12. Dalla fine

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=CTXhcImoJAE]

da qui

Sei eccitato, è il giorno in cui papà vuole portarvi alla parata. L’idea di salire sulla Metro ti entusiasma. Anzi, è la sola che conta, perché a te interessa il viaggio, piuttosto che la meta: hai già l’imprinting di De André, che non ha scritto ancora il verso memorabile: per la stessa ragione del viaggio viaggiare, ma è come se lo avesse fatto. Per te è così, e il mondo sotterraneo della Linea B è come un viaggio al centro della terra. L’oscurità interrotta dalle luci al neon sullo strapiombo bianco delle scale, il fiume di persone che si accalca ai binari come la folla dei supporters nello stadio, è qualcosa di ignoto alle esperienze che hai fatto fino a ora: un moto perpetuo che scardina le sicurezze, sprofonda nell’insignificanza la penna a inchiostro di Vincenzo Cerere, l’accavallarsi di bici e motorini nell’antro di Manzetti o il pollo alla diavola della pizzeria di Viale America; ti tocca fare i conti con la miriade di facce che t’ignorano, assorte in pensieri indecifrabili; contempli, turbato, il mostro bianco e blu che ingoia voracemente i passeggeri e li porta chissà dove, forse all’inferno: che puoi saperne tu, bambino scemo? Ecco, l’idea insensata ti passa per la mente: nella ressa di colori, chiacchiere e spintoni, potrebbe apparirti – perché no? – lo sguardo verde della Persighetti. In fondo, pensi, il mondo è piccolo: il padre avrà deciso di portarcela, e a lei, ne sei sicuro, della parata non importa nulla; è venuta per studiare l’effetto che fa a te, che non capisci un accidente. Tra un delirio e l’altro, siete ai Fori imperiali; ti senti già annoiato dal basco amaranto dei parà, dai pennacchi rossi e blu del plotone dei carabinieri: non puoi giocarci, preferisci i soldatini della Airfix. T’interessa concentrarti sulla gente che grida, applaude, agita cappelli e fazzoletti, come se i militi partissero alla guerra. No, c’è qualcosa che ti piace nel fiume ininterrotto dei soldati, costretti a marciare sotto il sole: un squillo di tromba, le piume che svolazzano come corvi gracchianti nel mattino pieno di vento: ti chiedi come riescano a correre precisamente con lo stesso ritmo, dove trovino il fiato per volare sull’asfalto incandescente del due giugno e soffiare, nello stesso tempo, dentro trombe e tromboni. Pensi che, se un giorno ti chiamassero, vorresti sfilare come loro: sbrigando il più presto possibile questa pratica balzana, tornando a casa in tempo per vedere Carosello, perché corri più degli altri. La vita è bella se la guardi dalla fine, quando il lampo di fucili e carri armati è un ricordo sbiadito, che svanisce in un refolo di vento.

25 pensieri su “12. Dalla fine

  1. bioraffaella

    Guardare la propria vita o la propria storia a partire dalla fine è il modo per guardare alla vita con una nuova prospettiva,con un paio di occhiali nuovi che aprono nuovi orizzonti verso la strada dell’ amore!

    Rispondi
  2. M&C

    Il mondo visto con gli occhi dei bambini è bello, pieno di colori, di gente e di dettagli che da grandi non si riesce più a cogliere.
    Loro guardano tutto per la prima volta ed è come per noi se guardassimo per l’ultima: con stupore e con la sorpresa di trovare nuove le cose già viste, utilizzando il cuore come lente di ingrandimento.
    Neanche la Persighetti può offuscare questo arcobaleno e questo carosello di suoni e colori.

    Rispondi
  3. ema

    “vorresti sfilare come loro: sbrigando il più presto possibile questa pratica balzana tornando a casa in tempo per vedere Carosello”

    La vita non è un susseguirsi di eventi senza senso da vivere in fretta .E’ la casa preparata per noi da abitare fino in fondo.

    Rispondi
  4. bioraffaella

    La vita è bella se la guardi dalla fine…perché il cerchio della vita non finisce mai.Esiste sempre un punto di partenza ,se si inizia a viaggiare proprio dalla fine!

