[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=xnslQaGKj44]
da qui
Perché ti viene in mente un labirinto? Pensi che la vita ti ha fregato un altra volta. Può esserci un’uscita? Ti accucci in un canto, mentre Fawzi continua a disegnare schemi, piegato su carte sempre più scarabocchiate, come preso anche lui in labirinti in cui ogni svolta dev’essere appuntata, ogni angolo che potrebbe sbucare in uno slargo, una piazza, uno straccio di risposta a problemi di cui si perde il filo. Vorresti ritrovarti in classe, coi bambini che chiedono perché, e tu con la soluzione falsa sempre pronta. Risposte! Solo adesso riconosci la patina che avvolge le ricette facili: l’amore, l’amicizia, l’aldilà; parole vuote, che fatichi persino a pronunciare. Perché ingannarci se poi tutti ti abbandonano, se nessuno s’immischia col destino degli altri quando gira storto? Ti guardi dentro, cerchi una luce, una scintilla; ricordi la volta che eri entrata in chiesa e il prete raccomandava di svegliarsi con un pensiero bello. Ti viene il vomito. Dov’è la bellezza della vita? Quanti anni devi ripercorrere per trovare la dolcezza di un ricordo? La fotografia della prima elementare: eri al centro della fila più bassa, con gli occhi spalancati, come in attesa di qualcosa. Che stavi aspettando? Forse dovresti collegarti a questo indizio, seguire la linea del tuo sguardo di bambina, guardare l’orizzonte, l’avventura dell’esistere che ti viene incontro con le braccia aperte, con la faccia di cielo, la bocca di nuvole bianche, gli alberi, il sole, come li vedi per la prima volta, forse questo è il segreto, guardare tutto per la prima e ultima volta, questo è l’amore, non lasciarsi prendere da pensieri di paura, di noia, di abitudine. Sei di nuovo nella foto, la bambina alla tua destra che ti dice sorridi, non fare quella faccia, e tu guardi dentro il buco della kodak, spalanchi gli occhi, ecco, adesso arriverà la vita con la faccia di cielo, la bocca di nuvole, ti guarderà a lungo col suo sguardo dolce, col soprabito scuro, la sciarpa chiusa nell’interno, ti sorriderà e tu gli chiederai il suo nome e lui ti dirà che è impossibile, che non può svelarlo, e tu gli dirai che non lo saprà nessuno, un segreto fra te e lui, un mistero chiuso nella foto della prima elementare, sarà un ricordo bello, tanto per dire al prete che gli hai dato retta, che anche tu ci sei riuscita, che un giorno, mentre aspettavi qualcosa dalla vita, hai visto un uomo dallo sguardo dolce che ti ha detto va bene, se lo prometti te lo dico, sì, dimmelo, dimmelo! ti guarda ancora un poco, con la faccia di cielo e la bocca piena di nuvole e sussurra piano, in un orecchio, che senti solo per miracolo: mi chiamo Rigel.

… sì, dimmelo, dimmelo
perché in fondo quell’esperienza bella che dice il prete la desideriamo tutti
“… Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli…”
– forse questo è il segreto, guardare tutto per la prima e ultima volta, questo è l’amore…
L’amore vero non teme nulla, è sempre nuovo e non si annoia mai, sempre ti sorprende, è avido e bramoso di ogni momento che è possibile trascorrere insieme e lo vive con la passione di chi si incontra per la pima volta e con la paura che sia l’ultima.
Realmente la vita può triturarci, non ci pensa due volte. Come a volte noi non pensiamo prima di commettere un errore. Credo che ricordiamo tutti il senso di smarrimento che abbiamo provato di fronte a problemi, tragedie, vuoto, insensibilità degli altri. Quante volte ci siamo chiesti: cosa sto a fare qui? Quale il senso? Credo che queste domande e il dolore che esse recano facciano parte del gioco della vita, cui tutti siamo sottoposti, poiché inevitabile. Quel dolore serve come carburante ad una barchetta rimasta al largo. Si, ha ragione l’autore: guardare tutto come la prima e unica volta, come se il mondo stesse per esplodere da un momento all’altro, senza farci catturare dalla noia e dall’abitudine. Restare con l’essenziale come bagaglio, essere leggeri, non superficiali, leggeri, perché la leggerezza conduce dritto all’amore, ti rinsalda, ti rinforza, ti da’ forte la mano. Perché il soprabito e la sciarpa ripiegata ti fanno sentire nuovamente centrato, con il filo d’oro in mano e il cuore pronto a sorridere per niente. L’amore e’ attorno a noi, dentro di noi. Il nostro Rigel personale ce lo spiegherà amandoci. La nostra vita e’ questo: siamo dei privilegiati per il solo fatto di esistere. Potrà tutta questa bellezza, quella che ciascuno ha dentro e di cui a volte si dimentica, salvare il mondo? La risposta pare scontata, ma la nostra fragilità a volte e’ una cattiva maestra. L’amore e’ qui, solo qui.
Questo è l’amore, non lasciarsi prendere da pensieri di paura, di noia, di abitudine.
.perchè l’amore non ha confini,se non quelli che gli diamo noi..
http://www.youtube.com/watch?v=46Vn6e24gN0&feature=related
l’amore, l’amicizia, l’aldilà; parole vuote,
“L’amore, l’amicizia, l’aldilà” non sono parole vuote se ci credi e se le vivi veramente!
