La sera di uno di questi giorni difficili abbiamo aperto a caso la Bibbia: gesto per noi inconsueto, dunque tanto più grave il responso.
Ed ecco quello che vi abbiamo letto, nella pagina in alto a sinistra:
“La terra ha dato il suo frutto,
ci benedica Dio, il nostro Dio”.
Rossore. Pallore. Di nuovo rossore. E poi: “Grazie”.
È questa la pace da sempre cercata e mai prima trovata.
Finalmente sappiamo che il frutto è già questo; se anche sia gramo o se altri saranno a goderne non deve importare. Più importante è la pace che viene dall’opera svolta, e non giudicata, per pietà della nostra stanchezza; ma il nulla che siamo ha pure una forza; nella sera che già si prolunga verso la notte, e poi verso un nuovo mattino che molti di noi non vedranno.

un nulla carico di fortissimi significati….
ad ognuno il proprio.
un abbraccio grande
Cara Ilaria,
un abbraccio a te
e un BUONA PASQUA
esteso a tutti i lettori,
Roberto
“… ma il nulla che siamo ha pure una forza;”
Buona Pasqua, Roberto!
Giorgina
Sappiamo chi è il Frutto e ora conosciamo anche il Vicario della Pace venuto a servire tutti i popoli del mondo e a benedire il nostro nulla, anche per una sola notte.
Buona Settimana Pasquale.
Cara Giorgina,
si scrivono certe cose disperatamente sperando che siano almeno un po’ vere.
Saluti e auguri anche a te,
Roberto
Gentile Gum,
sì, il nostro nulla sa e conosce.
Saluti e auguri,
Roberto
per chi crede nella forza del ciclo, il nulla non esiste!
buona sera Roberto
🙂
Cara Carla,
come sai la nostra logica è incerta e il nostro linguaggio intrinsecamente ambiguo; ci esprimiamo con analogie azzardate e paradossi, sperando di rendere in qualche modo l’idea che a tratti ci lampeggia davanti.
Buona sera a te,
Roberto
bello sapere che c’è ancora chi sa arrossire e poi impallidire e poi arrossire di nuovo.
Cara Elisabetta,
rabbia, terrore, vergogna.
La vergogna arriva soltanto buona terza.
Ciao e auguri,
Roberto
Questa è la condizione umana: andare avanti nel buio sperando che Qualcuno ci veda e abbia pietà di noi. E Dio ascolti Benedetto XVI quando ci assicurò che saremo “Spe salvi”.
Caro Riccardo,
è così.
Ciao e buona Pasqua,
Roberto