48. Capitolo seguente

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=hIsG4BO1cAE]

da qui

Ora che gli hai raccontato la tua storia, ti sembra più chiara. O più indecifrabile di prima. Si è mostrato interessato riguardo alla bambina che non voleva rivelarti il nome. Dice che è una buona idea per un romanzo. Ma a te del romanzo non importa nulla. Vuoi solo capire perché ti è sfuggita, perché da allora non riesci a portare a termine più niente e perché quando Veronica ti si è concessa hai sospettato che fosse lei la bimba diventata donna. Hai la sindrome di Peter Pan? Ti rifiuti di conoscere l’altro, d’incontrarlo veramente, e la bambina era solo il simbolo della tua incapacità? Forse il romanzo di Amerigo potrà sciogliere il nodo che ti toglie il respiro e soffoca sul nascere ogni nuova esperienza. Sei appeso alle dita che scorrono sulla tastiera, guidate dalle tue impressioni e i tuoi ricordi; ti chiede di pensare bene ai lineamenti di Veronica, ai punti in cui potresti sovrapporli a quelli della bimba in bicicletta; ti concentri, pensi al naso dritto che allora era un piccolo naso orgoglioso di puntare verso l’alto, fingendo di non sentire il tuo richiamo; alle mandibole dal tratto deciso, che erano curve dolci, capaci d’indurirsi non appena ti facevi più vicino; alle mani affusolate che un tempo stringevano il manubrio, in forma di batuffoli bianchi che intimavano di startene lontano. Ti convinci che sarà impossibile pervenire a una qualsiasi sicurezza: sei condannato a vivere sospeso sulle ipotesi per il resto della vita. Ti domandi se un romanzo possa risolverti il problema o se piuttosto non avresti bisogno di una seduta psicologica, dell’aiuto di uno strizzacervelli che ne sa una più del diavolo. Ti sono giunte voci intorno a un certo Nino, l’idolo delle signore parigine: si fa chiamare così, solo col nome, valli a capire i medici che scrivono sulle riviste patinate. Magari ha in serbo l’intuizione che manca al paziente e allo scrittore, troppo preso dai suoi sogni per capire qualcosa degli incubi degli altri. Sì, andrai da Nino: solo lui può convincerti a buttare nella Senna i segnalibri trasformati in chiodi che ti fissano al patibolo della nostalgia; solo lui può dirti se Veronica e la bambina in bicicletta sono un’unica persona, il sogno da cui non hai avuto il coraggio di svegliarti. Sei euforico, felice: ti lasci il bar Hemingway alla spalle e voli al lungofiume di alberi e muretti, dove ti aspetta qualcosa di più del capitolo seguente.

34 pensieri su “48. Capitolo seguente

  1. ema

    “Ti convinci che sarà impossibile pervenire a una qualsiasi sicurezza: sei condannato a vivere sospeso”

    http://www.youtube.com/watch?v=kc54yZhHJFM

    “vivo sospesa
    e un giorno io ti rivedrò
    a ogni respiro
    la vita io trasformerò
    cambiando i miei giorni
    credendo i miei sogni
    punti di forza in tempeste di vento
    fragili forme consumate dal tempo
    trasformerò le ferite profonde
    e le parole in sospiri di amanti”

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  2. ema

    “Si è mostrato interessato riguardo alla bambina che non voleva rivelarti il nome. Ha detto che è una buona idea per un romanzo. Ma a te del romanzo non importa nulla. Vuoi solo capire perché ti è sfuggita”

    Ogni giorno è un dono che non svela il suo nome e come tutti i doni va accolto, condiviso e restituito.

    http://www.youtube.com/watch?v=vHposECYW5A

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  3. Fides

    solo lui può convincerti a buttare nella Senna i segnalibri trasformati in chiodi che ti fissano al patibolo della nostalgia

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=rZEyUBnBJzM&feature=youtube_gdata_player]

    Rispondi
  4. ema

    “Magari ha in serbo l’intuizione che manca al paziente e allo scrittore, troppo preso dai suoi sogni per capire qualcosa degli incubi degli altri. ”

    Esistono scrittori che riescono a capire più di qualcosa degli incubi degli altri, che conoscono la storia di ogni cicatrice e sanno chiamarla per nome.

    Grazie a Dio gli scrittori non sono tutti uguali.

