[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HCcVeaXQ0Hs]
da qui
Vuoi uscire di qui, non ne puoi più dell’albergo tutto blu coi letti volanti e le luci da locale di lusso, vuoi correre in un prato lontano da ogni cosa, avvolto in un cielo azzurro come gli occhi del Risorto che brillano nella chiesa del don: che starà pensando, avrà preso le pillole, gli avranno fatto l’insulina? Che nostalgia delle parole calme, del sorriso immancabile; come hai fatto finora senza lui? Ti senti vuoto, sei tentato di tornare, stai meglio solo se lo vedi in sogno, come l’altra notte, che eravate sdraiati con aria rilassata e tu pensavi come ho fatto a lasciarlo, cosa cerco dalla vita, cosa ci faccio con la donna nuda accanto a me, che aspetta un movimento, un gesto qualsiasi, un bacio, una carezza, una parola che la rassicuri, che la convinca che non pensi più a Mattea, al berretto di lana e alla sciarpa color latte evaporati quella volta e riapparsi nella mansarda dalle brocche stile Modigliani e il copriletto arancione. E’ accogliente come nessuna lo è stata fino a ora: senti il desiderio di avvicinarti all’orecchio e sussurrarle qualcosa, la tenerezza che ti sale dentro e annebbia la vista, perché è vero che l’amore è cieco, compare se dimentichi te stesso, e vorresti dirle grazie di averti accompagnato, di averti confidato la sua vita e ascoltato con pazienza le tue peripezie. Le dici andiamo via, non mi piace questo albergo, sembra di stare in astronave ma non si vede il cielo, mi manca il faccione bianco della luna. Quanto tempo è passato da quando partiste alla ricerca di quell’uomo e tu ascoltavi la canzone, sempre la stessa, e il don, paziente, ti lasciava fare; che starà pensando? Te lo immagini nella solita cappella col rosario in mano, intuisci le sue labbra che si muovono, la mano che si tende verso te, Filippo, non aver paura, vivi la tua vita, hai diritto di essere te stesso, ti ho dato quello che potevo, ti resterà per sempre; qui non c’è la luna, mi manca, non ce la faccio più senza di lui; ti stringe la mano con la mano secca, bruciata dal fuoco e dai ricordi: Filippo, non fermarti, altrimenti sarà inutile, la vita è un viaggio, ascolta la canzone, puoi sentirla quanto vuoi, lo sai che non mi stanco; la luna, Marika, qui non c’è la luna; ma stavolta è lei che ti prende la mano e te la stringe, ti attira a sé, senti il suo ventre che aderisce al tuo, le labbra che ti cercano la lingua, la pelle liscia come una mela di Montmartre, non aver paura, non pensare, vieni, ci sono appuntamenti che non tornano, pagine che una volta girate non si aprono mai più.

è vero che l’amore è cieco, compare solo quando dimentichi te stesso e vorresti dirle grazie di averti accompagnato,
Passato, presente futuro, ci portiamo tutto dentro come una ferita, un solco scavato a fondo sulla terra, perché possa fiorire vita nuova.
C’è un amore che si perde nell’amore, nelle viscere della vita; che vuole perdersi a tutti i costi e rimanere lì, attaccato a quegli occhi, a un volto, a una storia in cui si è imbattuto. C’è un amore che dà, che si sacrifica, pronto a continuare a dare per l’amore dell’altro. C’è un comando che si avverte solo nell’intimo, nell’anima che si apre come un bocciolo. C’è un’ispirazione che si manifesta solo in alcuni casi. C’è uno stato di grazia che si crea solo con certe persone. E’ amore, non solo fisico o mentale, è un flusso inarrestabile che domina le altre sensazioni, è il carburante delle emozioni. E’ la chiave che apre molte porte, prima tra tutte quella della coscienza di se stessi, soli di fronte al mondo che ci parla in silenzio con la voce di Dio. Don, quante volte hai fatto sentire quella canzone a Domma? Un viaggio intero senza aria condizionata. Quante volte ti ha accolto e ti ha cullato con una tenerezza infinita? Che meravigliosa esperienza che hai avuto, Don, e che bello che tu riesca con le parole, a comunicarla a chi, come me, non l’ha goduta se non superficialmente! Che dirti?Grazie!
