65. Fino al canto del gallo

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=99c3aok-0uE]

da qui

Come fare a trasmettere un’urgenza? Come convincerli che il tempo è divenuto breve, che da quando hai parlato del regno il regno è qui, cresce mattone su mattone, e chi ne resta fuori rischia di morire assiderato, travolto da passioni fuorvianti, dalle tempeste invisibili dell’ambiguità? Possibile che non vedano al di là del proprio naso, che si accontentino del nulla con il quale infarciscono la vita? Ma tu, ostinato, resisti: non lasciarti scoraggiare da chi fa, ogni volta, orecchie da mercante, da chi ti ritiene uno dei tanti visionari che lanciano allarmi inesistenti. Non è questo, forse, il destino dei profeti? Pensavi che avessero rispetto per te, che ti presenti con l’autorità stessa del Padre? Ti ascoltano con entusiasmo e si persuadono, nello stesso tempo, che i tuoi insegnamenti siano solo favole avvincenti.
Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa.
Provaci, mettili con le spalle al muro, fagli capire che arriva, prima o poi, il momento in cui la vita chiede il conto, l’ora in cui devi presentare il tuo bilancio.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà svegli, al loro posto. In verità vi dico, si cingerà le vesti, li farà mettere in tavola e passerà a servirli.
Ti guardano male, quando dici queste cose: un padrone che serve a tavola gli schiavi non si è visto da nessuna parte. Si avverte un mormorio di voci, un alzare di spalle, un fare cenni al vicino come dire: questo è matto.
Sappiatelo bene: se il padrone di casa prevedesse l’arrivo del ladro, non si lascerebbe scassinare la casa.
E questo cosa c’entra? Ormai sono convinti che stia perdendo colpi, che non sia più l’oratore convincente che ancora fino a ieri li incantava.
Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non potete immaginare.
E chi sarà questo Figlio dell’uomo? Non potresti parlare un po’ più chiaro? Vola più basso, che questi ascoltano soltanto chi ha i piedi per terra.
Pietro è preoccupato: fiuta subito il sospetto della gente.
Maestro, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?
Hai deciso, come sempre, di arrivare fino in fondo: sì, il tempo è breve, inutile girarci intorno.
Qual è dunque l’amministratore saggio, che il Signore porrà a capo della servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? Beato quel servo che il padrone troverà al suo lavoro: lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, sarà punito con rigore. A chiunque fu dato molto, sarà chiesto molto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.
Quelli in prima fila hanno sentito: i sorrisi di compatimento si trasformano in un’aria turbata, come se capissero, per la prima volta, qualcosa alla quale non avevano pensato. Pietro, invece, è raggiante: si rende conto solo adesso di quello che gli hai dato, del tesoro straordinario che sta cominciando a accumulare. Con tutto il bagaglio di cui è stato dotato, può affrontare il mondo a viso aperto, si sente pronto a sbaragliare ogni avversario. Ci penserà su tutta la notte, fino al canto del gallo.

17 pensieri su “65. Fino al canto del gallo

  1. ema

    “Come fare a trasmettere un’urgenza?”

    URGENTEMENTE

    È urgente l’amore.
    È urgente una barca in mare.

    È urgente distruggere certe parole,
    odio, solitudine e crudeltà,
    alcuni lamenti,
    molte spade.

    È urgente inventare allegria,
    moltiplicare i baci, i raccolti,
    è urgente scoprire rose e fiumi
    e mattine limpide.

    Cade il silenzio sulle spalle e la luce
    impura, fino a dolere.
    È urgente l’amore, è urgente
    Restare.

    E. De Andrade

    Rispondi
  2. bioraffaella

    Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà svegli, al loro posto. In verità vi dico, si cingerà le vesti, li farà mettere in tavola e passerà a servirli.

    i servi che attendono il padrone siamo noi…noi che restiamo svegli con l’ aiuto della preghiera per non cadere in tentazione, noi che prendiamo i sacramenti e ci affidiamo alla nostra guida spirituale, poiché quando arriverà quel giorno in cui il padrone ritornerà dalle nozze,il padrone che è Gesù. ,ci farà sedere alla sua mensa i ci offrirà il dono dell’ Eucaristia, dono di vita e di salvezza.

    Rispondi
  3. agnese

    Con prime frasi di questa pagina,mi si è ricordata una famosa frase (ma io oviamente non ricordo autore)
    “Dobbiamo imparare presto amare la gente,perchè la vita dura così poco”

    Rispondi
  4. agnese

    “Il Popolo di Dio aveva la memoria della Legge,ma era una memoria lontana,in quel giorno invece la memoria si è fatta vicina e questo tocca il cuore. Piangevano di gioia,non di dolore,perchè avevano l’esperienza della salvezza…(…)
    Quando la memoria si fa vicina fa due cose:riscalda il cuore e ci dà gioia….
    E questa gioia è la nostra forza”

    Papa Francesco

    Rispondi
  5. agnese

    E come ha scritto Raffaella sul un’altra pagina (mi permetto di copiare):
    “Il Signore proporziona le prove alle forze che ci dà”
    santa Teresina di Lisieux

    Rispondi
  6. F

    FINO AL CANTO DEL GALLO
    Pietro al canto del gallo, sarà al risveglio, un pianto amaro, il confessore ardente, a cui il Padre ha rivelato Cristo, sarà un cuore annientato, anche se non è l’amore che manca, ma l’unzione dello Spirito Santo.
    Il canto del gallo, per Pietro, sarà l’alba dalla punta lancinante come fuoco, le sue stesse lacrime saranno bruciate dal ravvedimento.
    “Simone, figlio di Giona, tu sei Pietro”, darai la vita per Cristo, il Figlio di Dio vivente.
    Tu, Maestro buono, conoscevi la sua notte per questo: “Ecco saranno fatte nuove tutte le cose”.
    Allora tu, discepolo di Cristo, potrai dire senza timore: “Tu sai che ti amo, Signore”, perché
    Gesù ha pregato per te.

    Rispondi
  7. F

    SAN FRANCESCO D’ASSISI (4 ottobre)

    ” Di questa costa, là dev’ella frange
    più sua rattezza, NACQUE AL MONDO UN SOLE,
    come fa questo talvolta di Gange.

    Però chi d’esso loco fa parole,
    non dica Ascesi, che direbbe corto,
    ma Oriente, se proprio dir vuole”

    “Nel crudo sasso intra Tevere ed Arno
    da Cristo prese l’ultimo sigillo
    che le sue membra due anni portarno”.

    (Paradiso Ct. XI, 49-51,106-108)

    Rispondi
  8. Ernesta Scappaticci

    “Con tutto il bagaglio di cui è stato dotato, può affrontare il mondo a viso aperto”

    ma, mai, e poi mai, quello che è successo oggi!!!!!!
    …. se fate distinzione di persone,
    commettete un peccato.. ( Gc 2,9 )

    ernestina. fortunata di essere stata tutto il giorno coi miei ragazzi che comunque mi hanno donato il loro sorriso! grazie ragazzi siete il cuore del mio cuore.

    Rispondi
  9. F

    FRANCESCO
    INCIPIT
    “Un uomo fu nella città di Assisi il quale ebbe nome Francesco
    la cui memoria è in benedizione”:
    DELL’AMORE DI DIO
    Per compassione che avea della passione di Cristo, sì si sforzava di tramutarsi in Cristo”.
    “Andava per le campagne piangendo e gridando -l’Amore non è amato-“. (Leggenda dei tre compagni).
    DELL’AMORE DEL PROSSIMO
    “Quando hai innanzi un povero, sì dei fare ragione d’aver innanzi lo specchio di Dio e della sua Madre, e quando vedi gli infermi, ricordati della infermità che Cristo ricevette”.
    DELL’AMORE DELLE CREATURE
    “Tutte le creature appellava fratelli e sorelle”.
    DELLE STIMMATE,
    “Erano quei chiovi neri come ferri e la piaga del lato era rossa
    e ritonda..sicchè parea una bella rosa”
    (S.Bonaventura – Vita di S.Francesco)

    Tu, che ” sei il Bene, tutto il Bene, il sommo Bene, e operi cose meravigliose”, hai guardato con amore inestimabile al Poverello Francesco, gloria a Te nei secoli.
    Vero seguace di Cristo crocefisso, Francesco, lo ha portato nel cuore con amore ardente, nel corpo con le stimmate: la terra è ancora piena di stupore.

