59. Quasi

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=6do0DRA-i8I&feature=related]

da qui

Cosa ti piace, di un posto come questo? Perché non sai staccarti dai ricordi?
Sì, in cambio. Hanno un prezzo certe cose.
Ogni angolo è un frammento di vita, un’emozione. Ce l’hai davanti, sdraiato, come non fossero passati anni, gli occhi chiusi, che cosa stai facendo?
E quale sarebbe?
Dimenticare il tuo passato.
Respira forte, mentre i cespugli di lentisco sembrano alzarsi per proteggervi.
Sei tentata: la tua infanzia triste, l’adolescenza disperata: che cosa vuoi salvare?
Non è la pineta, è dai suoi occhi che non ti sai staccare, che cosa ci leggevi? Forse uno specchio: riuscivi a vederti per la prima volta, così com’eri, e non provavi orrore.
E perché dovrei dimenticarlo?
Ricomincia da capo, come se nascesse adesso. Non le sembra una buona soluzione?
In quei momenti spegnevate la musica: ne cominciava un’altra, molto più dolce; eppure ti sembrava che avesse in sé qualcosa che non poteva non finire. E’ allora che guardavi i pioppi, gli olmi, mentre lui ansimava e le note dei corpi si fondevano col grido dei passeri, l’ondeggiare delle foglie.
Vuole rubare il mio passato?
C’è poco da rubare: lo sa che vale poco.
La casina del bosco: si chiamava così. Lui ti offriva birra, ti sembrava strano. Ancora più strano quando le birre erano due, cinque, non riuscivi a reggerle, è allora che contemplavi i lecci, l’erica arborea, l’alaterno, mentre lui tracannava lunghi sorsi, gli occhi diventavano lucidi, cominciava un’altra musica, che si fondeva col verso del picchio e dello scricciolo.
E’ il mio passato, non posso cancellarlo.
Ci penso io, per me non è un problema.
Vi inoltravate nei sentieri più nascosti, gli dicevi che preferivi il mare, ma lui: no, il mare s’ingoia tutti i ricordi, non capivi, non è vero! ma insisteva, il mare si porta via la luce, con la scusa delle stelle.
Non si può azzerare la memoria.
Perché no, se è piena di ferite?
Se ti baciava, sentivi l’odore della birra. E’ allora che osservavi la luna, la sua faccia pallida che chiedeva qualcosa. Per anni ti è rimasta dentro una domanda: che voleva dirti? E poi: sei sicura che volesse dirlo proprio a te? A che pensi? A niente. Non è vero: immagina se ti portassi al mare.
Preferisco soffrire, piuttosto che perdere una parte di me stessa.
Fausto non sarebbe d’accordo.
Voglio andarci: mi basta la luce delle stelle. Passerei ore ad ascoltare la risacca.
Come fa a sapere?
Sarà che mi chiamo come lui. Quasi.

26 pensieri su “59. Quasi

  1. ema

    NOSTALGIA

    Quando
    la notte è a svanire
    poco prima di primavera
    e di rado
    qualcuno passa

    Su Parigi s’addensa
    un oscuro colore
    di pianto

    In un canto
    di ponte
    contemplo
    l’illimitato silenzio
    di una ragazza
    tenue

    Le nostre
    malattie
    si fondono

    E come portati via
    si rimane.

    Rispondi
  2. ema

    “Per anni ti è rimasta dentro una domanda: che voleva dirti?”

    Per rispondere è necessaria una domanda e non è indispensabile che venga dall’esterno, una domanda interiore è quasi sempre in grado di rispondere.

    Rispondi
  3. ema

    “Sarà che mi chiamo come lui. Quasi. ”

    Io pronuncio il tuo nome
    nelle notti oscure,
    quando giungono gli astri
    a bere nella luna,
    e dormono i rami
    delle fronde occulte.
    Ed io mi sento vuoto
    di passione e di musica.
    Folle orologio che canta
    antiche ore defunte.

    Io pronuncio il tuo nome
    in questa notte oscura,
    e il tuo nome mi suona
    più lontano che mai.
    Più lontano di tutte le stelle
    e più dolente della mite pioggia.

    Ti amerò come allora
    qualche volta? Che colpa
    ha commesso il mio cuore?
    Se la nebbia si scioglie
    quale nuova passione mi aspetta?
    Sarà tranquilla e pura?
    Se potessi sfogliare
    con le dita la luna!!

    Federico Garcia Lorca

    Rispondi
  4. M&C

    -… mi chiamo come lui. Quasi.

