43. Nel vostro mondo

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da qui

Accusi il colpo. Soprattutto perché pensi alle volte che sei stato sul punto di mollare, scoraggiarti, mettere in discussione la tua vita. Un filo rosso che attraversa l’esistenza, dal giorno in cui sbagliasti, entrando nell’aula dei più grandi, a quello del quattro in matematica, fino alla scelta dell’università, l’anno di giurisprudenza in cui superasti con successo i primi esami, ma trovandoti di fronte al tomo grigio di diritto penale ti fu chiaro che non era la tua strada. Tuo padre aveva detto che Lettere non valeva nulla, ma il cuore batteva in quella direzione e quando entrasti in facoltà fosti subito rapito dai programmi: Boccaccio, il Novellino, il corso di Filologia romanza. Ti sentivi a casa. Il mattino della prima lezione, nell’aula magna gremita di studenti, Carlo Muscetta provò a distogliervi dall’obiettivo, rispolverando il noto detto carmina non dant panem; ma a te del pane, da bravo borghese, non importava nulla; solo i versi erano capaci d’infiammarti: passavi le ore sul Canzoniere di Petrarca o sulle ottave dell’Ariosto, che attiravano in un vortice incantato, come se ciascun endecasillabo ti risucchiasse in quello successivo, ti avvolgesse in una musica che adesso diventava la tua vita. Eri convinto che fosse quello il mondo, mentre il resto appariva un duplicato grigio, inservibile per chiunque aspirasse a qualche forma di felicità. Solo nelle pagine degli scrittori trovavi la perfezione che cercavi, sistemi dove tutto si teneva, in cui il dettaglio era essenziale; fuori dei libri, invece, lo spazio rotolava su se stesso, il disordine rischiava di corrodere le immagini, slabbrare le figure, per cui, quando potevi, ti rifugiavi in qualche biblioteca o nella stanza, col cedro che continuava a imboccarti le poesie e lei che tornava dopo tanto tempo, per convincerti, forse, che non era più scostante come prima, che aveva imparato a abbandonarsi; ora voleva dimostrarlo, perché la rimpiangessi un po’ di più, la ricordassi col vestito a fiori, pronta a farsi prendere senza resistenze mentre prima s’era sempre rifiutata, e tu, bambino scemo, non capivi un accidente, la stringevi senza credere ai tuoi occhi, come fosse un regalo di cui non conoscevi l’origine né il fine. Se ne andò così com’era giunta, scambiando un saluto di quelli alla fila delle poste, uscendo da un libro dove il mondo era perfetto, descritto nei minimi dettagli – il seno bianco, turgido, all’insù, il ventre piatto e morbido come un campo sommerso dalla neve -, lasciandosi dietro la fragranza delle pagine, mentre tu ti ritrovavi col naso alla finestra, chiedendoti ancora se il vero si celasse fra le righe nere del romanzo o in quelle grigie dei giorni abbarbicati a uno sguardo di traverso, un litigio, la fuga fatua in cui dicesti basta, non mi riconosco più nel vostro mondo.

22 pensieri su “43. Nel vostro mondo

  1. ema

    “Il senso del mondo dev’essere fuori di esso. Nel mondo tutto è come è, e tutto avviene come avviene; non v’è in esso alcun valore – né, se vi fosse, avrebbe un valore. Se un valore che ha valore v’è, dev’esser fuori d’ogni avvenire ed essere-cosí. Infatti ogni avvenire ed essere-cosí è accidentale. Ciò che li rende non-accidentali non può essere nel mondo, ché altrimenti sarebbe, a sua volta, accidentale. Dev’essere fuori del mondo. “

    Ludwig Wittgenstein

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  2. ema

    …però, ‘ se è vero che questo mondo è l’unico posto dove possiamo amare ed essere amati, allora dobbiamo fare i conti sia con” le righe nere del romanzo” sia con ” quelle grigie dei giorni abbarbicati a uno sguardo di traverso”