– un segreto fra te e lui…
“Le belle azioni nascoste sono le più stimabili.”
Blaise Pascal
http://www.youtube.com/watch?v=PKAORYZG6mg
Dov’è la bellezza della vita?
La “bellezza della vita ” è nel tuo passato ,è nel tuo presente e nel tuo futuro è in tutto ciò che vivi, se lo vivi con amore e la gioia di vivere.
Dov’è la bellezza della vita? Quanti anni devi ripercorrere per trovare la dolcezza di un ricordo? La fotografia della prima elementare: eri al centro della fila più bassa, con gli occhi spalancati, come in attesa di qualcosa.
RITORNAR BAMBINI
Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo.
Kahlil Gibran
“mi chiamo Rigel.”
Rigel (il piede di colui che è grande).
Stella Luminosissima supergigante blu, può essere osservata da tutte le aree abitate della Terra, senza difficoltà.
Un nome che la dice lunga.
http://www.youtube.com/watch?v=RpKfEyMGYr0
La vita è un labirinto. Dove non sai mai cosa c’è dietro l’angolo della siepe alta e rifilata che nasconde il futuro. Forse un dedalo cieco che sei costretto a ripercorrere a ritroso per riprendere il filo della tua esistenza. Per tornare a quando eri fanciullo e credevi in quell’avventura bella, pensando che il mistero è solo un un pacco che si scarta a Natale e il bigliettino reca sempre il nome di chi telo ha donato.
“va bene, se lo prometti te lo dico, sì, dimmelo, dimmelo!”
Sarebbe bellissimo e forse anche più semplice ma ci è stato proposto di chiedere non proprio il nome:”Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome…”
“Perché ti viene in mente un labirinto?”
Il labirinto
Zeus non potrebbe sciogliere le reti
di pietra che mi stringono. Ho scordato
gli uomini che fui; seguo l’odiato
sentiero di monotone pareti
ch’è il mio destino. Dritte gallerie
che si incurvano in circoli segreti,
passati che sian gli anni. Parapetti
in cui l’uso dei giorni ha aperto crepe.
Nella pallida polvere decifro
orme temute. L’aria m’ha recato
nei concavi crepuscoli un bramito
o l’eco d’un bramito desolato.
Nell’ombra un Altro so, di cui la sorte
è stancara le lunghe solitudini
che intessono e disfanno questo Ade
e bramare il mio sangue, la mia morte.
Ci cerchiamo l’un l’altro. Fosse almeno
questo l’ultimo giorno dell’attesa.
J.Luis Borges
“Sei di nuovo nella foto, ……., ecco, adesso arriverà la vita con la faccia di cielo”
La “speranza” è un essere piumato –
che si posa sull’anima –
e canta melodie senza parole –
e non finisce mai – del tutto –
E dolcissimo – nella Bufera – si ode,
E intensa deve essere la tempesta –
che potrebbe confondere l’Uccellino
che così tanti ha riscaldato –
L’ho ascoltato nella terra più fredda –
E sul Mare più strano-
Eppure, mai, nel Bisogno,
ha chiesto una briciola – di Me.
Emily Dickinson
Dov’è la bellezza della vita?
La bellezza della vita è l’amore.
http://www.youtube.com/watch?v=UTxTTpDNADw
“ecco, adesso arriverà la vita ”
“L’uomo non è, ma nasce. La sua esistenza è l’analogia interiore dei suoi istinti più alti; egli non è questa assonanza ma colui che la guarda. È spirito, e la sua vita è il segno di questo spirito.”
Joë Bousquet
“Può esserci un’uscita?”
L’unica via d’uscita risiede dentro di noi; piuttosto dobbiamo cercare una via d’entrata.
http://www.youtube.com/watch?v=BpZhFyz8FTk
grazie!
spiegare amando è la formula giusta.
Non so davvero cosa dire questa sera, sono appena tornata e già i vostri commenti mi hanno travolta.
Mi rendo conto che sto facendo un po’ come i gamberetti: passi avanti e passi indietro, ma le stelle le vedo proprio come sono, in questo post ce ne sono davvero tante, siamo tutti noi, alcune volte un po’ spenti e tante altre tutte illuminate.
Detto questo un po’ commossa, meno male era tanto che non mi succedeva di concedermi delle lacrime proprio per me, cerco di fare qualche passetto avanti.
lo sguardo di bambina è quello che mi salva sempre, quello del quale vado davvero fiera: mi da il coraggio di tornare e partire sapendo che ho dato e forse finalmente preso qualcosa anche per me.
Ma è faticoso mi sento tanto vuota, come quando vado da lei, lei che mi salva un po’ tutte le volte.
Domani sarà mi cura andarla a trovare, cara amica che mi fai ritrovare la voglia di essere me stessa, ridere, prendere la vita come sempre faccio quando la guardo con gli occhi di bambina.
Ernestina.
“forse questo è il segreto, guardare tutto per la prima e ultima volta”
Il segreto sta nell non mettere in fuga questo stassi di guardare per la prima volta e ultima volta un nuovo orizzonte che dia alla vita un momento di ebbrezza e con ciò la direzzione decisiva.