    Mi ricorda subito l’opera di Goethe:

    -Il Faust di Goethe è uno scienziato, insoddisfatto dei limiti del sapere umano che, ormai vecchio, viene tentato dal demonio Mefistofele. Gli vende la propria anima in cambio di giovinezza, sapienza e potere. Ora Faust, onnipotente, può disporre delle sorti altrui: porta alla follia e alla morte una povera fanciulla, Margherita; poi inizia a esercitare la sua diabolica influenza presso le corti principesche del gran mondo. E benché tutto sembri congiurare contro la salvezza dell’anima di Faust, la pietà divina riconosce il desiderio di bene che è stato all’origine di tutti i suoi peccati: la stessa Margherita interviene per Faust, simbolo ormai dell’umanità stessa e del suo cammino verso la redenzione.
    Goethe non vede in Faust il grande peccatore da punire, come lo voleva la tradizione religioso-popolare, per lui la volontà di Faust di sapere, di andare oltre è positiva e così alla fine Dio salva l’anima di Faust. Il Faust di Goethe rappresenta l’umanità, la sua insofferenza dei limiti della coscienza e il tentativo di superarli è per Goethe “il più nobile delle aspirazioni dell’uomo”.-

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  5. M&C

    – Preferisco soffrire, piuttosto che perdere una parte di me stessa.

    Del passato si deve fare tesoro, anche se abbiamo sofferto; non va cancellato, ma custodito nel cuore, per vivere pienamente il presente e costruire il futuro con grande speranza.

    “La vita umana va presa a piene mani!
    Tutti la vivono, non molti la conoscono,
    dovunque la rigiri è interessante.”
    (Prologo del “Faust”)

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  6. marco1963

    Ci leghiamo al passato quando scegliamo il nostro presente: ogni istante compiamo questa scelta e ci resta attaccata addosso.
    Liberarsene è complesso, virtualmente impossibile per quanti sforzi si facciano. Si può semplicemente decidere di non ricordare, di lasciarsi andare ad altre cose per lenire, obliare. Dimenticare completamente è complesso. Ma è veramente necessario? Può apparire banale, ma l’esperienza passata è sempre utile, qualunque sia stata la sua natura. Forse la ginnastica del ricordo – o del non ricordo – è anch’essa utile. Quella ginnastica ci informa, ci guida, in parte ci illumina.
    Affiora quando uno meno se lo aspetta; a volte aiuta.
    Dimenticare il passato può essere necessario quando non abbiamo fatto una buona scelta, appunto, nel passato. Ecco, in quel caso quella scelta ce la ritroviamo, come patrimonio indistruttibile, anche se magari opaco. E dobbiamo portarla con noi. A volte mi chiedo: se tornassimo indietro non la faremmo, quella scelta, è ovvio. Ma indietro non si può tornare, sarebbe troppo semplice. Allora resta una strada: è istruttivo aver fatto quella scelta, anche se è stato fonte di dolore? Se ci fermiamo a ragionare, spesso rispondere di si. Allora poi concludo che oggi non saremmo in parte ciò che siamo (belli? esperti? capaci? pronti? altro?) se non avessimo fatto quella scelta. Quella scelta sbagliata ha influenzato ciò che siamo oggi.

    Ester, sei pronta? Sembra che si stia aprendo una porta, forse sei ad una svolta. L’unico consiglio che posso darti è: segui il tuo istinto e non ti far forzare.

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  7. Raf

    -Sì, in cambio. Hanno un prezzo certe cose.
    -E quale sarebbe?
    – Dimenticare il tuo passato

    Come si fa ad essere felici dimenticando il proprio passato,il passato non si dimentica esso fa parte della nostra vita con i suoi ricordi che possono essere belli oppure brutti.Certo! Uno i ricordi brutti, soprattutto quelli in cui hai commesso degli sbagli,vorrebbe cancellarli,ma è proprio da quei ricordi che si inizia a crescere per essere migliori,a volte certi ricordi sono necessari per farti capire che anche le cose più difficli si possono superare,e il solo ricordarlo ti rende felice,perchè la felicità stà prorpio in questo, nel riuscire a superare ostacoli o situazioni apparentemente insormontabili.e nel sapere che tu ce l’hai fatta nonostante tutto.E allora perchè dimenticare il proprio passato?Per non soffrire più? Ma anche la sofferenza fa parte della nostra vita,vivere senza emozioni è come non vivere affatto e le “ferite ” prima o poi guariscono,se non ti piangi addosso e ti rimbocchi le maniche per ritrovare la tua strada perduta.

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  8. Raf

    Non si può azzerare la memoria.
    – Perché no, se è piena di ferite?

    Fra il dolore e il nulla io scelgo il dolore

    William Faulkne

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  9. ema

    “Ogni angolo è un frammento di vita, un’emozione.”

    Un appunto

    La vita – è il solo modo
    per coprirsi di foglie,
    prendere fiato sulla sabbia,
    sollevarsi sulle ali;
    essere un cane,
    o carezzarlo sul suo pelo caldo;
    distinguere il dolore
    da tutto ciò che dolore non è;
    stare dentro gli eventi,
    dileguarsi nelle vedute,
    cercare il più piccolo errore.
    Un’occasione eccezionale
    per ricordare per un attimo
    di che si è parlato
    a luce spenta;
    e almeno per una volta
    inciampare in una pietra,
    bagnarsi in qualche pioggia,
    perdere le chiavi tra l’erba;
    e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
    e persistere nel non sapere
    qualcosa d’importante.

    Wislawa Szymborska

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  10. ema

    “Vuole rubare il mio passato?
    – C’è poco da rubare: lo sa che vale poco.”

    L’amore uccide ciò che siamo stati perché si possa diventare ciò che non eravamo.
    Sant’Agostino

    Rispondi
  11. vale

    – Preferisco soffrire, piuttosto che perdere una parte di me stessa.

    Dimenticare il passato è un pò rinnegare se stessi, quello che siamo stati. Nel bene e nel male, abbiamo vissuto, e se abbiamo vissuto con sofferenze queste ci aiuteranno ad iniziare un nuovo cammino in cui saremo migliori.

    Rispondi
  12. RossellaT

    Il passato ha il suo peso a volte può sollevarti ed aiutarti ad affrontare meglio il futuro altre volte i ricordi sono troppo dolorosi che vorresti cancellarli. Il passato siamo noi, è la nostra storia, è ciò che ha contribuito a formarci e va comunque ricordato è sbagliato però vivere nel passato, la vita è oggi e la si deve vivere nel presente senza rimpianti.

    Rispondi
  13. Ernesta Scappaticci

    I ricordi, non ci ho mai pensato sul serio. Cammino sempre mano nella mano coi miei ricordi, non so se mi hanno insegnato qualcosa, ho talmente tanta urgenza di vivere che lascio quel tesoro per quando sarò una anziana signora.
    Mi vedo seduta su una panchina, in riva al mio mare tanto amato: d’autunno quando le onde sono calme e la riva si riposa.
    Allora avrò tempo di fermare il mio sguardo nello specchio dei miei ricordi.
    Saranno teneri pensieri, perché avrò vissuto abbastanza per pensarci con il rimpianto del tempo che é passato.

    Desidero essere una buona persona adesso, perché chi mi incontra o mi pensa senta il bisogno” prepotente” di sorridere di me.

    Alla vita

    “La vita non è uno scherzo.
    prendila sul serio
    E non avrai altro da fare che vivere.”

    Ernestina

    Rispondi
  14. Roby (s.d a.)

    Il passato, le ferite, il tempo porta via tutto, e poi, quando meno te l’aspetti, ti restituisce il bel fardello, come la risacca del mare, perché il dolore, quello che un tempo ti ha fatto star male, sì, quello resta, indelebile, per sempre, come una cicatrice. Ma fa parte di te e non si può rinnegare.

    Rispondi
  15. Roby (s.d a.)

    @ Ernestina

    Che bella filosofia e che energia! Ci voleva proprio stamattina…
    un abbraccio e buona giornata a tutti

    Rispondi
  16. Raf

    ,il passato non si può dimenticare,ma si può scegliere di vivere il presente!

    ll mio passato

    Spesso ripeto sottovoce

    che si deve vivere di ricordi solo

    quando mi sono rimasti pochi giorni.

    Quello che e’ passato

    e’ come se non ci fosse mai stato.

    Il passato e’ un laccio che

    stringe la gola alla mia mente

    e toglie energie per affrontare il mio presente.

    Il passato e’ solo fumo

    di chi non ha vissuto.

    Quello che ho gia’ visto

    non conta piu’ niente.

    Il passato ed il futuro

    non sono realta’ ma solo effimere illusioni.

    Devo liberarmi del tempo

    e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo

    che questo meraviglioso istante.

    Alda Merini

    Rispondi
  17. Ernesta Scappaticci

    @ Roby (S.d.A.)

    Buon giorno a te, sono contenta di poterti salutare anche io con la stessa energia che mi hai dato tu proprio adesso che ti ho letto.
    Ho sorriso mentre leggevo di me, ho sorriso proprio pensando a te che mi lasci incominciare la mattina nel modo che più mi piace: pensando all’amico con attenzione e felicità.

    Buon giorno anche a voi ragazze e ragazzi che scrivete qui per aiutare e per aiutarci, vi abbraccio per qualsiasi cosa io sono sempre disponibile.

    Ernestina

    Rispondi
  18. pamela

    – Preferisco soffrire, piuttosto che perdere una parte di me stessa.
    – Fausto non sarebbe d’accordo.

    Il passato non si può dimenticare, e neanche cercare di rimuoverlo, anche quando è tanto, troppo doloroso. Si ripresenterebbe a noi, in modo più o meno cosciente, sotto varie forme.
    Ancor meno si può chiedere all’altro di dimenticare il proprio passato, sarebbe un gesto che limiterebbe quella libertà che è l’ amore.
    Ma nemmeno si può vivere vincolati o ripiegati sul passato.. la vita è un’avventura sempre nuova, e il miglior modo di amarla, di amare sé stessi e gli altri, è vivere, accompagnati dai nostri ricordi, ed accorgersi di quello che si ha intorno ora.

    Rispondi
  19. Agnese

    “non si può azzerare la memoria”-ma si può cambiare punto di vista e vedere passato dal un altra prospettiva,positiva-quolcosa ho imparato.

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