    Rispondi
  5. M&C

    Mi colpisce che, nonostante la Persighetti sia una persona negativa, una presenza destabilizzante con le sue critiche spietate, tu bambino riuscivi a trovare ciò che di più bello e ci fosse in lei: i grandi occhi verdi… Una capacità di andare oltre l’evidenza ed ogni maschera, una carità che hai conservato, se non addirittura accresciuto, anche da grande, don!

    Rispondi
  6. Barbara

    “… il mondo sotterraneo della Linea B è come un viaggio al centro della terra. (…) è qualcosa di ignoto alle esperienze che hai fatto fino a ora: un moto perpetuo che scardina le sicurezze”
    Il fuori pieno di colori, suoni, gente, presenze familiari e rassicuranti.
    Il dentro con “l’oscurità interrotta dalle luci al neon”, viaggio iniziatico appena cominciato.

    Rispondi
  7. RossellaT

    T’interessa concentrarti sulla gente

    E’ difficile concentrarsi sulla gente in un mondo permeato di finzioni, ipocrisie e vuoti formalismi.

    “Sapeva leggere Novecento, non i libri. Quelli sono buoni tutti. Sapeva leggere la gente, i segni che la gente si porta addosso, posti, rumori, odori. La loro terra, la loro storia, tutta scritta addosso. Lui leggeva e con cura infinita catalogava, sistemava, ordinava in quella immensa mappa che stava disegnandosi in testa.” (La leggenda del pianista sull’oceano)

    Rispondi
  8. agnese

    “…ragione del viaggio viaggiare”
    come nella canzone:
    salire sul treno
    qualsiasi
    senza preoccuparsi del bagaglio
    senza preoccuparsi del biglietto
    stringere nella mano
    un sassollino verde
    guardare come tutto rimane indietro.

    Conosco le persone che dicono:a volte mi viene la voglia di andare alla stazione e salire sul primo treno che parte.

    Rispondi
  9. agnese

    Invece adesso questo qua non centra niente con la pagina di oggi,però mi è piaciuto e voglio scrivere (tanto si parla anche del viaggio)

    “Qualche viaggio insieme su e giù nell’ascensore e la personalità viene fuori meglio che sul lettino di Freud”

    Dino Basili

    Rispondi
  10. agnese

    Ai tempi di scuola si festeggiava 1 Maggio,cioè era obbligatorio partecipazione nelle parade,devevamo passare sulle strade fino al tribuna, con le bandiere, per fare vedere come siamo bravi e forti.Tutto durava qualche ore, era noioso. Solo una parada aspettavo volentieri,questa di mio fratello,perchè liceo abbiamo fatto diversi. Lui deveva passare con la macchina da corsa, che rumore hanno fatto!, perchè comunque non potevano correre ma frenare la macchina

    Rispondi
  11. agnese

    “La vita è bella se la guardi dalla fine”- perchè la guardi con riflessione,saggezza, però manca questo pizzico di rischio, di paura, di gioia, di speranza-e mo? che succede adesso?!

    Rispondi
  12. agnese

    CHI CONTA DI PIU’ ?

    -Insomma,Simone,chi conta di più in questa casa,tu o io?
    -Non lo so babbo,io conto fino a 1.000 e tu?

    Rispondi
  13. pmartucci

    … la testa cammina… un po’ più veloce delle gambe di bambino, cerca il punto di fuga, di tutto quel muoversi, di quelle logiche sconosciute, misteriose, che si risolvono in dettagli, piume, suoni. Il ricordo, quello con i colori un po’ andati, diventa un nuovo, diverso, più grande?, punto di vista…

    Rispondi
  14. gum

    A qualcuno, come il sottoscritto, piace leggere i giornali all’indietro sfogliandoli dall’ultima pagina, un viaggio a ritroso appunto, partendo dalla meta , con l’ansia di guardare da subito come andra’ la vita, anche se le notizie gia’stampate non potranno cambiarla quando ormai ti ci sei infilato dentro con l’alto rischio di finire all’inferno. Quante volte anche noi avremmo fatto meglio a tornarcene a casa di fretta per vedere Carosello.

    Rispondi
  15. robysda

    Carne viva, una ferita aperta che sanguina ogni volta che l’indifferenza si manifesta ostinata, il battesimo per scendere da una superficie sterile e povera d’amore per raggiungere un profondo che indica con grande umiltà lo scambio giusto da azionare per raggiungere la stazione dell’incontro, destinazione di una vita che vuole arrivare a conoscerne il suo senso.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *