5. Fofner

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da qui

Dante si è fatto un’idea strana sulla fuga improvvisa di Eleonora. Le idee strane, a volte, sono le più vere. Si affaccia dal pontile: la balaustra in marmo è piena di scritte antiche e nuove. Gli viene una specie di vertigine; pensa alla gente che è passata di qui, ai sentimenti, le speranze, le disperazioni. Il mare è una schiuma bianca in concorrenza con l’ovatta delle nuvole. Sembra che il cielo abbracci la terra con passione, che voglia vorticare sulla pista da ballo sbattuta dal vento in abito da sera. Sì, un’idea strana, ma cosa c’è di normale a questo mondo? Prova a leggere una scritta arrampicata su una delle colonnine di sostegno: Fofner, sei la mia vita. Che farà, Fofner, mentre la bava delle onde si allarga sulla spiaggia? Dicono che una volta, qui, fosse diverso: sulla rotonda campeggiava un edificio a forma di chiesa o di moschea, una cupola sorretta da archi slanciati verso l’alto. Che fine ha fatto? Che fine fanno le cose della vita? E Fofner? E la sua amante? E’ tentato di scrivere qualcosa: Eleonora, sei la mia vita. Si volta indietro: oltre il corridoio del ponte si apre la città come un pianeta sconosciuto, le case piene di problemi, di bambini difficili che prima o poi verranno a lui per chiedere un aiuto che non c’è. Ecco la stranezza: gli altri si nascondono laggiù, dalla parte opposta del ponte, lontanissimi anche se vicini, come il corpo che aderisce al bikini della donna: cosa manca per colmare la distanza, per strappare il velo di malinconia che si stende sugli occhi di ogni uomo? I piatti, i piatti da lavare. C’è sempre qualcos’altro che prende il posto dell’amore. Fofner, dove sei? Dimmi come va a finire questa storia. C’è una soluzione? Per questo si è fatto un’idea che può apparire strana, e invece è di una logica stringente: Eleonora lo ha lasciato perché voleva ballare il tango a tutti i costi, ma lui, lui si è rifiutato. Ballare io? Scherziamo? Ora capisce che non sono i piatti a dividere la gente, che lungo il corridoio infinito che separa il ponte e la città c’è un volteggio di corpi, un guancia a guancia che lui, lui, ha respinto con disprezzo. Fofner, di’ qualcosa! Il cielo abbraccia la terra: li vedi volare insieme al ritmo di una musica perduta.

30 pensieri su “5. Fofner

  1. RossellaT

    Ora capisce che non sono i piatti a dividere la gente, che lungo il corridoio infinito che separa il ponte e la città c’è un volteggio di corpi, un guancia a guancia che lui, lui, ha respinto con disprezzo.

    Proprio come in un ballo, l’amore ti fa giare la testa, ti da l’estasi, la felicità, soddisfa il bisogno di comunicare, conoscersi, sentire l´altro. Non è facile saper ballare come non è facile saper amare, mantenere i ruoli distinti ma i passi sincronizzati, è per questo che ci sono persone capaci di negarsi l’amore, risparmiarsi nelle emozioni, che si rifugiano dietro un muro, che non si lasciano toccare, che non riesci ad avvicinare più di tanto queste persone non possono essere felici perché restano nella propria solitudine rinunciando alla sola vera essenza della vita che è incontrarsi magari per ballare insieme.

    “L’inferno è l’incapacità di amare.” Dostoevskij

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  2. M&C

    – Eleonora lo ha lasciato perché voleva ballare il tango a tutti i costi…

    Sicuramente una donna vuole la tranquillità e la serenità di amare e sentirsi amata, ma non solo: desidera anche essere sorpresa, divertirsi, ridere e non annoiarsi mai: pace, tranquillità e dolcezza, ma anche entusiasmo, iniziativa e, perchè no, qualche capogiro!
    Lasciarsi contagiare dalla concretezza e dalla follia della donna che si ha accanto è il segreto per restare uniti, abbracciati e per non smettere mai di “volare insieme al ritmo di una musica perduta”.

    http://www.youtube.com/watch?v=TQk1_B5e8aM&feature=youtube_gdata_player

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  3. M&C

    – Le idee strane, a volte, sono le più vere.

