[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=vNxOANyobRU]
da qui
Quanto tempo è passato? Hai dormito? E’ ancora lì, con la camicia azzurra. Chi può essere, con un nome così strano?
– Non l’ho mai sentito.
– Cosa?
– Un nome come il suo.
– C’è qualcosa di normale nella vita?
Ti perseguita l’idea di vivere qualcosa di cui hai già un ricordo. E’ il motivo per cui interrompi la lettura e lasci sempre il libro al suo destino?
– Lei m’ispira fiducia. Le confido un problema.
– Mi dica.
Fai bene, fai male? Non hai niente da perdere, comunque. Pensi a Veronica, alle notti passate a leggere i romanzi, all’angoscia che arrivava, il sudore che scendeva sulla fronte, lei diceva basterebbe una pagina in più per rompere la maledizione.
– Non riesco mai a finire un libro. Sono costretto a fermarmi e a mettere ogni volta un segnalino.
Ti sembra che un sorriso si stampi sul suo volto. Ha gli occhi azzurri e grandi, i capelli castani si arricciano in punta e ogni tanto li tira indietro con un gesto lento della mano, per scoprire il bianco della fronte.
– Cos’è che ti impedisce di girare pagina?
Hai un moto di stizza.
– Se lo sapessi, avrei già la soluzione.
E’ assorto, come quando gli chiedesti il nome. Guarda lontano, non capisci dove.
– Siamo abituati a leggere fino a un certo punto: poi c’è l’ignoto, il rischio, l’intreccio che fa uscire da se stessi, che strappa all’abitudine, alla sicurezza del porto, del recinto.
Senti l’ansia che monta nel cervello, il sudore t’imperla la fronte.
– E allora?
Segui la linea del suo sguardo. E’ fisso sul palazzo di fronte: che ci vedrà, cosa sta cercando sulla parete grigioscura?
– C’è un ostacolo che sembra insuperabile, un limite che non bisogna valicare.
Un ostacolo, un limite, la parete del palazzo: un muro! Sudi intensamente, estrai un fazzoletto dalla tasca per asciugarti il viso.
– Come si fa per superarli?
Gli occhi sono tornati su di te. Vedi qualcosa in quell’azzurro; ecco, uno specchio: la tua immagine è riflessa in modo strano, come fossi più giovane, molto più giovane, un bambino.
– E’ mai stato su un pontile?
– Sì, quello di Ostia.
– Ci sono due scritte.
Ripassi il fazzoletto sulla faccia, sei un bagno di sudore.
– Quali?
– Fofner sei la mia vita. Fofner eri la mia vita.
– Qualcosa di finito, d’interrotto.
– Qualcuno ha messo un segnalibro in mezzo a quelle pagine.
Ti senti male. Prima di svenire, vedi l’immagine di una bambina che corre in bicicletta. Cerchi di raggiungerla, le chiedi il nome, gridando a squarciagola. Non lo saprai mai, non te lo dico, e sparisce dietro l’angolo.

A volte ci sono muri invisibili nel cuore, per paura, per autodifesa. Pareti altissime che diventano prigioni, segnalini fra ieri e domani che imprigionano in un oggi cieco e sordo. Abbattere il muro del silenzio nel quale ci siamo rinchiusi, rotolare la pietra, aprire gli occhi alla speranza … Se ci riconosciamo dentro gli occhi dell’altro, forse, e’ possibile
– Siamo abituati a leggere fino a un certo punto: poi c’è l’ignoto, il rischio, l’intreccio che fa uscire da se stessi, che strappa all’abitudine, alla sicurezza del porto, del recinto.
L’amore è un rischio, perchè chi ama si espone al pericolo di oltrepassare il limite delle proprie sicurezze; ma è l’unico che valga la pena di correrere fino alla fine.
