4. Segnalibri

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da qui

La lingua è importante: capirsi, poter comunicare. Per questo Romolo legge libri in quantità industriale. La casa è invivibile; pile di volumi in bilico in ogni angolo possibile, perfino nel bagno dalle mattonelle grigioverdi: le copertine sono inumidite, corrose dal vapore che ci si abbarbica in una morsa senza scampo. Ogni copia ha un segnalino inserito in qualche punto; dopo dieci pagine, a metà o a poco dalla fine. In cartoleria sono stupiti del numero di segnalibri che Romolo accumula di settimana in settimana. Qualcuno pensa che sia pazzo. Una volta, la commessa carina si è azzardata a chiederne il motivo, ma lui ha reagito con violenza: parolacce, escandescenze, a momenti la picchiava.
Perché fa così?
Ha idea di cosa sia la privacy?
Veronica è una bellezza bionda dai tratti fini e taglienti nello stesso tempo.
Anch’io leggo molto.
E’ spiazzato: dove trova il coraggio di affrontarlo senza perdere la calma?
Cosa legge?
L’elenco è lungo. S’impegna a verificare mentalmente quante pagine ha letto di ogni libro che lei cita. Dieci di quello, cento di quell’altro. E’ tentato di chiedere lumi sui finali o lo sviluppo della trama, la coerenza dei personaggi o dell’ambiente. Il tempo passa; i commessi cominciano a agitarsi: come interrompere il discorso?
Scusate, ci sarebbe da fare.
Lui s’infuria, getta i segnalini e urla di non tollerare la nevrosi dei commercianti del quartiere. Veronica lo guarda: solo lei ha il potere di ricondurlo alla ragione.
Non vi preoccupate, stiamo per finire.
Romolo raccoglie i segnalibri, li consegna alla commessa, che li incarta e prepara lo scontrino.
Può dirmi dove abita?
Se l’avesse chiesto un altro, se la sarebbe vista brutta; ma lei ha qualcosa di speciale.
In una casa affacciata sul canale, poco distante dalla ferrovia.
Non la disturba il treno?
Quando leggo, non sento nulla di quello che succede.
E quando va a dormire?
Poggio la testa sul cuscino e parto. Sogno di libri: iincipit, finali, svolte improvvise della trama.
Anch’io sogno avventure, racconti che s’interrompono, s’intrecciano, riprendono. L’ultimo finiva qui, in negozio.
Cosa succedeva?
Chiedevo a un uomo perché comprasse tanti segnalibri. Per questo ho osato disturbarla.
Curioso. E l’uomo che cosa rispondeva?

29 pensieri su “4. Segnalibri

  1. Cri

    – Quando leggo, non sento nulla di quello che succede.

    È questo il bello: immergersi e perdersi in un altro universo, parallelo e composto di sogni.
    Per dirla alla I.Calvino:

    “Ti prepari a riconoscere l’inconfondibile accento dell’autore. No. Non lo riconosci affatto. Ma, a pensarci bene, chi ha mai detto che questo autore ha un accento inconfondibile? […] Ma poi prosegui e t’accorgi che il libro si fa leggere comunque, indipendentemente da quel che t’aspettavi dall’autore, è il libro in sé che t’incuriosisce, anzi a pensarci bene preferisci che sia così, trovarti di fronte a qualcosa che ancora non sai bene cos’è.”

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  2. bioraffaella

    La lingua è importante: capirsi, poter comunicare

    “Capirsi, poter comunicare” con l’altro non è sempre facile, forse perchè l’altro ha altro a cui pensare e non ti stà per niente ad ascoltare. Parliamo la stessa lingua è vero! Ma il più delle volte hai l’impressione di parlare in una lingua diversa,una lingua che non è la sua .

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  3. robysda

    La dolcezza è spesso un’arma molto utile per spegnere fuochi di animi solitari, incapaci di comunicare e condividere pensieri ed emozioni

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  4. robysda

    – Poggio la testa sul cuscino e parto. Sogno di libri: iincipit, finali, svolte improvvise della trama.


    Così tra questa immensità s’annega il pensier mio:
    e il naufragar m’è dolce in questo mare.
    L’Infinito – G. Leopardi

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  5. RossellaT

    La lingua è importante: capirsi, poter comunicare.

    Le parole permettono di comunicare pensieri, sentimenti, idee. Attraverso la parola possiamo dire quello che abbiamo vissuto e c’è dentro il nostro cuore, le parole escono da noi per dire di noi. Con la parola possiamo anche entrare nel cuore dell’altro, conoscerlo, per questo è importante saper dialogare mettersi dal punto di vista dell’altro, capire ciò che vuole dire senza prevalere così come fa Veronica con Romolo.

    Alcuni dicono che
    Quando è detta
    La parola muore.
    Io dico invece che
    Proprio quel giorno
    Comincia a vivere
    (E. Dickinson, Silenzi)

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  6. Fides

    Per quanto legga, Romolo non sembra un gran comunicatore La lingua è importante: capirsi, poter comunicare. , ma deve essere la stessa e ancora non basta, c’è qualcos’altro, qualcosa di indefinibile che rende la comunicazione unica, una musica segreta che si sprigiona dagli sguardi, non si impara dai libri, ma sicuramente ne viene alimentata…

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=5C-WjiKbtEw]

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  7. gum

    I sogni rispondono sempre. Inequivocabilmente. In essi è svelata tutta la nostra coscienza anche quella che neppure noi conosciamo. Con loro si scende come sub nelle profondità della psyche. Basta saperli leggere come si fa con un libro per capire ciò che aveva più cuore l’autore fissando con i segnalibro le tappe salienti della sua anima. Così tuffandoti nell’oceano della lettura puoi scoprire tutto uno sconosciuto mondo sommerso.

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  8. Cri

    Alcuni dicono che
    quando è detta,
    la parola muore.
    Io dico invece che
    proprio quel giorno
    comincia a vivere.
     
    Emily Dickinson

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  9. Cri

    – Poggio la testa sul cuscino e parto.

    C’è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo che si viaggi per tornare. L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato. Da sé stessi non si può fuggire.
    Andrej Tarkovskij, Tempo di viaggio

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  10. Cri

    Sognare è come viaggiare nel tempo e nello spazio, per scavare nelle profondità del nostro cuore, scoprire gli angoli più reconditi della nostra mente ed arrivare alla fonte di ogni desiderio e paura.

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  11. ema

    “E l’uomo che cosa rispondeva?”

    Versione n. 2

    Spiacente Romolo, Veronica non può responderti perchè ha messo il segnalibro!

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  12. marco1963

    Un libro, l’amico più semplice, l’oggetto più utile, un’avventura senza fine, un pozzo che stupisce e disseta in ogni momento. Scrivere per far leggere il frutto della propria mente agli altri e leggere per fare un viaggio senza fine e conoscere degli altri il mondo: è un tutt’uno, figlio della stessa voglia, dell’amore per la curiosità e per ciò che non si conosce. Viaggiare grazie ai frutti della lettura è roba rara, esperienza fina. Ma è ciò che cerca – e di cui vive – chi sa e vuole andare oltre il senso delle parole, per superare i normali meccanismi della lingua e godere di un mondo migliore, cominciando dalla comunicazione per finire al sogno; aiutato in questo speciale viaggio dallo scrittore chi scrive, anche questi innamorato della vita, dei sogni e dell’altro. Cosa troviamo qui? L’arte, i sogni e l’altro uniti dalla comunicazione. Una forma di amore.

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  13. ema

    “Veronica lo guarda: solo lei ha il potere di ricondurlo alla ragione.”

    Veronica è per lui quella pagina, per una volta, letta fino in fondo.

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  14. ema

    “E’ tentato di chiedere lumi sui finali o lo sviluppo della trama”

    Solo quando il lettore si accorge che il libro “lo riconosce” si stabilisce la vera comunicazione che lo condurrà a leggere fino all’ultima pagina.

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  15. vale

    La lingua è importante: capirsi, poter comunicare.

    Il romanzo che scriviamo della nostra vita è esigente, vuole risposte e quando c’è mancanza di dialogo, di comunicazione, quando mancano quelli sguardi che aiutano a capire, ci rifugiamo nei sogni ed è là che lasciamo i segnalibri che il nostro cuore vorrebbe come tappe raggiunte.

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  16. ema

    “E l’uomo che cosa rispondeva?”

    “Ha idea di cosa sia la privacy?”…e via di seguito dalla fine all’inizio della pagina.

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  17. Ernesta Scappaticci

    Bel post questo, vorrei dire come al solito mille cose.
    Proverò a riassumere, ma non è il mio forte, anzi nei riassunti sono una vera franaaa!
    Un giorno mio figlio, che ha come me urgenza di tutto, mi ha insegnato una grande cosa, anzi due.
    Ero in camera sua, devo dire molto peggio di quella descritta qui, i libri erano davvero dappertutto, e l’unica cosa in bella vista in quel caos era proprio un segnalibro di cartoncino, piccolo ma con un bel disegno, che chi aveva stampato aveva fatto con vera sapienza.
    Gli chiesi dove lo avesse acquistato e la risposta fu travolgente, – me lo ha regalato il mio amico Marco, sai noi ci facciamo regali “pensati”, lui sapeva che mi piaceva molto il quadro che è stampato lì e non potendomi regalare il quadro, pensandomi con amore, mi ha regalato questo-.
    -Capisci mamma, cos’è un regalo? è pensare all’altro sapientemente e fino in fondo, e quando vedi qualcosa che ti fa pensare a lui/lei in questo modo è davvero bello fare o ricevere un dono che anche se piccolo diventa la cosa più bella che ricevi: Amore.
    Mi ha fatto veramente capire quanti regali inutili avevo fatto nella mia vita.

    Questo mio commento ve lo regalo perché vi ho pensati anche io con Amore mentre lo scrivevo.

    Ernestina.

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  18. Stella Maria

    Dante è un lussurioso, Amerigo un accidioso, Filippo il superbo e Romolo l’iracondo, un bel viaggio fra i vizi capitali per arrivare alla meta della virtù. Lo specchio, l’immagine a cui non si sfugge, i conti da fare con se stessi ogni mattina, guardarsi dentro e viaggiare fino in fondo al male dell’anima oppure scegliere di relegarlo dietro una tenda un ritratto del male di sè da nascondere a tutti fuorchè sempre e solo se stessi, ma a volte si riesce anche a ingannarsi, in un teatro di falsità per assolvere il proprio io che ormai non si specchia neanche più.

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  19. Ernesta Scappaticci

    @ Stella
    Che riflessione profonda hai fatto questa mattina.
    Certo non lo si può fare tutti i giorni, ma sarebbe buona cosa mettersi davanti ad uno specchio così limpido almeno una volta ogni tanto, ti darebbe la dimensione giusta per ricominciare dalle tue meschinità di piccolo uomo.
    Sai quelle che credi abbiano gli altri e non tu, invece sei anche tu come tutti e Dante, credo abbia avuto uno specchio enorme come un lago per fare il viaggio chiamato Divina Commedia.
    Comunque la vita è proprio bella per questo, per riconoscerti in tutto il tuo “splendore” di peccatore perdonato, – non credi?-.

    Buon lavoro e buona giornata e grazie per avermi aiutata a mettermi davanti al mio specchio!

    Ernestina.

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  20. robysda

    Il segnalibro, fermo immagine della vita, per l’attimo da ricordare, per l’incontro speciale che ti ha cambiato, per ritrovare un sogno dimenticato; la chiave di uno scrigno speciale, dove alloggia l’amore e nel quale si trova sempre un paio d’ali per ricominciare

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  21. M&C

    – Veronica lo guarda: solo lei ha il potere di ricondurlo alla ragione.

    Mi colpisce questa donna che ha il potere di dare serenità a Romolo: sarà che siamo prossimi alla via crucis, ma mi ricorda la donna che avrebbe asciugato con un panno di lino, sul quale sarebbe rimasta l’impronta del viso (il cosiddetto “velo della Veronica”), il volto sporco di sudore e sangue di Gesù, mentre trasportava la croce durante il tragitto verso il Golgotha.
    La Veronica di Romolo ha la capacità di confortare lo spirito; la Veronica di Gesù, il corpo … Ma corpo e spirito non sono indissolubilmente uniti?
    Due donne apparentemente diverse, ma con lo stesso nome e la medesima capacità di prendersi cura, di avere carità ed amore.

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  22. Stella Maria

    @ Ernesta
    si lo credo e specchiarsi almeno ogni tanto sarebbe meglio che non farlo mai almeno per vedere la famosa trave, prima che la pagliuzza, sperando in uno specchio moderno e non in uno di secoli fa dove si poteva immaginare una figura. Basta non specchiarsi troppo, altrimenti come diceva mia nonna: dallo specchio esce il diavolo! per chi è troppo vanitoso e all’epoca lo ero:-)) oggi forse o forse in modo diverso.

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  23. Agnese

    Romolo è un tipo interesante,mi curiosisce,non ho detto che mi piace ma mi interesa di conoscerla meglio.”Qualcuno pensa che sia pazzo”-non si puo giudicare male la persona soltanto perchè si comporta in modo diverso dal nostro.Certo che fa paura come in modo violento difende “suo mondo”privato.Comunque la frase “quando leggo,non sento nulla di quello che succede”fa capire che lui questi libri(anche se solo a pezzi)legge veramente,che sta cercando qualcosa attraverso libri.Mi curiosisce!

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  24. ROBERTA Z

    La lettura è importante, ma ancora di più la parola. Attraverso il dialogo si entra personalmente in comunicazione con gli altri, si impara a conoscerli ed essi stessi ci fanno da specchio.

    Romolo è un alieno, non so se frequenti ambienti diversi dalle librerie, comunque è solo tra la gente. E’ pieno di una rabbia che tiene compressa dentro di sé, che esplode se qualcuno cerca di avvicinarsi a lui, come se avesse paura di rivelarsi. Passa la vita sui libri, gli unici che non possono fargli domande, ma non li legge fino in fondo, forse perché non può o non vuole trovarsi completamente, come se cercasse se stesso nelle storie degli altri, perché incapace di avere una vita che lo metta in contatto con la gente.

    Quando incontra Veronica viene colpito dalla passione di lei per la lettura e pensa di avere trovato la donna giusta per lui. Ma non può durare un rapporto fatto di riflessioni sulle letture, bisogna amare e amando rivelarsi, rischiare perché un rapporto funzioni, non basta avere gli stessi interessi.

    Per ora i personaggi sono solo uomini chiusi in se stessi, che non riescono o non vogliono riconoscere i propri limiti, mettersi in discussione, la cui voglia di comunicare è molto inferiore alla profonda disistima che provano per gli altri.

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