    Rispondi
  10. M&C

    Benedetto l’errore, quando questo porta ad incrociare gli occhi di Gesù che ti scrutano nel profondo e che riflettono, come in uno specchio, tutto il tuo cuore e tutta la tua anima…
    Benedetto il canto del gallo, perchè da quel momento, veramente, conosci te stesso, i tuoi limiti, la tua piccolezza, e poi iniziare a camminare sul serio dietro a Cristo…

    Rispondi
  11. robysda

    Come fare a trasmettere un’urgenza?

    Papa Francesco ha detto “Vergogna!”, il sindaco di Lampedusa al Premier “Venga con me a contare i morti” e tante altre le parole di dolore, di rabbia, di sdegno, per una tragedia nella tragedia. Sì è urgente l’intervento dell’UE, degli organi di competenza, nemmeno il mare ne può più di vomitare cadaveri, numeri approssimativi di vite insignificanti senza nomi e senza storia, agli occhi di chi non ce la fa più ad affrontare emergenze ripetute e improvvisate, è urgente la preghiera per le centinaia di persone che sono partite dalla disperazione per approdare ad un’altra senza via d’uscita, perché in tutto questo affondo sia presente comunque forte uno spiraglio di speranza, l’ abbraccio grande che non si tira indietro mai, si manifesta, anzi, ancora più forte verso questi ultimi di cui, nell’indifferenza e l’abitudine dei prossimi giorni, resterà, forse, solo qualche tweet.

    Rispondi
  12. pam

    Quando canterà il Gallo- Moni Ovadia
    „E‘ inutile andare a cercare il Padre eterno nelle volte celesti. Lo dice Gesù stesso in una famosa frase che gli attribuisce San Paolo: ‚Ciò che fai allo straniero lo fai a me‘. Lo straniero incarna il divino nella sua fragilità. Lo straniero è l’altro per antonomasia, perché è escluso dalle tutele nazionali e dagli status burocratici, così come lo è l’emarginato, il diverso, l’oppresso.“
    ***
    Che la preghiera viva sia il movimento verso l’altro, penso possa andare bene anche quando, magari, all’interno di stessi gruppi, comunità, aziende, realtà sociali può accadere di sentirsi stranieri l’uno all’altro.

    Rispondi
  13. Iole Chessa Olivares

    Fare, fare, decidere subito gli aiuti concreti di tutta l’Europa…basta parlare, non è possibile tollerare tanta indifferenza ….ma come facciamo, tutti, a guardarci ancora allo specchio dopo esserci voltati dall’altra parte mentre alcuni fratelli affondavano nel mare dell’ingiustizia,della miseria, della disperazione.

    Rispondi
  14. RossellaT

    A chiunque fu dato molto, sarà chiesto molto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.

    Oggi più che mai queste parole dovrebbero farci riflettere e domandarci quale risposta stiamo dando noi che abbiamo ricevuto molto?

    Rispondi
  15. agnese

    A volte viene difficile capire la Parola di Dio, perché vogliamo capire con nostro sguardo “umano”; a volte lo capiamo ma viene difficile fare come dice Signore,perchè nostri istinti umani sono dominanti dal nostro cuore; a volte vogliamo vivere nella Parola di Dio,però… non adesso,ma in un altro giorno,perchè adesso sono solo “umano”.

    Rispondi
  16. maria grazia

    al canto del gallo chiedo sempre che la mia Fede sia accresciuta ma quando la sera tiro le somme mi accorgo di non aver fatto nulla

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *