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da qui
Domandano, domandano, non la smettono mai di domandare. Ora si avvicina un dottore della legge: che vorrà?
Maestro, per ereditare la vita che cosa devo fare?
Solo a un ricco può sfuggire la parola eredità a proposito del paradiso. Non sa che in cielo non ci sono testamenti né denaro né beni da mettere da parte? Per questo hai insegnato ai tuoi discepoli a rinunciare a tutto quando partono in missione, anche alla borsa, alla seconda tunica, al bastone per difendersi. Non c’è niente da difendere e da cui difendersi, se non da se stessi e dalla propria avidità.
Cosa sta scritto nella Legge?
Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso.
Perché te lo chiede, se conosce la risposta? Tu sai ciò che cosa c’è nel cuore di ogni uomo, eppure ti stupisci sempre dell’ipocrisia e della malizia.
Hai detto bene: fa’ questo e vivrai.
Lo sapevi che avrebbe obiettato, che non gl’importa nulla del Signore, anche se è un dottore della legge. Ti addolora il fatto che il popolo di Dio sia guidato da gente come questa: chi potrà salvarlo?
E chi è il mio prossimo, maestro?
Non vuol capire, per questo gli rispondi raccontandogli una storia. Il dottore della Legge è irrigidito, ma più procedi nella narrazione, più le difese sembrano sfaldarsi, le mani cominciano a tremare, non si sa se per rabbia, impotenza o turbamento: le contorce, le intreccia, come per un bisogno urgente di lavarsi, come se, d’un tratto, si sentisse sporco. E’ lui che viaggia sulla strada da Gerusalemme a Gerico; è lui che ignora l’uomo incappato nei briganti, disteso mezzo morto dentro il fosso; è lui che non si ferma, anzi, decide di passare oltre, dalla parte opposta. E’ lui che sarà perseguitato, per il resto dei suoi giorni, dall’immagine dell’uomo insanguinato che non ha soccorso, al contrario di un eretico, un samaritano passato di là subito dopo, che gli unge con l’olio e il vino le ferite, lo conduce in un albergo, lo cura e poi lo affida all’assistenza dell’oste, ben pagato.
Chi ti sembra sia stato il prossimo dell’uomo incappato nei briganti?
Uno davanti all’altro, occhi negli occhi, vi fissate a lungo. Il dottore della Legge è sconfitto, per la prima volta. Le tue parole, d’ora in poi, non gli daranno tregua, come un rantolo, un grido disperato, fino all’ultimo respiro.

Una volta avevo un solo punto di vista: pensavo cioè di dover essere io buon samaritano per chi era nel bisogno, pensavo che questa parabola fosse invito a far attenzione ai bisogni dell’altro.
È ancora così, ma ora vedo anche un altro aspetto, altrettanto importante, forse anche di più perchè è un punto di vista nuovo che mi ha rivoluzionato la vita:
L’uomo incappato nei briganti sono io.
Il Buon samaritano, cioè il mio prossimo, nel senso del più vicino di tutti, è Gesù.
Lui per primo si prende cura di me, fascia le mie ferite e mi affida e mi porta da chi può continuare a curarmi: la Chiesa, i sacerdoti, la comunità, che a loro volta hanno ricevuto da Gesù stesso la grazia per aiutarmi (come l’albergatore della parabola che aveva ricevuto i denari dal buon samaritano).
La Grazia sta nei Sacramenti, nel cammino di fede, nella preghiera, nella guida spirituale…
E NON CHIEDERE NULLA
Ora invece la terra
si fa sempre più orrenda:
il tempo è malato
i fanciulli non giocano più
le ragazze non hanno
più occhi
che splendono a sera.
E anche gli amori
non si cantano più,
le speranze non hanno più voce,
i morti doppiamente morti
al freddo di queste liturgie:
ognuno torna alla sua casa
sempre più solo.
Tempo è di tornare poveri
per ritrovare il sapore del pane,
per reggere alla luce del sole
per varcare sereni la notte
e cantare la sete della cerva.
E la gente, l’umile gente
abbia ancora chi l’ascolta,
e trovino udienza le preghiere.
E non chiedere nulla.
David Maria Turoldo
sublime la poesia di Padre Turoldo…per noi,l’augurio di un lungo silenzio fecondo di grazia
Le tue parole, d’ora in poi, non gli daranno tregua, come un rantolo, un grido disperato, fino all’ultimo respiro.
Tutto questo accade quando il mondo che si era costruito gli sta crollando addosso perché ne vede un altro da vivere con una prospettiva diversa dalla sua !