L’amore ti fa ritrovare la strada, ti ricorda chi sei e da dove vieni, per non perdere di vista la meta del tuo viaggio.
Ci sono appuntamenti che non tornano, pagine che una volta girate non si aprono mai più.
http://www.youtube.com/watch?v=e8cv4OHXa4c
http://www.youtube.com/watch?v=TY4Zl8TeP8g
Grazie anche da parte mia di farti sempre sentire vicino e di perseguire il tuo intento: quello di farci sentire amati nei momenti bui della nostra vita.
Speriamo che l’amore ci faccia uscire di nuovo al sole e alla luce della vita per condividerla con tutti quelli che ci circondano: una nuova pagina che si apre all’altro e con l’altro.
Un abbraccio a tutti.
Ernestina.
la vita è un viaggio
in cui facilmente ci si perde, e facilmente ci si incontra
Filippo, non aver paura, vivi la tua vita, hai diritto di essere te stesso, ti ho dato quello che potevo, ti resterà per sempre
Una meravigliosa espressione d’amore e di libertà
E’ meglio ciò che manca o ciò che ancora c’è?
Una mano la luna una canzone, puoi perderle e non vederle più
per un diritto che non ha pietà, che toglie e rende quando vuole lui.
Tu sulla pietra fredda ad aspettare, scaldandoti solo con la nostalgia.
Dell’uomo che pregava qualcosa ti è rimasto: la sua pazienza
che ti accompagnerà per tutto il tuo viaggio.
Le labbra il ventre la mela di Montmartre, quelli davvero non ci saranno più.
e il don, paziente, ti lasciava fare
L’uomo che ti comprende ti è affine più di un fratello di sangue.
I tuoi stessi familiari infatti, potrebbero non comprenderti
né conoscere il tuo vero valore.
Kahlil Gibran
– la tenerezza che ti sale dentro e annebbia la vista…
http://www.youtube.com/watch?v=1ku8iQKRtWY&feature=youtube_gdata_player
Nel viaggio della vita incontri persone speciali che ti restano dentro al cuore e non dimentichi mai.
”..ti ho dato quello che potevo, ti resterà per sempre”
Non c’è traccia più eterna, e commovente, di quella lasciata dall’amore offerto con umiltà, senza riserve, forse senza neanche la consapevolezza di quanto è immenso quel dono nel cuore di chi lo riceve
http://youtu.be/sTTbn0beBFU
”vorresti dirle grazie di averti accompagnato, di averti confidato la sua vita e ascoltato con pazienza le tue peripezie.”
„La parola chiave è ‚pazienza‘ “
(F. Centofanti, Ecco L’Uomo)
“ci sono appuntamenti che non tornano”
Le cose che restano sono quelle che sopravvivono al dolore, al tempo, alla disgregazione, quelle che rimangono dopo che la realtà è cambiata e si è trasformata.
Vi son cose che volano
Uccelli, ore, calabroni:
Non è per queste l’elegia.
Vi son cose che restano –
Il dolore ed i monti e l’eterno.
Nemmeno queste a me si addicono.
Altre sostano e sorgono.
Posso spiegare i cieli?
Com’è immoto l’enigma!
Emily Dickinson
Filippo, non fermarti, altrimenti sarà inutile, la vita è un viaggio
http://www.youtube.com/watch?v=X9p9msRg8q8
http://www.youtube.com/watch?v=s_1kBmVj8E0
“Non ci sono angoli nel cielo
se lo guardi a testa in sù
Ma se ci metti un dito
tra te e l’infinito..non lo vedi più”
“perché è vero che l’amore è cieco, compare se dimentichi te stesso”
“È una grazia molto alta saper accettare se stessi. Ma la grazia delle grazie è saper dimenticare se stessi”.
Georges Bernanos
“cosa ci faccio con la donna nuda accanto a me,che aspetta un movimento…”
guarda,se non lo sai,chiama il numero 89 24 24,ti chiedono qualche informazioni: in quale albergo stai,quali sono orizzonti del letto,quale sono le vostre misure,peso, e ti diranno tutti posizioni corretti,informazione totale.