    Nel bene e nel male, la vita non smette mai di sorprenderti e le persone, che pensavi di conoscere, hanno la capacità di disorientarti quando meno te lo aspetti.
    Non c’è quasi mai niente di lineare e scontato, o che vada secondo previsioni.
    Ma questo è anche il bello della vita.

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  4. ema

    “cosa manca per colmare la distanza, per strappare il velo di malinconia che si stende sugli occhi di ogni uomo?”

    MALINCONIA

    Calante melinconia lungo il corpo avvinto
    al suo destino

    Calante notturno abbandono
    di corpi a pien’anima presi
    nel silenzio vasto
    che gli occhi non guardano
    ma un’apprensione

    Abbandono dolce di corpi
    pesanti d’amaro
    labbra rapprese
    in tornitura di labbra lontane
    voluttà crudele di corpi estinti
    in voglie inappagabili

    Mondo

    Attonimento
    in una gita folle
    di pupille amorose

    In una gita che se ne va in fumo
    col sonno
    e se incontra la morte
    è il dormire più vero

    G.Ungaretti

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  5. bioraffaella

    C’è sempre qualcos’altro a prendere il posto dell’amore.

    L’amore lascia spazio a qualcos’altro quando ci si lascia sopraffare quotidianità delle cose con il rischio di venire soffocato per sempre.

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  6. robysda

    Che fine fanno le cose della vita?

    Semplicemente si perdono, se non vengono coltivate con l’amore e con la passione che rende vivo ogni rapporto
    Dante, ora sai che amare è anche ballare!

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  7. bioraffaella

    Eleonora lo ha lasciato perché voleva ballare il tango a tutti i costi, ma lui, lui si è rifiutato.

    La danza comincia ove la parola si arresta.
    Alexandre Tairoff

    Se ti rifiuti di ballare, ti rifiuti anche di parlare e quando tra due persone non c’è più dialogo significa che l’amore è già finito.

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  8. gum

    Strano nome su quella colonnina di travertino che si erge come una stele mortuaria in ricordo d’un uomo importante, chissà per chi lo è stato. Forse ha contato solo per lei che oggi è la moglie devota di quello dell’ultimo banco mentre allora giurava amore eterno. Testimone la cupola alta che tutto scrutava nel tempo che fu anche ciò che accadeva dietro ai vetri salmastri di quella città di riviera dove il sole d’agosto non bastava a scaldare la cena e l’ospite fisso era sempre il dolore.
    Come son certe idee di cui tutti diffidano e che vogliono uccidere come un feto sgradito che rovina il buon nome come un ballo andaluso che può ridicolizzare.Invece con lei quanto è bello ballare.

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  9. Ernesta Scappaticci

    @ Gum detto
    Il tuo commento mi ha fatto di nuovo tornare alla mia sofferta adolescenza.
    Le ragazze a quell’età sono veramente come la schiuma che fanno le onde alla fine della loro corsa, come le onde travolgono tutti e tutto ma si fanno anche travolgere.
    Come il mare sono piene di vita, si lanciano in danze che formano onde talmente alte da far paura a chi le vede arrivare dalla riva.
    Quel ricordo mi è dolce e amaro nello stesso momento, mi guardo con tutta la tenerezza di una madre che deve, però, guidare l’impetuosità di quella età così bella, perché quel ricordo possa diventare una guida sicura nei momenti duri che arrivano vivendo.
    Proprio così una guida che ti fa sorridere quando la disperazione di un malanno ti porta lunghi giorni di solitudine, la solitudine di chi non può camminare o uscire e allora viaggi con la mente che deve trovare almeno la quiete.

    Per fortuna adesso il mio mare è calmo e le onde poggiano sulla sabbia come le mani che accarezzano il figlio quando dorme, ma l’impetuosità e la passione rimangono, viva Dio, e frenarle adesso come allora è ancora difficile, però vivo e mi sento viva solo così.

    Quando guardo il mare dal pontile, mamma mia che sensazione incredibile….

    Ernestina.

