30. Sono qui

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=MmNWopDgTRE]

da qui

Ricomincia, ricomincia. Ti senti stanco, ma non devi arrenderti. Col pullman della ditta nuova hai fatto dieci ore di viaggio, guida alla città e ritorno, ma ormai sei preso dalla smania, vuoi proseguire col romanzo in cui credi sempre più, convinto che ti porti a lei, non sai per quali vie, uno scrittore non sa mai dove lo porti il suo racconto, hai capito che non bisogna dar retta alle scuole di scrittura, ai falsi profeti degli schemi tutti uguali, hai imparato che la letteratura e la vita sono fatte della stessa pasta, ti sorprendono a ogni angolo e se provi a organizzare una struttura ci pensano i fatti e i personaggi a farli saltare ogni momento, non sei tu che guidi il gioco, ma qualcuno al posto tuo, un altro Amerigo, forse, o chi per lui, senza contare che il lettore deve fare la sua parte, è lui che mette insieme i pezzi, le tessere sparse del mosaico che si va definendo a poco a poco, a tentoni, come un cieco col bastone bianco che scarta quando sente l’ostacolo, è in ascolto delle mille voci che intasano la strada, l’urlo del bambino, l’abbaiare del cane, il clacson impazzito nel fiume nevrotico di auto. Ricomincia, ricomincia. Dovresti spiegare la rabbia di Futura, la voglia di rivoluzione, l’istinto di far saltare tutto in aria; dovresti parlare del rapporto con la madre che non l’ha mai voluta, dei litigi infiniti, il senso di abbandono, e la fuga, la fuga nei cortei, i pugni chiusi e le bandiere rosse, l’ascesa irresistibile nelle riunioni clandestine, il prestigio, la bellezza che affascina e seduce. Dovresti dire delle parolacce, le risse e le bestemmie, renditi conto, non ti ho mai desiderata, e me lo dici? l’avevo capito, cosa credi, bastarda di una donna, e la prima pistola, le rapine, fermi tutti, svuotate la cassa, l’impiegato che tenta di spingere il bottone dell’allarme, lo sparo, l’uomo piegato in due, l’irruzione nel negozio di gioielli, non voglio che tu sia mia madre, e tu devi toglierti di torno, il proprietario che reagisce, spara, e la corsa, la fuga, ancora e sempre. Ricomincia, ricomincia. Devi dire come, a poco a poco, la rabbia cresca, non sia soltanto famigliare, ma politica, economica, e lei diventi l’idolo delle masse colorate, dei concerti nelle piazze, rivoluzione, questo ci vuole, abbattere l’autorità, i padri e le madri, bastardi, farabutti, il sangue scorre lungo il fianco, Amerigo, portatemi da lui, lo senti, si avvicina, è la tua donna, nonostante il crucco, aspetta che le strappi le spalline, la faccia rotolare sulla spiaggia. Ricomincia, ricomincia. Anche se sei stanco e ti butteresti sul letto per dormire, un giorno, un anno, per svegliarti solo quando lei si affaccerà alla porta e ti dirà felice: sono qui.

28 pensieri su “30. Sono qui

  1. ema

    “Ricomincia, ricomincia. Anche se sei stanco, ti butteresti sul letto per dormire, un giorno, un anno, per svegliarti solo quando lei si affaccerà alla porta e e ti dirà felice: sono qui.”

    Per non buttarsi sul letto a dormire, un giorno, un anno, non bisogna dimenticare la promessa:

    “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”
    Mt. 28

    http://www.youtube.com/watch?v=3aV6PXSKfMo

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  2. M&C

    – sono qui.

    L’amore si può sintetizzare in queste due sole parole; è la capacità di essere presente e disponibile, Il desiderio di andare incontro all’altro, quando ce n’è il bisogno, come anche la delicatezza, la sensibilità che è rispetto di fare un passo indietro al momento opportuno, per lasciare gli spazi giusti.

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  3. Dany P.

    Anche se sei stanco, ti butteresti sul letto per dormire, un giorno, un anno, per svegliarti solo quando lei si affaccerà alla porta e ti dirà felice: sono qui.

    http://www.youtube.com/watch?v=aBc8aNWMBLQ

    Sono qui che ti aspetto.non c’è altro che vorrei,rincontrare gli occhi tuoi,cancellarmi e rinascere..

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  4. gum

    Un buon romanzo non si può costruire su un’impalcatura fatta di mero tecnicismo dove tutto è previsto. Sarebbe come chiedere a una fattucchiera che ti legge i solchi della mano di svelarti il giorno della tua fine.
    La scrittura è in “fìeri” densa di flash-back deviazioni improvvise bruschi arresti nuovi affondi e di ritorni a capo.
    Come noi lo scrittore, durante il cammino puo far nuovi incontri che posson cambiare vita, che gli impongono di ricominciare, ricominciare.

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  5. bioraffaella

    Per proseguire il proprio cammino anche quando si è stanchi, non dobbiamo mai arrenderci ,ma fermarci un attimo per poter ricominciare da dove ci siamo fermati.

