18. Primo capitolo

[youtube=http://www.youtube.com/watch?NR=1&feature=endscreen&v=h9zW6AOw-v0]

da qui

Ti siedi al tavolo della stanza d’albergo, che ti sorprende sempre più: pare un angolo di paradiso, ma forse è l’illusione della solitudine che cerca un conforto nel benessere, nelle luci soffuse, nel sogno di una vita senza signore che rivolgono domande, senza rimpianti per la facoltà di medicina, per i muscoli e i nervi che rilassi mettendo insieme i pezzi di un romanzo che vorresti fosse la tua vita e quella di Futura. Cosa potrebbe fare? Organizzare la rivolta, lei così tenera e violenta, pronta ad ammazzare e a piangere quando fa l’amore. Eccola mentre si esercita a sparare, parla coi compagni della banda, abbiamo bisogno di armi, contro il sistema sporco delle banche, della finanza che schiavizza, che fa pagare le tasse a chi non può, si aggiusta i capelli che cadono sugli occhi chiari, non l’hai mai vista così bella, chissà perché le donne sono più belle nei romanzi, gli alberghi più ricchi, tanto a chi scrive non costa proprio nulla, deve solo inventare luoghi e situazioni per guidare il lettore in una storia in cui semina indizi senza scoprirsi troppo, perché non funzionerebbe se indovinasse subito, ma nemmeno se non capisse nulla: la misura è il gatto di pietra nella piazza, un simbolo di cui si afferrano più significati, tutti legittimi, come quello di una società arrivata al limite della sopportazione, dove l’incubo è la fine del mese e cittadini insospettabili chiedono la carità nelle parrocchie, dove i bambini ridono di meno, nascondono un’ombra di tristezza, ti sembra giusto? Per questo ci vuole la rivoluzione, dice Futura, che ora programma con i suoi compagni una rapina alla filiale della banca, sono già pronti con il passamontagna, entrano quando i clienti sono pochi, si dirigono decisi verso gli sportelli, dicono tirate fuori tutto e gli impiegati si vedono davanti gli occhi di pietra del gatto della piazza e diventano di pietra pure loro e la signora chiede all’infinito che cos’è quel gatto e non vorrà mica andare alla tabaccheria? e tu rispondi certo che ci andiamo, potrebbe esserci Futura, ma Futura sta puntando la pistola contro l’impiegato dagli occhi diventati pietre: non arriva con la mano a spingere l’allarme sotto il banco che lei gli ha già sparato e il sangue schizza sul davanzale bianco e tu le dài uno schiaffo e dici signora lei è una stronza, come si permette, e Futura salta al di là della barriera e prende tutti i soldi, le mazzette di euro che sembrano tagliandi del superenalotto, e conti l’incasso della gita che ti consente di scrivere nell’albergo tutto blu, dalle luci soffuse, dal letto sospeso, mentre l’impiegato rantola con la giacca insanguinata, accendi la tua Winston e pensi ecco, come primo capitolo può andare.

32 pensieri su “18. Primo capitolo

  1. bioraffaella

    Le radici dell’ingiustizia e dell’indifferenza non si sradicano seguendo la via della violenza, ma quella dell’Amore perchè è l’unica via in grado di cambiare i nostri cuori di pietra in cuori di carne.

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  2. M&C

    – si vedono davanti gli occhi di pietra del gatto della piazza e diventano di pietra pure loro…

    A volte una sguardo può uccidere, o salvare una vita.
    Gli occhi parlano e dicono molto piú di tante parole, sono lo specchio dell’anima.
    Uno sguardo d’amore è una carezza sul cuore, nell’anima, che libera, illumina, fa dimenticare tutte le pene e ritrovare una gioia profonda; uno sguardo di odio, o di invidia e cattiveria, invece soffoca ed opprime ed il suo peso grava a lungo perchè indurisce il cuore e fa sprofondare nella tristezza e nella solitudine.

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  3. ema

    “lei così tenera e violenta, pronta ad ammazzare e a piangere quando fa l’amore.”

    “Make love not war” scrivevano sui muri dell’Università di Nanterre, in Francia, gli studenti nel 1968:”Fate l’amore, non la guerra”

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  4. ema

    “e non vorrà mica andare alla tabaccheria? e tu rispondi certo che ci andiamo, potrebbe esserci Futura”

    …non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te….

    fino a che vorrai schiaffeggiare la signora, Futura non potrà essere in tabaccheria.

