6. Otello

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da qui

Più procedi, più comprendi che il tempo e lo spazio sono fili che s’intrecciano in modo inestricabile: è impossibile tracciare confini ragionevoli tra il qui e il là, tra il prima e il dopo. Ora, per esempio, ti tornano in mente le immagini di te, tuo fratello e Ferruccio Ferranti che scorrazzate in Viale Europa, in attesa del colpo che sognate da tanto e avete preparato nei minimi dettagli. Con Ferruccio, il successo è assicurato: è talmente efficiente, nelle malefatte, che la madre lo porta a spasso col guinzaglio al collo. Sei inquieto: lui è amico di Giampaolo, mica tuo, non puoi prevedere fino in fondo di cosa sia capace. L’appuntamento non dà adito a dubbi; l’ora, il negozio: gli alimentari Liberati. Le signore danzano tra un bancone e l’altro, ordinando olive e carciofini, prosciutto di montagna – me lo tagli sottile! -, stracchino in confezione convenienza. Ciò che conta è il bancone del pane, dove Otello, il proprietario, ha una parrucca che trionfa sull’odiata calvizie. Sorride: ora può guardare le donne col piglio giusto da don Giovanni redivivo, senza cadere nel ridicolo; catalizza l’attenzione, distogliendola dal commesso piacente cui tutte si rivolgono mendicando una battuta, un doppio senso, una strizzata d’occhio clandestina. Si vede che è felice, ma non ha fatto i conti col Ferranti, cui basta un gesto impercettibile a tutti eccetto voi per innescare una performance micidiale. La cantilena è fulminante: Otello con la parrucca! Otello con la parrucca! Peccato aver perso la memoria dettagliata del tempo e dello spazio: l’eco lunga del gesto, negozio per negozio, ufficio per ufficio; nell’archivio dei ricordi restano solo il bar Rossana, il Ferramenta, la vetrina di Eurosport, ingombra di scarpe da ginnastica. Impossibile distinguere i frammenti emersi dal passato e la congerie di esercizi commerciali sopraggiunti in seguito: il supermercato Elite, la Pelletteria Valigeria, la facciata in legno della Timberland. I corpi estranei impediscono di perlustrare sufficientemente la geografia del caos che avete provocato: uno spazio-tempo che include la telefonata di Otello a casa vostra; la distanza fra gli alimentari Liberati e la camera che dovete guadagnare e chiudere, prima che papà vi agguanti e vi massacri. Del bailamme che ha scosso dalle fondamenta il segmento di storia smarrito ormai per sempre, restano gli alberi spogli dell’autunno, le auto che attraversano l’incrocio, i taxi fermi davanti al negozio di abiti da uomo.

20 pensieri su “6. Otello

  1. bioraffaella

    I bambini amano mettersi al centro dell’ attenzione per far capire ai grandi che anche loro esistono e che se vogliono ,possono fatterla anche sotto il naso, è vero che a fare certi scherzi si divertono anche un po’ ma è anche vero che dietro ad ogni loro azione c’è un richiamo di attenzione nei nostri confronti.

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  2. Barbara

    Mi hai fatto venire in mente quella complicità fatta di sangue e cuore che si instaura tra i bambini quando condividono e partecipano un segreto; segreto che non tradirebbero neanche di fronte al peggior castigo. Perché l’amicizia è un valore, crea senso di appartenenza e vale ogni sacrificio . Poi si diventa adulti, si impara a tradire e i segreti più che avvicinare allontanano e dividono.

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  3. ema

    I RICORDI

    I ricordi, un inutile infinito,

    ma soli e uniti contro il mare, intatto

    in mezzo a rantoli infiniti…Il mare,

    voce d’una grandezza libera,

    ma innocenza nemica nei ricordi,

    rapido a cancellare le orme dolci

    d’un pensiero fedele…

    Il mare, le sue blandizie accidiose

    quanto feroci e quanto, quanto attese,

    e alla loro agonia,

    presente sempre, rinnovata sempre,

    nel vigile pensiero l’agonia…

    I ricordi,

    il riversarsi vano

    di sabbia che si muove

    senza pesare sulla sabbia,

    echi brevi protratti,

    senza voce echi degli addii

    a minuti che parvero felici…

    G. Ungaretti

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  4. Gum

    Viale Europa: la Fith Avenue dell’Eur, anch’esso così geometrico come Manhattan che sarebbe troppo facile calcolarne l’area,quella d’un rombo di cui la diagonale maggiore è la Cristoforo Colombo.
    Superficie piena di varia umanità, fatta di medio-borghesi del posto, di pendolari che affollano i grattaceli-ufficio tanto voluti dalla DC del miracolo economico, quartiere modello guastato dalla democrazia proletaria post-anniottanta, ridotto oggi a discarica di razze allo sbando. Beato chi lo ha vissuto in quello spazio-tempo quando l’unica fede era quella che mi piace chiamare nel progresso-regresso che per eredità ci ha lasciato soltanto platani malati auto col rosso fisso taxi che non lavorano e le opere di Nervi offese dal lancio di un Pomodoro.