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  10. gum

    @Ernesta Scappaticci detto

    Chi è vivo ha un futuro e quanto più la vita è stata dolorosa tanto più il futuro sarà bello e la sua passione ne è la garanzia.
    Un caro saluto.

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  11. marco1963

    Un pontile come un filtro, uno schermo. Mi è capitato di affacciarmi, guardare, poi voltarmi e vedere qualcosa di diverso da ciò che sembrava e sapere di appartenere a quel qualcosa. Ma è l’amore, l’amore il centro della vita: quello che ci fa affacciare al pontile per farci interrogare su ciò che abbiamo alle nostre spalle. Quella distanza che manca, l’aderenza incompleta che abbiamo contribuito a realizzare, manda in fuga l’amore più spesso di quanto non crediamo, per sciocchezze che nascondono altri problemi. Che fine fanno, dunque, le cose della vita? Non trovando soddisfazione in quella mancata aderenza, s’infilano nello spazio lasciato libero, unendosi al resto del mondo per danzare tra cielo e terra – gran maestri – in cerca di nuova identità. Bene avremmo fatto, in molte occasioni, a dire “si!” ad un guancia a guancia.

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  12. Agnese

    “Cosa manca per colmare la distanza per strappare il velo di malinconia che si stende sugli occhi di ogni uomo?”-l’amore! Amore fa miracoli,lo da la forza,fa ritrovare la passione per la vita

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  13. Agnese

    “Eleonora lo ha lasciato perchè voleva ballare il tango a tutti costi”.Va be,io non sono riuscita mai a imparare ballare il tango,però lo so (ecco adesso lo so perchè) che nel questo ballo c’è la passione,collaborazione,fermezza,tutto qesto è importante. Forse lui non era disposto a trasmettere uno di qesti ellementi.

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  14. Ernesta Scappaticci

    @ Gum detto.
    La ringrazio per l’incoraggiamento, in realtà sono pienamente cosciente di quello che mi ha” caramente” suggerito.
    Le invio i miei complimenti per i suoi commenti così precisi e sempre chiari.
    Perle ,per me che vengo qui per imparare sempre e comunque. Mi sentirò sempre allieva nella mia vita, perché imparare è davvero l’urgenza più grande che ho.
    Questa è la ragione della frase che ho lasciato in sospeso nell’altro mio commento:” mamma mia che sensazione incredibile….”Il pontile, tu affacciato davanti al più rande spettacolo del mondo: L’Altro!”

    Ernestina.

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  15. Ernesta Scappaticci

    Scusate l’errore ho dimenticato la G di grande.

    Un allieva distratta e frettolosa, un abbraccio a tutti e ad Agnese dico sempre e comunque sei straordinaria quando scrivi in italiano e credi di sbagliare, io umilmente penso: i tuoi commenti arrivano diritti e semplici come deve essere la vita.

    Ernestina.

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  16. ROBERTA Z

    Troppe cose prendono il posto dell’amore nella nostra vita, rovinano le nostre giornate e le nostre
    notti, tanto ci sembrano importanti, cose che fanno correre i nostri pensieri, che non ci danno tregua., che ci fanno perdere di vista ciò che è veramente importante.

    Mia nonna diceva: basta la salute. Ma non basta neanche quella, puoi essere un colabrodo di malattie, ma se riesci a non pensare a te stesso come quello che : “capitano tutte a me”, come il centro dell’universo a cui gli altri fanno da contorno, allora l’amore potrà tornare a prendere il primo posto e toglierà ogni importanza a tutto il resto.

    Caro Dante, ma lo vuoi capire che per essere un compagno accettabile non bastava ballare il tango con Eleonora? Ci saranno senz’altro altri motivi per i quali lei ti ha mollato. Cresci, svegliati, cerca di capire cosa non va in te, e poi balla insieme a tutti gli altri !

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  17. pam

    ‘oltre il corridoio del ponte si apre la città’

    E‘ un’immagine che ricorre, quella del ponte: presente ne „La cura“, in „Nerssuno è più importante di te“, sembra indicare una possibilità, aperta a tutti, di andare verso un altro che non è nascosto, ma semplicemente da un’altra parte collegata da un attraversamento.

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