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da qui
Ormai sei lanciato, chi ti ferma più? Procedi di villaggio in villaggio, come se ogni giorno fosse l’ultimo, come mancassero solo poche ore, pochissimi minuti, alla fine della tua missione. Sai che in qualunque momento potrebbero arrivare per chiedere di te: chi cercate? Cerchiamo Gesù, il Nazareno. Sono io. Non resistono alla tua parola forte, che destabilizza, fino al punto da farli arretrare e rovinare in terra. Chi cercate? Gesù, il Nazareno. Vi ho detto che sono io. Verranno a prenderti con spade e bastoni, una sera come tante, mentre sei coi discepoli a pregare. Per questo corri, corri nelle strade, predichi il regno, guarisci i malati che t’inseguono a qualunque ora del giorno e della notte, incroci gli sguardi della gente, ascolti le storie che s’intrecciano come orbite di stelle e di pianeti, come se tutto l’universo avesse trovato il proprio centro in te, come avessi una forza misteriosa capace di attrarre senza dire una parola, con la sola, potente verità del tuo esserci per loro, la presenza stessa di JWHW, colui che c’è, colui che ha sempre una buona notizia da portare, anche se costa vivere d’amore, e si versano più lacrime di quanto si possa immaginare, ma che importa? Cammini, cammini, seguito dai discepoli e da un gruppo di donne, che non potrebbero parlare con un rabbi: che razza di maestro sei se ti trascini dietro un gineceo? E poi non sai che sono esseri inferiori, come schiavi e bambini, che non possono imparare la Scrittura, non devono parlare in assemblea, non possono e non devono, non devono e non possono? E perché permetti che ti assistano con i loro beni? Lo sai che sei nel torto, che Mosè non avrebbe mai approvato. Che diranno quelli che ti vedono? Che penseranno tua madre e i tuoi fratelli? Meno male che tuo padre non c’è più; si sarebbe vergognato delle tue trasgressioni inaccettabili. Non bastava Levi, il pubblicano, il pranzo coi suoi amici, il perdono dei peccati al paralitico, la mano stesa sul lebbroso? Ora anche le donne! Guardale là: Maria di Magdala, liberata da sette demoni, mica uno; Giovanna, moglie dell’amministratore di quel poco di buono del re Erode; Susanna e tutte le altre spudorate che chissà con quale faccia convivono con te e magari sono anche innamorate del primo rabbi che le ha fatte sentire più importanti.
Ne senti di voci, intorno a te. Come farai a restare così calmo? Come fai a guardare con quegli occhi che strappano ogni volta la maschera accigliata del giudizio?

La Verità non ha paura del giudizio degli altri, non si cura di quello che possono dire ,perché il giudizio è di Uno soltanto, e la Verità questo lo sa bene.
Come Gesu’ ci ha insegnato, e prima di lui MARIA con il suo esempio, i puri di cuore non temono giudizio…mai.
“Il cuore puro non ha niente a che fare con la sessualità o la mentalità sessuale, ma indica una limpidezza d’animo, è sinonimo di sincerità, di schiettezza.”
Che diranno quelli che ti vedono?
Ciascuno vedrà meglio dopo aver tolto la trave dal proprio occhio.
oggi in una chiesa ho letto una bellissima frase:
“La verità non si può sconfiggere”
don Jerzy Popieluszko
Sono venuto a dare compimento, non ad abolire….molte norme, molte regole che delimitano larghi tratti di vita, talvolta anche esistenze intere, scelte grandi, radicali sono frutto di tempi, di ragioni pratiche, di pregiudizi, di paura, di bisogno di potere. In Cristo quel dare compiutezza alla legge è stato passare oltre, superare quanto di inutile oscurava la verità e la bellezza del messaggio portato a tutti, davvero a tutti, uomini e donne, in una sequela, in un discepolato di condivisione della buona novella. Ancora oggi è difficile accogliere, con sguardo libero, magari da immagini devozionistiche o modelli ideali e irraggiungibili, voci di donna, presenza femminile che non ricalchi stereotipi. Penso alla grande testimonianza, in parte incompresa, delle ventritrè “madri del Concilio”, piccola e infinitesima briciola nei lavori del Vaticano II, voci di donne….
“…come se ogni giorno fosse l’ultimo…”
è bella questa immagine- vivere con disperazione di vivere per lasciare tanto Bene per altri.
Vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, “come mancassero solo poche ore, pochissimi minuti, alla fine” è l’unico modo per essere sempre sinceri con se stessi e con gli altri e, soprattutto, per rinunciare ad ogni maschera, per vivere nella Verità e cercare, con coerenza e costanza, di raggiungere quel Bene che sarà l’unica cosa di noi che rimarrà in eterno.
LA MASCHERA
Quando tutto l’universo dell’uomo avrà trovato il “proprio centro
in Te”, s’intrecceranno in armonia “orbite di stelle e pianeti”, ca-
drà la maschera dei pregiudizi e tutti saranno parte della stessa
bellezza, anche la donna-l’altra parte del cielo.
Il firmamento dell’Apocalisse ha già la sua Donna vestita di sole
con la luna sotto i piedi e coronata di stelle; in tutti i tempi e in tut-
te le lingue, la figlia di Sion, è stata chiamata: principessa, signora,
bacca profumata, goccia di mare, amata, amore.
Ma è stata così feriale nella sua vita, così vicina ad ogni emargina-
zione, così umile, così, Grande, da incarnare una profezia.
CERCHIAMO GESU’, IL NAZARENO
GESU’: Dio salva
NAZARENO: la cosa più buona uscita da Nazaret, in Galilea, con-
fine delle genti.
RE: non solo di questo mondo, ma del visibile ed invisibile e del
cuore dell’uomo.
DEI GIUDEI: Tu di ogni stirpe e anche giudeo, di ogni popolo e la-
titudine, il Primo, l’Ultimo e l’Unico al quale sarà ricapitolata la mol-
titudine della terra.
L’esclusione, un demone, una maschera: palizzate, parassiti o sovrastrutture che vivono a spese dell’ essere, e un’ offerta di un sogno d’Amore e di liberta’ che non si dimentica proprio di nessuno, una terra promessa che e’ completa se ci sono tutti.