Le lunghe ombre del sole turco
La situazione dell’avvocato difensore dei diritti umani Muharrem Erbey
di Hans Poppel
Nella prigione di Diyarbir D Tipi Cezaevi in Turchia sono detenuti criminali comuni e assassini. Tra di loro però ci sono anche prigionieri politici che in uno stato democratico non sarebbero certamente perseguitati in quel modo. Molti giornalisti, intellettuali, scrittori e avvocati sono detenuti nei carceri turchi solamente perché hanno osato esprimere la loro opinione e denunciato la violazione incessante dei diritti umani nel loro paese. Sono pertanto da considerarsi vittime di uno stato repressivo che intende azzittire ogni critica con una politica di intimidazione.
Uno di loro è Muharrem Erbey, avvocato e capo del gruppo Diyarkabir, una sezione della Lega per i diritti umani. Da molti anni egli combatte per i diritti degli oppositori politici. Il modello dell’avvocato 43enne è Voltaire e il suo motto: “ Coloro che hanno perso la libertà, l’hanno persa perché non l’hanno difesa.” Nello spirito della Carta dei Diritti Umani, egli difende pacificamente il diritto di poter esprimere liberamente la propria opinione.
Da parte delle autorità turche,insieme a molti suoi collaboratori, viene considerato semplicemente un nemico di stato mentre all’estero gode di una ottima fama.
Il 24 dicembre del 2009 è stato arrestato e da allora si trova in carcerazione preventiva nella prigione di Diyarbakir.
L’accusa è di fare parte di una organizzazione terroristica, di svolgere delle attività contro lo stato, di sostenere i ribelli curdi della PKK e di svolgere propaganda contro lo stato.
Nel settembre del 2012 è cominciato il processo contro di lui. Fino ad ora non gli è stato concesso di consultare gli atti processuali. Un procedere inaudito in un paese che reclama per sé di essere uno stato democratico che vorrebbe al più presto fare parte dell’ EU!
Nel novembre del 2012, a Berlino, a Muharrem Erbey è stato consegnato – ovviamente in assenza! – il premio Ludovic Trarieux per i diritti umani. Nella sua laudatio, il ministro per la giustizia, Sabine Leutheuser-Schnarrenberger, ha espresso la speranza che questo premio possa essere un chiaro messaggio per il governo turco. Questo premio, il cui nome ricorda il fondatore della Lega Francese per i Diritti Umani Ludovic Trarieux, viene consegnato ogni anno per l’impegno politico da parte di un avvocato contro il razzismo e l’intolleranza.
Nel 1985, il primo vincitore del premio fu proprio l’ex presidente sudafricano e attivista per i diritti umani Nelson Mandela che diceva: “ Nel mio paese prima si va in prigione, poi si diventa presidente.”
“ Un po’ più di tolleranza, cooperazione ed empatia” questa è la richiesta che lancia Muharrem Erbey in una lettera dalla prigione. “ Non dimentichiamo che tutti i cittadini devono avere il diritto di partecipare alla vita sociale e politica del loro paese e che questa partecipazione, al contempo, è un dovere morale.”
Traduzione di Stefanie Golisch
L’autore e la traduttrice sono membri della sezione tedesca di Writers in Prison che in questo momento sta lanciano una campagna per l’immediata liberazione di Muharrem Erbey.
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Proprio per questo vogliono la Turchia in Europa: per togliere diritti e libertà anche a noi!
Dovremmo seriamente ragionare se far entrare la Turchia nella UE.
Il problema è che la Turchia è diventato uno stato importante, produttore di molti dei prodotti che noi oggi abbiamo nelle nostre case o guidiamo.
Marco
grazie per l’informazione. il punto è: la Turchia è un frammento in dissoluzione del terrorismo di stato, o un nuovo nucleo aggregante di un nuovo stato totalitario verso il quale, da molti segni, marciamo