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  6. marco1963

    “Operaio” dei sentimenti, attuatore di entusiasmi, suscitatore (si può dire?) di visioni. Lo scrittore è un “operaio” nel senso più alto del termine, cioè presiede all’opera, produce. Ha per certo un piano dove condurci, un piano preciso; e non credo non sappia mai completamente dove quel piano conduca. Lo sa, lo intuisce, ha predisposto le carte; ma qualcosa può sempre sfuggire di mano, alterando il risultato. E’ la vita che s’insinua nel racconto, perché il racconto è fatto di pezzi di vita, e di che altro? Lo scrittore vero rifiuta gli schemi e non scende a compromessi (esistevano una volta le scuole di scrittura? I grandi del passato – Mann, Dostoevskij – erano grandi e basta, puri). Compone a volte allo stesso modo di come la vita ci tratta: contropelo! Forse le sue pagine non sono politically correct, forse sono ruvide, le storie non addomesticate e pettinate, ma ben venga! Altrimenti sarebbero libri insipidi, che ripetono “over and over” la stessa cosa, fotocopia di altri. Ecco perché può sembrarti, scrittore, che qualcuno guidi il gioco al posto tuo. Ma non temere: il lettore attento interpreterà correttamente, non ti abbandonerà, il lettore farà, tranquillo, la sua parte di lettore. Sei libero, Amerigo, di scrivere ciò che vuoi: basta che sia vero, pulsante. L’amore, del resto, è in ogni cosa, ma vuole essere scoperto.

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  7. Agnese

    “dovresti spiegare la rabbia di Futura”-perchè,ti da fastidio? Certo,in questo punto dovresti parlare con lei,se c’è la fai ad acchiapparla(“e la corsa,la fuga,ancora e sempre”)
    O.K ci provo ad aiutarti.
    Ci stavo pensando,ma forse tutto parte dal momento di abbandono? E’ diventata come un animale selvaggio,deve cercare di sopravvivere nella giungla della vita. Da dove viene la rabbia?Dalla paura! Istinto naturale:dalla paura di essere ferito diventa aggressivo. Ha paura di fidarsi,ma nello stesso tempo vuole fidarsi (per questo ti cerca). Come si può fare?E come si fa con animali selvaggi per far diventare domestici?

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  8. M&C

    – uno scrittore non sa mai dove lo porti il suo racconto

    Se segui il cuore, “non sei tu che guidi il gioco” e non sai mai bene fino in fondo dove ti condurrà, ma hai la certezza di aver preso la direzione giusta.

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  9. Ernesta Scappaticci

    “E lei ti dirà felice sono qui”
    In questi giorni mi manca un po’ di energia, di passione; la mia grande passione per la vita, la curiosità di capire l’altro e di vedermi nei suoi occhi come in uno specchio, perché solo negli occhi degli altri,io, riesco a vedermi veramente un po’.
    Devo dire che ancora non ho trovato il motivo per il quale mi sento viva solo così; viva solo nell’altro!
    Molto probabilmente non troverò mai una risposta a questa domanda, mi guardo dentro e non mi basto se non ho fatto qualcosa che sappia di buono.
    Torno a casa e sento che mi manca sempre qualcosa; sarà questa vita piena di valige sempre aperte.
    Questa sera sono un po’ più serena perché il saluto e il sorriso che ho ricevuto oggi mi hanno fatto sentire a casa, anche se non ero nella mia casa ma in una più grande la mia chiesa: la casa di Dio
    che sempre ti accoglie con la mano alzata in segno di saluto; ben tornata Ernestina.
    Grazie a questo saluto ho di nuovo sorriso a me stessa e ho provato un po’ di pace, grazie alla mia nuova vita, che finalmente comprende la fiducia !

    Spero di poter dire presto: eccomi sono qui, e sono felice.

    Un abbraccio caro a chi cerca di capirmi con grande umiltà e dolcezza.

    “Uno scrittore non sa mai dove lo porti il suo racconto” ma questo racconto è pieno di noi, e anche un po’ di lui e qualsiasi cosa scriverà sarà sempre meravigliosa perché ci permette di essere noi stessi.

    Ernestina

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  10. Agnese

    ERNESTA
    ben tornata,siamo contenti che stai qui.Tranquilla,sicuramente solo questo brutto tempo che mette in crisi nostra anima.Ricominciamo!
    un abbraccio

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  11. M&C

    Grazie, Ernesta!
    È molto bello anche quello che hai scritto “viva solo nell’altro!”: hai proprio un cuore grande!
    Ti abbraccio . Cri

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  12. marco1963

    @ Ernestina
    Sei viva negli occhi degli altri, gli altri quando l’incontri ti danno sentire in un modo speciale, ti completi nell’incontro con gli altri? Ben venga. E’ bello, normale, giusto. Se posso, ti dico di non analizzare troppo, che non serve. Vivi e godi il momento, come del resto mi sembra tu faccia sempre. Un abbraccio affettuoso, Marco

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  13. pam

    Ricomincia, ricomincia. Anche se sei stanco

    ..anche se ti porti dentro la polvere di un lungo viaggio che è nella nostra vita, anche quella quotidiana.
    Ricomincia, ricomincia, l’amore è un buon motivo per fare ogni cosa..

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  14. pam

    ‘senza contare che il lettore deve fare la sua parte, è lui che mette insieme i pezzi, le tessere sparse del mosaico che si va definendo’

    Penso che lo scrittore, quando scrive un romanzo, crea dei personaggi, è come se, in fondo, mandasse un messaggio nella bottiglia: non sa chi prenderà il messaggio e come lo leggerà. La complicità fra scrittore e lettore che ne può scattare ha qualcosa di speciale, e oltrepassa distanze di spazio e di tempo.

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