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da qui
Il tuo timore aumenta, perché vedono in te il messia nazionalista, trionfatore sui nemici, apportatore di benessere sociale e prestigio militare. Cercano di proclamarti re, dopo il fatto dei pani e dei pesci; ora leggi nei cuori emozionati un sogno antico di rivincita, l’eterna illusione che Israele possa e debba governare il mondo. Come spiegare che il tuo Progetto è agli antipodi di ogni delirio imperialista? Guardi i tuoi discepoli più stretti: avranno capito almeno loro? Sai che ti resta poco tempo, e cominci a disperare che anche uno, uno soltanto, afferri il bandolo della tua predicazione.
Mettetevi bene in testa questo: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini.
Ecco, la solita aria disarmata, non sanno più che dire. Che sia uno sforzo inutile? Solo vedendoti ammazzato come un cane giungeranno a capire qualcosa sul tuo conto?
Dentro di te, intravedi delle immagini, senti delle voci.
Dunque, tu sei re? Non sai che ho il potere di salvarti o condannarti a morte?
Due occhi tondi in una faccia glabra ti fissano con aria sconcertata.
Di dove sei?
I discepoli si sono distratti, un’altra volta: discutono tra loro, alzando il tono.
Di cosa parlavate?
Ammutoliscono all’istante. A volte maledici il tuo carisma di leggere nei cuori: non è bello sapere che stanno litigando, dopo l’annuncio del tuo destino doloroso, su chi tra di loro sia il più grande. Rassegnati, nessuno può capirti, ti sei già illuso troppo, Nazareno. E il Padre? Non può dare una parola di conforto, uno straccio di consiglio?
D’un tratto, ti accorgi di un bambino, accanto a te. Lo abbracci. Poi guardi a uno a uno i tuoi seguaci.
Chiunque si abbassa, come questo bambino, è il più grande tra di voi. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
L’uomo dalla faccia glabra si lava le mani in un catino; ha un’espressione strana che non riesci a decifrare, per la prima volta.

L’ uomo di per se non si piega alla volontà di Dio,ma alla sua volontà, se lo facesse non solo si lascerebbe guidare e coccolare dalle braccia del Signore, ma comprenderebbe anche le sue parole al momento incomprensibili, perché difficili da accettare.
L’espressione strana di chi e’ smarrito e non arriva a comprendere qualcosa che non rientra in categorie umane.Se questo puo’ essere l’inizio di una ricerca della verita’, provo tenerezza e vicinanza per queste persone per la carica di umanita’ e fragilita’ che riescono a trasmettere .
Umanita’ che spesso evapora nello sguardo sicuro di chi si crede gia’ “diplomato” nella fede.
“Chiunque si abbassa, come questo bambino, è il più grande tra di voi”
E’ vero e dolce. i bambini sono libri ancora da scrivere e noi abbiamo il sacrosanto dovere di farci aiutare da loro a” scrivere” un libro nel quale la speranza non manca mai e nemmeno il coraggio.
ernestina.
lo dedico a tutti i bimbi del mondo! grazie perché se vi guardiamo sapremo com’è il regno dei cieli
Il bambino si fida del padre, perchè lo ama ed ha bisogno di lui, e perchè comprende istintivamente di dover crescere e che il padre, già grande invece, ne sa più di lui.
Il figlio quindi si sente piccolo ed è umile, ed il padre si prende cura di lui.
Da qui parte il cammino di fede vero e sincero: dall’abbassarsi alla condizione di piccolo, dal sentirsi figlio, amato, del padre e dal desiderio e bisogno di farsi condurre e di mettere nelle sue mani tutta la propria vita.
Ed il Padre, che legge nei cuori, non abbandona mai il figlio…
Chiunque si abbassa, come questo bambino, è il più grande tra di voi.
Un messaggio che e’ un bel monito al mondo di oggi dove per sentirsi “grandi” si contano i seguaci su twitter e gli “i like” allo stato postato su facebook!
Il punto di arrivo dei cristiani è diventare come bambini. Le unita’ di misura di chi crede sono l’umiltà, la semplicita’ e l’amore incondizionato.
“Il discepolo di Gesù rinuncia a tutti i beni perché ha trovato in Lui il Bene più grande, nel quale ogni altro bene riceve il suo pieno valore e significato: i legami familiari, le altre relazioni, il lavoro, i beni culturali ed economici e così via… Il cristiano si distacca da tutto e ritrova tutto nella logica del Vangelo, la logica dell’amore e del servizio.”
(Papa Francesco)
L’uomo dalla faccia glabra e’un uomo di potere,uno che sa prendere decisioni, le grane religiose non lo toccano,ma quando si incontrano faccia a faccia, senza tante parole,l’uomo glabro deve cedere il passo,Lui ha scelto ,lasciandogli una piccola scappatoia,un catino dove lavarsi le mani ..quello era il suo compito/destino….passaggio necessario alla croce-resurrezione..
Non è una forza? un amore senza limiti, condizioni?, si sente leggendo la frase: “il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini”
Gesù sapeva che questi a chi ha dato tutto amore, a chi ha dato se stesso, loro prima lo aplaudiscono e poi tradiscono,metterano i chiodi nel suo corpo. Gesù lo sapeva bene,ma comunque, lo stesso ha dato a loro tutto bene,amore, come voleva Dio,voleva realizzare Il Progetto, per amore di Dio, perché questo che vogliamo noi adesso,in questo momento e solo per noi stessi,per fare stare bene noi non ha importanza, il valore ha Progetto più grande del nostro ego. Al primo piano sempre dobbiamo mettere amore di Dio,anche se ci fosse dobbiamo essere inchiodati dal traditori,perchè tutto ha un senso per il Bene più grande del nostro io.
La Parola del Maestro è un confine non ancora raggiunto. ” I miei
pensieri non sono i vostri pensieri”, divergono infatti da quelli di
una attesa messianica tutta terrena anche per quelli chiamati ad
essere pescatori di uomini.Sono ancora restii ad una scelta neces-
saria che arriva come una amara delusione anche se hanno vis-
suto l’intimità con Gesù, anche se l’hanno sentito proclamare: l’
Amato, e sul Sinai hanno contemplato la sua gloria.
Lo hanno sentito richiamare i morti alla vita, i malati alla guarigio-
ne, e parlare di -remissione dei peccati- e di una fede che salva.
Anche il sigillo divino sulle sue opere è rimasto una manifestazio-
ne indistinta, come vento nel gorgo di un baratro profondo.
Forse una colpa, un rimorso, scava nell’anima in attesa dell’incen-
dio dello Spirito.
Intanto celeste Signore, sarai nel deserto del tuo martirio di salvezza
e nel tuo, se pur desiderato battesimo di sangue, solo, conoscerai
l’abbandono, o eterna meraviglia del Paradiso, gloria di Dio.
Bello questo Gesù che questa volta si arena, cerca di decifrare, non sbandiera certezze ma si ferma, per cogliere un segno del Padre prima di parlare. Un invito al cammino e uno spunto di riflessione, sia per i giorni in cui si gira a fatica, sia per quando, e forse con fin troppa sicurezza, ci si sente sempre dalla parte di Gesù.
Show me the place, help me roll away the stone
Show me the place, I can’t move this thing alone
Show me the place where the word became a man
http://youtu.be/rr42uMJ9_fs
UN’ ESPRESSIONE STRANA
“L’uomo dalla faccia glabra…ha un’espressione strana”
“Sei tu il re dei Giudei?”.
“Oracolo del Signore al mio Signore, siedi alla mia destra
finchè ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi”:
“Non parli?”.
Verbo divino, “tra santi splendori, dal seno dell’aurora come
rugiada Io ti ho generato”.
“Non sai che ho il potere di liberarti o metterti a morte?”.
” Nessuno mi toglie la vita ,ma la do da me stesso”.
” Che cos’è la verità?”.
Io sono la Verità, la perfetta ” Conoscenza di Dio”, “Presso di me
c’è ricchezza e gloria, opere superbe ed equità”:
” Ecco l’uomo”.
E’ Dio incarnato, l’Amato dal Padre che ama il Padre nel soavis-
simo bacio, Spirito Santo.
Nell’umanità,” Si ripeta la musica del suo Essere”.
( Holderlin)
Mi piace pensare all’ultimo Turoldo, che cantava alla Limitata Onnipotenza del Signore, al Suo dolore di non potere oltre l’umana volontà chiusa alla più piccola stilla di bene, oltre il cuore dell’uomo serrato all’amore, al vero. Il Padre legge in quel buio, la tenebra comunque risplende come luce al suo cuore, ma il male è strano, inaccettabile e non decifrabile, contro ogni logica, contro ogni più naturale umanità…..