    “Mentre scribacchio sotto la lampada queste pagine che nessuno leggerà mai, ho il presentimento di una presenza invisibile che sicuramente non è quella di Dio – piuttosto quella di un amico fatto a mia immagine, benché distinto da me. Di un’altra essenza… Ieri sera, questa presenza mi è diventata d’un colpo così tangibile che mi sono sorpreso a sporgere la testa verso non so quale ascoltatore immaginario… “Non posso pensare senza amicizia al futuro lettore, probabilmente immaginario, di questo diario…

    Georges Bernanos

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  5. ema

    “Ti convinci che sarà impossibile pervenire a una qualsiasi sicurezza”

    Certezza del vero

    Sciorinati giorni dispersi,
    cenci all’aria insaziabile:
    prementi ore senza uscita,
    fanghiglia d’acqua sorgiva:
    torpor d’attimi lascivi
    fra lo spirito e il senso;
    forsennato voler che a libertà
    si lancia e ricade,
    inseguita locusta tra sterpi;
    e superbo disprezzo
    e fatica e rimorso e vano intendere:
    e rigirìo sul luogo come carte,
    per invilire poi, fuggendoli lezzo,
    la verità lontano in pigro scorno;
    e ritorno, uguale ritorno
    dell’indifferente vita,
    mentr’echeggia la via
    consueti fragori e nelle corti
    s’amplian faccende in conosciute voci,
    e bello intorno il mondo, par dileggio
    all’inarrivabile gloria
    al piacer che non so,
    e immemore di me epico armeggio
    verso conquiste ch’io non griderò.
    – Oh-per l’umano divenir possente
    certezza ineluttabile del vero,
    ordisci, ordisci dè tuoi fili il panno
    che saldamente nel tessuto è storia
    e nel disegno eternamente è Dio:
    ma così, cieco e ignavo,
    tra morte e morte vii ritmo fuggente, anch’io
    t’avrò fatto; anch’io.

    — Clemente Rebora

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  6. M&C

    – Ti domandi se un romanzo possa risolverti il problema…

    Il romanzo è la possibilità di capire la propria storia attraverso quella dei personaggi, di guardare dentro se stessi leggendo della vita dei protagonisti.
    Quando lo scrittore usa la penna del cuore, il lettore trova la chiave giusta per interpretare i suoi sogni e le sue paure.

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  7. bioraffaella

    Ti domandi se un romanzo possa risolverti il problema o se piuttosto non avresti bisogno di una seduta psicologica, dell’aiuto di uno strizzacervelli che ne sa una più del diavolo.

    A volte sono utili entrambi per guardare con altri occhi il problema che è racchiuso dentro di te.

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  8. bioraffaella

    solo lui può dirti se Veronica e la bambina in bicicletta sono un’unica persona,

    Non sarà lui a dirti “se Veronica e la bambina in bicicletta sono un’unica persona”, ma sarai tu a scoprirlo ,mentre liberi ogni tuo pensiero che è rimasto imprigionato per lungo tempo nel tuo cuore . Mentre ti sfoghi, mentre gli parli le tessere del tuo mosaico piano ,piano tornano a posto ,perchè lui non ti giudica ,ma ti fa solo vedere quale sia il modo migliore per affrontare il tuo problema, a te non resta altro che scegliere la strada più giusta, quella che ti permette di togliere ogni segnalibro presente nel tuo cammino.

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  9. Agnese

    “Forse il romanzo di Amerigo potrebbe sciogliere il nodo che ti toglie il respiro e soffoca sul nascere ogni nuova esperienza”-puo essere
    Il libro si può utilizzare in varie modi:come sotto pentola,per socchiudere la porta, per lanciare,io con mio fratello utilizzavamo come rete per giocare a ping-pong,ma si può anche leggere:per adormentarsi,dalla noia,per tenere bambini fermi e zitti,per trovare informazioni utili o meno utili,per studiare. (adesso serio)Nel libro si può ritrovare se stessi,si può scoprire nostri difetti o valori di quali non si rendevamo conto. Si può trovare soluzioni di nostri problemi o soltanto indicazioni.Con libro si puo piangere, ridere,imparare.
    Chi sa,Fillippo se tu riesci a trovare soluzioni per la tua vita.

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  10. Agnese

    “…sei condannato a vivere sospeso sulle ipotesi per il resto dei tuoi anni”-molto interesante futuro,auguri!