    Le nostre azioni hanno sempre delle conseguenze, si riflettono allo specchio e tornano indietro.

    Non resta che augurarsi che il primo capitolo sia un pesce d’aprile.

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  5. bioraffaella

    gli impiegati si vedono davanti gli occhi di pietra del gatto della piazza e diventano di pietra pure loro.

    La paura ha un forte potere su di noi essa è in grado di paralizzarti o pietrificarti fino a farti sentire impotente, ma se invece di affrontarla senza armi la combatti con arma più potente che è lo specchio della tua vita ecco che la paura si pietrifica da sola.

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  6. gum

    I ricchi sono sempre soli. La ricchezza non si concilia con la solidarietà.
    Perché i soldi e il benessere si conquistano con tanti sacrifici e non e’ giusto dividerli con gli altri. Anzi elargire con faciliita’ non e’ assolutamente di buon esempio. Che importa se i poveri e i derelitti soffrono la fame o macerano tra gli stenti. Basta non vederli e soprattutto non frequentarli. “fattela con chi e’ meglio di te e pagagli le spese” mi suggeriva saggiamente un consumato speculatore immobiliare proprietario di alberghi Blu che aveva fatto la grana mischiando sabbia al cemento e trasportando panni sporchi per l’Esercito che prendeva a Cividale e lavava a Trapani con spese a carico “nostro”.
    La domenica chiedeva la mia compagnia perche’ non sapeva cosa fare nemmeno pregare e nell’ora critica della depressione cercava un’antidoto nell’impartirmi queste lezioncine di vita.
    Un vero gatto di pietra, del quale, alla sua morte che lo colse da solo, tanti cani dopo averci pisciato abbondantemente sopra si sono divisi gli alberghi Blu.

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  7. bioraffaella

    “la domenica delle salme
    si portò via tutti i pensieri
    e le regine del ‘’tua culpa’’
    affollarono i parrucchieri …”

    Buona domenica delle …alme a tutti!

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  8. ema

    “deve solo inventare luoghi e situazioni per guidare il lettore in una storia in cui semina indizi senza scoprirsi troppo, perché non funzionerebbe se indovinasse subito, ma nemmeno se non capisse nulla:”

    L’autore nel suo libro deve essere come Dio nel suo universo, dovunque presente e in nessun luogo visibile.
    Gustave Flaubert

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  9. marco1963

    Una libertà alla ricerca di se stessa. Un amore che cerca se stesso nell’altro. Un altro che non c’è. Non c’è ancora, non c’è mai, c’è ma è come se non ci fosse… E lo aspetti nel tuo mondo, immaginando come potrebbe essere, come vorrebbe essere ora. L’amore che vuole immaginare, che si chiude e si concentra, che vuole immaginare altro da sé.
    Un atto creativo, l’espressione di una creatività collegata all’amore o alla delusione, non importa a cosa: una poesia, un pensiero, alcune righe, il capitolo di un romanzo. L’amore ha mille forme per parlare, ma una sola per far breccia: essere ascoltato, arrivare al cuore, farsi ascoltare per scelta. L’amore da solo non basta: dall’altra parte qualcuno deve sentirsi libero di essere amato e ricambiare per scelta vissuta liberamente. Altrimenti l’amore diventa illusione di se stesso: prima illusione della solitudine, ora illusione di essere amato o di amare.

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  10. bioraffaella

    pare un angolo di paradiso, ma forse è solo l’illusione della solitudine che cerca un conforto nel benessere

    Puoi andare a cercare il tuo angolo di paradiso facendo il giro del mondo ,ma ….

    ll paradiso è là, dietro quella porta, ma ho perso la chiave. Forse ho solo dimenticato dove l’ho messa.
    – Kahlil Gibran

    E quella chiave si chiama :Amore! L’unica chiave che riesce ad aprire la porta del tuo cuore.

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  11. Fides

    Don Mario trepidava: spartiva col suo amico prete un segreto che il giovane industriale non avrebbe mai dovuto conoscere, almeno fino a quella sera. Un segno folle, messo a condizione sine qua non di tutta l’avventura: un’offerta di cento milioni, né più né meno, altrimenti avrebbe rinunciato.Giunsero sul posto: don Mario illustrò per filo e per segno il suo progetto, col calore e l’entusiasmo che lo contraddistinguevano. L’industriale ascoltò con attenzione. Alla fine estrasse il portafoglio e cominciò a scrivere qualcosa su un assegno. Ci sono istanti che durano un’eternità, perché decidono del corso della vita. Finito di scrivere, l’imprenditore si rivolse a don Mario sorridendo:
    ” Cominciamo con questo”
    La cifra era scritta chiaramente, in numeri e lettere dalle forme arrotondate: cento milioni.
    [F. Centofanti, Ecco l’uomo, Effatà, p.37-38 ]

    Rivoluzione è un progetto… che ha bisogno di tutti, anche della “solitudine” dei ricchi.