C’è un ostacolo che sembra insuperabile
Il nostro “io”, che insiste, ostinato, a voler dimostrare che il bello della vita è costruito e protetto all’interno di un mondo commerciale e superficiale, quando, invece, è proprio in mezzo a quell’oro che si provano le catene della solitudine
http://www.youtube.com/watch?v=dJpPFBv5DEg&feature=youtube_gdata_player
“C’è qualcosa di normale nella vita?” – si,lo so che c’è,soltanto che a me non mi è mai capitato,e io mi domando:o sono io che attiro i problemi o i problemi attirano me.
Scende il silenzio su quelle pagine interrotte, come nelle veglie funebri quando si interrompe una vita.
In quel silenzio capisci che chi era la tua vita resterà la tua vita per sempre. Il rischio dell l’ignoto l’incertezza del domani non esiste più non c’è più la paura di perderlo, puoi trnquillmente arrivare alla conclusione del libro senza soluzione di continuità, ormai ne hai capito il finale.
Hai trovato la pace.
“C’è un ostacolo che sembra insuperabile, un limite che non bisogna valicare.
Un ostacolo, un limite, la parete del palazzo: un muro! Sudi intensamente, estrai un fazzoletto dalla tasca per asciugarti il viso.
– Come si fa per superarli?”
http://www.youtube.com/watch?v=PJ33GzhhcvQ&feature=fvwrel
“L’amore c’innalza ai nostri luoghi, dove piangono le aquile
Su un’alta montagna.
L’amore c’innalza ai nostril luoghi, lontano dal mondo.
Lo sappiamo, lassù dove soffia il vento limpido”
Un ostacolo, un limite, la parete del palazzo: un muro!
http://www.youtube.com/watch?v=Ej2RGkuivyc&sns=em
Buttiamo giù pareti senza difficoltà,lasciamo solo i vetri per una nuova verità da vivere…
– C’è un ostacolo che sembra insuperabile, un limite che non bisogna valicare.
http://www.youtube.com/watch?v=67nRuFaBNFA
“lei diceva basterebbe una pagina in più per rompere la maledizione.”
http://www.youtube.com/watch?v=et8xm1Mm4GE
“un giorno in più che passa ormai,
con questo amore che non è grande come vorrei”
“Siamo abituati a leggere fino a un certo punto: poi c’è l’ignoto, il rischio, l’intreccio che fa uscire da se stessi, che strappa all’abitudine, alla sicurezza del porto, del recinto.”
E fu a quell’età..venne la poesia a cercarmi
Non so, non so da dove uscì, da quale inverno o fiume. Non so come nè quando,
no, non erano voci, non erano parole, nè silenzio, ma da una strada mi chiamava, dai rami della notte, all’improvviso tra gli altri, tra fuochi violenti o mentre rincasavo solo, era lì senza volto e mi toccava.
Io non sapevo che cosa dire, la mia bocca non sapeva chiamare per nome, i miei occhi erano ciechi,
e qualcosa pulsava nella mia anima, febbre o ali perdute, e mi formai da solo, decifrando quella bruciatura, e scrissi il primo verso vago, vago, senza corpo, pura sciocchezza, pura saggezza di colui che nulla sa, e vidi all’improvviso il cielo sgranato e aperto, pianeti, piantagioni palpitanti, l’ombra trafitta, crivellata da frecce, fuoco e fiori, la notte travolgente, l’universo.
E io, minore essere, ebbro del grande vuoto costellato, a somiglianza, a immagine del mistero,
mi sentii parte pura dell’abisso, ruotai insieme alle stelle, il mio cuore si distese nel vento.
Pablo Neruda – da “Memorial de Isla Negra” 1964
‘Siamo abituati a leggere fino a un certo punto: poi c’è l’ignoto, il rischio..’
Anche l’Amore è un rischio su cui vale la pena puntare..
” … Ma qui c’è proprio una vita infinita infinitamente felice da guadagnare, una probabilità di vincita contro un numero finito di probabilità di perdita, e quello che voi mettete in gioco è finito. Questo toglie ogni incertezza”
(Blaise Pascal, “I Pensieri”)
In ognuno di noi scorre un fiume…nessun segnalibro potrà arrestarlo per sempre.
http://www.youtube.com/watch?v=Y4lfucWfMSo
‘Le confido un problema.’