Chi di noi segue la sua Via viene sottoposto a delle domande e al tempo stesso al giudizio di chi ci ascolta. I tesori di questa terra non eguagliano la ricchezza che è nel cielo e che si trova in Gesù.Non esiste, infatti, ricchezza più grande della Vita che Lui ci può donare, ma questo è difficile da capire, mentre è più facile criticare e gettare del fango addosso a chi ha trovato la vita accogliendo Gesù nel proprio cuore.
FINO ALL’ULTIMO RESPIRO
Fino all’ ultimo respiro m’insegua la tua voce, come un arco sul cuore,
fino al ritorno alle dimenticate pianure del Paradiso, all’odoroso giardino
da cui precipitai come folgore d’angelo ribelle.
Nelle tue sillabe, Verbo divino, sarà bruciato ogni desiderio, sarà tutto
un roveto inconsumabile.
STIMMATE DI S.FRANCESCO (17 settembre)
Il martirologio Romano al 17 settembre fa memoria delle stimmate di
S. Francesco : ” che per meravigliosa grazia di Dio, furono impresse
nelle mani, nei piedi e nel costato di S. Francesco”.
” Nel crudo sasso intra Tevere ed Arno
da Cristo prese l’ultimo sigillo,
che le sue membra due anni portaro” . (Paradiso Ct.11,106-108)
“Raggi obliqui feriscono onde
trafiggono la siepe come a Francesco
le stimmate del Serafino”. (D M.Turoldo)
Tanto è quel bene
ch’io aspetto,
che ogni pena
m’è diletto.
(San Francesco)
“Con l’esame di coscienza ogni uomo è posto dinanzi alla verità della propria vita.Egli scopre,in questa maniera,la distanza che separa le sue azioni dall’ ideale che si è prefisso”
Giovanni Paolo II
“- Insegnaci portare la croce, insegnaci ad amare quella croce che dalla carne e dal mondo viene messa sulle spalle di chi cerca la pace e la giustizia.Maria,regina e Madre di misericordia,dischiudi a quanti sentono venir meno le forze sotto il peso della croce l’orizzonte dell’ Alleluia pasquale”
Giovanni Paolo II
Maestro, per ereditare la vita che cosa devo fare?
“Mi spiace constatarlo, ma noto sovente che la sequela di Gesù di molti millantatori è fatta solo di apparenze e gesti ipocriti. Se penso a quei politici sempre in prima fila nelle celebrazioni liturgiche importanti e in pompa magna… Se penso anche a tanti fedeli delle nostre messe domenicali, che fanno a gara per fare atto di presenza ai riti e alle iniziative parrocchiali solo per “farsi vedere”, per solo gusto dell’affermazione di sé o per esercizio di un potere che non sono riusciti a ottenere da nessun’altra parte… (…) La pratica domenicale non ha nessun senso se poi evadiamo le tasse, giochiamo in borsa o sfruttiamo il prossimo. (…) Ci sono cristiani abbindolati dall’idea che basta una pratica personale dei sacramenti per salvarsi, mentre il Vangelo ci dice che è necessario ascoltare prima di parlare, soccorrere chi ha bisogno, prima di giudicare, anteporre l’uomo al rispetto dello shabbat. A quei tempi i pubblicani e le prostitute erano disprezzati, derisi, accusati. Invece – ed è qui la bellezza del testo evangelico che ci spiazza ancora una volta – furono gli unici ad ascoltare e credere in Gesù, a salvarsi, perché un peccatore che si riconosce tale ha sempre speranza di cambiare vita. Anche i trans ci precederanno.”
Brano tratto da: Come un cane in chiesa
Il Vangelo si respira solo nelle strade
Don Andrea Gallo
Quante volte ci manca lo slancio, quante volte l’egoismo, l’indifferenza prevalgono, non è facile essere coerenti con il percorso di fede intrapreso la strada è lunga e difficile ma la preghiera e la perseveranza all’ascolto della Parola saranno capaci di scalfire e abbattere i muri della nostra indifferenza.
Che bello se ognuno di noi alla sera potesse dire: oggi ho compiuto un gesto di amore verso gli altri. (Papa Francesco)
E’ la sordità di chi non vuole comprendere, e si arrampica nei buoni ragionamenti, sfodera parole ad effetto, oppure domanda, cerca, ma ben conoscendo la risposta. Al suo popolo di dura cervice, quante volte lo ha ripetuto Gesù…proprio non comprendete?….Ma è anche, proprio per questo si è incarnato, l’uomo Cristo ha dovuto mostrare la propria divinità piegata alle nostre inutili domande, alle scuse, al cercare di prendere tempo, di ritardare una volta di più la venuta di quel cuore aperto all’altro, alla vita nella sua pienezza.
