ARMANDO SCARAMUCCI, PITTORE DELL’ACQUA E DEL FUOCO

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

ScaramucciHo avuto il piacere di conoscere Armando Scaramucci in occasione di una recente presentazione del mio romanzo Sentieri di notte a Lucca, presso l’Associazione “Cesare Viviani”, con relatore lo storico dell’arte Corrado Marsan, grande estimatore dell’artista toscano. Poiché avevo in precedenza ricevuto in dono uno spendido volume a cura dello stesso Professor Marsan (Scaramucci, Le Monografie della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Noicàttaro), con immagini dei suoi paesaggi – naturali e al tempo stesso interiori –, nel momento in cui ho incontrato il pittore mi è venuto spontaneo chiedergli di approfondire in un’intervista alcuni spunti che la visione delle immagini e la lettura dei commenti mi avevano trasmesso.

– I due temi fondamentali della tua pittura sono l’acqua e il fuoco. Perché questa specialissima passione per gli elementi della natura?

Sono convinto che la natura sia la gran maestra di tutti, specialmente quando si lavora con i colori; importante è saperli leggere e piegarli secondo le singole necessità. Mi piace dipingere l’acqua e il fuoco, sia per la loro forza intrinseca, sia per la loro bellezza e vitalità.

Scaramucci 3– Tu vivi nella campagna lucchese. Quanto il paesaggio e la natura in cui sei costantemente immerso nutrono la tua pittura?

Il paesaggio lucchese, quello che vivo ogni giorno, ha sicuramente contribuito alla mia formazione intellettuale, anche se adesso, per leggere i miei lavori più recenti, giova molto l’aiuto dell’immaginazione: non sono “scorci” come li vedono gli altri, ma come li “costruisco” io.

– I tuoi quadri sembrano alludere a un “oltre”, a una dimensione profonda, archetipica, primordiale. Sono anche frutto di speciali stati d’animo?

La mia ricerca, se così posso dire, è in continuo movimento; per me, infatti, è importante il percorso mentale del lavoro che andrò a eseguire. La conseguente realizzazione è di secondaria importanza.

Scaramucci 2– Quanto la tua creatività si nutre di immagini, e quanto di viaggi e quanto di letture?

La mia creatività – se così vogliamo chiamarla – ormai non “guarda” più al paesaggio così com’è in natura, ma va ricomposta secondo i labirinti del ricordo. Non miro ad un paesaggio fotografico, ma ad un assemblaggio di visioni attinte a diversi momenti della mia vita.

– Dove potremo assistere a una tua nuova esposizione, prossimamente?

Per quanto riguarda le prossime mostre, di sicuro c’è solamente la partecipazione a una collettiva presso il Museo Guinigi a Lucca, dall’8 al 30 giugno, e in seguito all’Arte Fiera di Padova.

Tutte le immagini sono tratte dal sito www.scaramucciarmando.it.

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

7 pensieri su “ARMANDO SCARAMUCCI, PITTORE DELL’ACQUA E DEL FUOCO

  1. Ernesta scappaticci

    Che bei quadri!
    Sono contenta di aver potuto accedere a queste informazioni su questo bravo pittore, è molto interessante, i suoi quadri rispecchiano l’arte di un uomo fa della natura un ricordo!

    Grazie a Giovanni Agnoloni per averci dato di conoscere la pittura di Armando Scaramucci.

    Io sono una umile pittrice di porcellana e ceramica , e quello che ho letto della sua tecnica mi aiuterà nella mia passione per dipingere,
    col pennello i miei ricordi , non ci avevo mai pensato.

    Peccato voi siate lontani quando a Roma?

    Ernesta scappaticci.
    lascio qui la mia mail se potete avvertirmi quando sarà Roma ne sarei felice!

    [email protected]

    Ancora un saluto e un grazie di cuore.

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  2. elisabetta bordieri

    sempre belle le tue interviste gio, introspettive, che sanno andare oltre.
    un abbraccio
    eli

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