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  5. Stella Maria

    Ci hanno insegnato e insegniamo, o almeno spero, che la verità è un valore fondamentale. Questo è innegabile ma essa ha effetti e conseguenze. Ci sono verità assolute e altre relative ma proprio per ciò che essa insegna e che è, bisogna riflettere perchè è sempre dirompente, uno shock nel bene e nel male. A volte la verità è una scusa per farci gli affari nostri, sostenere cause che danno solo a noi vantaggi, oppure ferisce, crea incomprensioni, rompe idilli. E’ sempre vero che bisogna dire la verità? Oppure è vero che “è meglio una bugia al momento giusto che una verità al momento sbagliato”? E’ una bella domanda, di certo va sempre difesa ma forse ci sono verità che tutti conoscono e che è meglio tacere.
    Anche quando inopportuna è maestra di vita, ci insegna come e quando dirla, meglio correre a chiudersi in camera per evitare conseguenze disastrose che barricarsi dietro un nickname per non prendere posizione con la faccia che hai, puoi perderla che è peggio di qualche schiaffo preso da mamma e papà. Oppure immergersi in un videogioco e vivere in una verità virtuale che poco insegna della vita e del vivere , … Dalla mia mente emerge il ricordo della favola del “re nudo”, di una bambina e una verità scomoda che ha come lieto fine il coraggio di vivere l’attimo fino in fondo. Ricordo l’unica nota sul quaderno per aver detto alla maestra che “…non potevo starle accanto perchè non mi piaceva il suo odore” e una punizione per cose che non si dicono…

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  6. RossellaT

    Ancora una pagina tenera e divertente, episodi di vita raccontati con ironia e malinconia dove anche i luoghi come un semplice negozio di alimentari diventano protagonisti. I ricordi dell’infanzia, le amicizie, gli scherzi, quante struggenti emozioni, a volte è necessario rileggere il passato per comprendere meglio c’ho che siamo oggi.

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  7. M&C

    Che nostalgia mi è venuta di quelle amicizie antiche e profonde, ma ormai perdute perché la vita ci ha diviso, ci ha fatto prendere strade diverse che ormai non si incontrano più.
    Restano però per sempre le emozioni forti vissute insieme, quelle che ci hanno fatto divertire o piangere, crescere e diventare ciò che siamo ora: tutto il baillame che, per fortuna, c’è stato, avrà per sempre un posto privilegiato nel mio cuore…
    Ora ci sono nuove amicizie, importanti tanto quanto le prime, perché l’amicizia è un valore, un sentimento al quale non si può rinunciare, come l’amore.

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  8. pmartucci

    Oggi forse li guarderemmo come solo capelli finti, trisemente messi a coprire una lucida calvizie, pure imbarazzante…….. In realta’ hanno dato, ad occhi limpidi, il gusto del gioco, il senso buffo e ridicolo di adulti un po’ mascherati, dando senso allo scherzo piu’ divertente, un po’ crudele, un po’ spensierato. Il gioco, quello vero, che ci siamo dimenticati, vive solo di se’, non si riempie di altro se non il gusto bello del riso, della complicita’, che magari inizia e finise nel breve momento di uno scherzo….

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  9. M&C

    Canzone d’Autunno

    Oggi sento nel cuore
    un vago tremore di stelle,
    ma il mio sentiero si perde
    nell’anima della nebbia.
    La luce mi spezza le ali
    e il dolore della mia tristezza
    bagna i ricordi
    alla fonte dell’idea.
    Tutte le rose sono bianche,
    bianche come la mia pena,
    e non sono le rose bianche,
    perché ci ha nevicato sopra.
    Prima ci fu l’arcobaleno.
    Nevica anche sulla mia anima.
    La neve dell’anima ha
    fiocchi di baci e di scene
    che sono affondate nell’ombra
    o nella luce di chi le pensa.
    La neve cade dalle rose,
    ma quella dell’anima resta
    e l’artiglio degli anni
    ne fa un sudario.
    Si scioglierà la neve
    quando moriremo?
    O ci sarà altra neve
    e altre rose piú perfette?
    Scenderà la pace su di noi
    come c’insegna Cristo?
    O non sarà mai possibile
    la soluzione del problema?
    E se l’amore c’inganna?
    Chi animerà la nostra vita
    se il crepuscolo ci sprofonda
    nella vera scienza
    del Bene che forse non esiste
    e del Male che batte vicino?
    Se la speranza si spegne
    e ricomincia Babele
    che torcia illuminerà
    le strade della Terra?
    Se l’azzurro è un sogno,
    che ne sarà dell’innocenza?
    Che ne sarà del cuore
    se l’Amore non ha frecce?
    Se la morte è la morte,
    che ne sarà dei poeti
    e delle cose addormentate
    che piú nessuno ricorda?
    O sole della speranza!
    Acqua chiara! Luna nuova!
    Cuori dei bambini!
    Anime rudi delle pietre!
    Oggi sento nel cuore
    un vago tremore di stelle
    e tutte le rose sono
    bianche come la mia pena.