Con-fidare: esprime la fiducia a tutto tondo. Significa credere ed amare, mettere nelle mani dell’altro una parte della nostra vita; e significa, anche, avere speranza.
Credo, spero, amo..
Could I but ride indefinite
As doth the Meadow Bee
And visit only where I liked
And No one visit me
And flirt all Day with Buttercups
And marry whom I may
And dwell a little everywhere
Or better, run away
With no Police to follow
Or chase Him if He do
Till He should jump Peninsulas
To get away from me –
I said “But just to be a Bee”
Upon a Raft of Air
And row in Nowhere all Day long
And anchor “off the Bar”
What Liberty! So Captives deem
Who tight in Dungeons are.
E. Dickinson
C’è un ostacolo che sembra insuperabile, un limite che non bisogna valicare.
Non esistono ostacoli che non si possono superare, i limiti invalicabili li poniamo noi, perchè abbiamo paura di affrontare la realtà che a volte ci fa male.
Rivivere a ritroso la nostra storia come se fosse riflessa in uno specchio , è l’unico modo per superare quel “limite” che a nostro parere non possiamo “valicare”.
Prima di tutto l’uomo (ultima lettera al figlio) di Nazim Hikmet
Non vivere su questa terra
come un estraneo
e come un vagabondo sognatore.
Vivi in questo mondo
come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare,
ma prima di tutto credi all’uomo.
Ama le nuvole, le macchine, i libri,
ma prima di tutto ama l’uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca,
dell’astro che si spegne,
dell’animale ferito che rantola,
ma prima di tutto senti la tristezza
e il dolore dell’uomo.
Ti diano gioia
tutti i beni della terra:
l’ombra e la luce ti diano gioia,
le quattro stagioni ti diano gioia,
ma soprattutto, a piene mani,
ti dia gioia l’uomo!
C’è sempre un limite. L’unico modo per superarlo è che quel limite esista, che lo si possa vedere. Per assurdo, quel limite quasi invalicabile può rendere felici, proprio perché è lì, di fronte a noi. Il limite indica la nostra vulnerabilità, fragilità: ci guarda dall’alto, quasi minaccioso. Ma il limite indica anche la nostra capacità di andare oltre, di morire a se stessi. Ecco, superare se stessi, rinunciare, donarsi senza remore, è superare quel limite, evolvere. Tra due che si amano è donarsi andando oltre le distanze, morendo alle differenze; con gli altri, è donare se stessi. Ciò crea un flusso di amore che ci attira esattamente verso quel limite, invitandoci ogni volta con garbo a fare del nostro meglio per superarlo. Bella la vita di chi si rende conto di quel limite e lo guarda con amore.
” C’è un ostacolo che sembra insuperabile, un limite…”
Se l’ostacolo è la morte stanotte anche quel limite è stato superato
“Cristo è risorto, è veramente risorto”
Buona Pasqua a tutti Voi cari amici
Un augurio speciale a Te Fabrizio.
Grazie, Gum e ricambio con il mio augurio sincero di Buona Pasqua a tutti voi, ricolmo di gioia, serenità e Speranza!
Aggiungo anche il mio speciale augurio e ringraziamento al nostro amato e guida insostituibile, Don Fabrizio!
Cadere e rialzarsi, liberarsi dal propio “io” , specchiarsi negli occhi dell’altro con fiducia e amore.
Buona Pasqua a tutti voi, cari amici, vi penso da lontano, a presto!
Ernestina.
“Nessuno e nulla dovrebbe poter rovinare un uomo,eccetto il potersi rovinare da sè. Tutto quello che l’uomo possiede è ciò che è in lui; le cose fuori di lui non hanno alcuna importanza” Oskar Wilde
Auguri,una serena Pasqua per tutti voi.
la Pasqua è un giovane che annuncia con coraggio, mentre gli altri hanno paura o compiono gesti goffi e incoerenti di fronte a un mistero indecifrabile.
la novità comincia da un timore vinto, da una dimensione che si rivela quando meno te lo aspetti.
buona Pasqua anche a voi!