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  3. M&C

    .- un libro dove il mondo era perfetto

    Come nelle fiabe, il mondo della fantasia è certamente più bello della realtà, perchè in esso non esistono difetti, errori e brutture di ogni tipo; anche i sentimenti sono migliori e possono far battere il cuore all’mpazzata, perchè sono sempre positivi, senza incomprensioni, infuocati e mai vittime di stanchezza, noia o banalità.
    Ma la vita reale possiede la vera chiave della felicità: vivere in prima persona.
    Nessun volo pindarico della fantasia potrà mai sostituirsi alla gioia di una vita vissuta pienamente e liberamente, nonostante dolori e delusioni, niente sarà mai più prezioso di una parola sussurrata all’orecchio, o di una carezza oppure uno schiaffo che, una volta ricevuti, ti accompagnano per sempre con il loro calore.
    Il mondo perfetto non esiste, ma siamo noi che possiamo rendere tale la realtà, anche con l’aiuto della fantasia, ma non solo

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  4. mariaserena peterlin

    La vocazione che ci chiama ad un tipo di studio, ad una scelta di vita, ad amare qualcuno appare più come un tornare che un andare. Si torna, o, per dir meglio, si ritorna per essere completi, perché sappiamo che spezzati non possiamo vivere. Ci si sente a casa in un’aula di lettere? Io penso di sì, come ci si sente a casa tra le pareti profumate di legno antico delle vecchie biblioteche, come perdendosi nello sguardo, nell’odore di chi si ama, come lasciandoci attrarre da una vita diversa e forse impervia.
    Nasciamo e cerchiamo di trovare la nostra orbita naturale, il nostro movimento intorno e verso; nasciamo per tornare là, verso qualcosa che non sapevamo ci appartenesse ma sentiamo che c’è.

    (Vallo a spiegare a chi pensa che si possa decidere e organizzare tutto verso un fine unico).

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  5. Barbara

    Emblematico il titolo del post di oggi: “Il vostro mondo”. Quanto costa trasformare quel “vostro” in “mio”? Ogni scelta che ha come obiettivo la realizzazione autentica di se stessi è uno slalom tra aspettative altrui disattese, delusioni, lacerazioni, sensi di colpa. Certo, il prezzo da pagare può essere alto, ma se il traguardo è la felicità dell'”essere”, allora nessun prezzo sarà troppo alto.

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  6. Clown: opinioni

    Esiste una bellezza rassicurante, immortale, alla quale, come è stato detto, poter sempre “tornare”. Una bellezza anche appagante ma che una sera di un qualche inverno può, improvvisamente, non trasmettere calore.
    Ed esiste una bellezza che coinvolge tutti i cinque sensi e che scalda anche, ma che non possiamo gestire, che può essere effimera e può ferire.
    Potremmo dire che la letteratura fa tornare al sicuro sul balcone, sorta di evoluzione di un elefante di peluche. Far coincidere la proprio strada nella vita con una tale condizione non è niente male.
    Certo che anche un corpo da stringere tra le mani ha il suo bel valore, ma se in quello stringere non percepiamo anche l’anima, si rischiano sere ancora più fredde e notti ancora più buie.
    Ognuno fa le proprie valutazioni; il più delle volte, però, per quanto si rifletta e si ponderi, restano oscure le ragioni che ci portano a scegliere il nostro destino.

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  7. bioraffaella

    Il nostro mondo può assomigliare ad una favola, ad un sogno irrealizzabile,ma è pur sempre il nostro mondo,per questo esso va difeso soprattutto da coloro che non lo capiscono, nel nostro mondo c’è tutto il nostro essere che vuole vivere libero ,al di fuori di ogni schema e di ogni regola che piano ,piano ci soffoca perché non appartiene al nostro mondo ,ma al vostro!

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  8. bioraffaella

    mettere in discussione la tua vita.
    È importante mettersi ogni tanto in discussione e farsi delle domande del tipo: Sto facendo la cosa giusta? La strada che ho intrapreso è proprio la mia strada? Se a queste domande la nostra risposta è si e il solo pensiero di intraprendere un altra strada ci fa star male ,allora possiamo dire che la nostra scelta è la scelta giusta, è la scelta che appartiene al nostro mondo e ritrovare il nostro mondo è come ritrovare noi stessi.

