66. Immagini

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da qui

Dormiva, quando l’hai lasciata. Hai bisogno di uscire, di stare un po’ da solo. Arrivi al ponte, mentre i passanti vanno ognuno verso il suo destino; solo tu sei fermo, con i gomiti sulla pietra bianca della balaustra, gli occhi fissi sull’acqua che scorre lentamente, come il tempo e la vita. Dicono che la vita corra, ma non sei d’accordo: è il flusso impercettibile della Senna visto da quassù, il conto esatto delle increspature corrispondenti a quelle delle nuvole, come se fra cielo e terra si dipanasse un dialogo segreto, confidenze che basterebbe ascoltare per risolvere gli enigmi, prendere una strada oppure l’altra. Dalla parte opposta s’intravedono i battelli, appollaiati sull’acqua come cigni o pellicani; chissà se prenderanno il volo avanzando verso il nulla, come sempre. Fatichi a chiarirti le idee; sei diviso tra Marika e Mattea come fra terra e cielo, l’acqua e le nuvole; la vita è un ponte gettato sul fiume dei ricordi e dei progetti, e la gente, le macchine, le bici che corrono sul grigioscuro dell’asfalto sono l’unica prova che qualcosa si muove, non tutto è finito prima che cominci. Ti attira una scritta nera sulla balaustra: non riesci a decifrarla, è mezzo cancellata dalla pioggia che chissà quante volte si è abbattuta qui, nella serie infinita degli inverni. E’ un nome troppo strano per essere vero; ma c’è anche la tua mancanza di lucidità, l’emozione dei giorni passati, il dilemma che ti rode il fegato e non ti fa decidere di nulla.
E’ bello guardare il fiume.
Chi è l’uomo con la camicia azzurra che rivolge la parola a un perfetto sconosciuto? Ti volti un istante, poi ti rifugi di nuovo nei pensieri. Ti hanno colpito i suoi occhi così grandi, ma non vuoi cedere, ti sembra un’invadenza: come si permette d’interrompere la tua meditazione?
L’acqua è piena di sorprese: c’è l’ombra dei palazzi e degli alberi, le macchie che il vento forma soffiando così come gli viene. E’ lui che decide come essere, che fare, dove andare.
Perché non riesci a dirgli che vuoi stare solo?
Nell’acqua, si disegnano anche delle facce; quella, per esempio: si vedono gli occhi spaventati, le labbra inclinate verso il basso.
Ha ragione. Più a destra, inquadri la figura di un ranocchio; l’altro, invece, è un gambero gigante; e lì c’è un pescecane che spalanca la bocca.
Ci vede sempre tutto questo?
Il mondo è pieno di scritte che nessuno legge, nomi difficili da decifrare.
Come questo, intende dire?
Gli mostri il segno che ti aveva incuriosito, ma è come se già lo conoscesse: sorride; gli occhi grandi riflettono immagini che intuisci a poco a poco: due donne, una città divisa dalla Senna, un cielo che sembra uno specchio in cui ogni storia diventa immortale, per un attimo.

30 pensieri su “66. Immagini

  1. robysda

    – Il mondo è pieno di scritte che nessuno legge, nomi difficili da decifrare

    Le trovi ovunque, per strada, in ufficio, al supermercato e, sembrerà strano, anche in casa; c’è solo un modo per tradurle o per comprenderle, attraverso l’unica lingua che non ha bisogno di parole per spiegare, quella capace di accendere il sole quando le nubi vogliono nasconderlo a tutti i costi

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  2. Stella Maria

    Quando ci si trova in situazioni difficili, che non possono essere unite e prevedono una scelta decisiva, si può prendere in mano la situazione e andare da una parte o l’altra del ponte senza voltarsi indietro oppure lasciarsi andare alla corrente, come un fiume scivolare fra due argini, lasciarsi andare seguendo il vento, ovvero il ascoltare il cuore e su una delle due sponde si approderà definitivamente, prima o poi.

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  3. gum

    “Hai bisogno”…”di stare un pò da solo”.

    Devi essere solo per afferrare certi pensieri.
    Come fa il cacciatore, per far sì che nessuno disturbi il suo appostamento quando è intento a catturare certe specie di uccelli.
    Come loro i più alti “pensieri” vengono sempre dal cielo e si posano in terra solo precariamente ad “amorizzare” il mondo. E’ allora che devi riuscire a trattenerli, prima che prendano “il volo verso il nulla” portandosi via anche “quell’attimo di immortalità” perchè non “tutto finisca prima che cominci”.