“è vero che l’amore è cieco”- per questo porto occhiali che sono accecata.
“non avere paura,non pensare,vieni…”
fidati di me ha detto il ragno ad una mosca prendendo lei sulla sua ragnatela.
A me sembra qua che Filippo non è tanto convinto che Marika è la donna del suoi sogni; nel albergo si sta soffocando,pensa di ritornare nel passato,alla vita che ha lasciato,ha accanto Marika nuda,disponibile,e lui? Non che si butta addosso felice e contento. “cosa ci faccio?”- fai un dipinto come grandi pittori!
(scusate,oggi sono impossibile)
grazie a Marco, Ernestina e a tutti voi.
l’amore umile è quanto di più grande esiste nella vita.
non aver paura, non pensare, vieni, ci sono appuntamenti che non tornano, pagine che una volta girate non si aprono mai più.
In queste righe c’è un invito a vivere il momento, un ammonimento, e una grande verità.
Il dono è saper comprendere quando è il tuo tempo e che c’è un tempo per tutto e ciò che conta è cogliere il presente, senza paura, senza pensare troppo, lasciandosi andare agli eventi, in una parola vivere.
C’è un tempo per voltare pagina e un tempo per capire che il nostro attimo è passato, la pagina è stata girata e non si aprirà più, se si arriva a cogliere questo momento allora si può accettare le cose con serenità e fare in modo che rabbia e rancore non rovinino le pagine andate, non sciupino i ricordi fissati nella memoria con amore. Ciò che è stato dato, è dato, ciò che è stato ricevuto, ricevuto, e non rimanga l’amarezza per ciò che è stato, è e sarà del tempo che viene. Comprendere quando il proprio tempo è finito, che lo si sia vissuto o meno e lasciare spazio al tempo che viene con il nuovo che porta.
Come una scarpa vecchia farsi da parte, finire nel cestino delle cose da dar via se è frivola, scomoda e serviva per la bellezza di una sera, oppure stare in fondo alla scarpiera, far posto a quelle nuove: bianche, beige, rosse, marroni o nere, eleganti o sportive, tacchi alti o bassi, frivole o classiche, e rimanere lì per piedi stanchi e gonfi, o per giornate scure di pioggia, scegliendo di esserci o meno, pronte in ogni caso a dare sollievo, permettere ancora di camminare ai piedi che amiamo e che qualunque cosa accada fanno parte di noi.
C’è un tempo per esserci o meno, apparire o essere invisibile, un tempo da cogliere e uno da lasciar sfuggire, come c’è un tempo in cui si attende un invito: non aver paura, non pensare, vieni. Un invito che rimane nei pensieri di chi vorrebbe solo essere preso per mano, una carezza data e non immaginata, un tempo per sognare e uno per amare. Qualunque sia il tempo non rimanere che sperare di cogliere quello giusto.
“…Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.”
http://www.youtube.com/watch?v=xLquEK6m0o8
per Agnese,
Nei tuoi commenti cogli sempre il centro delle cose, sei pragmatica, concreta, non indulgi in sentimentalismi.
Sei troppo forte!
Credo che il problema principale di tutti i personaggi sia che sono troppo concentrati su se stessi, cosa che succede anche a me. Ma quando mi accorgo di esagerare e riesco a dimenticarmi, una buona parte dei problemi che mi assillano e mi intristiscono scompaiono. Almeno ne ho risparmiati una buona metà.
Possibile che in questo romanzo gli attori vivano tutti di nostalgie del passato, abbiano subito traumi da bambini, siano tutti scrittori, tutti vengano mollati dalle loro donne? Non saranno tutte facce della stessa persona?
@M&C
grazie!
@Stella Maria
Grazie a te, delle cose belle che hai scritto!
Un abbraccio. Cri
@Roberta Z
Secondo me, sono tutti specchi…
per Roberta Z
Grazie,questo è il mio modo di vedere il mondo, e poi, tante volte mi diverto proprio, purtroppo o meno male ho un strano senso di umorismo.
Grazie un abbraccio
grazie!
c’è un tempo per tutto, anche per capire.