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  11. Stella Maria

    Raccontarsi, raccontare la propria storia, c’ e’ chi si racconta sempre e si riempie di se’ raccontandosi, e chi invece ha difficoltà a esprimersi, parlare di se’, ognuno ha la sua storia e parlarne o meno fa parte della stessa. Ci si può raccontare a un amico, a un genitore, un sacerdote, ma anche a un estraneo, ciò che importa e’ che chi ci sta davanti sappia ascoltare, per carattere o per mestiere.
    Ci sono ascoltatori eccellenti che pero’ sono condannati a non essere ascoltati e persone che non trovando le risposte giuste decidono di andare da qualcuno che lo aiuti, ma prima di tutto ci sono persone che riconoscono di avere un problema, che e’ il punto di partenza e quando si vuole essere ascoltati, si cerca aiuto e non c’ e’ parcella che tenga! Quante volte non ascoltati abbiamo pensato di andare da uno strizzacervelli, pagare pur di essere ascoltati!
    Nino, un nome che e’ già una garanzia di risultato, il nome semplice di un amico, non il professore di turno, super titolato, laureato, specializzato che solo a leggerne il nome ti e’ passata la voglia di parlare, ma un nome semplice, da ragazzo della porta accanto, compagno di partite a pallone, insomma quell’amico che ti vede diverso, taciturno, stralunato più del solito e ti passa un braccio sulle spalle, ti offre una birra e ti chiede: “come stai?” per rompere il ghiaccio e farti vuotare il sacco, renderlo così vuoto che solo un sorriso può riempirlo.

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  12. marco1963

    Le persone e le sensazioni perse di un tempo sono un patrimonio unico, specie se hanno lasciato un segno in profondità. Andarne alla ricerca nel nostro io credo rappresenti anche una ricerca di se stessi, dei perché irrisolti, del contrasto di fondo vissuto un tempo, al quale oggi tentiamo concitatamente di dar risposta. Romolo, la trama ti suggerisce da tempo di farti aiutare da un bravo psicologo – anzi sembra tu l’abbia già trovato. Forse però non è tanto importante risolvere il collegamento tra quella figura di un tempo e l’attuale, quanto capire cosa ci fosse in quella figura, che oggi ti sembra di ritrovare nella nuova. E’ il riconoscimento di un sentimento, una sensazione che alberga in te e che solo per qualche tempo hai tralasciato, forse cedendo alla comodità di restare un incompiuto della vita, disoccupato dei sentimenti, in conflitto con il passato, ma anche pronto a riconoscere nel presente il richiamo dell’amore. Forse la tua e’ una questione da risolvere con il puro incontro con l’altro. Ma soprattutto capire prima se vuoi bene a te stesso, altrimenti non potrai incontrare o amare chicchessia. E sono convinto che senza l’amore tutto nella tua vita continuerà a restare incompiuto.

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  13. bioraffaella

    Ma a te del romanzo non importa nulla. Vuoi solo capire perché ti è sfuggita,

    Il nostro unico difetto è che a volte ci importa solo di noi stessi e di nessun’altro,ed eventi come quello della bambina che non vuole dire il suo nome , ci portano a pensare che sia colpa nostra ,fino a renderlo un fatto personale. Ma a volte le cose capitano così come sono senza un motivo ben preciso e senza un perchè . Non sempre siamo disposti ad accettare la volontà dell’altro, come non sempre si è disposti a sentirsi dire di no, perchè pensiamo che il mondo deve girare solo come lo intendiamo noi. In realtà non è cosi che funziona, è bello sentire come la pensa l’altro e fare uno scambio di idee senza cercare di imporgli la nostra volontà, perchè nessuno è perfetto in questo mondo e tutti possiamo sbagliare , l’importante è riconoscerlo.

    Tanto per fare un esempio a tutti piace mangiare una bella bistecca, ma non a tutti piace mangiarla alla stesso modo: c’è chi la vuole ben cotta, chi la vuole al sangue e chi la vuole a cottura media ,però nessuno impone all’altro come mangiarla, E allora perchè ostinarsi a chiedere il nome di quella bambina , se lei non vuole dirlo? Non sarebbe più semplice accettare la sua decisione e voltare pagina per guardare il capitolo seguente?

    La vita è bella viverla così com’è nella sua semplicità, ma a noi non so perchè ci piace complicarla, e a volte sembra che i problemi ce li andiamo a cercare, anche quando non ci sono. Forse perchè non abbiamo ancora capito quali sono i problemi veri della vita, fino a quando non ci fanno male e ci troviamo costretti ad affrontarli, allora e solo allora capiamo quanto è preziosa la vita e che senso abbia viverla!

