Provocazione in forma d’apologo 241

La sera di uno di questi giorni difficili abbiamo aperto a caso la Bibbia: gesto per noi inconsueto, dunque tanto più grave il responso.
Ed ecco quello che vi abbiamo letto, nella pagina in alto a sinistra:

“La terra ha dato il suo frutto,
ci benedica Dio, il nostro Dio”.

Rossore. Pallore. Di nuovo rossore. E poi: “Grazie”.
È questa la pace da sempre cercata e mai prima trovata.
Finalmente sappiamo che il frutto è già questo; se anche sia gramo o se altri saranno a goderne non deve importare. Più importante è la pace che viene dall’opera svolta, e non giudicata, per pietà della nostra stanchezza; ma il nulla che siamo ha pure una forza; nella sera che già si prolunga verso la notte, e poi verso un nuovo mattino che molti di noi non vedranno.

12 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 241

  1. gum

    Sappiamo chi è il Frutto e ora conosciamo anche il Vicario della Pace venuto a servire tutti i popoli del mondo e a benedire il nostro nulla, anche per una sola notte.
    Buona Settimana Pasquale.

    Rispondi
  2. robertorossitesta

    Cara Giorgina,
    si scrivono certe cose disperatamente sperando che siano almeno un po’ vere.
    Saluti e auguri anche a te,
    Roberto

    Rispondi
  3. robertorossitesta

    Cara Carla,
    come sai la nostra logica è incerta e il nostro linguaggio intrinsecamente ambiguo; ci esprimiamo con analogie azzardate e paradossi, sperando di rendere in qualche modo l’idea che a tratti ci lampeggia davanti.
    Buona sera a te,
    Roberto

    Rispondi
  4. elisabetta bordieri

    bello sapere che c’è ancora chi sa arrossire e poi impallidire e poi arrossire di nuovo.

    Rispondi
  5. robertorossitesta

    Cara Elisabetta,
    rabbia, terrore, vergogna.
    La vergogna arriva soltanto buona terza.
    Ciao e auguri,
    Roberto

    Rispondi
  6. riccardo ferrazzi

    Questa è la condizione umana: andare avanti nel buio sperando che Qualcuno ci veda e abbia pietà di noi. E Dio ascolti Benedetto XVI quando ci assicurò che saremo “Spe salvi”.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *