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da qui
Ti aspettano con gioia, sei l’unico che può salvarli. La folla è pazza di te, vorrebbe portarsi a casa un pezzo della tunica, accarezzarti il viso, sentire una parola detta per loro, perché nessuno ha mai parlato come te, nessuno ha mai toccato il loro cuore come sai fare tu; perciò ti vogliono, ti cercano, ti chiamano, e tu non sai più come dividerti, come resistere all’assedio; certe volte vorresti essere altrove, altre volte ti commuovi per tutta questa attesa, questo folle desiderio d’incontrarti.
All’improvviso, fanno largo a un uomo che si sta dirigendo verso te. Si chiama Giàiro, ed è il capo della sinagoga. E’ sconvolto, si capisce, e appena ti raggiunge si getta ai tuoi piedi disperato: vieni a casa mia, Maestro, perché l’unica mia figlia, di dodici anni, rischia di morire.
Lo segui, mentre la gente si accalca più di prima; il mondo ti sembra una ressa senza fine da cui vieni seppellito, al punto che nessuno riuscirà più a trovarti.
Una sensazione forte, acuta, ti riporta alla realtà: chi mi ha toccato?
I discepoli ti guardano increduli.
Siamo circondati da ogni parte, come puoi fare una domanda simile?
Ho detto: chi mi ha toccato?
Si alza una selva di io no e nemmeno io.
Qualcuno mi ha toccato: ho sentito che una forza è uscita da me.
Allora si fa avanti una donna, tremante, a raccontare una storia dolorosa di emorragie e di medici incapaci, con i quali ha sperperato il suo denaro. Ha dovuto avvicinarti di nascosto, a causa dell’impurità. Hai il cuore in gola, avverti per lei una tenerezza che non riesci a trattenere.
Figlia, la tua fede ti ha salvata.
Intanto arriva uno dalla casa di Giàiro: dice che sua figlia è morta, non è il caso di disturbare oltre il Nazareno. Fissi gli occhi del padre, divenuto bianco come un cencio.
Non ti angustiare: solo, abbi fiducia.
Nella casa, trovi tutti che piangono e si battono il petto con un chiasso insopportabile.
Ti guardi intorno, fissandoli uno dopo l’altro.
Non piangete, perché si è addormentata, non è morta.
I presenti si trasformano in modo repentino: ora sorridono con aria di compatimento, qualcuno si lascia sfuggire una risata, qualcun altro sussurra tra i denti che non sarebbe il caso di dire sciocchezze in momenti come questi. Li ignori; ti avvicini alla defunta, le prendi la mano e le ingiungi a voce alta: fanciulla, alzati!
Ci sono momenti in cui non senti e non vedi più nessuno, intorno a te; istanti in cui t’invade la potenza del Padre, con l’energia da cui si è originato l’universo. Sono gli attimi in cui, finalmente, ti riposi.

È sempre più toccante la storia di Gesù raccontata così, in prima persona: ci fa incontrare l’Uomo da vicino, Lo rende ancora più simile a noi e ce Lo fa amare e comprendere sempre meglio.
Soprattutto ci fa rendere conto di ciò che provano i nostri sacerdoti, che hanno scelto di vivere come Lui, nella Sua sequela, imitandone l’esempio e cercando ogni giorno di trasmettere il Suo messaggio d’Amore e di salvezza.
Chi abita al riparo dell’Altissimo
riposa all’ombra dell’Onnipotente.
Sal 91:1
Per Gesu’ il riposo consiste nel felice compimento dello scopo per il quale e’ venuto ad abitare in mezzo a noi. Il riposo umano, il piu’ delle volte ,non ha nulla a che fare con il riposo divino identificabile con l’esercizio di un amore potente ed inestinguibile. L’azione di Gesu’ crea subito un bene palpabile per gli uomini e viceversa la purezza di cuore degli uomini arriva diretta al cuore di Gesu’, senza fraintendimenti, senza contorte interpretazioni ( cose che , a proposito di riposo, a mio parere stancano sia Dio sia gli uomini).
“Sono gli attimi in cui, finalmente, ti riposi.”
Riposarsi: tornare a posarsi, come l’uccello sul ramo dopo le fatiche del volo.
E comunque evviva il sano e meritato umano riposo, perché questo siamo: umani.
Ci sono momenti in cui non senti e non vedi più nessuno, intorno a te; istanti in cui t’invade la potenza del Padre
Gesù è l’incarnazione di un Dio vicino, accessibile, toccabile, in sintonia col Padre nel realizzare il progetto che mira alla salvezza dell’uomo.
Si alza una selva, uomini come alberi in cerca di luce
sul volto del Cielo, desiderio di volo sul capo di Cristo
come le ali piumate di Colomba divina.
Il sangue della contaminazione e il sonno della fanciulla,
ora,dietro l’energia che ha originato l’universo.
Gesù, divina creatura che accende mondi, e l’umanità
una selva e terra di crocifissione.
Mi piaceva sempre leggere nel Vangelo tutti questi brani con miracoli.