Al mattino è facile decidere di aiutare gli altri ma alla sera il bilancio è povero ed allora sento sconforto e penso che la mia Fede è piccola piccola e chiedo aiuto vorrei come dice Papa Fra cesco arrivare almeno in Purgatorio ma ho la sensazione di andare dritta in fondo alla punta delcartoccio il diavolo si insinua sempre
RABBONI
Il Rabbi parla e ammaestra divinamente, è un canto la sua bocca, una
sorgente d’onde, è la Parola incarnata che dall’eternità risuona arcana-
mente e a cui la malizia dell’ uomo tende tranelli e interrogativi per
trarre in inganno, ma il “Signore conosce i pensieri dell’uomo, non so-
no che un soffio”.
“Dio che aveva già parlato…per mezzo dei profeti, ultimamente, ha par-
lato a noi per mezzo del Figlio”, l’impossibile voce alla quale anela l’uma-
nità, voce che dispiega la parola che muta la morte in vita e il grano nel
suo Corpo, un gusto sconosciuto, da ascoltare e ruminare: ” fiore di fru-
mento e miele di roccia” :Cristo-Gesù.
Parla ancora a questa umanità, tua serva, che alfine ti ascolti, Rabboni,
Maestro mio, amoroso Verbo Gesù, Figlio di Dio, “irradiazione della sua
gloria”.
@maria grazia
scusa che mi permetto risponderti,ma mi ha colpito tuo commento, e mi si è ricordata la frase del Vangelo: “la tua fede ti ha salvato”
dai, tu ci metti tutta per aiutare, ma anche se la sera non sei abbastanza sodisfatta del tuo lavoro?- non fa niente, non c’è la fai salvare tutto mondo. Tu continui così e vedrai che ogni giorno andrà meglio, perché ogni sorriso è la gioia, piano piano forse un giorno riusciranno sorridere tutti.
un abbraccio
Agnese
“Uno davanti all’altro, occhi negli occhi, vi fissate a lungo. Il dottore della Legge è sconfitto, per la prima volta. Le tue parole, d’ora in poi, non gli daranno tregua, come un rantolo, un grido disperato, fino all’ultimo respiro.”
E la fede avrà un senso compiuto… l’Amore per Dio.
ernestina.
a mio figlio.. la mia fede ti salverà.
„Cosa sta scritto nella Legge?‘‘
„La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come
singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede
l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale“.
(Costituzione della Repubblica Italiana, art. 2)
“Non si può governare senza amore al popolo e senza umiltà! E ogni uomo, ogni donna che deve prendere possesso di un servizio di governo, deve farsi queste due domande: ‘Io amo il mio popolo, per servirlo meglio? Sono umile e sento tutti gli altri, le diverse opinioni, per scegliere la migliore strada?’. Se non si fa queste domande il suo governo non sarà buono. Il governante, uomo o donna, che ama il suo popolo è un uomo o una donna umile.
Nessuno di noi può dire: ‘Ma io non c’entro in questo, loro governano…’. No, no, io sono responsabile del loro governo e devo fare il meglio perché loro governino bene e devo fare il meglio partecipando come io posso“.
(Papa Francesco, settembre 2013)
@Pam
anche io ho letto queste parole di papa Francesco,bellissime e con tanta ragione; anche io avevo voglia di scriverla qua, però ieri ho sentito uno che governava,e come adesso lo vogliono allontanare dal governo, si aproffita dal cuore del popolo utilizzando le parole di papa come sue, dicendo-io sempre amavo mio popolo e lo amo!
Le parole di papa Francesco sono bellissime, però quando uno le utilizza per suo scopo privato,sporco, è un colpo basso per il popolo, oppure come ultima possibilità per uno che sta affondando ma vuole rimanere e arrivare al porto per suo gioco sporco, e questo non mi piace,perchè solo uno con il cuore chiuso può aproffitarsi dalla fede di gente
scusa Pam, ma comunque avevo voglia di scrivere questo, solo che mi stavo trattenendo, adesso mi sono sfogata
un abbraccio
@ Agnese
Penso che Papa Francesco – e anche la Costituzione – ci offrano principalmente un criterio di valutazione dei fatti. Per cui un qualunque governante, ma anche una qualunque persona, che utilizzi parole che non corrispondono alla realtà del comportamento, si rende ancora meno credibile. Per questo è importante che osserviamo, pensiamo e raffrontiamo le parole con le azioni; credo sia, forse, uno dei sistemi per smascherare gli utilizzi deviati e a scopo strumentale dei migliori messaggi.
Ti devo confessare anche una cosa, Agnese: quando parlava quell’ “uno che governava” ho proprio cambiato canale….
Ti abbraccio forte anche io.