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  14. ROBERTA Z

    Chi scrive lo fa pensando alle emozioni che darà ai suoi lettori o per lui scrivere è una specie di autoanalisi che gli permette di mettersi a nudo sotto mentite spoglie?
    I suoi personaggi, un po’ l’uno un po’ l’altro, ci svelano i suoi pensieri più profondi, i suoi dolori, ciò che vorrebbe nascondere, ma non riesce più a tenersi dentro. Lo scrivere è in fondo isolarsi, voler alzare un muro tra sé e gli altri, un muro però quasi trasparente, che gli permette di comunicarsi senza svelarsi.
    Spesso scrivere diventa quasi una droga, qualcosa di cui non si può fare a meno, chi scrive è una specie di maniaco che spia le esperienze, le vite, i volti, le parole di chi incontra, che poi deve assolutamente mettere su carta. Ma la sua è attenzione all’altro o tutto e tutti diventano materiale per i suoi romanzi?
    Mi fa piacere che in questo caso lo scrittore abbia deciso di rivolgersi ad uno psicanalista, scrivere non gli basta, ha proprio bisogno di qualcuno che lo aiuti. Ma sarebbe tanto più semplice fidarsi di un amico, un amico vero che sappia ascoltare, che possa insieme a lui dipanare la massa dei pensieri che lo bloccano nel rapporto con gli altri, che lo ascolti con amore e non per interesse.

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  15. M&C

    “Lo scrivere è in fondo isolarsi, voler alzare un muro tra sé e gli altri, un muro però quasi trasparente, che gli permette di comunicarsi senza svelarsi.”

    Credo invece che sia esattamente il contrario!
    Chi scrive getta un ponte di comunicazione con il lettore, stabilisce con lui un contatto e dona faticosamente (perchè scrivere è si un istinto ed un bisogno, ma anche un impegno a volte faticoso, che solo se fatto con amore e passione non stanca mai) e generosamente una parte di se stesso importante, rivelando proprio una grande “attenzione all’altro”.

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  16. gum

    “La bimba in bicicletta” è solo un simbolo. Un’immagine sfocata di qualcosa che per te ha contato e che speri di rincontrare in una pagina viva con la nitidezza dell’inchiostro fresco. L’icona di un sogno ricorrente che nasconde le radici di una pianta soffocata sotto l’humus della tua coscienza di “fanciullino”, quando insieme a un nonno rassicurante leggevi le favole fino in fondo, mentre ora ti smarrisci sui passi di un romanzo che non garantisce il lieto fine. Forse perchè non sai che qualunque sia l’epilogo deciso dallo scrittore varrà la pena compiere quell’avventura estrema per riconciliarti con te stesso regalandoti la pace.

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  17. bioraffaella

    chi scrive è una specie di maniaco che spia le esperienze, le vite, i volti, le parole di chi incontra, che poi deve assolutamente mettere su carta.

    Chi scrive ha un animo sensibile in grado di cogliere i piccoli dettagli della vita che per le persone comuni possono sembrare insignificanti,facendoti apprezzare ciò che di più bello è presente in essi.

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  18. ema

    “Ti rifiuti di conoscere l’altro, d’incontrarlo veramente, e la bambina era solo il simbolo della tua incapacità?”

    Per arrivare a Dio bisogna partire da Dio.
    Dio è l’altro.

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  19. robysda

    Forse il romanzo di Amerigo potrà sciogliere il nodo che ti toglie il respiro e soffoca sul nascere ogni nuova esperienza

    Cos’è dunque scrivere se non un gesto di estrema generosità? Il coraggio di vivere, di esserci , così come si è, il desiderio di regalare qualcosa di proprio affinché qualcun altro possa usufruirne e farne strumento utile per uscire dalla ragnatela nella quale è avvinghiato

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  20. M&C

    @Raf
    Si, lo scrittore è come il poeta, capace di cogliere le sfumature e di raccontarle e scriverle per i meno attenti: niente a che vedere con i maniaci!

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  21. ROBERTA Z

    Ho soltanto comunicato un mio pensiero, senza generalizzare. Mi dispiace di aver provocato un’alzata di scudi di protezione.
    Il nostro scrittore non ha bisogno di protezione, ma di commenti sinceri, che vadano oltre l’adulazione.
    Scusate, comunque, se il mio pensiero é diverso dal vostro, sarebbe noioso se non fosse così.

    Rispondi

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