C’era un periodo nella mia vita,quando leggevo disperatamente Vangelo cercando proprio questi brani e mi chiedevo perché a me non succedono; poi mi si apriva la pagina dove discepoli venivano da Gesù dicendo: perché noi non riusciamo fare miracoli come fai tu? E Gesù aveva preso un bambino dicendo-perché voi non credete, devete diventare come questo bambino.
Io credo nel miracoli,credevo sempre perché desideravo,adesso credo ancora di più perché si sono successe anche a me.
Come questa donna che credeva disperatamente. Credeva che se soltanto tocca Gesù sarà guarita. E infatti, “Figlia, la tua fede ti ha salvata”
“Ci sono momenti in cui non senti e non vedi più nessuno, intorno a te; istanti in cui t’invade la potenza del Padre, con l’energia da cui si è originato l’universo. Sono gli attimi in cui, finalmente, ti riposi.”
Questi attimi si chiamano Pace… e che pace!
La auguriamo a tutti noi! è sicuramente la cosa più bella che ci può capitare in questa magnifica benedetta vita.
ernestina.
Penso che a noi tante volte manca la fede,la fede profonda, abbiamo sempre qualche dubbio, qualche ragionamento umano, e proprio questo che ci blocca,perchè Dio vuole sempre aiutare a bisognosi,opressi, solo che siamo noi che bloccamo questo aiuto di Dio. Ci manca a noi la fede profonda, con tutto cuore.
Come ricordo nel Vangelo. Gesù ha detto a Pietro di avvicinarsi da Lui camminando sul acqua; Pietro si aveva fidato e ha cominciato camminare, però impovvisamente si è guardato intorno, si è spaventato di questa meraviglia, avuto i dubbi se questo è possibile e…aveva cominciato affogarsi.
Uguale noi,ci crediamo nel Amore di Dio ma spesso abbiamo nostri dubbi umani, nostri ragionamenti e…cominciamo affogarsi nel nostri problemi.
Non è Dio che non ci aiuta ma siamo noi che non lo permettiamo perché non ci crediamo.
@ Agnese,
sempre saggia!
I tuoi commenti sono lezioni di grande verità… mi piace tanto ritrovarti così come sei.
un abbraccio a te e a tutti voi.
ernestina.
TI RIPOSI
Amoroso Verbo Gesù, il cui riposo è il grembo del Padre
ma che trovi la tua delizia tra i figli dell’uomo,attraversi la
umanità con infinita compassione e tocchi, con potenza
divina, il male e la morte delle tue creature essendo: “pen-
soso di ciascuna…prima ancora che assumessi carne uma-
na, prima ancora di farle uscire da quell’ovile beato che è
il santuario dei tuoi pensieri, Tu le hai chiamate una a una
per nome… o mio Dio, ogni anima per Te è tutto il mondo e
l’universo intero ti palpita davanti come un’anima sola”.
(C.Gay)
Il logos si fece carne e prese dimora tra noi, tra le nostre fatiche, tra gli sforzi tutti umani di chiedere, di cercare di capire, di af-fidarsi, di sollevarsi quel piccolo passo di più dalla terra. Il contatto, l’interiorità col Padre riporta all’origine, all’unione indistinta, venite a me, stanchi e oppressi, e vi darò ristoro….Anche il Figlio si fa immagine di un volgersi al Padre, del cercare riparo, conforto, riposo da quel tutto che allontana, che distoglie sguardo ed energie da ciò che ci è donato di più prezioso vero e vivente. Il suo allontanarsi dalle folle, per riposare, per pregare nella solitudine, per anticipare il passo dei suoi discepoli pare annuncio di risurrezione, di salvezza, di liberazione
@ Ernestina
Grazie! Sei troppo buona dicendo che sono saggia, io soltanto cerco di raccontare esperienze della mia vita, cosi anche io posso valutare miei informazioni (a volte mi sorprendo me stessa) e se posso essere utile per qualcun’altro, e` ancora di piu` la mia gioia.
un abbraccio. Agnese
”Ci sono momenti in cui non senti e non vedi più nessuno, intorno a te; istanti in cui t’invade la potenza del Padre, con l’energia da cui si è originato l’universo. ”
La grazia di quei momenti in cui sciogliendosi, finalmente, dalla propria chiusura si riesce ad aprirsi, a chiedere ed ascoltare la Sorgente, è che in quell’ energia senti tutti: il bene ricevuto e che ricevi, che ti ha salvato e ti salva, e l’invito a rimetterla in circolo. E a metterne (almeno si prova) dove non ce n’è.
http://youtu.be/btyhpyJTyXg
Tutti noi , come loro siamo gente disperata che ha bisogno di un briciolo d’amore, di un briciolo di pace che solo la fede ci può dare, La fede infatti fa miracoli trasforma le nostre parole e le nostre azioni in una bellissima preghiera.
@ Bioraffaella,
Sì la tua bellissima preghiera che hai scritto qui per tutti noi.
Grazie.
ernestina.