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  9. arstina

    Complimenti a chi cerca il “suo mondo”, lo immagina, lo desidera, lo sceglie, brama e ottiene la libertà. Complimenti a chi non è indifferente, a chi non si lascia trascinare dagli eventi per poi trovarsi a quaranta o cinquanta anni di fronte a quel tomo grigio, scoprendo di aver vissuto una vita nell’ipocrisia e nella mediocrità.
    Volevo fare filosofia; mi sono laureata in giurisprudenza perchè temevo che mio padre non avrebbe pagato le tasse universitarie. Non posso negare che mi piaccia il diritto ma sono certa che non sia il mio mondo, anche se, a dirla tutta, non ho ancora ben chiaro quale sia. Invidio un po’ quel giovine che in adolescenza aveva già compreso e scelto la sua strada.
    Non credo che dietro l’azione umana vi sia sempre una scelta, neppure “incosciente” come si è ormai soliti dire. Penso piuttosto che non scegliamo, il che, secondo un grande filosofo (che aborriva questa espressione) è il più grande peccato che si possa compiere.

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  10. bioraffaella

    fino alla scelta dell’università, l’anno di giurisprudenza in cui superasti con successo i primi esami, ma trovandoti di fronte al tomo grigio di diritto penale ti fu chiaro che non era la tua strada

    “Infine ci riveliamo sempre, chi non credevamo d’essere. “

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  11. pam

    ”Se ne andò così com’era giunta”

    C’è un mondo in cui ci si ritrova con il naso alla finestra, o con gli occhi al soffitto a farsi domande.
    C’è un rovescio del mondo dove tutto è un regalo, e dove il vero sono i colori che si possono intravedere già nel nero e nel grigio.

    http://youtu.be/w7u_j9vRwm8

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  12. M&C

    “Ci sono mani buone ad asciugare le lacrime: quelle delle madri, quelle dei pagliacci, quelle di chi sa scrivere.”
    (E. De luca)

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  13. robygen010

    Un mondo perfetto nel disordine, in cui la luna splende all’alba, la corrente lascia spazio al salmone per la risalita del torrente che continua a generare pensieri fatti in serie, la libera scelta di chi si fida della vita e la vive affidandosi all’amore, l’errore di stampa sulla riga nera che offusca la nitidezza di una pagina impeccabile, come fosse il colore fuori dal contorno nel disegno di un bambino, una mano sporca di solitudine che chiede ascolto nella preghiera in cerchio. L’altra prospettiva, quella di un mondo rovesciato.

    Lasciatemi così. Ho fatto tutto il giro e ho capito. Il mondo si legge anche all’incontrario. Tutto è chiaro
    Il Castello dei destini incrociati, I. Calvino

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  14. agnese

    “Se ne andò cosi com’era giunta,scambiando un saluto di quelli alla fila delle poste”
    ma dai! Ma come si poteva permettere!? E’ meglio dire:”non so che mi succede, non è come una volta,ho bisogno di riflettere da solo”(nr 40 La Patria)- è più elegante.
    Gaia dice:la vita è crudele! Lo vedi.Lei gia a sette anni lo sapeva(adesso bambini crescono prima)
    Dopo che hai lasciato dieci volte,sei stato lasciato una volta.Che dolore! Ma come possibile?! Lasciare “era la tua specialità” E qua-sorpresa!
    E che,per caso hai cominciato pensare che tutte noi donne siamo perfide?

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  15. agnese

    “Solo nelle pagine degli scrittori trovavi la perfezione che cercavi”
    io,da parte questo,vivevo sempre nel mio mondo di fantasia,e poi ogni volta che guardavo intorno prendevo una tramvata.
    E non lo so cosa fa male:leggere libri? fantasticare? o ogni tanto gurdare intorno?

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  16. agnese

    buongiorno
    ho un po’ di sensi di colpa che con miei commenti sono stata troppo ironica e cinica,ma io soltanto stavo scherzando
    buona giornata

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  17. gum

    Le lettere e il corpo di lei, due passioni importanti nella tua vita: la prima per entrare in un libro,

    la seconda per saper uscire da un altro.

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