    Tolto il virgolettato, una pagina così lascia veramente poco a qualcosa di mio.
    Grazie Fabry

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  4. pam

    ”E’ bello guardare il fiume.”

    ..forse perché lo scorrere dell’acqua sembra, quasi, il simbolo del trovare una sintonia con il mondo e con se stessi.

    I FIUMI

    Mi tengo a quest’albero mutilato
    Abbandonato in questa dolina
    Che ha il languore
    Di un circo
    Prima o dopo lo spettacolo
    E guardo
    Il passaggio quieto
    Delle nuvole sulla luna

    Stamani mi sono disteso
    In un’urna d’acqua
    E come una reliquia
    Ho riposato

    L’Isonzo scorrendo
    Mi levigava
    Come un suo sasso
    Ho tirato su
    Le mie quattro ossa
    E me ne sono andato
    Come un acrobata
    Sull’acqua

    Mi sono accoccolato
    Vicino ai miei panni
    Sudici di guerra
    E come un beduino
    Mi sono chinato a ricevere
    Il sole

    Questo è l’Isonzo
    E qui meglio
    Mi sono riconosciuto
    Una docile fibra
    Dell’universo

    Il mio supplizio
    È quando
    Non mi credo
    In armonia

    Ma quelle occulte
    Mani
    Che m’intridono
    Mi regalano
    La rara
    Felicità

    Ho ripassato
    Le epoche
    Della mia vita

    Questi sono
    I miei fiumi

    Questo è il Serchio
    Al quale hanno attinto
    Duemil’anni forse
    Di gente mia campagnola
    E mio padre e mia madre.

    Questo è il Nilo
    Che mi ha visto
    Nascere e crescere
    E ardere d’inconsapevolezza
    Nelle distese pianure

    Questa è la Senna
    E in quel suo torbido
    Mi sono rimescolato
    E mi sono conosciuto

    Questi sono i miei fiumi
    Contati nell’Isonzo

    Questa è la mia nostalgia
    Che in ognuno
    Mi traspare
    Ora ch’è notte
    Che la mia vita mi pare
    Una corolla
    Di tenebre

    (Giuseppe Ungaretti)

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  5. Fides

    E’ lui che decide come essere, che fare, dove andare.

    Il vento soffia dove vuole finché non trova ostacoli, barriere, muri che fanno resistenza, deviano la sua corsa, a meno che non soffi così forte da abbattere ostacoli, barriere, muri, ma allora lascia solo devastazione;
    Il vento soffia dove vuole finché non si fa respiro dell’uomo e allora deve adeguare il passo alle cose che gli accadono, le scelte pregresse e quelle ancora da fare, le sorprese, le svolte che non mostrano mai in anticipo cosa ci sia dietro l’angolo, e solo, un passo dopo l’altro, con timore spera di avere sempre abbastanza forza per affrontare un angolo, una svolta, un muro, avendo ancora un sogno da sognare.

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  6. ema

    “sei diviso tra Marika e Mattea come fra terra e cielo”

    Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.

    William Shakespear, da “Amleto”

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  7. ema

    “un cielo che sembra uno specchio in cui ogni storia diventa immortale, per un attimo.”

    “Che cos’è il cielo? Dove si trova? Il cielo non si trova né sopra né sotto, né a destra né a sinistra; il cielo è esattamente nel centro del petto dell’uomo che ha fede.”

    Salvator Dalì

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  8. M&C

    Canzone della Senna

    La Senna è fortunata
    Non ha preoccupazioni
    Se la spassa bellamente
    Giorno e notte
    Esce dalla sorgente
    Pian piano senza rumore
    E senza prendersela troppo
    Senza uscire dal suo letto
    Verso il mare se ne va
    Passando per Parigi.

    La Senna è fortunata
    Non ha preoccupazioni
    E quando va girando
    Lungo i suoi canali
    Col suo bel vestito verde
    E le sue luci dorate
    Notre-Dame gelosa
    Immobile e severa
    Dall’alto di tutte le sue pietre
    La guarda di traverso.

    Ma la Senna se ne infischia
    Non ha preoccupazioni
    Se la spassa bellamente
    Giorno e notte
    E se ne va verso Le Havre
    Se ne va verso il mare
    Passando come un sogno
    In mezzo ai misteri
    Delle miserie di Parigi.
     (J. Prévert)

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  9. RossellaT

    Fatichi a chiarirti le idee

    Cerca nel cuore, a volte trovare la soluzione è più semplice di quanto sembri.

