Se l’Osservatore Romano dice che finiremo tutti hikikomori…

Antonio Spadaro

di Antonio Spadaro

Il 29 novembre scorso l’Osservatore Romano ha pubblicato un articolo di Christian Martini Grimaldi dal titolo “Tra realtà e pregiudizio” dedicato alle relazioni umane dentro e fuori dalla rete. E’ un articolo che sembra smentire l’intelligenza e la sapienza del magistero pontificio sulle comunicazioni di Benedetto XVI (proprio alla vigilia della sua presenza su Twitter!) con la semplice e inutile riproposizione di alcuni stereotipi.

L’articolo prende spunto da una mia frase che è in realtà (nell’articolo non è detto) parte di un mio articolo su Avvenire. In quella frase dico che finché si manterrà il dualismo tra la vita off line e la vita on line – considerando banalmente la prima come la vita “vera” e la seconda come la vita irrimediabilmente “finta” – si moltiplicheranno le alienazioni. Finché si dirà che per vivere relazioni reali bisogna chiudere le relazioni in rete si confermerà la schizofrenia di una generazione che vive l’ambiente digitale come un ambiente che vive di banalità effimere.

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6 pensieri su “Se l’Osservatore Romano dice che finiremo tutti hikikomori…

  1. M&C

    La rete è un mezzo di comunicazione importante che non si può ignorare: sarebbe da dinosauri!
    I social network come facebook e twitter, la possibilità di inviate mail, l’uso di google etc. hanno assunto un ruolo fondamentale in tutto il mondo (basta pensare alla primavera araba!).
    Ogni uomo, di chiesa o non, che vuole essere presente nella società, che vuole avere un ruolo attivo ed anzi non vuole affatto diventare “hikikomori”, non può vivere ignorando tutto questo, ma deve imparare e conoscerlo per utilizzarlo con responsabilità, evitando le trappole che esistono, ma che non dipendono dal mezzo, ma unicamente dall’utilizzatore.
    Per non parlare della immense possibilità di scambio e accesso alle informazioni, che la rete ha aperto a tutte quelle persone, come i malati o i disabili, che hanno difficoltà anche solo ad uscire da casa!

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  2. RossellaT

    Le nuove tecnologie hanno permesso all’uomo di abbattere le distanze, hanno il merito di aver facilitato la comunicazione, spesso si riesce ad essere più veri nel virtuale, riusciamo più facilmente a mantenere i contatti e creane dei nuovi. Attraverso il web e’ più facile e possibile far circolare le informazioni, le imprese possono migliorare ed aumentare il proprio business grazie alla comunicazione diffusa.

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  3. bioraffaella

    Una volta un mio amico mi disse che il computer è diventato come un qualunque elettrodomestico per la casa esserne sprovvisti è come appartenere all’era della preistoria,questo vuol dire che l’ uso del computer e di tutto quello che ne consegue come Internet,fb,Twitter fanno ormai parte della nostra vita sono un tutt’uno con il nostro modo di vivere e di essere .Essi aprono nuovi orizzonti alla comunicazione e all’informazione,inoltre ci fanno sentire persone amiche (non semplici contatti) che sono lontane, sempre più vicine noi.

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  4. ema

    Tra tutti i mezzi di comunicazione trovo che il web sia il più adatto a creare nuovi spazi di evangelizzazione. Difficilmente si accede al web passivamente (come accade ad esempio per la tv), spesso si viene invogliati ad interagire per dire la propria.
    Condivido pienamente l’analisi proposta da Spadaro come l’unica possibile perchè tiene conto, una volta tanto, di un cambiamento delle abitudini sociali in positivo.

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  5. robysda

    Rinnovarsi è anche aprire una finestra on line , creare un rapporto di scambio di informazioni e accoglienza di pensiero con una realtà che non si può ignorare, essendo la rete diventata in tutto e per tutto parte essenziale e integrante del tessuto connettivo socio culturale. Utilizzare “con saggezza”, come riportano le parole del Papa, questo mezzo per l’evangelizzazione, trovo sia di fondamentale importanza; confrontarsi in tempo reale significa porre l’accento ad un’evoluzione personale, necessaria per avvicinarsi e accogliere anche / soprattutto il mondo dei giovani, per dare loro ulteriori occasioni e spunti di riflessione su una Parola sempre più viva e attuale.

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