    F. Garcia Lorca

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  10. bioraffaella

    Nella vita comunque,come nei quartieri ci sono cose che non cambieranno mai e cose che continuano a cambiare come le persone,perché quello che era prima non è più e il tutto si guarda con un sorriso lievemente malinconico che di solito ti lascia la nostalgia di un ricordo rimasto sempre vivo ,dentro di te,come se fosse una fotografia che si è un pò scolorita con il passare del tempo.

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  11. bioraffaella

    Non so perché ,ma quando qualcuno inizia a guardare indietro nel tempo, ecco che dopo qualche secondo anche a noi spuntano come funghi i ricordi di quando eravamo bambini. Forse perché i ricordi sono il sale della nostra vita o perché sono diventate le radici di un bellissimo fiore appena sbocciato da cui ne ricava tutto il suo splendore e il suo profumo…poiché i ricordi non sono nient’altro che la linfa vitale della vita.

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  12. bioraffaella

    Ora, per esempio, ti tornano in mente le immagini di te, tuo fratello e Ferruccio Ferranti che scorrazzate in Viale Europa, in attesa del colpo che sognate da tanto e avete preparato nei minimi dettagli.

    I veri amici amano condividere i momenti
    preziosi che la vita riserva loro,
    come le piccole cose dell’esistenza
    per cui vale la pena di vivere ogni giorno.»

    (S. Bambarén)

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  13. agnese

    io e mio fratello combinavamo di tutti colori,a volte per curiosità,a volte dalla noia, a volte per scatenare energie. Ma siamo sopravvisuti lo stesso. Io soltanto: una volta avevo rotto la testa (niente di grave), due volta ho rotto il naso, una volta cadendo mi sono fatta bucchino vicino cocuzzolo,tre volta ho preso una sorta di piede (stranamente sempre lo stesso), una volta ho rotto i denti sullo scivolo. Niente di grave! Non ho rotto il collo,nonostante tutto.
    Però adesso,con le mie esperienze sono riuscita evitare da guai “miei” bimbi- ho esperienza!

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  14. agnese

    Una volta (eravamo ancora bambini di forse 5 anni) e stavamo da soli a casa, improvvisamente era venuta la nonna e ha cominciato rimproverare noi, allora noi, senza pensare due volta:nonna,giochi con noi al trenino?,e si siamo attaccati a nonna formando trenino e spingendo nonna verso la porta, abbiamo messo la nonna fuori e abbiamo chiuso la porta. Questo gioco si è finito male, perchè nonna era andata subito da nostri genitori e mio padre era “volato” qua furioso. consequenze chiare…

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  15. agnese

    Bambini riescono inventare i giochi strani….
    una volta,mi sa che stavamo già a media, ragazzi si sono messi a giocare ad acchiapparella,però fuori la finestra,sulle davanzale. In certo punto tutti sono saltati dentro la classe chiudendo tutte le finestre e chiudendo un ragazzo fuori, aggrappato alla finestra sul primo piano. La gioia non è durata tanto,perchè un professore si era accorto e venuto di corsa salvare la vittima.

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  16. robysda

    Piccole storie di “simpatici teppistelli” che si riaccendono nella mente come luci a intermittenza di un albero di Natale. E’ in quel mentre che la vita si trasforma, che si cresce e si diventa adulti, che i ricordi diventano mattoncini d’esperienza necessari per costruire il futuro , tutto da esplorare e imparare a conoscere. Ecco, allora, che una marachella, un rimprovero o una piccola complicità si trasformano in dimostrazioni di vita da cui attingere per approfondire l’importanza del rispetto, per sensibilizzare la necessità della condivisione, per scoprire il profumo del coraggio di essere se stessi, senza vergogna e senza compromessi.

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