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  12. Ernesta Scappaticci

    Cara Futura, non smettere mai di combattere, lo devi almeno a te.
    Capisco che la violenza non fa parte del mondo che amiamo, uccidere con le armi è cosa troppo facile ,in questo benedetto mondo, ma lo si può fare con le parole, con le azioni mirate verso coloro che ci vogliono togliere ogni speranza.
    Noi, popolo di Dio lo stiamo già facendo seguendo l’esempio di chi si è immolato per Amore e per la libertà ” Vi renderò uomini liberi”… lo siamo davvero?
    Avere coraggio non è facile! io ne so qualcosa e devo dire che, dopo, quando tutto è passato, mi guardo e non riesco a pensare di essere stata così lucida e serena in un momento così tragico.
    Non solo capisco il gatto con gli occhi di pietra ma non mi fa nessuna paura se penso a quante volte ho dovuto essere come lui.

    Lo devo a chi accanto a me ha bisogno di tutta l’attenzione che gli serve per poter vivere, ed io un giorno ho fatto una promessa.

    Buona domenica delle Palme a tutti voi.

    Ernestina.

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  13. Agnese

    Interesante questa donna,Futura,tenera e violenta in la stessa persona.Come fa stare con se stessa?Scusa ma non riesco immaginare,perche piange quando fa l’amore- dal eccitazione?!
    Comunque,se Futura è un po intelligente,sa che una rapina(neanche due) non risolve problema alle masse.Lei regala questi soldi(un tipo di Robin Hood?) alla gente,loro li spendono, e poi?Poi ritorna problema.Se vuole aiutare deve inventare qualcosa altro, magari senza pistola.Ma se a Futura piace a sparare,può andare al campo di tiro per sfogarsi.E poi si accende una Winston blu(leggera).Ecco,come primo capitolo non può andare.

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  14. Ernesta Scappaticci

    @ Fides detto

    Vogliamo sperare che ce ne siano tanti che ancora oggi ci stanno aiutando, proprio con quel che possono, qualche volta dentro ad un uomo ricco ci può essere un grande cuore pronto a spogliarsi e a seguirci.

    la speranza aiuta a non aver paura del domani, hai ragione.

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  15. ema

    Ama la vita così com’è
    amala pienamente, senza pretese.
    Amala quando ti amano o quando ti odiano.
    Amala quando nessuno ti capisce,
    o quando tutti ti comprendono.

    Amala quando tutti ti abbandonano,
    o quando ti esaltano come un re.
    Amala quando ti rubano tutto,
    o quando te lo regalano.
    Amala quando ha senso
    o quando sembra non averlo nemmeno un po’.

    Amala nella piena felicità,
    o nella solitudine assoluta.
    Amala quando sei forte,
    o quando ti senti debole.
    Amala quando hai paura,
    o quando hai una montagna di coraggio.
    Amala non soltanto per i grandi piaceri
    e le enormi soddisfazioni;
    amala anche per le piccolissime gioie.

    Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
    amala anche se non è come la vorresti.
    Amala ogni volta che nasci
    ed ogni volta che stai per morire.

    Ma non amare mai senza amore.
    Non vivere mai senza vita!

    M.Teresa

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  16. ema

    “gli impiegati si vedono davanti gli occhi di pietra del gatto della piazza e diventano di pietra pure loro e la signora chiede all’infinito che cos’è quel gatto?”