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  10. alessandro

    – Così come io, non appena ti ho veduta per la prima volta, ho fatto ritorno con te colà donde sono venuto – Agesilaus Santander.

    Nome difficile da decifrare.
    Opporsi all’Angelo della Storia, nel tentativo di trattenerlo, può essere fatale.
    Forse, soltanto nello specchio di acque immobili tutto passa correndo e muta.

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  11. Clown: opinioni

    Mi verrebbe da meditare più sul vento che sul fiume. Anche il nostro protagonista vorrebbe poter decidere “come essere, che fare, dove andare”, o meglio, semplicemente poter decidere? Al momento sembrerebbe ingabbiato in un monotelismo che non ne lascia esprimere il lato umano. Ad un certo punto dovrebbe sopraggiungere il terzo Concilio di Costantinopoli a dichiarare l’eresia della sua attuale esistenza; che sia l’uomo che si intromette a convocarlo?
    Ma smetto presto di meditare e allora, istintivamente, vorrei poter scrivere: una probabilmente è una cozza e l’altra una stronza; lui fuma chissà cosa fino a vedere immagini strane nell’acqua.
    Ma la realtà è che, leggendo, ho incontrato la frase “è mezzo cancellata dalla pioggia che chissà quante volte si è abbattuta qui, nella serie infinita degli inverni”. Ho continuato a scorrere le righe ma, inconsciamente, non sono più riuscito a pensare ad altro. Per oggi, io mi porto via questa di immagine. I like it. Vorrei che questo sguardo ti raggiungesse. Nuovamente.

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  12. bioraffaella

    Il mondo è pieno di scritte che nessuno legge, nomi difficili da decifrare.

    Ogni nome difficile da decifrare è una chiave che apre le porte del cuore che ci conducono poi verso la strada dell’Amore…

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  13. agnese

    “sei diviso tra Marika e Mattea”- basta che non decidi:una in giorni pari,altra per giorni dispari,o Marika in una settimana e Mattea in settimana dopo. Comunque,Mattea ti gira ancora per la testa?!

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  14. agnese

    “Diccono che la vita corra,ma non sei d’accordo”
    quando stai bene,sei felice,hai tanti impegni…il tempo passa veloce,anzi,ti manca per fare tutto questo che vorresti fare.Quando nella vita stai solo pensando delle strategie, che faccio,che farò… ti sembra che tempo sta fermo,finchè un giorno apri l’occhi e ti accorgi che ti sono sfuggite qualche anni dalla tua vita.

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  15. agnese

    “come si permette d’interrompere la tua meditazione?”-aveva paura che si uoi buttare giu nel fiume,ti vuole aiutare.A volte aiuta parlare.

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  16. Ernesta Scappaticci

    Forse hai ragione Agnese, ma quando ti coglie la solitudine il tempo non passa mai, non riesci più a vivere la giornata coi ritmi dalla vita ma con quelli dell’anima.
    Bisogna sorridere a tutti i costi perché sai che questa è l’unica medicina che ti porterà a tendere la mano all’altro con la passione di sempre!

    Ti saluto con un abbraccio.

    Al mio angelo custode: grazie di esistere i tuoi occhi sono la prova che esiste Dio.

    Un abbraccio a tutti.

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  17. bioraffaella

    sei diviso tra Marika e Mattea come fra terra e cielo

    Tra Marika e Mattea come fra terra e cielo esiste un punto d’incontro che ancora non si riesce a vedere perchè ancora tutto è troppo confuso,in questi casi conviene aspettare che la nebbia si diradi e allora dopo tutto apparirà molto più chiaro ,in fondo non può eistere una terra senza cielo ed un cielo senza terra perchè senza uno di questi elementi non ci sarebbe più Vita!

    Ma ognuno deve saper restare al proprio posto il caos farebbe da padrone!

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  18. bioraffaella

    “E’ bello guardare il fiume” …. mentre scorre tranquillo e silenzioso non curante di quello che gli accade attorno, è bello anche lasciarsi trasportare dal suo percorso,per diventare un tuttuno con te stesso e con il mondo!

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  19. marco1963

    Le scelte difficili implicano un polso particolare. L’amore ci conduce sempre nel bel mezzo delle cose.

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