non potrebbe mai permetterselo; ma la donna riccia, apparsa all’improvviso, gli mette dentro un’inquietudine inspiegabile: possibile che non sappia resistere? Cos’è che rende pesanti le sue mani, divise tra la Smith & Wesson e le banconote ammucchiate nel cassetto di metallo? Continua a leggere→

59. Quasi

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Cosa ti piace, di un posto come questo? Perché non sai staccarti dai ricordi?
– Sì, in cambio. Hanno un prezzo certe cose.
Ogni angolo è un frammento di vita, un’emozione. Ce l’hai davanti, sdraiato, come non fossero passati anni, gli occhi chiusi, che cosa stai facendo?
– E quale sarebbe?
– Dimenticare il tuo passato. Continua a leggere→

58. Mio marito

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Stai ascoltando la musica? O stai pensando a Peter, che prende appunti senza interruzioni? Che starà scrivendo? Una condanna di spettacoli malsani? Un appello a chiudere gli stadi, col loro carico di promiscuità, di alcol e droga? Provi a sbirciare, ma ha una scrittura fitta, illeggibile, come i suoi pensieri: non volevi provare a indovinarli, come l’angelo e il cantante? Continua a leggere→