    Conversazione con una pietra

    Busso alla porta della pietra
    – Sono io, fammi entrare.
    Voglio venirti dentro,
    dare un’occhiata,
    respirarti come l’aria.
    – Vattene – dice la pietra.
    Sono ermeticamente chiusa.
    Anche fatte a pezzi
    saremo chiuse ermeticamente.
    Anche ridotte in polvere
    non faremo entrare nessuno.
    Busso alla porta della pietra.
    – Sono io, fammi entrare.
    Vengo per pura curiosità.
    La vita è la sua unica occasione.
    Vorrei girare per il tuo palazzo,
    e visitare poi anche la foglia e la goccia d’acqua.
    Ho poco tempo per farlo.
    La mia mortalità dovrebbe commuoverti.
    – Sono di pietra – dice la pietra
    – E devo restare seria per forza.
    Vattene via.
    Non ho i muscoli per ridere.
    Busso alla porta della pietra.
    – Sono io, fammi entrare.
    Dicono che in te ci sono grandi sale vuote,
    mai viste, belle invano,
    sorde, senza l’eco di alcun passo.
    Ammetti che tu stessa ne sai poco.
    – Sale grandi e vuote – dice la pietra
    ma in esse non c’è spazio.
    Belle, può darsi, ma al di là del gusto
    dei tuoi poveri sensi.
    Puoi conoscermi, però mai fino in fondo.
    Con tutta la superficie mi rivolgo a te,
    ma tutto il mio interno è girato altrove.
    Busso alla porta della pietra
    – Sono io, fammi entrare.
    Non cerco in te un rifugio per l’eternità.
    Non sono infelice.
    Non sono senza casa.
    Il mio mondo è degno di ritorno.
    Entrerò e uscirò a mani vuote.
    E come prova d’esserci davvero stata
    porterò solo parole,
    a cui nessuno presterà fede.
    – Non entrerai – dice la pietra.-
    Ti manca il senso del partecipare.
    Nessun senso ti sostituirà quello del partecipare.
    Anche una vista affilata fino all’onniveggenza
    a nulla ti servirà senza il senso del partecipare.
    Non entrerai, non hai che un senso di quel senso,
    appena un germe, solo una parvenza.
    Busso alla porta della pietra.
    – Sono io, fammi entrare.
    Non posso attendere duemila secoli
    per entrare sotto il tuo tetto.
    – Se non mi credi – dice la pietra-
    rivolgiti alla foglia, dirà la stessa cosa.
    Chiedi a una goccia d’acqua, dirà come la foglia.
    Chiedi infine a un capello della tua testa.
    Scoppio dal ridere, d’una immensa risata
    che non so far scoppiare.
    Busso alla porta della pietra.
    – Sono io, fammi entrare.
    – Non ho porta – dice la pietra.

    Wislawa Szymborska

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  17. ema

    “gli impiegati si vedono davanti gli occhi di pietra del gatto della piazza e diventano di pietra pure loro”

    La paura è pietrificante e ci manda a fondo. La vita è piena di difficoltà, ce ne sono per tutti i gusti, ma a volte queste costituiscono una soluzione per i nostri mali.

    Per questo l’apostolo Paolo si vanta delle tribolazioni, perché le tribolazioni “macinano” (tribolare vuol dire macinare) quella pietra che è il nostro cuore. In questo macinare il cuore si purifica e rimane solo la speranza che non delude.

    Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.
    2 Cor 12

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  18. bioraffaella

    Un uomo non dovrebbe mai vergognarsi di confessare d’aver avuto torto, il che equivale a dire, in altre parole, che oggi è più saggio di ieri.

    Jonathan Swift, Pensieri su vari argomenti, 1706/26

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  19. M&C

    “… occorre rotolare via questa pietra.

    La pietra è tutto ciò che uccide il nostro cuore e lo calcifica al punto da non farlo più essere un cuore che ama capace di riflettere l’Amore ricevuto (…) e da donare agli altri…

    La pietra rappresenta i nostri dubbi e le nostre incredulità…

    La pietra (…) si intromette (…) separandoci, allontanandoci (…) con l’intento di farci marcire e imputridire per sempre.

    La pietra concretizza il nostro egoismo che ci chiude in noi stessi, non ci fa essere pienamente liberi tanto da farci morire eternamente…”

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  20. robysda

    Il Primo Capitolo, un grande contenitore di realtà e fantasia che offre scenari inimmaginabili; in esso sono raccolti gli elementi necessari per individuare le numerose strade della vita, per decifrare i codici di accesso alle vie dell’amore, per stimolare la curiosità del lettore che, specchiandosi nella trama, arriva a sentirsi protagonista

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  21. la funambola

    ci hai ragione fabry, ci ha proprio ragione!
    vivere nella possibilità e aprire le nostre piccole mani per accogliere, ogni tanto :), il paradiso
    sono felice di sapere che ci sei
    bacio
    la fu

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